{"id":234326,"date":"2017-10-27T00:00:00","date_gmt":"2017-10-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/terrorismo-e-sicurezza-le-sfide-della-somalia-2\/"},"modified":"2017-10-27T00:00:00","modified_gmt":"2017-10-26T22:00:00","slug":"terrorismo-e-sicurezza-le-sfide-della-somalia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2017\/10\/27\/terrorismo-e-sicurezza-le-sfide-della-somalia-2\/","title":{"rendered":"Terrorismo e sicurezza: Le sfide della Somalia"},"content":{"rendered":"<p>di Bruna Sironi<\/p>\n<p>luned&igrave; 16 ottobre 2017<\/p>\n<h2 id=\"pagina_sottotitolo\">L&#8217;attentato del 14 ottobre a Mogadiscio, il pi&ugrave; devastante della storia della Somalia con quasi 300 morti e altrettanti feriti, evidenzia gravi lacune nel settore della sicurezza, di cui i movimenti jihadisti hanno saputo prontamente approfittare.<\/h2>\n<article><a href=\"http:\/\/elabora.fondazionenigrizia.it\/public\/1\/nuovo_nigrizia\/somalia\/mogadiscio2.jpg\" class=\"fancybox_zoom\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> <\/p>\n<div id=\"topnews_radio\"> <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/elabora.fondazionenigrizia.it\/public\/1\/nuovo_nigrizia\/somalia\/mogadiscio2.jpg?width=703&amp;height=342&amp;mode=crop&amp;scale=both\" \/><\/figure>\n<\/p><\/div>\n<p> <\/a> <\/p>\n<div id=\"pagina_content_sx\">\n<div id=\"pagina_testo_contenuto_secondario\">\n<p style=\"text-align: left\"><em>Nella foto: un uomo cammina&nbsp;<\/em><em>tra le macerie<\/em><em>&nbsp;mostrando la sua disperazione, subito dopo l&#8217;attacco. (Farah Abdi Warsameh \/ AP)<\/em><\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<div id=\"txt\">\n<p style=\"text-align: left\">Continua a salire il numero delle vittime del gravissimo attacco terroristico che ha devastato il centro di Mogadiscio sabato scorso, 14 ottobre. Secondo le dichiarazioni del ministro dell&rsquo;Informazione del governo somalo, questa mattina si contavano 276 morti e almeno 300 feriti. Ma i dispersi sono ancora molti, come i feriti che non sopravvivono alle prime cure. Tra le vittime ci sarebbero anche dei volontari della Luna Crescente somala, la denominazione della Croce Rossa nei paesi musulmani. E&rsquo; il pi&ugrave; devastante attentato nella storia del paese. Il gruppo indipendente locale Aamin Ambulance, ha dichiarato via Tweet che non ha visto nulla di simile nei dieci anni di attivit&agrave; come organizzazione di pronto intervento, dopo i numerosi attentati che si sono registrati in citt&agrave;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Tutto riconduce al modo di operare del gruppo al-Shabaab, responsabile di decine e decine di sanguinosi attentati nel paese, che per ora, per&ograve;, non ha rivendicato l&rsquo;azione. Un camion carico di esplosivo &egrave; stato fatto saltare in un quartiere centrale di Mogadiscio, davanti al Safari Hotel, ad un incrocio nelle vicinanze di diverse ambasciate e uffici governativi, tra cui il ministero degli Esteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Nella terribile esplosione gli edifici circostanti sono crollati seppellendo decine di persone, i veicoli in transito si sono incendiati, cos&igrave; come i negozi che costeggiavano la strada. Le operazioni di soccorso sono continuate per tutta la notte. Il primo ministro, Hassan Ali Khaire, ha dichiarato che i miliziani di al-Shabaab &ldquo;se ne fregano della vita dei somali&hellip; Hanno colpito la zona pi&ugrave; popolosa di Mogadiscio, uccidendo solo civili&rdquo;. Due ore dopo, un&rsquo;altra esplosione, meno potente, ha devastato l&rsquo;area della Medina. Il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, detto Farmajo, ha invitato i cittadini di Mogadiscio a dimostrare solidariet&agrave; con le vittime, donando il proprio sangue &#8211; lui stesso ha dato l&rsquo;esempio &#8211; e ha proclamato 3 giorni di lutto nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>Lacune nella sicurezza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">L&rsquo;attentato &egrave; avvenuto due giorni dopo le dimissioni concomitanti del ministro della Difesa, Abdirashid Abdullahi Mohamed, e del capo di Stato maggiore dell&rsquo;esercito, Mohamed Ahmed Jimale, circostanza che svela problemi nella gestione di uno dei settori cruciali del paese, quello della sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Le dimissioni sono arrivate in un momento molto delicato per l&rsquo;esercito somalo, sempre pi&ugrave; frequentemente attaccato dal terroristi di al-Shabaab, che proprio negli ultimi mesi hanno preso il controllo di diverse postazioni governative e hanno esteso la presenza su zone del territorio da cui avevano dovuto ritirarsi sotto l&rsquo;incalzare delle truppe regionali dell&rsquo;Amisom (forti di 22.000 uomini) e dei bombardamenti dei droni americani. Proprio sabato ha ripreso il controllo della cittadina di Bariire, a soli 50 chilometri da Mogadiscio, nella regione del Basso Shabelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Analisti e diplomatici sottolineano come il camion pieno di esplosivo ha dovuto passare diversi posti di blocco dove tutti i veicoli dovrebbero essere ispezionati prima di poter proseguire, cosa che evidentemente non &egrave; avvenuta nel caso dei due mezzi che sono saltati in aria sabato mattina nel centro della citt&agrave;. <br \/> La circostanza confermerebbe le voci di divisioni negli apparati di sicurezza del paese e renderebbe evidente la persistente fragilit&agrave; dell&rsquo;apparato statale, otto mesi dopo l&rsquo;insediamento del nuovo presidente e del nuovo governo che avevano fatto sperare in un&rsquo;evoluzione positiva della situazione complessiva del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>Al-Shabaab in ripresa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">L&rsquo;attentato di sabato chiarisce inoltre che al-Shabaab ha ripreso l&rsquo;iniziativa in modo clamoroso, dopo un periodo di crisi in cui c&rsquo;erano state lotte per la leadership e defezioni che avevano dato origine alla formazione di unit&agrave; che si ispirano al progetto dello stato islamico. Rashid Abdi, direttore del settore Corno d&rsquo;Africa dell&rsquo;International Crisis Group, un centro studi e di advocacy con sede a Nairobi, ha osservato che l&rsquo;attentato &ldquo;E&rsquo; un segnale chiaro che al-Shabaab non &egrave; finito e fuori dai giochi; piuttosto sta intensificando il conflitto&rdquo;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Una Somalia ancora, e sempre pi&ugrave;, instabile &egrave; un evidente pericolo anche per il Kenya, che sta vivendo un turbinoso e drammatico periodo elettorale, e per l&rsquo;intera regione. Potrebbe diventare base e terreno di confronto anche della pi&ugrave; vasta crisi mediorientale e di quella del Golfo in particolare. Gi&agrave; ora la compagine statale &egrave; divisa tra i diversi blocchi che vi si combattono, con i governi regionali che stringono accordi non sempre in linea con quelli del governo centrale, sottolinea Abdi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il Fondo Monetario Internazionale, in un suo recente rapporto, mette l&rsquo;accento sull&rsquo;aspetto economico della crisi attraversata dal paese: i pi&ugrave; gravi problemi che impediscono il decollo dello sviluppo sarebbero la debolezza delle istituzioni, la diffusione della povert&agrave;, un insufficiente sviluppo delle infrastrutture economiche e l&rsquo;altissimo tasso di disoccupazione giovanile. Il tutto reso ancora pi&ugrave; drammatico dalla siccit&agrave;, per cui il 45% della popolazione (6,2 milioni di persone) dipende, e dipender&agrave; nel prossimo anno, dagli aiuti alimentari per la sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Senza sviluppo non ci sar&agrave; stabilit&agrave;, ma senza stabilit&agrave; lo sviluppo non potr&agrave; mettersi in moto, dice in sostanza il rapporto. E&rsquo; un circolo vizioso in cui la Somalia &egrave; intrappolata da troppi anni, un circolo vizioso la cui rottura, purtroppo, sembra ancora piuttosto lontana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.nigrizia.it\/notizia\/le-sfide-della-somalia\/notizie\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.nigrizia.it<\/a><\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/article>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Bruna Sironi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234326","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234326","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234326"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234326\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234326"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}