{"id":234337,"date":"2017-11-23T00:00:00","date_gmt":"2017-11-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/perche-la-pira-e-scomodo-e-attuale-2\/"},"modified":"2017-11-23T00:00:00","modified_gmt":"2017-11-22T23:00:00","slug":"perche-la-pira-e-scomodo-e-attuale-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2017\/11\/23\/perche-la-pira-e-scomodo-e-attuale-2\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 La Pira \u00e8 scomodo e attuale"},"content":{"rendered":"<div><span class=\"post-meta-author\"><span class=\"post-meta-author\">A cura di <span> Carlo Cefaloni<\/span><\/span><\/span> <span class=\"post-meta-author\"><span><\/span><\/span><\/div>\n<div class=\"post-meta\">22 novembre 2017 <span class=\"post-meta-author\"><span><\/span> <\/span><\/div>\n<div>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/fonte\/citta-nuova\/\" title=\"Citt&agrave; Nuova\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Citt&agrave; Nuova<\/a><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div class=\"post-summary\"><strong>A 40 anni dalla scomparsa resta il modello di una politica autentica e affascinante. Alla scoperta di una testimonianza radicale che spesso si vuole ridurre ad un &ldquo;santino inoffensivo&rdquo;. Il senso della sua scelta cristiana e i rapporti difficili nel suo partito. Intervista a professor Marco Lup<\/strong>pi<\/div>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/LA-PIRA-720x0-c-default.jpg\" \/><\/p>\n<p>Il toscano cardinal&nbsp; <strong>Gualtiero Bassetti<\/strong> lo ha conosciuto bene. Lo cita in ogni occasione, come trama di un rapporto che continua alla ricerca di quei segni dei tempi che questo sindaco di Firenze, nato in Sicilia, sapeva vedere e mostrare a tutti, anche andando controcorrente. Soprattutto nel campo della giustizia sociale e della pace. Si spiega cos&igrave; il tentativo ricorrente di rinchiudere <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/giorgio-la-pira_%28Dizionario-Biografico%29\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Giorgio La Pira<\/strong><\/a> nella rassicurante versione agiografica cos&igrave; lontana dalle sfide odierne. &Egrave; perci&ograve; importante parlarne in maniera approfondita con <a href=\"http:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/portfolio\/marco-luppi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Marco Luppi<\/strong><\/a>, professore incaricato del corso Storia politica contemporanea all&rsquo;<strong>Istituto universitario&nbsp; Sophia<\/strong> &ndash; Loppiano, di ritorno da una significativa esperienza di docenza nel mondo latinoamericano presso il Centro Universitario Tabosa de Almeida Asces-Unita di Caruaru, <strong>Stato del Pernambuco<\/strong>, Nord-est del <strong>Brasile<\/strong>.<\/p>\n<p><em><strong>Come studioso di storia contemporanea ed esperto della vita di La Pira, quali tratti emergono dalla sua vita che lo sottraggono ad una riduzione a santino inoffensivo? Cosa disturbava nella sua posizione in campo sociale e della lotta per la pace?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>All&rsquo;interno di una stagione complessa per il mondo della politica, sempre pi&ugrave; criticato proprio per la difficolt&agrave; di stabilire un dialogo costante con i cittadini, soprattutto in riferimento ai rivendicati diritti fondamentali (lavoro, istruzione, povert&agrave;, inclusione), La Pira si ripresenta come un testimone credibile e &ldquo;scomodo&rdquo;. Credibile perch&eacute; non ebbe timore ad affrontare quotidianamente i nodi del suo impegno politico, tanto nella ricca vicenda amministrativa di Firenze che nell&rsquo;impegno per la pace a livello mondiale. Nel fare questo prese sul serio, senza screditare nessuno &ndash; anzi ponendo ciascuno al proprio posto &ndash; tutte le componenti interessate ad una crisi, ad una vertenza, alla soluzione di una problematica concreta. Era credibile perch&eacute; affront&ograve; l&rsquo;esperienza politica senza annacquare il proprio messaggio, profondamente radicato nella sua scelta cristiana.<\/p>\n<p><em><strong>In che modo declin&ograve; questa scelta? &nbsp;<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Dico &ldquo;cristiana&rdquo; non tanto o non solo come scelta spirituale e religiosa privatistica, ma come riferimento antropologico intero ed universale, che guardava al valore dell&rsquo;uomo e alle sue potenzialit&agrave;. Da quella posizione era in grado di dialogare con tutti e di stabilire punti di contatto con realt&agrave; diversissime, che trovavano in La Pira non solamente attenzione e ascolto, ma una forte volont&agrave; di lottare per il rispetto della dignit&agrave; umana, per la costruzione di una societ&agrave; in grado di armonizzare le proprie diversit&agrave;, per la pace intesa come condizione di armonia che nasce dalla volont&agrave; di affrontare i drammi e le sfide attraverso la riscoperta di radici condivise, di valori universali come la fraternit&agrave;. Egli &egrave; stato &ndash; e rimane &ndash; un testimone scomodo perch&eacute; non pu&ograve; essere &ldquo;incasellato&rdquo; e perch&eacute;, nel dubbio, si &egrave; sempre schierato dalla parte degli ultimi.<\/p>\n<p><em><strong>Quale &egrave; stato il rapporto con la direzione del Democrazia Cristiana?&nbsp; E quello con Luigi Sturzo?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>L&rsquo;esperienza di La Pira &egrave; nata prima di tutto come un percorso di formazione politica, che egli ha svolto per i giovani del vasto mondo cattolico degli anni 1930-1950 (Azione Cattolica, FUCI, Movimento Laureati) e come giurista presso l&rsquo;Universit&agrave; di Firenze, attraverso la passione per il diritto romano, che lo port&ograve; a lavorare in prima linea tra i Padri Costituenti nella scrittura della nostra Carta fondamentale. Quando si tratt&ograve; di rispondere ad una richiesta di candidatura da parte della Democrazia cristiana, prima alla Costituente e poi in Parlamento, La Pira acconsent&igrave; per motivi di opportunit&agrave; (la volont&agrave; di dare il proprio contributo), e certo anche per un certo senso di appartenenza, visto e considerato che in quel momento la DC rappresentava il partito pi&ugrave; vicino ai suoi ideali politici e la &ldquo;scommessa&rdquo; di una rappresentanza per i cristiani in politica. Tuttavia egli non ebbe mai la tessera di partito, perch&eacute;, interpretandone l&rsquo;indole e la storia, desiderava non sentirsi &ldquo;costretto&rdquo; dentro una definizione troppo schematica, perch&eacute; amava spaziare nel terreno delle sfide che l&rsquo;umanit&agrave; presentava quotidianamente. Altra cosa che bisogna ricordare era la sua appartenenza al gruppo dossettiano, che aveva il proprio punto di riferimento in Dossetti, brillante giurista emiliano, uno tra i leader della seconda generazione democristiana.<\/p>\n<p><em><strong>Quali furono i rapporti tra La Pira e Luigi Sturzo? <\/strong><\/em><\/p>\n<p>Gli appartenenti a tale corrente dossettina (Fanfani, Lazzati, Vanni Rovighi, Gui, tra i principali) rappresentarono le idealit&agrave; e le istanze delle nuove leve in dialogo con De Gasperi e i reduci dall&rsquo;esperienza del partito popolare, in un confronto spesso anche molto animato. Il gruppo, in cui La Pira rappresentava una delle personalit&agrave; maggiormente esposte, colse e svilupp&ograve; il lato pi&ugrave; riformista della stagione di ricostruzione e sviluppo della societ&agrave; italiana, con la volont&agrave; di non lasciare ai partiti di sinistra il monopolio della rappresentanza delle problematiche sociali, o le proposte alternative in campo economico rispetto al duopolio capitalismo-comunismo. Tali scelte posero La Pira in contrasto con alcune posizioni di Luigi Sturzo, che egli non conobbe approfonditamente, anche perch&eacute; il sacerdote siciliano, di ritorno dalla fase di &ldquo;esilio&rdquo; negli Stati Uniti, fece fatica a reinserirsi nel dibattito politico, mostrando una rigidit&agrave; che poteva essere pi&ugrave; figlia della stanchezza legata alla sua storia personale, alle traversie subite e, per certi versi, all&rsquo;uso strumentale che il cattolicesimo moderato volle fare della sua persona. Ma la storia che ci &egrave; stata rivenduta dalla pubblicistica di allora, Sturzo liberista contro La Pira statalista, fu una semplificazione giornalistica e parla di una contrapposizione che non &egrave; esistita in concreto come scontro personale, quanto piuttosto come uno scambio avvenuto per alcune settimane sui giornali.<\/p>\n<p><a href=\"it\/archivio\/opinioni\/2303-la-pira-e-la-politica-economica.html\"><strong>Leggi la seconda parte dell&#8217;intervista<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div><span class=\"post-meta-author\"><span class=\"post-meta-author\">A cura di <span> Carlo Cefaloni<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234337","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234337","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234337"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234337\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234337"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234337"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234337"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}