{"id":234350,"date":"2018-01-18T00:00:00","date_gmt":"2018-01-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/la-nuova-missione-italiana-nel-deserto-2\/"},"modified":"2018-01-18T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-17T23:00:00","slug":"la-nuova-missione-italiana-nel-deserto-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2018\/01\/18\/la-nuova-missione-italiana-nel-deserto-2\/","title":{"rendered":"La nuova missione italiana nel deserto"},"content":{"rendered":"<p>Di&nbsp;<span>Michele Zanzucchi&nbsp;<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;Fonte: <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/la-memoria-degli-insabbiamenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Citt&agrave; Nuova<\/a><\/p>\n<div class=\"post-summary\"><strong>La decisione del governo di spedire i nostri soldati nel Sahara da una parte sembra dimenticare il passato (il deserto non ci &egrave; amico), e dall&rsquo;altra pare non capire il presente (che &egrave; complesso e che ha bisogno di risposte non solo militari). Il futuro delle relazioni Africa-Europa non verr&agrave; deciso da 400 soldati inviati a Nord di Niamey<\/strong><\/div>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/CITTANANFOTO_20180118101209607-1-720x0-c-default.jpg\" \/>Noi italiani non abbiamo grande dimestichezza coi&nbsp;deserti. Luoghi di difficile decifrazione e di facili smarrimenti. Di colpi di sole e di improvvisi miraggi. Non c&rsquo;&egrave; da scherzare, inviare soldati italiani nel deserto &egrave; una vecchia tentazione della nostra politica, sapendo che nessun tentativo &egrave; mai andato a buon fine: si pensi a&nbsp;Libia,&nbsp;Somalia,&nbsp;Etiopia,&nbsp;Eritrea&nbsp;e anche all&rsquo;Afghanistan.<\/p>\n<p>Per combattere nel deserto bisogna saperlo fare: se gli stessi francesi, gelosissimi delle loro prerogative nel&nbsp;deserto sahariano&nbsp;ex-coloniale e a suo modo francofono, hanno chiesto aiuto ai partner europei &ndash; italiani e spagnoli in testa &ndash; vuol dire che la battaglia &egrave; durissima. Anzi, si tratta di una doppia battaglia: la prima, quella ufficiale, contro le varie&nbsp;milizie qaediste o legate al Daesh, in ogni caso risolutamente anti-occidentali (e questa &egrave; una vera guerra militare); la seconda contro&nbsp;i trafficanti di morte che tracciano e seguono le rotte delle migrazioni dall&rsquo;Africa subsahariana verso Libia e Italia.<\/p>\n<p>Su tutto ci&ograve;, senza mettere in dubbio la preparazione dei nostri soldati &ndash; che sono bravissimi soprattutto nel non far fare la guerra agli altri, come posso vedere ad esempio qui da vicino, nel Sud del&nbsp;Libano&nbsp;ancora tranquillo dopo pi&ugrave; di dieci anni di intermediazione &ndash;, qualche dubbio pu&ograve; essere avanzato sulla reale capacit&agrave; del nostro esercito di sfidare terroristi e temperie meteorologiche.<\/p>\n<p>Altra questione &egrave; quella politica. &Egrave; pi&ugrave; che evidente &ndash; al di l&agrave; delle parole di prammatica della politica nostrana &ndash; come la prima ragione dell&rsquo;intervento in&nbsp;Niger&nbsp;sia la&nbsp;questione migratoria. L&rsquo;Italia dal 2001 non ha voluto o non ha potuto tirarsi indietro nella&nbsp;guerra contro il terrorismo internazionale&nbsp;(sulla cui bont&agrave; ed efficacia ci sarebbe molto da dire), ma lo ha sempre fatto in modo direi silenzioso, sotterraneo, mascherato, partecipando a coalizioni solitamente guidate dall&rsquo;Onu, o in seconda battuta dalla Nato, per non esporre il fianco, come hanno fatto altri Paesi europei, Francia in testa, alle rappresaglie dei terroristi.<\/p>\n<p>Che ora, improvvisamente, il governo italiano avverta il bisogno di esplicitare la propria lotta, tra l&rsquo;altro in uno scenario dislocato rispetto ai tradizionali santuari terroristici, come&nbsp;Siria-Iraq&nbsp;e&nbsp;Afghanistan-Pakistan, pare sospetto. In realt&agrave; l&rsquo;obiettivo di questa &ldquo;guerra&rdquo; nelle terre dei poveri &egrave; una guerra contro i poveri, per recidere pi&ugrave; a Sud di quanto non si sia tentato di fare ora in Libia (tra l&rsquo;altro con enormi punti interrogativi sul rispetto dei diritti umani), il passaggio dei migranti guidati dai trafficanti di carne umana.<\/p>\n<p>Anche in questo caso credo vada ripetuto con forza che&nbsp;i quattro grandi problemi del XXI secolo &ndash; terrorismo-radicalismo, finanza dominante, cambiamenti climatici e, appunto, migrazioni&nbsp;&ndash; siano globali e complessi, e che richiedano risposte altrettanto globali e complesse, oltre che concertate. Non capirlo, e continuare a risolvere tali problemi solo con l&rsquo;arma dell&rsquo;intervento militare &egrave; miopia. In Niger bisogner&agrave; da una parte sparare contro i terroristi, e non solo mettersi in mezzo ai litiganti, e dall&rsquo;altra cercare di interrompere i flussi migratori, ma sapendo che chiusa una rotta se ne aprir&agrave; subito dopo un&rsquo;altra. E allora, di fronte alle inevitabili difficolt&agrave;, si capir&agrave; di nuovo che per interrompere le rotte bisogner&agrave; scendere ancora pi&ugrave; a Sud. La recente&nbsp;conferenza di Abidjan&nbsp;tra Unione europea e Unione africana sembrava aver individuato la complessit&agrave; del problema, mentre questa decisione &ldquo;militare&rdquo; italiana o franco-italiana, sembra smentire i buoni propositi laggi&ugrave; espressi dai leader europei.<\/p>\n<aside class=\"type-attachment\">\n<p><span class=\"lab\">Scarica l&rsquo;articolo in<\/span>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=118094&amp;action=seed_download_download&amp;type=pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pdf<\/a><\/p>\n<\/aside>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di&nbsp;<span>Michele Zanzucchi&nbsp;<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234350","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234350","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234350"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234350\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234350"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234350"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234350"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}