{"id":234362,"date":"2018-02-21T00:00:00","date_gmt":"2018-02-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/sotto-il-suolo-del-congo-2\/"},"modified":"2018-02-21T00:00:00","modified_gmt":"2018-02-20T23:00:00","slug":"sotto-il-suolo-del-congo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2018\/02\/21\/sotto-il-suolo-del-congo-2\/","title":{"rendered":"Sotto il suolo del Congo"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-meta\"><span class=\"post-meta-author\"><span class=\"post-meta-author\">A cura di <span> Maria Chiara De Lorenzo<\/span><\/span><\/span> <span class=\"post-meta-author\"><span><\/span><\/span><\/div>\n<div class=\"post-meta\">21 febbraio 2018<br \/> Fonte: <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/fonte\/citta-nuova\/\" title=\"Citt&agrave; Nuova\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Citt&agrave; Nuova<\/a><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div class=\"post-summary\"><strong>La scelta di papa Francesco per la giornata di digiuno e preghiera, indetta per il 23 febbraio, riporta l&rsquo;attenzione su Congo e Sud Sudan, clamorosamente assenti dall&rsquo;agenda dei media. Della Repubblica Democratica del Congo parliamo con Pio e Madeleine Mulamba, di Tam Tam d&rsquo;Afrique Onlus<\/strong><\/div>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/foto-congo-720x0-c-default.jpg\" \/><\/p>\n<p><strong>Pio e Madeleine Mulamba vivono in Italia da oltre 30 anni.<\/strong> Sono una famiglia della diaspora congolese, 2,7 milioni di persone in tutto il mondo per le quali il Paese d&rsquo;origine non &egrave; un ricordo lontano, ma una realt&agrave; viva e presente per cui vivere e lottare: &laquo;Abbiamo lasciato il Congo, ma il Congo non ci ha mai lasciato. Quando il Congo soffre, noi soffriamo con lui&raquo;, dichiarano.<\/p>\n<p><strong>Cosa sta succedendo in Congo?<\/strong> Anni di tribolazione, massacri, le violenze nel Kasai, all&rsquo;Est del paese e su tutto il territorio nazionale; incertezze su tutti i piani, hanno investito la RDC dagli anni della sua fondazione fino ad oggi. Il fattore odierno pi&ugrave; evidente &egrave; l&rsquo;instabilit&agrave; politica legata alla permanenza dell&rsquo;attuale presidente Kabila al Governo, nonostante l&rsquo;accordo di San Silvestro, firmato nel dicembre 2016, in cui si prospettava una alternanza democratica attraverso un governo di transizione e le elezioni nel corso del 2017. L&rsquo;anno &egrave; finito, le elezioni non ci sono ancora state e la tensione &egrave; altissima. La Chiesa, cattolica prima, e poi tutte le altre Chiese presenti in Congo, le Associazioni dei laici, hanno giocato un ruolo importantissimo a sostegno della popolazione. <em>&ldquo;Lo scorso 31 dicembre c&rsquo;&egrave; stata una manifestazione a Kinshasa, indetta proprio dalla Chiesa: bombe lacrimogene, morti, chiese e biblioteche bruciate e saccheggiate, sacerdoti arrestati&hellip;&rdquo;<\/em>, ricorda Madeleine, mediatrice culturale allo sportello immigrazione del Comune di Roma e vice Presidente di Tam Tam d&rsquo;Afrique Onlus.<\/p>\n<p><strong>Ma il problema del Congo non &egrave; solo Kabila.<\/strong> La gente fugge dai villaggi: in questo momento tanti sono in rotta verso l&rsquo;Uganda attraverso il confine nord-orientale attraverso il Lago Albert, su imbarcazioni di fortuna. Spiega ancora Madeleine: &laquo;<em>I militari occupano le case, ammazzano le persone, spargono terrore. Le donne, lo sappiamo gi&agrave;&hellip; Sembra che non ci sia soluzione. D&rsquo;accordo, c&rsquo;&egrave; il coltan , il cobalto e altri minerali preziosi, ma perch&eacute; ammazzare la povera gente? Il Paese &egrave; diviso &ndash; 26 province anzich&eacute; 11 &ndash; o peggio ancora occupato: militari sudanesi, ruandesi, che portano le loro famiglie e addirittura il bestiame. Fingono di essere allevatori che vengono perch&eacute; gli animali hanno bisogno di mangiare: sono invece militari travestiti da agricoltori. Si tratta di un piano di balcanizzazione e occupazione del Paese ben studiato ed architettato a tavolino. Lo sterminio di tutto un popolo. Si stimano circa 12 milioni di morti dal 1998&hellip;&raquo;.<\/em><\/p>\n<p><strong>Lottare per i propri diritti, per la sovranit&agrave; del Paese. <\/strong>&Egrave; questo l&rsquo;obiettivo principale dei congolesi che si ribellano. &Egrave; qui la novit&agrave;, la gente &ldquo;si &egrave; messa in piedi&rdquo; (&ldquo;D&eacute;bout congolais&rdquo; &egrave; lo slogan che si sente nelle varie manifestazioni). Sorgono movimenti di lotta civile non violenta, animati soprattutto dai giovani, come <em>Filimbi <\/em>&nbsp;che in swahili significa <em>Fischietto<\/em>, e <em>Lucha<\/em>: Lotta per il cambiamento. Le due ultime manifestazioni in Congo sono state il 31 dicembre e il 21 gennaio, e si chiede adesso la dimissione di Kabila e la Pace su tutto il territorio nazionale come premessa ad ogni premessa: elezioni e governo di transizione.<\/p>\n<p><strong>E fuori dal Congo? La diaspora ha un ruolo politico? &laquo;<\/strong><em>Ci sono state manifestazioni a Parigi, Bruxelles, Canada, Londra, Svizzera, dove la diaspora si &egrave; mossa. Anche la comunit&agrave; congolese italiana si &egrave; data appuntamento a Roma l&rsquo;11 febbraio. In alcuni Paesi, come Canada, Belgio, Londra, i congolesi sono molto organizzati, ci sono persone impegnate che si definiscono &ldquo;combattenti&rdquo;. La loro voce ha importanza in Congo. Il programma e le decisioni vengono condivise. La diaspora &egrave; collegata con le associazioni giovanili di lotta per la libert&agrave; e la sua voce &egrave; sentita. L&rsquo;idea fondamentale che vogliamo fare passare &egrave; che il popolo si deve unire. Ci saranno ancora manifestazioni per la liberazione del Congo: il 21 di questo mese la CENCO (Conferenza Episcopale Nazionale Congolese) ha promosso una manifestazione pacifica, a Firenze a marzo ci sar&agrave; una fiaccolata. Tutta la diaspora congolese si sta organizzando per azioni future&raquo;.<\/em><\/p>\n<p><strong>C&rsquo;&egrave; un ruolo particolare delle donne? Perch&egrave; &egrave; cos&igrave; importante la loro voce? <\/strong><em>&laquo;Le donne della diaspora hanno realizzato un <\/em><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gFO_eXIO7qw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>video<\/em><\/a><em>, in francese e anche in lingue congolesi &nbsp;(lingala, swahili, kikongo e tshiluba). &Egrave;&nbsp; stato un gesto molto importante, per chiedere il rispetto della pace, della vita, per gridare che i nostri figli stanno morendo. Storicamente nel Congo, ogni volta che c&rsquo;era qualche vento di guerra, le mamme si mettevano in piedi, facevano una marcia pacifica con scongiuri, e le cose si calmavano. Avevano un grande potere, collegato anche al ruolo dei capi trib&ugrave;, che sono stati tutti sterminati e sostituiti dai giovani corrotti e corruttibili. &Egrave; un modo di ritrovare le proprie radici. La situazione del Congo non cambier&agrave; dall&rsquo;oggi al domani, richiede sacrifici, lungimiranza e presa di coscienza della propria forza e soprattutto unit&agrave; e amore della propria patria. &Egrave; la donna che si rialza, dopo le violenze per ripartire&raquo;.<\/em><\/p>\n<p><em>&nbsp;<\/em><strong>Il papa chiede preghiera e digiuno. Come vivere questo momento? <\/strong>A rispondere &egrave; Pio, che di formazione &egrave; sociologo, con una denuncia che non pu&ograve; lasciare indifferenti: &laquo;<em>La preghiera &egrave; importante, per sensibilizzare la gente a vedere il Paese altrui come se fosse il proprio. La gente sta veramente soffrendo tanto. Dal mio punto di vista il problema non &egrave; Kabila, quanto gli interessi economici che molti dei paesi industrializzati, la cosiddetta comunit&agrave; internazionale, hanno sul Congo. La mia preoccupazione &egrave; questa: se Kabila se ne va, come &egrave; giusto che se ne vada, siamo sicuri che ci sar&agrave; pace in Congo? Lui &egrave; stato messo l&igrave; per fare gli interessi delle multinazionali e delle potenze economiche, ormai lo sappiamo tutti. La cosa triste &egrave; che nessuno prova indignazione di fronte a questo sterminio. Quando parlano dell&rsquo;Africa o del Congo, non interessa sapere come vivono i congolesi, ma quello che sta sotto il suolo del Congo Forse noi uomini abbiamo poca memoria della storia, tutto passa, quel che importa &egrave; costruire rapporti di fraternit&agrave;&rdquo; perch&eacute; solo l&rsquo;amore rimane. <\/em><\/p>\n<p><em>Ringraziamo il Santo Padre in memoria di tutti i nostri martiri a cui &egrave; stata strappata la vita e in nome di tutto il popolo congolese in lotta per un Congo migliore. La sua iniziativa di digiuno e preghiera per il nostro Paese ci d&agrave; speranza e ci conferma che non siamo soli in questa lotta&raquo;.<\/em><\/p>\n<p><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><span class=\"lab\">Scarica l&rsquo;articolo in<\/span> <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=119610&amp;action=seed_download_download&amp;type=pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"post-meta\"><span class=\"post-meta-author\"><span class=\"post-meta-author\">A cura di <span> Maria Chiara De Lorenzo<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234362","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234362","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234362"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234362\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234362"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234362"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234362"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}