{"id":234371,"date":"2018-03-09T00:00:00","date_gmt":"2018-03-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/il-mondo-nei-prossimi-20-anni-2\/"},"modified":"2018-03-09T00:00:00","modified_gmt":"2018-03-08T23:00:00","slug":"il-mondo-nei-prossimi-20-anni-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2018\/03\/09\/il-mondo-nei-prossimi-20-anni-2\/","title":{"rendered":"Il mondo nei prossimi 20 anni"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-meta\"><span class=\"post-meta-author\"><span class=\"post-meta-author\">Di <span> Silvio Minnetti<\/span><\/span><\/span> <span class=\"post-meta-author\"><span><br \/><\/span> <\/span> 8 marzo 2018<br \/> Fonte: <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/fonte\/citta-nuova\/\" title=\"Citt&agrave; Nuova\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Citt&agrave; Nuova<\/a><\/div>\n<p><strong>Come affronteremo questo periodo storico in cui vengono meno le sicurezze economiche di un sistema di produzione-lavoro-consumo-consumismo, le idee di uguaglianza, classe, massa, comunit&agrave;?<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/AP_397347580338-720x0-c-default.jpg\" \/><\/p>\n<p>Zygmunt Bauman, recentemente scomparso, nel libro postumo <em>Retrotopia,<\/em> Edizioni Tempi Nuovi, 2017, ci avverte che si stanno delineando <strong>nuove aggregazioni social-popolari<\/strong>, di medie dimensioni nel Regno Unito, negli Usa e in diversi Paesi europei, che rivendicano chiusure sociali a tutti i livelli, <strong>contro le masse di immigrati<\/strong>, in particolare dalle aree mediorientali e africane. Cominciano ad esprimersi indubbi segni di solidificazione rispetto al mondo liquido, attraverso muri e frontiere nazionali.&nbsp; La globalizzazione in crisi ci spinge all&rsquo;indietro, verso il passato, a causa della sfiducia globale per l&rsquo;odierna economia. Il paradigma del progresso deve in realt&agrave; fare i conti con <strong>una stagnazione prolungata<\/strong>, con la &ldquo;fine del lavoro&rdquo;. Viviamo in una sorta di &ldquo;interregno&rdquo;, di &ldquo;Medioevo digitale&rdquo;. &Egrave; un processo sociale che produce molte contraddizioni e che impone alle diverse agenzie educative di lavorare puntando alla formazione verso nuove combinazioni tecnologiche, culturali e sociali, per delineare nuovi modelli di sviluppo, oltre il profitto, verso la condivisione.<\/p>\n<p><strong>Oltre la societ&agrave; liquida<\/strong><\/p>\n<p>Oggi viviamo un cambiamento d&rsquo;epoca. Come uscire dalla modernit&agrave; e vivere nell&rsquo; &ldquo;interregno&rdquo;, cio&egrave; in <strong>questo periodo di transizione <\/strong>o di supplenza che spesso implica un&rsquo;evidente provvisoriet&agrave;? In questa situazione l&rsquo;umanit&agrave; sperimenta incertezza, solitudine, angoscia ma anche l&rsquo;opportunit&agrave; di scegliere la forma che dovr&agrave; caratterizzare il suo futuro. La crisi delle societ&agrave; occidentali appare ormai evidente. <strong>Spaesamento e insicurezza del caos globale <\/strong>sono state amaramente studiate da Zygmunt Bauman. Occorre, per&ograve;, andare oltre la categoria di modernit&agrave; liquida. Come definire questo periodo storico in cui vengono meno le sicurezze economiche di un sistema di produzione-lavoro-consumo-consumismo, le idee di uguaglianza, classe, massa, comunit&agrave;? Spazio e tempo si contraggono con i <em>social media<\/em>. <strong>I comportamenti umani tendono alla omologazione<\/strong>. Gli Stati-nazione provano a ristabilire confini invalicabili. Il disordine a livello mondiale aumenta ma non sembra esserci alternativa al sistema globale che sta crollando. All&rsquo;incertezza, cifra prevalente del nostro quotidiano, si reagisce con senso di precariet&agrave;, impotenza, paura, egoismo. <strong>Una societ&agrave; radicalmente nuova sta per nascere ma oggi &egrave; sconosciuta.<\/strong> Siamo instabili e sospesi tra il &ldquo;non pi&ugrave;&rdquo; e il &ldquo;non ancora&rdquo;. Anche <strong>Gramsci<\/strong> direbbe che viviamo nell&rsquo;&rdquo;interregno&rdquo;, dato che &laquo;il vecchio muore e il nuovo non riesce ancora a nascere&raquo;. Sta allora a noi fare le scelte giuste sul piano economico, politico e culturale per costruire una societ&agrave; nuova, non predefinita ed etichettata.<\/p>\n<p>Impegnato in questa ricerca, <strong>Marc Aug&eacute;<\/strong> ha intrapreso un viaggio interessante attraverso i &ldquo;<strong>nonluoghi<\/strong>&rdquo; della societ&agrave; della conoscenza, come centri commerciali simili in tutto il mondo. Il suo &egrave; uno dei pi&ugrave; attenti sguardi critici sulla modernit&agrave;. La proposta per uscire dalla disuguaglianza prodotta dal neoliberismo negli ultimi 30 anni, in cui viviamo &egrave; chiara: <strong>l&rsquo;utopia della conoscenza per tutti<\/strong>. L&rsquo;umanit&agrave; di oggi vive le illusioni e delusioni delle ideologie del&nbsp;&lsquo;900 e di un processo scientifico e tecnologico inarrestabile, ma non comprende dove sta andando. Sembra <strong>schiacciata in un eterno presente<\/strong>, sfigurato da disuguaglianze vistose, da violenze e regressioni del pensiero.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Per Aug&eacute; questa &egrave; la &laquo;<strong>preistoria dell&rsquo;umanit&agrave; come societ&agrave; planetaria<\/strong>&raquo;. Come venirne fuori ed entrare in una nuova epoca?<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Occorre cambiare radicalmente prospettiva: &laquo;La sola utopia valida per i secoli a venire e le cui fondamenta andrebbero urgentemente costruite o rinforzate &egrave; l&rsquo;utopia dell&rsquo;istruzione per tutti, l&rsquo;unica via possibile per frenare una societ&agrave; mondiale ineguale e ignorante, condannata al consumo o all&rsquo;esclusione e, alla fin fine, a rischio di suicidio planetario&raquo;. Con la globalizzazione &egrave; venuto in evidenza l&rsquo;&ldquo;uomo generale&rdquo;. Esiste la specie umana, il genere umano, al di l&agrave; delle culture. Appare l&rsquo;uomo, un animale s&igrave; ma simbolico e storico. Egli crea macchine ma queste restano solo utensili. L&rsquo;uomo, pertanto, deve trovare il senso e la portata di questi cambiamenti, immaginare ci&ograve; che il mondo sta per diventare. Violenza, terrore, guerra, follia religiosa sono il passato da cui uscire: la preistoria. <strong>Serve un gigantesco sforzo in campo educativo<\/strong>. L&rsquo;io &egrave; un altro. L&rsquo;altro &egrave; un io. Solo una istruzione generalizzata pu&ograve; rendere evidente questa equazione, bilanciare egocentrismi, etnocentrismi, fanatismo religioso e proselitismo e farci entrare nell&rsquo;&laquo;era planetaria&raquo; di un nuovo umanesimo.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/handshake-3205492_1280-300x172.jpg\" alt=\"handshake-3205492_1280\" width=\"400\" height=\"229\" class=\"alignleft  wp-image-120222\" style=\"margin-left: 11px;margin-bottom: 6px;margin-top: 6px;float: right\" \/><\/p>\n<p><strong>Il mondo come patria<\/strong><\/p>\n<p>Questo immenso sforzo educativo esige un pensiero globale, afferma <strong>Edgar Morin in <em>7 lezioni sul pensiero globale (<\/em><\/strong>Raffaello Cortina, Milano 2016)<em>.<\/em> Le nostre conoscenze sull&rsquo;universo, sull&rsquo;uomo e sulla vita stanno crescendo in maniera esponenziale. Ora &egrave; necessario collegarle per affrontare problemi complessi, vitali e fondamentali, con un pensiero complesso appunto. L&rsquo;umano &egrave; interno all&rsquo;universo e l&rsquo;universo &egrave; interno all&rsquo;umano. Come inserirci in questa straordinaria avventura della vita e dell&rsquo;universo? Occorre &laquo;pensare globale&raquo;. &Egrave; necessario valutare la dimensione &ldquo;trinitaria&rdquo; dell&rsquo;umanit&agrave;: individuo, essere sociale, specie umana. La globalizzazione sta trascinando l&rsquo;umanit&agrave; in una corsa sfrenata. Quale futuro ci attende oltre la contingenza dell&rsquo;attualit&agrave; nella fase dell&rsquo;&ldquo;interregno&rdquo;? &nbsp;Morin, umanista planetario, ci aiuta a scoprire <strong>la &ldquo;terra patria&rdquo;<\/strong> come comunit&agrave; di destino attraverso la coscienza della cosmo-antropologia. Per comprendere la condizione umana nell&rsquo;et&agrave; globale, per affrontare l&rsquo;incertezza, per gestire una nuova metamorfosi dell&rsquo;umanit&agrave;, che esce da un passato infantile, serve un pensiero complesso. Tale &egrave; se sa contestualizzare, capire le devianze, arrivare alla conoscenza della conoscenza. Siamo ancora all&rsquo;inizio dell&rsquo;inizio di questa avventura. Si avvertono <strong>molti punti di contatto tra il pensiero globale di Morin e l&rsquo;&ldquo;uomo-mondo&rdquo; di Chiara Lubich<\/strong>. Ad esempio, uomo planetario di Morin &egrave; simile all&rsquo;uomo cittadino del mondo perch&eacute; una citt&agrave; non basta di Chiara Lubich.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/adventure-1807524_1280-1024x628.jpg\" alt=\"adventure-1807524_1280\" width=\"440\" height=\"271\" class=\"alignright  wp-image-120223\" style=\"margin-top: 6px;margin-right: 12px;margin-bottom: 6px;float: left\" \/><\/p>\n<p><strong>I prossimi 20 anni<\/strong><\/p>\n<p>Nell&rsquo;affrontare l&rsquo;incertezza, cifra culturale del nostro &ldquo;cambiamento d&rsquo;epoca&rdquo;, un celebre futurologo, <strong>J. Attali<\/strong>, si chiede cosa accadr&agrave; nei prossimi decenni, in <em>Finalmente dopodomani. Breve storia dei prossimi vent&rsquo;anni (<\/em>Ponte alle Grazie, Milano 2017). <strong>Scenari terribili o soluzioni pacifiche?<\/strong> Sta all&rsquo;umanit&agrave; scegliere la direzione da prendere. Tutti dobbiamo essere consapevoli delle minacce che questo mondo contiene, valutare opportunit&agrave; e rischi, giungere serenamente alla nuova epoca. Occorre tirar fuori tutto il buono di questo mondo. Dobbiamo evitare che la collera e la rabbia si trasformino in violenza planetaria. Dobbiamo sfuggire alle minacce climatiche, al terrorismo e alla degenerazione tecnologica. L&rsquo;altruismo e la condivisione rappresentano il cambio di paradigma. Aiutare gli altri &egrave; il modo migliore di realizzare le nostre potenzialit&agrave; e scegliere la propria vita. In sintesi, siamo chiamati a sostituire l&rsquo;egoismo irrazionale e suicida con l&rsquo;altruismo lucido nei prossimi 20 anni, prima che sia troppo tardi. &Egrave; il passaggio al mondo unito di Chiara Lubich, al <strong>pensiero come amore<\/strong>, dopo il pensiero come mito e logos per il filosofo <strong>G.M. Zangh&igrave;<\/strong>. Dopo la crisi della modernit&agrave; e del suo <em>logos<\/em>, a seguito delle tragedie del &lsquo;900, ci attende una nuova epoca, definita da molti civilt&agrave; dell&rsquo;amore, del noi, del pensiero trinitario.<\/p>\n<p>Viviamo in un periodo storico in cui la politica &egrave; nelle mani di avventurieri, autocrati e politici deboli mentre l&rsquo;economia &egrave; dominata da multinazionali e tecnocrati, il mondo del lavoro &egrave; una lunga parentesi tra disoccupazione e rottamazione. Ai cittadini rimane la scelta tra rassegnarsi e lamentarsi. Occorre scegliere ci&ograve; che si vuole essere e smettere di essere dei &laquo;rassegnati reclamanti&raquo;. &Egrave; possibile opporsi alla irresistibile ascesa del male. Questo &egrave; il cammino semplice indicato da J. Attali: &laquo;diventare s&eacute; stessi&raquo;.<\/p>\n<p><span class=\"lab\">Scarica l&rsquo;articolo in<\/span> <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=120216&amp;action=seed_download_download&amp;type=pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"post-meta\"><span class=\"post-meta-author\"><span class=\"post-meta-author\">Di <span> Silvio Minnetti<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234371","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234371","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234371"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234371\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234371"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234371"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234371"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}