{"id":234400,"date":"2018-05-18T00:00:00","date_gmt":"2018-05-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/gaza-e-le-cinque-schizofrenie-2\/"},"modified":"2018-05-18T00:00:00","modified_gmt":"2018-05-17T22:00:00","slug":"gaza-e-le-cinque-schizofrenie-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2018\/05\/18\/gaza-e-le-cinque-schizofrenie-2\/","title":{"rendered":"Gaza e le cinque schizofrenie"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-summary\"><span class=\"post-meta-author\">Di <span> Michele Zanzucchi<\/span><\/span> Fonte: <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/fonte\/citta-nuova\/\" title=\"Citt&agrave; Nuova\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Citt&agrave; Nuova<\/a><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div class=\"post-summary\"><strong>Al termine di una settimana ad altissima tensione, con una sessantina di morti e quasi tremila feriti, ci si chiede se la Striscia debba essere considerata un ergastolo o se qualche prospettiva potrebbe aprirsi prima o poi. Bisognerebbe curare il malato con medici appropriati<\/strong><\/div>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/AP_18136573759875-720x0-c-default.jpg\" \/><\/p>\n<p><strong>La &ldquo;Marcia del ritorno&rdquo;<\/strong>, cio&egrave; la memoria della cacciata dei palestinesi dai territori che dovevano costituire il nuovo Stato di Israele, e la volont&agrave; di tornare alle proprie terre da parte delle popolazioni palestinesi, ha assunto dimensioni e carattere drammatici in coincidenza con <strong>il 70&deg; anniversario della Nakba e con l&rsquo;apertura della nuova ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme<\/strong>, che ha traslocato dalla tradizionale sede di Tel Aviv. Hanno creato non poco imbarazzo nell&rsquo;opinione pubblica mondiale le immagini sporche di sangue della strage che stava avvenendo a Gaza accanto a quelle patinate e glamour della figlia di Trump Ivanka che scopriva la lapide della nuova sede diplomatica a stelle e strisce. Con i commenti di Trump e Netanyahu battuti dalle agenzie o rilanciati da Twitter che ignoravano completamente la tragedia che in quei momenti si stava perpetrando tra i palestinesi di Gaza impallinati dai soldati israeliani, esaltando solo la grandezza e la storicit&agrave; della giornata che si stava vivendo.<\/p>\n<p><strong>Viviamo un tempo di schizofrenia, anzi di schizofrenie, cinque per l&rsquo;esattezza<\/strong>. Questa potrebbe essere la diagnosi della situazione che si sta vivendo in Palestina e Israele: un attacco di schizofrenia multipla, cio&egrave; la scissione nella stessa persona, nello stesso corpo sociale, di due diverse personalit&agrave;.<\/p>\n<p><strong>Inutile dirlo, ebrei e palestinesi sono per certi versi simili<\/strong>: diceva il rabbino L&eacute;on Ashkenazy, nato in Algeria, vissuto in Francia e morto in Israele, soprannominato Manit&ugrave;, che &laquo;un buon ebreo e un buon musulmano si assomigliano come due gocce d&rsquo;acqua&raquo; (debbo questa citazione a Moni Ovadia). Nel senso che il lato migliore di ebrei e musulmani li avvicina. Nel momento in cui danno invece spazio alle loro forze pi&ugrave; basse, ecco che si azzannano. Sono simili, a ben guardare, anche perch&eacute; ambiscono alla medesima terra &laquo;di pietre e di sassi&raquo;, oltre che &laquo;di latte e di miele&raquo;. La politica degli ultimi ottant&rsquo;anni li ha divisi. <strong>La schizofrenia &egrave; quindi innanzitutto presente nella divisione profondissima tra i due popoli simili,<\/strong> divisione che ha sparso e continua a spargere le sue tossine in tutto il Medio Oriente.<\/p>\n<p><strong>Qui in Libano, in coincidenza con la tragedia del 1948 in Terra Santa, si &egrave; appena commemorato il settantesimo anniversario della nascita dei campi profughi palestinesi,<\/strong> che sono ancora &ldquo;precariamente&rdquo; in piedi e che vengono sopportati dalla popolazione locale, visto che la presenza palestinese ha contribuito non poco alle guerre degli anni Settanta e Ottanta. Ecco allora una seconda schizofrenia, quella del mondo arabo che ha dovuto accogliere milioni di palestinesi, pensiamo solo alla Giordania, all&rsquo;Egitto e al Libano, ma che non &egrave; riuscito mai a integrarli completamente nei loro territori. <strong>Quindi una seconda schizofrenia &egrave; quella che separa il mondo arabo dal mondo palestinese<\/strong>. Le accuse rivolte al primo di aver abbandonato il secondo si fanno sempre pi&ugrave; insistenti.<\/p>\n<p>Ci&ograve; &egrave; avvenuto anche perch&eacute; la popolazione palestinese &egrave; stata tramortita da lotte politiche interne, di cui la rivalit&agrave; tra Fatah e Hamas &egrave; solo l&rsquo;ultimo tassello del mosaico. <strong>La terza schizofrenia &egrave; cos&igrave; quella che colpisce i Territori palestinesi<\/strong>. Inutile negare come la rivalit&agrave; tra Fatah, la fazione che fu di Yasser Arafat e ora di Mahmud Abbas, detto Abu Mazen, e Hamas, il movimento di resistenza e liberazione radicale che ha il suo quartier generale proprio nella Striscia di Gaza, sia stata e sia un cancro per la causa palestinese. Arrivando a permettere che l&rsquo;Iran stesso, cio&egrave; il campo sciita, appoggiasse le azioni politiche di Hamas, considerata organizzazione terrorista da Israele, Stati Uniti e dai loro alleati, e resistenti da parte di Russia, Turchia e alleati vari.<\/p>\n<p><strong>C&rsquo;&egrave; poi una quarta schizofrenia tutta interna ad Israele<\/strong>, ed &egrave; quella che oppone (e qui semplifico in modo forse eccessivo) <strong>una maggioranza ormai stabilizzata di &ldquo;belligeranti&rdquo;<\/strong> (il generale Sharon, poi Zipi Livni, quindi Netanyahu, ma non Yitzhak Rabin), maggioranza stabilizzatasi grazie alle massicce immigrazioni dai Paesi dell&rsquo;Est di ebrei della diaspora in massima parte ortodossi, e che conta sulla politica (intollerabile) dell&rsquo;infiltrazione progressiva degli insediamenti ebraici in quella che era stata la Terra dei palestinesi anche dopo la guerra del 1967; e <strong>una minoranza di &ldquo;accomodanti&rdquo;<\/strong> (di cui Shimon Peres &egrave; stato il rappresentante pi&ugrave; autorevole) che vorrebbe invece risolvere la questione palestinese con la diplomazia, appoggiando l&rsquo;idea di &ldquo;due popoli due Stati&rdquo;, e che non accetta l&rsquo;idea che un Paese in guerra costante attiri gli aiuti internazionali, di cui Israele ha sommo bisogno, molto pi&ugrave; di un Paese pacificato.<\/p>\n<p><strong>La quinta schizofrenia &egrave; invece diffusa in tutta l&rsquo;infosfera<\/strong>, cio&egrave; nell&rsquo;opinione pubblica mondiale. &Egrave; quella manichea di voler vedere tutto il male in Israele o, al contrario, tutta la responsabilit&agrave; nel popolo palestinese. Lo sappiamo, uno dei mali del mondo dei social &egrave; la &ldquo;polarizzazione&rdquo;: il caso israelo-palestinese ne &egrave; uno degli esempi pi&ugrave; evidenti. &Egrave; una patologia grave anche questa, forse la peggiore, perch&eacute; perpetua le divisioni, scava ulteriormente il fossato dell&rsquo;incomprensione, lavora per accentuare gli effetti delle altre quattro precedenti schizofrenie.<\/p>\n<p><strong>Servirebbero dottori capaci al capezzale del malato israelo-palestinese<\/strong>. Servirebbero psichiatri che sapessero curare le cinque schizofrenie. Teoricamente questi medici sono seduti sugli scranni delle Nazioni Unite, ma i veti incrociati bloccano ogni possibile diagnosi, ogni prognosi e quindi ogni cura. La societ&agrave; civile, sia israeliana che palestinese che internazionale, ha cercato e cerca di risolvere nel concreto il problema della convivenza &ndash; sono in effetti migliaia le iniziative che cercano di &ldquo;mettere assieme&rdquo; palestinesi e israeliani, dalla cura delle vittime allo sport, dalla musica all&rsquo;assistenza sanitaria&hellip; &ndash;, ma senza la politica i risultati sono ancora grami.<\/p>\n<p>Diavolo &egrave; parola che viene dal greco dia-ballo, cio&egrave; divido. Simbolo, al contrario, viene da sun-ballo, unisco, metto assieme i pezzi. In questo senso si pu&ograve; dire che la questione israelo-palestinese &egrave; realmente diabolica. Si cercano forze che rendano possibile il sun-bolon, il simbolo della pace.<\/p>\n<p><span class=\"lab\">Scarica l&rsquo;articolo in<\/span> <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=122663&amp;action=seed_download_download&amp;type=pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"post-summary\"><span class=\"post-meta-author\">Di <span> Michele Zanzucchi<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234400","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234400","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234400"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234400\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234400"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234400"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234400"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}