{"id":234408,"date":"2018-06-04T00:00:00","date_gmt":"2018-06-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/pubblica-felicita-che-cose-davvero-il-bene-comune-che-va-visto-e-salvato\/"},"modified":"2018-06-04T00:00:00","modified_gmt":"2018-06-03T22:00:00","slug":"pubblica-felicita-che-cose-davvero-il-bene-comune-che-va-visto-e-salvato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2018\/06\/04\/pubblica-felicita-che-cose-davvero-il-bene-comune-che-va-visto-e-salvato\/","title":{"rendered":"\u00abPubblica felicit\u00e0\u00bb. Che cos\u2019\u00e8 davvero il Bene comune che va visto e salvato"},"content":{"rendered":"<div class=\"col-xs-6 col-sm-6 col-md-6 col-lg-6\"><span><span><span class=\"author\">di Luigino Bruni<\/span><\/span><\/span> <span><span class=\"author\"><\/span><\/span><\/div>\n<div class=\"col-sm-12 col-md-12 col-lg-12\">\n<p>Esiste una amicizia naturale tra l&rsquo;Italia e il Bene comune, questa espressione che sentiamo risuonare, che sta nel cuore della Dottrina sociale della Chiesa, <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/opinioni\/pagine\/appello-del-presidente-della-cei\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">che il cardinale Bassetti ha usato ieri nel suo appello alle forze politiche e sociali in questo momento gravemente critico per l&rsquo;Italia<\/a>, ma che tanti magari fanno fatica a intendere. Ma questa amicizia naturale tra l&rsquo;Italia e il Bene comune c&rsquo;&egrave; davvero. Siamo la patria di Tommaso d&rsquo;Aquino, e siamo anche la terra della tradizione della &ldquo;Pubblica felicit&agrave;&rdquo;, il nome che l&rsquo;economia moderna prese in Italia nel Settecento. Mentre gli americani avevano messo al centro del loro umanesimo il diritto individuale alla &ldquo;Ricerca della felicit&agrave;&rdquo; (<i>Pursuit of happiness<\/i>) e gli inglesi sceglievano &ldquo;La ricchezza delle nazioni&rdquo; (<i>Wealth of Nations<\/i>), noi italiani mettevamo al centro del programma della modernit&agrave; la <i>natura pubblica della felicit&agrave;<\/i>. In quella espressione ci sono tante cose preziose, oggi pi&ugrave; attuali di ieri. Innanzitutto, essa ci dice che la dimensione pi&ugrave; importante della nostra felicit&agrave; &egrave; un qualcosa di pubblico, di condiviso, da cui dipendono anche i suoi aspetti individuali. Quando viene minacciata la pace o si incrina la concordia civile, anche le ordinarie private felicit&agrave; di ciascuno di noi entrano in crisi e si abbuiano &ndash; lo stiamo vedendo in questi giorni.<\/p>\n<p>Oggi gli studi empirici sulla felicit&agrave; ci dicono che la maggior parte dei beni dai quali dipende la felicit&agrave; individuale sono beni pubblici e beni comuni: il lavoro, la sicurezza, la vita famigliare, l&rsquo;amicizia, l&rsquo;inquinamento, il traffico, l&rsquo;ambiente, la fiducia nelle istituzioni (e molto meno da: divani, tv, telefonini, case comode o automobili). Ci&ograve; che chiamiamo felicit&agrave; dipende, dunque, in piccola parte da noi, e moltissimo dagli altri.<\/p>\n<p>Per comprendere cosa sia il <i>Bene comune<\/i>, per una volta ci viene in aiuto l&rsquo;economia, in particolare la &ldquo;teoria dei beni comuni&rdquo; (<i>commons<\/i>). I beni comuni sono quei beni che usiamo insieme (parchi, atmosfera, oceani, la terra &hellip;). Il Bene comune (con la B maiuscola) pu&ograve; anche essere visto e compreso come una particolare specie di bene comune (con la b minuscola). La scienza economica conosce la cosiddetta tragedia dei beni comuni, da cui emerge un messaggio chiaro e impegnativo: se ciascuno degli utilizzatori di un bene comune (un pascolo in montagna, un parco, l&rsquo;ozono nell&rsquo;atmosfera, un&rsquo;impresa&hellip;) &egrave; animato soltanto dalla ricerca del proprio interesse privato, il bene comune viene distrutto, sebbene nessuno dei soggetti lo volesse. Per conservare e custodire un bene comune, invece, tra le persone deve scattare una logica diversa, che qualcuno chiama &ldquo;logica del noi&rdquo;, e cos&igrave; far diventare quel &ldquo;bene di nessuno&rdquo; un &ldquo;bene di tutti&rdquo;. Salviamo i beni comuni e il Bene comune quando riusciamo a vedere un valore pi&ugrave; grande degli interessi privati, e una volta che abbiano visto riusciamo a decidere di fermarci, per esempio a fermarci prima che l&rsquo;erba del pascolo finisca.<\/p>\n<p>Ma &ndash; e sta qui il problema &ndash; durante le crisi &egrave; proprio la consapevolezza del &ldquo;noi&rdquo; che scompare, perch&eacute; gli &ldquo;io&rdquo; diventano talmente ipertrofici da impedire di vedere il &ldquo;noi&rdquo;. Cos&igrave; l&rsquo;erba del pascolo finisce, tutti stanno peggio, e non resta nulla per nessuno, n&eacute; per oggi n&eacute; per domani. E non si torna indietro (&egrave; molto difficile ricostituire un bene comune), perch&eacute; si sono distrutte le relazioni di fiducia su cui si basava il buon uso di quel bene comune.<\/p>\n<p>Il Bene comune, ancora pi&ugrave; radicalmente dei beni comuni, &egrave; un bene fatto di rapporti, &egrave; una forma speciale di bene relazionale, perch&eacute; sono le relazioni tra le persone a costituire il bene. Nel Bene comune non accade come nelle merci, dove anche se litighiamo con il fornaio possiamo sempre mangiare quel pane che ci ha venduto. Perch&eacute; quando si spezzano le relazioni, non resta pi&ugrave; niente da &ldquo;mangiare&rdquo;, e il Bene comune si trasforma in <i>male comune<\/i>. Come succede nell&rsquo;amicizia e in famiglia: quando si litiga durante la cena, passa l&rsquo;appetito e si chiude lo stomaco.<\/p>\n<p>Peppone e Don Camillo sono un vero mito fondativo del nostro Paese, perch&eacute; la concorrenza politica tra di loro era fondata su una concordia civile pi&ugrave; profonda. Erano diversissimi, ma prima, e a un livello pi&ugrave; vero, erano uguali, perch&eacute; erano cittadini, perch&eacute; erano umani. E cos&igrave; bisticciavano, si sfottevano, ma poi andavano insieme a difendere Brescello quando il grande fiume rischiava di esondare. Le comunit&agrave; e gli Stati capaci di futuro sono quelli dove si &egrave; stati capaci di coltivare e custodire una amicizia civile che fonda e sostiene le competizioni economiche e politiche, quell&rsquo;amicizia civile che l&rsquo;illuminismo ha voluto chiamare <i>fraternit&agrave;<\/i>. Quando l&rsquo;amicizia civile si spezza, i popoli declinano, e si resta in bal&igrave;a dei grandi fiumi della finanza e dei poteri forti.<\/p>\n<p>Anche le istituzioni, nazionali e internazionali, anche l&rsquo;Unione Europea, sono forme di beni comuni, sottoposti alla possibilit&agrave; della tragedia, e quindi a essere distrutti, se ciascuno agisce solo per curare quelli che gli appaiono come i propri interessi. Le generazioni passate erano pi&ugrave; capaci di vedere le ragioni del &ldquo;noi&rdquo; sottostanti a quelle degli &ldquo;io&rdquo;, anche per le esperienze ancora molto vive dei grandi dolori generati dall&rsquo;assolutizzazione degli interessi di parte. Noi dobbiamo reimparare, e farlo presto, a vedere il Bene comune e le sue ragioni diverse.<\/p>\n<p>pubblicato su <strong><a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/opinioni\/pagine\/che-cos-e-il-bene-comune-che-va-visto-e-salvato\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.avvenire.it<\/a><\/strong> di <span class=\"navBar-today\">gioved&igrave; 31 maggio 2018 <\/span><\/p>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"col-xs-6 col-sm-6 col-md-6 col-lg-6\"><span><span><span class=\"author\">di Luigino Bruni<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234408","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234408","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234408"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234408\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234408"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234408"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234408"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}