{"id":234410,"date":"2018-06-26T00:00:00","date_gmt":"2018-06-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/il-processo-di-pace-eritrea-etiopia-e-prioritario-per-leuropa\/"},"modified":"2018-06-26T00:00:00","modified_gmt":"2018-06-25T22:00:00","slug":"il-processo-di-pace-eritrea-etiopia-e-prioritario-per-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2018\/06\/26\/il-processo-di-pace-eritrea-etiopia-e-prioritario-per-leuropa\/","title":{"rendered":"Il processo di pace Eritrea-Etiopia \u00e8 prioritario per l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p><em>Articolo di Romano Prodi su <strong>Il Messaggero<\/strong> del 18 giugno 2018<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.romanoprodi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/eritrea2.jpg\" \/><\/p>\n<p>Tra le tante guerre dimenticate che hanno insanguinato il mondo nella recente storia ce n&rsquo;&egrave; una che noi italiani non avremmo mai dovuto dimenticare: il sanguinoso conflitto fra Eritrea ed Etiopia.<\/p>\n<p>Tra il 1998 e il 2000 vi sono stati quasi centomila morti per una disputa territoriale sul cos&igrave; detto corridoio di Badme, un territorio di nessuna importanza perch&eacute; limitato in estensione e quasi deserto. Una delle tipiche guerre spinte da motivi di politica interna, una guerra condotta da due leader membri della stessa trib&ugrave; dei &ldquo;Tigrini&rdquo;, due leader che avevano combattuto assieme la lotta di liberazione e che, almeno nell&rsquo;immagine popolare, erano addirittura ritenuti tra di loro cugini. Una guerra che, pur non essendosi da allora ripetuti episodi altrettanto sanguinosi, non si &egrave; mai trasformata in pace, anche perch&eacute; l&rsquo;Etiopia si &egrave; sempre rifiutata di accettare le decisioni di un arbitrato internazionale (il cos&igrave; detto accordo di Algeri) che, nel 2002, assegnava il controverso territorio di Badme alla sovranit&agrave; dell&rsquo;Eritrea.<\/p>\n<p>I sacrifici umani e le tremende spese militari di questo conflitto hanno gravemente colpito i due paesi e soprattutto l&rsquo;Eritrea che, con i sei milioni di abitanti, si &egrave; trovata a combattere contro un paese che ne conta cento milioni.<\/p>\n<p>Per anni ogni <a href=\"http:\/\/www.romanoprodi.it\/notizie\/svegliamoci-stiamo-dimenticando-un-continente_8289.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">tentativo di pacificazione<\/a> &egrave; risultato vano ed io stesso posso testimoniare come, nonostante ripetuti e ben accetti miei <a href=\"http:\/\/www.romanoprodi.it\/interviste\/missione-compiuta-ora-maggiore-coordinamento-fra-gli-stati-ed-un-fondo-internazionale-per-aiutare-il-sahel_8246.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">tentativi di dialogo<\/a>, sia stato tremendamente difficile aprire un vero e proprio processo di pace. Dopo i numerosi e franchi incontri che ho amichevolmente e ripetutamente avuto con i due leader facendo la spola <a href=\"http:\/\/www.romanoprodi.it\/interviste\/il-mio-piano-per-il-sahel-acqua-infrastrutture-salute-scuola-energia_7616.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">tra l&rsquo;Asmara e Addis Abeba<\/a>, sono stato costretto a constatare che il fossato fra il Presidente eritreo Isaias Afewerki e il Primo Ministro etiope Meles Zenawi era ancora troppo profondo per essere colmato in breve tempo. La prematura morte di Meles ha reso il tutto ancora pi&ugrave; difficile dato che il suo successore non aveva la forza per condurre i politici etiopi verso un processo di pace.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.romanoprodi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/badme.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.romanoprodi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/badme-300x233.jpg\" \/><\/a>A volte per&ograve; la storia riapre improvvisamente nuove prospettive: in pochi mesi sono successi eventi favorevoli del tutto imprevisti.<\/p>\n<p>Il primo evento (incredibilmente passato sotto silenzio in Italia ) &egrave; avvenuto nello scorso marzo quando l&rsquo;Unesco ha proclamato l&rsquo;Asmara <a href=\"https:\/\/whc.unesco.org\/en\/list\/1550\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">patrimonio dell&rsquo;Umanit&agrave;<\/a>. Una decisione che avrebbe dovuto accendere la nostra attenzione e il nostro entusiasmo perch&eacute; la capitale dell&rsquo;Eritrea &egrave; ancora oggi la citt&agrave; pi&ugrave; italiana di tutte le citt&agrave; italiane. Fino all&rsquo;inizio della seconda guerra mondiale gli oltre cinquantamila italiani residenti all&rsquo;Asmara hanno infatti completamente ridisegnato la citt&agrave; secondo le nostre forme architettoniche. Il conseguente isolamento del paese le ha rigorosamente conservate tali e quali. A l&rsquo;Asmara si respira ancora l&rsquo;aria di un&rsquo;Italia di ottant&rsquo;anni fa: la farmacia Dante, l&rsquo;albergo Bologna, la palazzina Fiat, le vecchie non pi&ugrave; funzionanti &ldquo;Littorine&rdquo; e il Circolo degli Italiani, dove purtroppo (anche per la nostra trascuratezza) l&rsquo;italiano &egrave; parlato solo dagli ultra settantenni.<\/p>\n<p>Questa dichiarazione dell&rsquo;Unesco potrebbe anche sembrare di scarsa importanza ma ha portato, attraverso la cultura e la bellezza, l&rsquo;Eritrea pi&ugrave; vicina alla comunit&agrave; internazionale ed ha costituito il primo passo di un disgelo che ha poi assunto una velocit&agrave; inaspettata.<\/p>\n<p>Le elezioni dello scorso Aprile in Etiopia hanno infatti segnato la vittoria del primo ministro Abiy Ahmed, non pi&ugrave; tigrino ma della trib&ugrave; degli Oromo, la pi&ugrave; numerosa ma fino ad ora del tutto emarginata dal potere politico. Gi&agrave; nel discorso di insediamento Ahmed aveva non solo espresso un programma di apertura economica ma aveva anche manifestato la volont&agrave; di iniziare il processo di pace con l&rsquo;Eritrea. Sono passati soltanto un paio di mesi ed il 5 giugno &egrave; arrivato l&rsquo;annuncio-bomba: il governo di Addis Abeba era pronto ad accettare le decisioni del protocollo di Algeri e a <a href=\"http:\/\/notizie.tiscali.it\/esteri\/articoli\/etiopia-decide-applicare-accordi-algeri-eritrea-00001\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">restituire Badme all&rsquo;Eritrea<\/a>.<\/p>\n<p>Non &egrave; ancora scontato che tutto questo porti automaticamente alla pace perch&eacute; troppi sono stati gli anni di odio e perch&eacute; la fine del conflitto comporterebbe necessariamente un cambiamento della politica interna eritrea, anch&rsquo;essa lungamente dedicata alla lotta contro l&rsquo;Etiopia. L&rsquo;apertura etiope ad accettare l&rsquo;accordo di Algeri &egrave; tuttavia un fatto nuovo, estremamente importante per facilitare il processo di conciliazione.<\/p>\n<p>Un incoraggiamento&nbsp; determinate verso la possibile fine del conflitto &egrave; stato portato <a href=\"http:\/\/www.romanoprodi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/eritrea1.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.romanoprodi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/eritrea1-300x212.jpg\" \/><\/a>avanti dalla diplomazia americana che, in parallelo con gli avvenimenti descritti in precedenza, ha esercitato una forte presenza per favorire l&rsquo;allentamento delle tensioni fra i due paesi. Non sappiamo naturalmente quali siano stati gli impegni americani nei loro confronti, anche se gli Stati Uniti sono molto interessati ad un progresso di pace soprattutto per potere affrontare con maggiore successo la <a href=\"http:\/\/www.romanoprodi.it\/articoli\/le-guerre-si-vincono-con-gli-scarponi-non-solo-con-gli-aeroplani-il-terrorismo-si-sconfigge-seccandogli-le-radici_10888.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">lotta contro il terrorismo<\/a> somalo, che molto si giova dello stato di guerra fra Eritrea ed Etiopia. La nuova base cinese di Gibuti rende inoltre lo scacchiere del Corno d&rsquo;Africa ancora pi&ugrave; importante.<\/p>\n<p>In questo quadro credo che debba essere <a href=\"http:\/\/www.romanoprodi.it\/interviste\/ecco-perche-leuropa-deve-adottare-una-politica-comune-per-lo-sviluppo-dellafrica_7904.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">prioritario per l&rsquo;Europa<\/a>, e molto pi&ugrave; per l&rsquo;Italia, <a href=\"http:\/\/www.romanoprodi.it\/interviste\/ecco-perche-leuropa-deve-adottare-una-politica-comune-per-lo-sviluppo-dellafrica_7904.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">favorire con ogni mezzo<\/a> quest&rsquo;iniziale ma promettente processo di pace in un&rsquo;area dove una nostra costruttiva presenza &egrave; da tanti anni desiderata e attesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>Articolo di Romano Prodi su <strong>Il Messaggero<\/strong> del 18 giugno 2018<\/em><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234410","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234410","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234410"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234410\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}