{"id":234411,"date":"2018-07-13T00:00:00","date_gmt":"2018-07-12T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/poverta-e-lavoro-i-passi-necessari-per-reagire-2\/"},"modified":"2018-07-13T00:00:00","modified_gmt":"2018-07-12T22:00:00","slug":"poverta-e-lavoro-i-passi-necessari-per-reagire-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2018\/07\/13\/poverta-e-lavoro-i-passi-necessari-per-reagire-2\/","title":{"rendered":"Povert\u00e0 e lavoro, i passi necessari per reagire"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-meta\"><span class=\"post-meta-author\"><span class=\"post-meta-author\">di <span> Silvio Minnetti<\/span><\/span><\/span> <span class=\"post-meta-author\"><span><br \/><\/span><\/span>12 luglio 2018<span class=\"post-meta-author\"><span><\/span> <\/span> <br \/> Fonte: <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/fonte\/citta-nuova\/\" title=\"Citt&agrave; Nuova\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Citt&agrave; Nuova<\/a><\/div>\n<p>Nell&rsquo;era della &ldquo;grande trasformazione&rdquo; occorre una grande disponibilit&agrave; delle forze politiche ad avviare un serio dibattito sulle storture e sulle anomalie di un sistema che produce disoccupazione ed esclusione sociale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/1334323888-720x0-c-default.jpg\" \/><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/riviste\/9770391768254\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>La ripresa economica non ferma la povert&agrave; in Italia<\/strong><\/a>. Le famiglie in indigenza assoluta nel 2017 sono salite a 1,8 milioni, rileva l&rsquo;Istat. <strong>&Egrave; il dato pi&ugrave; alto dal 2005<\/strong>.&nbsp; Si riapre il<strong> dibattito sul reddito di inclusione e sul reddito di cittadinanza<\/strong>. L&rsquo;Italia ha da poco una misura generale di lotta contro la povert&agrave;, il Rei, Reddito di inclusione, con ritardo colpevole rispetto ad altri paesi dell&rsquo;Unione europea.<\/p>\n<p>Nella campagna elettorale che si &egrave; conclusa il 4 marzo, i partiti politici hanno presentato proposte sensibilmente divergenti. Occorre ora<strong> collaborare perch&eacute; il nuovo Governo ed il Parlamento appena eletto trovino la massima condivisione<\/strong> possibile per rafforzare una misura efficace di contrasto alla povert&agrave;.<\/p>\n<p>L&rsquo;Italia ha, secondo le stime europee, <strong>17,5 milioni di persone a rischio<\/strong> <strong>povert&agrave; assoluta o relativa<\/strong>. Una vera bomba sociale. Ogni dodici italiani, 1 non &egrave; in grado di vivere una vita umanamente dignitosa, secondo l&rsquo;Istat.<\/p>\n<p><strong>La crisi epocale 2008-2018<\/strong> ha fatto aumentare di due volte e mezzo tale stima, mentre il sistema assistenziale non &egrave; stato all&rsquo;altezza del fenomeno. Il reddito di inclusione, Rei, dei <strong>Governi Renzi e Gentiloni entra in competizione con il reddito di cittadinanza del M5S e con il reddito di dignit&agrave; di Fi<\/strong>. Una misura esclude l&rsquo;altra o &egrave; possibile procedere per addizioni e non per sottrazioni, senza distruggere quanto fatto finora?<\/p>\n<p>Rimane <strong>l&rsquo;esigenza di uno strumento di contrasto alla povert&agrave; realmente efficace<\/strong>. Si tratta di raggiungere la gran parte dei destinatari. Tutti i Paesi stanno muovendosi in direzione dell&rsquo;attivazione delle <em>capabilities<\/em> dei destinatari con <strong>progetti personalizzati di progressivo reinserimento nel mercato del lavoro<\/strong>. Occorre uscire dalla trappola della povert&agrave; e dalla inattivit&agrave; superando il mero assistenzialismo e le &ldquo;trappole nascoste&rdquo; dei mini Jobs sottopagati che incrementano <strong>l&rsquo;esercito dei <em>working poor. <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il pubblico ed il terzo settore devono garantire almeno un reddito minimo con un <strong>vasto impiego dei lavoratori nella valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e ambientale<\/strong>, cofinanziati dalle politiche di welfare e dalle politiche di settore con fondi europei. Esempi di tali attivit&agrave; sono i custodi dei musei e nelle aree archeologiche, i commessi nelle biblioteche, i custodi e gli operatori ambientali in parchi e giardini pubblici e nella manutenzione dei fiumi, etc.<\/p>\n<p>Si tratta cio&egrave; di <strong>riconoscere la dignit&agrave; del beneficiario, e non della beneficienza<\/strong>, assieme all&rsquo;inclusione sociale e alla rivitalizzazione di grandi risorse del patrimonio nazionale. Di conseguenza diventa accettabile socialmente una misura di lotta all&rsquo;indigenza da molte prospettive politiche. Ma ci&ograve; presuppone <strong>una riforma dei Centri per l&rsquo;impiego<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel nostro Paese circa <strong>2 milioni e 200 mila ragazzi non studiano, non lavorano n&eacute; seguono una formazione<\/strong>. L&rsquo;allarme lanciato dall&rsquo;<strong>Istituto Toniolo<\/strong> ci dice che sono il 24,3 per cento della popolazione nella <strong>fascia 15-29 anni<\/strong>. Un tasso molto pi&ugrave; alto della media dell&rsquo;Ue.<\/p>\n<p><strong>Il programma &laquo;Garanzia Giovani&raquo; non ha dato i risultati sperati<\/strong>. Urge una riforma dei centri per l&rsquo;impiego. Questi sono utili e da potenziare anche se non sono la panacea. <strong>Il problema principale resta quello della quantit&agrave; e qualit&agrave; dei posti di lavoro<\/strong>. Abbiamo parlato molto di contratti, Jobs Act, articolo 18, ma questo non &egrave; tutto. Oggi torna al centro dell&rsquo;attenzione il tema delle<strong> politiche attive del lavoro e dei centri per l&rsquo;impiego, come evidenzia Leonardo Becchetti su Avvenire<\/strong>.<\/p>\n<p>Va superata <strong>l&rsquo;asimmetria informativa<\/strong> per avere tutte le notizie necessarie per trovare un posto di lavoro, per favorire l&rsquo;incontro tra domanda ed offerta di lavoro attraverso pi&ugrave; personale e procedure informatiche. &Egrave; bene utilizzare strumenti come l&rsquo;apprendistato. Il vero problema &egrave; la vivacit&agrave; del mercato del lavoro locale e nazionale. Su questo i Centri per l&rsquo;impiego possono poco perch&eacute; le opportunit&agrave; non sono le stesse nelle diverse aree. <strong>Possono intervenire invece sul divario tra competenze e professionalit&agrave; richieste nei posti di lavoro vacanti e gli aspiranti lavoratori<\/strong>.<\/p>\n<p>Si tratta di organizzare in tempi rapidi momenti di formazione per colmare il divario. Di fronte a lavori rifiutati per salari di riserva, aspettative troppo alte e redditi di inclusione, sono d<strong>a potenziare i Centri per l&rsquo;impiego come strumento essenziale di politiche attive del lavoro<\/strong>. Ora &egrave; necessario fare un viaggio nel cuore nero del mercato del lavoro italiano per capirne le sofferenze e la complessit&agrave; in vista di riforme strutturali.<\/p>\n<p>Al di l&agrave; del reddito di cittadinanza, tutte le forze politiche hanno inserito nei loro programmi misure di protezione per i ceti pi&ugrave; deboli. Dobbiamo ora <strong>creare una nuova relazione tra integrazione e crescita per uscire dalle trappole della povert&agrave;<\/strong>.<\/p>\n<p>Siamo dentro una &ldquo;grande trasformazione&rdquo;, afferma M<strong>auro Magatti<\/strong>,&nbsp; che avr&agrave; effetti importanti sui modi e sui tempi di lavoro. Il cambiamento dovr&agrave; essere governato ed accompagnato con intelligenza, creativit&agrave; e dialogo tra le forze politiche e sociali.<\/p>\n<p><span class=\"lab\">Scarica l&rsquo;articolo in<\/span> <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=124720&amp;action=seed_download_download&amp;type=pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"post-meta\"><span class=\"post-meta-author\"><span class=\"post-meta-author\">di <span> Silvio Minnetti<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234411","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234411","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234411"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234411\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}