{"id":234429,"date":"2018-10-22T00:00:00","date_gmt":"2018-10-21T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/europa-la-voce-che-manca-2\/"},"modified":"2018-10-22T00:00:00","modified_gmt":"2018-10-21T22:00:00","slug":"europa-la-voce-che-manca-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2018\/10\/22\/europa-la-voce-che-manca-2\/","title":{"rendered":"Europa: la voce che manca"},"content":{"rendered":"<p class=\"article-view-meta\">&nbsp;di <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/francesco-gesualdi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Francesco Gesualdi <\/a><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/xLa-Europa-de-los-Refugiados-720x464-720x464.jpg.pagespeed.ic.ck0KJC9aFc.jpg\" alt=\"&nbsp;Europa: la voce che manca\" width=\"620\" height=\"399\" class=\"img-responsive\" style=\"margin-right: 12px;float: left\" data-pagespeed-url-hash=\"600901282\" \/><\/p>\n<p>Dopo aver denunciato quanto sia iniquo prefiggersi di risolvere le piaghe sociali a debito, mentre si permette ai ricchi di godere di ampi privilegi fiscali, &egrave; altrettanto urgente chiederci se sia dignitoso continuare a vivere sottomessi ai mercati. Gli ultimi duecento anni della nostra storia occidentale si contraddistinguono perch&eacute; abbiamo saputo costruire comunit&agrave; nazionali che se da una parte valorizzano i diritti di ogni singolo cittadino come diritti assoluti, dall&rsquo;altra evitano che possano trasformarsi in abusi perch&eacute; pongono l&rsquo;interesse generale a loro limite. E se a prima vista l&rsquo;interesse generale pu&ograve; essere interpretato solo come la sommatoria degli interessi di tutti, in realt&agrave; il suo messaggio di fondo &egrave; un messaggio di uguaglianza. E&rsquo; il riconoscimento che tutti dobbiamo poter soddisfare determinate esigenze e che nessuno pu&ograve; avere comportamenti che mettono a repentaglio questa possibilit&agrave;. Un concetto sancito a pi&ugrave; riprese dalla nostra Costituzione quando all&rsquo;articolo 32 afferma che &ldquo;La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell&rsquo;individuo e interesse della collettivit&agrave;&rdquo; o quando all&rsquo;articolo 41, pur riconoscendo che l&rsquo;iniziativa economica privata &egrave; libera sostiene che &ldquo;non pu&ograve; svolgersi in contrasto con l&rsquo;utilit&agrave; sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libert&agrave;, alla dignit&agrave; umana.&rdquo;<\/p>\n<p>Durante i Trenta gloriosi, quando l&rsquo;anelito di libert&agrave;, democrazia, uguaglianza, era ancora ardente, l&rsquo;interesse generale era perseguito anche attraverso un ruolo guida dell&rsquo;economia da parte dello stato, che usava come strategia di indirizzo anche il debito pubblico in un contesto di sovranit&agrave; monetaria. Poi gradatamente il vento mut&ograve;, il mondo degli affari si dichiar&ograve; insofferente alle regole e pretendendo che tutto debba essere definito dalle leggi di mercato e che ogni aspetto economico debba essere trasformato in occasione di guadagno, in Europa il potere pubblico abdic&ograve; a una delle funzioni principe del potere statale: il governo della moneta.<\/p>\n<p>In Italia il primo passo in questa direzione avvenne nel 1981 con il famoso divorzio fra Tesoro e Banca d&rsquo;Italia e prosegu&igrave; con l&rsquo;adesione ad una moneta unica data in gestione al sistema bancario europeo che ha come unico divieto quello di prestare anche solo un centesimo direttamente ai governi. Un esproprio di sovranit&agrave; monetaria che i governi dell&rsquo;Unione Europea si sono autoinflitti, trasformandosi di fatto in soggetti che non solo non hanno pi&ugrave; alcun potere di orientamento economico, ma che sono totalmente sottomessi ai mercati. Lo dimostra il fatto che l&rsquo;ultima parola sulle manovre economiche, giuste o sbagliate che siano, non la dicono gli elettori, ma i mercati che parlano attraverso lo spread e le agenzie di rating.<\/p>\n<p>Colpa dei mercati cattivi? No, ognuno fa il proprio mestiere e come &egrave; inutile prendersela con i lupi che azzannano gli agnelli, allo stesso modo &egrave; inutile prendersela con i mercati se utilizzano tutti i mezzi a loro disposizione per innalzare i propri guadagni. Il problema non sono i mercati. Il problema siamo noi che abbiamo concesso ai mercati un potere sterminato. Abbiamo messo King Kong in libert&agrave; e ora King Kong semina terrore dalla cima dell&rsquo;Empire State Building. E&rsquo; inutile incolparlo o incolpare i suoi protettori che consigliano di dargli ci&ograve; che chiede per calmare la sua ira.<\/p>\n<p>L&rsquo;unica cosa da fare per tornare a vivere tranquilli &egrave; rimettere King Kong in gabbia. Che tradotto non significa tornare agli stati nazionali, che in realt&agrave; pretendono di avere ognuno il proprio King Kong che lotta contro i King Kong altrui, ma costruire un&rsquo;altra Europa finalmente organizzata al servizio dell&rsquo;interesse generale, della dignit&agrave; della persona, dell&rsquo;uguaglianza, della sostenibilit&agrave;, su basi solidaristiche. Questo per dire quanto sia sterile la discussione rispetto al se restare o uscire dall&rsquo;euro e ancor di pi&ugrave; se restare o uscire dall&rsquo;Europa. La discussione deve essere attorno a come vogliamo trasformare l&rsquo;Europa. Un dibattito che al momento sembra appiattito fra chi la difende cos&igrave; com&rsquo;&egrave; e chi la vuole trasformare in una fortezza mercantile, senza nessun altra certezza se non quella di lavorare tutti compatti al rafforzamento dei suoi confini per respingere con la forza i migranti.<\/p>\n<p>La voce che ancora manca &egrave; quella dell&rsquo;Europa sociale, dell&rsquo;Europa dei diritti, dell&rsquo;Europa dell&rsquo;interesse generale. Una voce che deve cominciare a farsi sentire proprio a partire da come intende riformare il governo dell&rsquo;euro in modo da ridare ai governi funzione di indirizzo economico, di creazione di occupazione, di riequilibrio sociale, di funzione sociale del credito. Ce la possiamo fare? Se stiamo zitti senz&rsquo;altro no. Se cominciamo a dire la nostra, allora tutto &egrave; possibile. L&rsquo;importante &egrave; crederci, ricordandoci che per spostare le montagne basta una fede grande come un granello di senape.<\/p>\n<p>da Avvenire del 16\/10\/18<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"article-view-meta\">&nbsp;di <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/francesco-gesualdi\/\">Francesco Gesualdi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234429","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234429","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234429"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234429\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234429"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234429"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234429"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}