{"id":234430,"date":"2018-10-01T00:00:00","date_gmt":"2018-09-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/il-lavoro-del-futuro-e-il-reddito-di-cittadinanza-2\/"},"modified":"2018-10-01T00:00:00","modified_gmt":"2018-09-30T22:00:00","slug":"il-lavoro-del-futuro-e-il-reddito-di-cittadinanza-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2018\/10\/01\/il-lavoro-del-futuro-e-il-reddito-di-cittadinanza-2\/","title":{"rendered":"Il lavoro del futuro e il reddito di cittadinanza"},"content":{"rendered":"<p>di Silvio Minnetti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/fonte\/citta-nuova\/\" title=\"Citt&agrave; Nuova\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Citt&agrave; Nuova<\/a><\/p>\n<p><em>Un confronto aperto su questioni decisive per il nostro Paese. &nbsp;Parlamentari, economisti, studiosi e rappresentanti delle parti sociali dialogano in uno degli appuntamenti di Loppiano Lab 2018<\/em><\/p>\n<div class=\"post-content\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/lavoro-720x0-c-default.jpg\" \/> <\/p>\n<p>Di fronte ai cambiamenti tecnologici in atto &egrave; necessario distribuire i posti riducendo gli orari? Lavorare meno per lavorare tutti insomma? Quale il ruolo di un reddito di cittadinanza o di inclusione? &nbsp;Sono questi gli interrogativi al centro di uno dei laboratori di Loppiano Lab promosso dal Movimento politico per l&rsquo;unit&agrave; Italia, <strong>sabato 29 settembre dalle ore 11,00 al Polo per l&rsquo;economia di comunione Lionello Bonfanti. <\/strong><\/p>\n<p>Gli interlocutori&nbsp; disposti a confrontarsi sulla questione sono il senatore <strong>Steni Di Piazza<\/strong> (M5S), il deputato <strong>Stefano Lepri<\/strong> del PD, <strong>Cristina Guarda<\/strong>, giovane consigliera regionale del Veneto, l&rsquo;economista civile <strong>Alessandra Smerilli<\/strong>, il presidente degli imprenditori di Economia di Comunione-Aipec, <strong>Livio Bertola<\/strong> e il sociologo <strong>Marco Revelli<\/strong>.<\/p>\n<p>Una delle sfide pi&ugrave; difficili dei prossimi vent&rsquo;anni &egrave; sicuramente quella del lavoro. Le macchine intelligenti ci impongono di prepararci alla rivoluzione economica in arrivo. Martin Ford in<strong> <em>Il futuro senza lavoro<\/em><\/strong><em>, <\/em>Il Saggiatore, Milano 2017, ha uno sguardo raffinato sui nostri possibili futuri.<\/p>\n<p>Nella storia del capitalismo il timore che le nuove tecnologie possano distruggere il lavoro &egrave; stato sempre smentito. Oggi, nell&rsquo;epoca <strong>dell&rsquo;automazione diffusa<\/strong>, della tecnologia dell&rsquo;informazione, di Internet delle cose, dell&rsquo;intelligenza artificiale, i dati ci dicono che sono stati creati meno posti di lavoro di quelli usurpati dalle macchine. Le macchine intelligenti stanno trasformando tutti i settori dell&rsquo;economia. Siamo ben oltre la robotizzazione dell&rsquo;industria e dei lavori pi&ugrave; monotoni.<\/p>\n<p><strong>&Egrave; a rischio non solo il lavoro in fabbrica ma anche quello nel settore dei servizi<\/strong>. Grande recessione, indebitamento crescente, disoccupazione di lungo termine, ristagno dei salari, disuguaglianze nei redditi possono avere una &ldquo;lettura tecnologica&rdquo;? Occorre ripensare il sistema economico ed il welfare sulla base del <strong>paradigma della condivisione <\/strong>proprio dell&rsquo;economia civile.<\/p>\n<p>Il reddito di inclusione ed il reddito di cittadinanza possono sostenere la ricerca di nuovi lavori in un mondo in cui la tecnologia offrir&agrave; maggiore benessere, prosperit&agrave; e tempo libero?<\/p>\n<p><strong>Domenico De Masi<\/strong> nel suo poderoso volume <strong><em>Il lavoro nel XXI secolo<\/em><\/strong>, Giulio Einaudi, Torino 2018, afferma: &laquo;Siamo presi dal pessimismo perch&eacute; il progresso tecnologico elimina pi&ugrave; manodopera di quanta riusciamo a riassorbirne&hellip;. In pochissimi anni le operazioni del settore agricolo, minerario, manifatturiero sono state realizzabili con un quarto dell&rsquo;energia umana che eravamo abituati ad impegnarvi&hellip;. <strong>La trasformazione avverr&agrave; gradualmente<\/strong>. In una prima tappa, di natura organizzativa, durante la quale il lavoro diminuir&agrave; drasticamente senza ancora scomparire del tutto, occorrer&agrave; ridistribuirne il residuo in modo che ognuno possa essere occupato sia pure per un tempo minimo&raquo;. &nbsp;Sono esplosi nel frattempo i cosiddetti <em>lavoretti <\/em>ed i lavori temporanei. Abbiamo poi chi ha un lavoro e soffre per mancanza di tempo libero, a causa degli straordinari detassati o regalati da manager e quadri, e chi non ha un lavoro e soffre per mancanza di reddito.<\/p>\n<p>Una visione pi&ugrave; positiva quella di <strong>Jeremy Rifkin<\/strong>: &laquo;&Egrave; necessario costruire ed estendere <strong>una nuova infrastruttura intelligente<\/strong> di Terza rivoluzione industriale ( Tri) ad alto tasso di integrazione digitale, che dovr&agrave; comprendere anche una rete Internet 5G, un Internet dell&rsquo;energia rinnovabile digitalizzata, un Internet della mobilit&agrave; automatizzata basata su veicoli elettrici e ad idrogeno, circolanti in tessuti urbani intelligenti collegati interattivamente nell&rsquo;Internet delle cose ( IdC)&raquo;.<\/p>\n<p>Altro tema caldo &egrave; il <strong>reddito minimo condizionato<\/strong> dall&rsquo;accettazione di almeno una su tre proposte di lavoro del centro per l&rsquo;Impiego. &laquo;Ma dove le si va a prendere le tre proposte di lavoro se non si creno nuove dinamiche occupazionali e professionali?&raquo; si chiede provocatoriamente lo stesso Rifkin? &nbsp;Il nostro Paese pu&ograve; uscire dalla crisi pi&ugrave; forte e diventare un modello, a suo avviso.<\/p>\n<aside class=\"type-attachment\">\n<p><span class=\"lab\">Scarica l&rsquo;articolo in<\/span> <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=127280&amp;action=seed_download_download&amp;type=pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pdf<\/a><\/p>\n<\/aside><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Silvio Minnetti<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234430","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234430","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234430"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234430\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}