{"id":234442,"date":"2019-02-07T00:00:00","date_gmt":"2019-02-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/europa-a-pezzi-2\/"},"modified":"2019-02-07T00:00:00","modified_gmt":"2019-02-06T23:00:00","slug":"europa-a-pezzi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2019\/02\/07\/europa-a-pezzi-2\/","title":{"rendered":"Europa a pezzi?"},"content":{"rendered":"<p>di Romano Prodi<\/p>\n<p>Alla domanda volutamente provocatoria, anche se fondata su elementi non banali, si pu\u00f2 dare una prima risposta. Una risposta che pu\u00f2 sembrare paradossale ma, invece, comprovata dai fatti: le enormi difficolt\u00e0 di fronte alle quali la Gran Bretagna si trova per mettere in atto le conseguenze del referendum sulla Brexit dimostrano che l\u2019Europa \u00e8 troppo robusta per andare a pezzi. Dopo il risultato del referendum britannico avevo previsto una trattativa di uscita con una Gran Bretagna unita di fronte ad un\u2019Europa divisa. Ci siamo invece trovati di fronte ad uno scenario del tutto opposto: un\u2019Unione Europea divenuta improvvisamente compatta di fronte a una Gran Bretagna che si \u00e8 frammentata in mille pezzi, entrando in una delle peggiori crisi della sua recente storia.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ispionline.it\/sites\/default\/files\/styles\/evidenziato-home\/public\/field\/image\/1_europa_pezzi.jpg?itok=HwyJJRsv\" width=\"778\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px;font-family: Raleway, sans-serif;font-size: 18px\">Questo non significa che l\u2019Unione se la passi bene ma ormai il processo di integrazione \u00e8 andato cos\u00ec avanti da rendere drammaticamente difficile l\u2019uscita anche per l\u2019unico paese che di eccezioni all\u2019integrazione ne aveva ottenute pi\u00f9 di ogni altro e che, inoltre, pensava di potere disporre di un\u2019alternativa all\u2019Europa attraverso la robusta stampella americana.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px;font-family: Raleway, sans-serif;font-size: 18px\">La realt\u00e0 invece dimostra che, quando si prospetta una concreta ipotesi di divorzio, ci si rende improvvisamente conto della conseguente perdita degli enormi vantaggi che l\u2019Unione ha reso possibili, pur con i suoi ben noti limiti. Sebbene l\u2019armonizzazione delle politiche economiche e sociali sia stata lenta, complessa e spesso al di sotto delle aspettative, si \u00e8 arrivati all\u2019assurdo per cui in tutti i paesi cresce l\u2019insoddisfazione nei confronti dell\u2019Unione Europea ma, quando si arriva al dunque, la grande maggioranza degli europei pensa che sia meglio restare insieme. C\u2019\u00e8 chi lo fa per convinzione, c\u2019\u00e8 chi lo fa per convenienza ma la prospettiva di uscita dall\u2019Unione non si spinge molto avanti. In fondo lo abbiamo visto anche in Italia: le feroci dichiarazioni antieuropee si sono trasformate in critiche sui singoli capitoli e gli insulti hanno ceduto spazio alle mediazioni. <\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px;font-family: Raleway, sans-serif;font-size: 18px\">Ci\u00f2 non dimostra affatto che le cose vadano bene. Tutt\u2019altro! Per diversi motivi Germania, Francia, Italia e Spagna sono in profonda crisi. Dopo le grandi decisioni sul mercato unico, sull\u2019allargamento e sull\u2019Euro, siamo entrati in un periodo storico nel quale il prevalere delle politiche nazionali su quelle comunitarie ha progressivamente marginalizzato il ruolo della Commissione esaltando quello del Consiglio che, essendo la sede della rappresentanza degli Stati, non pu\u00f2 che trasferire la responsabilit\u00e0 delle decisioni nelle mani degli Stati pi\u00f9 forti. Di qui la politica dell\u2019austerit\u00e0 che tanto ha contribuito a dividere i diversi protagonisti della politica europea e ha incoraggiato decisioni dettate pi\u00f9 dalla volont\u00e0 dei singoli paesi che dall\u2019interesse generale. <\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px;font-family: Raleway, sans-serif;font-size: 18px\">Oggi, di fronte ai cittadini europei, si presenta quindi un\u2019Unione incapace di grandi decisioni e senza un progetto per il futuro. <\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px;font-family: Raleway, sans-serif;font-size: 18px\">Dell\u2019inno alla Gioia, che aveva accompagnato il successo elettorale di Macron e che sembrava trasformare una vittoria domestica in un progetto continentale, \u00e8 rimasta solo la musica. La frammentazione della politica tedesca e le quotidiane contraddizioni italiane hanno reso ancora pi\u00f9 evidente la paralisi decisionale di Bruxelles. Se l\u2019Europa quindi non va a pezzi \u00e8 perch\u00e9 tutti hanno paura di essere colpiti dagli stessi suoi pezzi. \u00c8 tuttavia evidente che, andando avanti come nel recente passato, l\u2019Unione Europea pu\u00f2 morire di inedia.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px;font-family: Raleway, sans-serif;font-size: 18px\">Esiste poi l\u2019eventualit\u00e0 di incidenti, soprattutto nel campo economico e finanziario. Se tali incidenti avvengono in paesi di dimensione modesta come la Grecia si pu\u00f2 trovare un faticoso ma possibile rimedio, anche se a caro prezzo. Se invece accadono in un paese grande come l\u2019Italia, l\u2019Europa di oggi non \u00e8 certo in grado di adottare i necessari rimedi. Tuttavia, anche scartando quest\u2019ipotesi, l\u2019Unione non pu\u00f2 soddisfare i suoi cittadini continuando a vivacchiare.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px;font-family: Raleway, sans-serif;font-size: 18px\">Di solito quando le strutture democratiche si trovano di fronte a una crisi cercano rimedio nelle elezioni. Nel caso europeo le elezioni sono gi\u00e0 in programma. Resta solo da utilizzarle per una battaglia politica europea e non per misurarsi sui problemi interni ai singoli paesi. <\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px;font-family: Raleway, sans-serif;font-size: 18px\">Nonostante i diffusi allarmi, i partiti antieuropei, pur in crescita, sono oggi una minoranza. Il Partito Popolare Europeo, pur non scostandosi dalla sua tradizionale linea europea, si sta spostando a destra candidando Weber. Esso conserver\u00e0 nelle sue file Orb\u00e1n e costituir\u00e0 una calamita sempre pi\u00f9 forte (e presto irresistibile) anche nei confronti della Lega di Salvini. Se liberali, socialisti e verdi dimostreranno un minimo di intelligenza politica presentendo un candidato unitario per la presidenza della Commissione e per le alte cariche europee si potr\u00e0 dare vita ad una vera sfida a livello europeo, risvegliando l\u2019attenzione e l\u2019interesse di tutti i cittadini dell\u2019Unione. Non \u00e8 ovviamente necessario che questi partiti si fondano o perdano la propria identit\u00e0. Ormai in quasi tutti i paesi europei i governi non si formano pi\u00f9 con un solo partito ma con coalizioni (a volte complicate) di partiti che, fatta eccezione per l\u2019Italia, condividono la stessa direzione di marcia. <\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px;font-family: Raleway, sans-serif;font-size: 18px\">Se si vuole avvicinare di nuovo i cittadini all\u2019Europa gli obiettivi condivisi debbono per\u00f2 essere chiari, semplici e di grande rilievo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px;font-family: Raleway, sans-serif;font-size: 18px\">Nell\u2019Unione di oggi tre sono gli obiettivi fondamentali. Il primo \u00e8 il completamento della politica monetaria con regole comuni per una progressiva armonizzazione delle politiche di bilancio. Nessuno pu\u00f2 chiedere che gli Stati pi\u00f9 prosperi prestino soccorso agli altri ma tutti debbono chiedere che si costruiscano almeno regole che tengano conto degli andamenti del ciclo economico e rendano possibile il necessario processo di armonizzazione nel lungo periodo. Il secondo obiettivo deve essere l\u2019esercito europeo, la cui necessit\u00e0 \u00e8 resa pi\u00f9 evidente dalla richiesta americana affinch\u00e9 l\u2019Europa provveda sostanziosamente alla propria difesa. Compito che non pu\u00f2 essere affidato ai singoli stati. Il terzo obiettivo \u00e8 una politica industriale e dell\u2019ambiente volta all\u2019innovazione e alla creazione di imprese europee capaci di essere protagoniste anche nei settori ora dominati da americani e cinesi. <\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px;font-family: Raleway, sans-serif;font-size: 18px\">Con una battaglia politica su questi tre temi si ricomporranno tutti i \u201cpezzi\u201d della politica europea e si dar\u00e0 speranza a tutti coloro che ora hanno paura per il proprio futuro e per il futuro delle nuove generazioni. Solo la politica, ma una politica alta e con grandi obiettivi, pu\u00f2 impedire che l\u2019Europa finisca davvero in pezzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Romano Prodi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234442","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234442","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234442"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234442\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234442"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234442"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234442"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}