{"id":234451,"date":"2019-03-28T00:00:00","date_gmt":"2019-03-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/perche-non-possiamo-non-dirci-dalla-parte-di-greta-2\/"},"modified":"2019-03-28T00:00:00","modified_gmt":"2019-03-27T23:00:00","slug":"perche-non-possiamo-non-dirci-dalla-parte-di-greta-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2019\/03\/28\/perche-non-possiamo-non-dirci-dalla-parte-di-greta-2\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 non possiamo non dirci dalla parte di Greta"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 15.2px\">di Vittorio Pelligra<\/span><\/p>\n<div id=\"m_-4122558915055576723article\">\n<div>\n<p style=\"text-align: left\">\u00abSpei duo pulchri liberi sunt: indignatio et animus\u00bb. La speranza ha due bellissimi figli, scriveva Sant\u2019Agostino, l\u2019indignazione e il coraggio. Il primo che nasce dalla constatazione di come vanno le cose e il secondo che cresce come risposta alla necessit\u00e0 di cambiarle, le cose. Indignazione e coraggio \u00e8 ci\u00f2 che abbiamo visto venerd\u00ec 15 marzo durante le manifestazioni del <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2019-03-14\/fridaysforfuture-cos-e-maxi-sciopero-ambientale-contro-cambiamenti-climatici-125719.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2019-03-14\/fridaysforfuture-cos-e-maxi-sciopero-ambientale-contro-cambiamenti-climatici-125719.shtml&amp;source=gmail&amp;ust=1553853524161000&amp;usg=AFQjCNE-SWnzRwm4xh_iEqzz_JI6d-ZpOA\">Friday for Future <\/a>in giro per il mondo. Milioni di ragazzi che scendono in piazza, finalmente, per rivendicare il loro diritto al futuro, a una terra ancora vivibile, a un modello economico sostenibile, contro l\u2019impoverimento di risorse che andrebbe a colpire duramente proprio la loro generazione e quella dei loro figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Scendono in piazza giustamente indignati contro di noi, i loro genitori, contro l\u2019irresponsabilit\u00e0 di singoli e di governi che hanno consumato e sprecato come se le risorse fossero illimitate, senza nessun riguardo per quelli che sarebbero venuti dopo. Violentando in ogni modo questa unica scialuppa di salvataggio sulla quale navighiamo l\u2019Universo. Questi ragazzi non vogliono essere rassicurati, blanditi o apprezzati, ma vogliono farci venire il panico, come ha puntualizzato Greta Thunberg durante il suo discorso al World Economic Forum di Davos, lo scorso gennaio. Vogliono che proviamo la stessa paura che provano loro ogni giorno e vogliono che agiamo, subito, come se ci fosse, gi\u00e0 oggi, una crisi. Crisi che peraltro \u00e8 gi\u00e0 abbondantemente cominciata. Vogliono che agiamo come se la casa avesse preso fuoco, perch\u00e9, in realt\u00e0, ha gi\u00e0 preso fuoco.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">E poi c\u2019\u00e8 il coraggio, il secondo figlio della speranza. Il coraggio di prendere decisioni impopolari \u00e8 quello che ci vuole per cambiare, nel verso della sostenibilit\u00e0, i propri comportamenti quotidiani, il proprio stile di vita. Il coraggio impariamolo da questi ragazzi e da queste ragazze, perch\u00e9 l\u2019impressione \u00e8 che noi l&#8217;abbiamo perso, almeno a giudicare da non poche reazioni alla manifestazione di venerd\u00ec. Cinici invecchiati male che continuano a guardare il dito invece che la luna; che dall\u2019alto dei loro immeritati privilegi sminuiscono con accondiscendenza le paure di questi giovani. Politici senza pi\u00f9 ideali che, inoperosi per decenni, riescono ora perfino a dileggiare l\u2019impegno di chi mostra di aver trovato nella lotta per la giustizia climatica un ideale per cui impegnarsi. Basta con questi free-riders, gente che non paga il biglietto, perch\u00e9 tanto sa che il servizio trasporti continuer\u00e0 a funzionare, pagato da altri. Gente che aspetta i cambiamenti, ma dagli altri e, oggi, magari li pretende da quei paesi come India e Africa che inquinano pi\u00f9 di noi, \u00e8 vero, ma perch\u00e9 vivono quella fase di piena espansione economica durante la quale noi abbiamo inquinato quanto e pi\u00f9 di loro. Quelli che, se va bene, si aspettano il cambiamento dalle regole e non dalle scelte individuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Quello che sta facendo Greta coi nostri figli e con noi, \u00e8 invece proprio ci\u00f2 che serve. Un appello alle coscienze, ma concreto e pressante, continuo, semplice e martellante. Ogni venerd\u00ec. Perch\u00e9 le cose, se cambieranno, cambieranno perch\u00e9 qualcuno avr\u00e0 scelto di cambiare, non certo per nuove regole, incentivi economici o accordi internazionali. Quelli servono, ma solo dopo, per codificare e rafforzare cambiamenti di mentalit\u00e0 gi\u00e0 in atto. Se cambiano i comportamenti, possono cambiare le regole; purtroppo non sempre \u00e8 vero il contrario. La storia degli halibut nel Pacifico ne \u00e8 un esempio perfetto (Stavins, R., 2011. \u00abThe Problem of the Commons: Still Unsettled after 100 Years\u00bb American Economic Review 101(1): 81-108). La pesca sconsiderata e senza limiti port\u00f2 negli anni Settanta del secolo scorso ad una forte riduzione nella quantit\u00e0 di halibut presente nel Nord-Pacifico. Per correre ai ripari, si inizi\u00f2 a regolamentare l\u2019attivit\u00e0 dei pescatori riducendo il periodo di pesca dai 125 giorni del 1975 fino ai 25 del 1980. Ma questa limitazione non ridusse l\u2019eccessivo sfruttamento. I giorni di apertura alla pesca allora passarono, nel 1994, da 25 a 2. L\u2019effetto di queste nuove regole, non supportate da un adeguato cambiamento di coscienza, fu del tutto controproducente. Invece di preservare la risorsa naturale, indusse una eccessiva concentrazione degli sforzi: ci\u00f2 che un tempo si poteva fare in quattro mesi, ora andava fatto in soli due giorni. Aumentarono gli incidenti sul lavoro, i pescatori feriti e persino le morti. L\u2019accelerazione del lavoro port\u00f2 inoltre al moltiplicarsi degli \u00abeffetti collaterali\u00bb; aument\u00f2 vertiginosamente, infatti, quella che i tecnici chiamano \u00abpesca fantasma\u00bb; la cattura cio\u00e8 di altre specie senza mercato o l\u2019uccisione di pesci a causa delle reti abbandonate in mare. Inoltre, la qualit\u00e0 del pesce presente sui mercati peggior\u00f2. Essendo pescabile solo per due giorni all&#8217;anno, tutta la produzione andava immediatamente congelata per la lunga conservazione; divenne cos\u00ec, praticamente impossibile trovare halibut fresco in tutte le nazioni servite dalla flotta del Nord Atlantico.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Fortunatamente ci sono altre storie di successo nella lotta per la difesa dell\u2019ambiente e delle risorse comuni; quella di Sherwood Rowland e Mario Molina \u00e8 una di queste (Bricker, B., 2014. \u00abScientific Counterpublics: In Defense of the Environmental Scientist as Public Intellectual\u00bb, Topoi, 1-12). Nel 1973 i due chimici, allora all&#8217;Universit\u00e0 della California, identificarono una possibile relazione tra la dispersione nell&#8217;atmosfera di clorofluorocarburi (CFC) e l\u2019assottigliamento dello strato di ozono. Il risultato venne pubblicato su \u00abNature\u00bb l\u2019anno successivo, ma, nonostante la sua estrema rilevanza in termini ambientali, non suscit\u00f2 nessun dibattito. Fu il cambiamento di coscienza di Rowland, in particolare, ad imporre allora il tema sulla ribalta pubblica. Consapevole delle implicazioni delle sue ricerche inizi\u00f2 a viaggiare per il paese, ad incontrare politici, a partecipare a dibattiti e a popolarizzare i suoi studi. Divenne, per questo, perfino oggetto di una campagna feroce di contro-informazione da parte dei produttori di CFC che ne misero in discussione la salute mentale e che arrivarono anche ad adombrare la possibilit\u00e0 di un legame coi servizi segreti di nazioni straniere. Ma Rowland non si ferm\u00f2. Riusc\u00ec a creare intorno a s\u00e9 un gruppo internazionale di scienziati abbastanza intelligenti e abbastanza umili da decidere di dialogare direttamente con la politica e il cittadino qualunque. Il linguaggio accessibile, la disponibilit\u00e0 al confronto con i legislatori e la creazione di una vera e propria comunit\u00e0 di scienziati ambientalisti, produsse un risultato straordinario: nel 1978, meno di quattro anni dopo la pubblicazione del loro primo studio, Rowland e Molina ottennero da parte del governo degli Stati Uniti il divieto all&#8217;utilizzo del CFC. Pochi anni dopo si arriver\u00e0 al Protocollo di Montreal che ne vieta l&#8217;utilizzo su scala globale. In meno di dieci anni una rilevantissima questione ambientale era stata scoperta e discussa pubblicamente, erano state emanate leggi e regolamenti e sconfitte definitivamente le resistenze delle lobby economiche. L&#8217;anno scorso sono stati pubblicati i primi dati che mettono in relazione la progressiva chiusura del buco nell&#8217;ozono con l&#8217;attuazione delle misure contenute del Protocollo di Montreal. (Strahan, S., Douglass, A., 2018. \u00abDecline in Antarctic ozone depletionand lower stratospheric chlorine deter-mined from Aura Microwave LimbSounder observations\u00bb. Geophysical Research Letters 45: 382\u2013390).<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Certo oggi l\u2019autorit\u00e0 di scienza e scienziati \u00e8 fortemente messa in discussione e gente come Donald Trump pu\u00f2 usare un\u2019improvvisa ondata di freddo come controprova del riscaldamento globale senza per questo venire sommerso da un mare di ridicolo, come sarebbe stato lecito aspettarsi. Forse gli esperti dovrebbero imparare a comunicare di pi\u00f9 e meglio e forse i cittadini non dovrebbero pi\u00f9 accontentarsi di farsi governare da personaggi mediocri, con una cultura mediocre, e con una mediocre comprensione dei problemi sociali, economici e ambientali. Forse. Nel frattempo, per\u00f2, i nostri figli non hanno pi\u00f9 tempo da perdere. Non possono stare appresso al\u2019inazione, all\u2019incapacit\u00e0 e all\u2019egoismo dei loro genitori. Sono scesi in piazza, quindi, e con il loro sdegno e con il loro coraggio, alla fine, sono loro a dare una nuova speranza anche a noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Source: <a style=\"color: #1155cc\" title=\"www.ilsole24ore.com\" href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/commenti-e-idee\/2019-03-17\/perche-non-possiamo-non-dirci-parte-greta-101728.shtml?uuid=AB1dTxeB&amp;fbclid=IwAR26hJx-5sGYsWMHCro1EbDdy9M-DbF-4VXFomT6xgBJvfmt5-KuzSi9rH4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/commenti-e-idee\/2019-03-17\/perche-non-possiamo-non-dirci-parte-greta-101728.shtml?uuid%3DAB1dTxeB%26fbclid%3DIwAR26hJx-5sGYsWMHCro1EbDdy9M-DbF-4VXFomT6xgBJvfmt5-KuzSi9rH4&amp;source=gmail&amp;ust=1553853524161000&amp;usg=AFQjCNGFsp8pwdS893TxhV6iY9iRnvEr4g\">www.ilsole24ore.com<\/a><\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 15.2px\">di Vittorio Pelligra<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234451","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234451","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234451"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234451\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}