{"id":234453,"date":"2019-03-29T00:00:00","date_gmt":"2019-03-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/20-anni-dai-missili-sulla-serbia-2\/"},"modified":"2019-03-29T00:00:00","modified_gmt":"2019-03-28T23:00:00","slug":"20-anni-dai-missili-sulla-serbia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2019\/03\/29\/20-anni-dai-missili-sulla-serbia-2\/","title":{"rendered":"20 anni dai missili sulla Serbia"},"content":{"rendered":"<p>di Michele Zanzucchi<\/p>\n<p>Si ricorda la \u201cguerra del Kosovo\u201d, che inizi\u00f2 di fatto con l\u2019operazione Nato contro la Jugoslavia di Milo\u0161evi\u0107. Una delle guerre pi\u00f9 controverse degli ultimi decenni, anche perch\u00e9 si pensava che potesse essere \u201cdi ingerenza umanitaria\u201d<\/p>\n<figure class=\"post-image post-image-full\" style=\"margin: 0px 0px 20px;padding: 0px;border: 0px;font-size: 14px;font-family: 'Noto Sans', Geneva, Verdana, sans-serif;vertical-align: baseline;color: #1d1d1b\"><img decoding=\"async\" style=\"margin: 0px;padding: 0px;border: 0px;font-family: inherit;vertical-align: baseline;max-width: 100%;height: auto;width: 640px\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/AP_953427988704-720x0-c-default.jpg\" \/><figcaption style=\"margin: 0px;padding: 10px 0px 0px;border: 0px;font-size: 13px;vertical-align: baseline;font-style: italic;line-height: 1.2;color: #6d6d6d\"><\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"ox-795a3504fa-MsoNormal\" style=\"margin: 0px 0px 20px;padding: 0px;border: 0px;font-size: 14px;font-family: 'Noto Sans', Geneva, Verdana, sans-serif;vertical-align: baseline;color: #1d1d1b\"><i style=\"margin: 0px;padding: 0px;border: 0px;font-family: inherit;vertical-align: baseline\">All\u2019ospedale c\u2019\u00e8 gran folla. Passano soldati feriti o mutilati. Le medicine bisogna procurarsele da soli. Qualche angelo appare qua e l\u00e0, lavora per quattro, ha una parola di conforto per tutti. Un militare mormora: \u00abQuattro giorni e quattro notti a fare il macellaio\u00bb. Vorrei parlargli, ma se ne va trascinandosi nella sua carrozzella. In una stanza sono stipati 9 pazienti, uomini e donne. Agata Jovanovic, 42 anni ma ne dimostra 10 di pi\u00f9, ci mostra senza pudore il moncherino della sua gamba destra. Quella sinistra \u00e8 sostenuta da orribili putrelle metalliche avvitate alla carne. \u00abNei primi giorni di guerra \u2013 ci racconta \u2013 mi recavo al lavoro. D\u2019improvviso un boato, una vampata di calore. Riesco a cacciarmi sotto una camionetta, per fortuna. Ma lascio fuori una gamba. Passato l\u2019allarme afferro i pantaloni\u2026 e mi resta in mano la gamba. Cinque persone sono morte per errore\u00bb. Ora cerca una protesi tedesca per potersi occupare del suo piccolo di 6 anni. Piange, Agata: \u00abNon ce l\u2019ho con nessuno, nemmeno col pilota che ha sganciato la bomba. Mi aggrappo alla speranza di vita che \u00e8 mio figlio\u00bb. Di fronte a lei un ragazzo mutilato: \u00abTu non hai la gamba destra \u2013 le dice \u2013, io la sinistra. Insieme ce la faremo\u00bb.<\/i><\/p>\n<p class=\"ox-795a3504fa-MsoNormal\" style=\"margin: 0px 0px 20px;padding: 0px;border: 0px;font-size: 14px;font-family: 'Noto Sans', Geneva, Verdana, sans-serif;vertical-align: baseline;color: #1d1d1b\"><span style=\"margin: 0px;padding: 0px;border: 0px;font-family: inherit;vertical-align: baseline;font-weight: bold\">Cos\u00ec scrivevo nella primavera del 1999, da Ni\u0161, l\u2019antica Naisos, dal meridione della Repubblica Federale di Jugoslavia di Slobodan Milo\u0161evi\u0107<\/span>, bombardata dalla coalizione riunita dalla Nato (c\u2019erano anche Italia, Francia, Germania e Regno Unito, assieme agli Stati Uniti e ad 8 altri Paesi) per l\u2019Operazione Allied Force. La campagna di attacchi missilistici e aerei aveva il fine di costringere il regime di Belgrado a sedersi al tavolo delle trattative e contrastare cos\u00ec il progetto, presunto, di spartizione del Kosovo tra serbi e albanesi. <span style=\"margin: 0px;padding: 0px;border: 0px;font-family: inherit;vertical-align: baseline;font-weight: bold\">Si trattava della prima azione della Nato contro uno Stato indipendente. Era il 24 marzo 1999, esattamente 20 anni fa<\/span>, quando si fece silenzio sull\u2019Adriatico, interrotto solo dal rombo dei motori dei caccia partiti per colpire i sobborghi di Belgrado, i ponti in tutto il Paese, gli aeroporti kosovari e le postazioni dei missili Sam di fabbricazione russa. Complessivamente mille aerei furono impiegati e 30 navi da guerra e sottomarini, mentre da parte serba, a parte qualche decina di Mig e Soko, furono schierate le truppe di terra, circa 250 mila uomini. Perdite: una cinquantina di velivoli da parte degli Alleati, compresi gli antesignani dei droni, 2 morti, tre prigionieri; un migliaio di morti militari e tra 500 e 600 civili, gravi perdite militari ma nemmeno troppo estese da parte jugoslava.<\/p>\n<p class=\"ox-795a3504fa-MsoNormal\" style=\"margin: 0px 0px 20px;padding: 0px;border: 0px;font-size: 14px;font-family: 'Noto Sans', Geneva, Verdana, sans-serif;vertical-align: baseline;color: #1d1d1b\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-134463\" style=\"margin: 0.5em 1em 0.5em 0px;padding: 0px;border: 0px;font-family: inherit;vertical-align: baseline;float: left;max-width: 100%;height: auto\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/AP_06070906752-300x201.jpg\" alt=\"KOSOVO AWAITING JUSTICE\" width=\"300\" height=\"201\" \/><\/p>\n<p class=\"ox-795a3504fa-MsoNormal\" style=\"margin: 0px 0px 20px;padding: 0px;border: 0px;font-size: 14px;font-family: 'Noto Sans', Geneva, Verdana, sans-serif;vertical-align: baseline;color: #1d1d1b\"><span style=\"margin: 0px;padding: 0px;border: 0px;font-family: inherit;vertical-align: baseline;font-weight: bold\">Si era parlato di una \u201cguerra umanitaria\u201d per difendere le popolazioni kosovaro-albanesi minacciate dall\u2019intervento serbo<\/span>, cos\u00ec come di una \u201cguerra chirurgica\u201d, cio\u00e8 fatta per risparmiare al massimo le vite umane, soprattutto dei civili. Nei fatti la guerra non \u00e8 stata n\u00e9 umanitaria n\u00e9 chirurgica: non \u00e8 stata umanitaria perch\u00e9 ci\u00f2 non ha impedito ingenti perdite civili, anche se certamente minori di quanto sarebbe successo se fosse stata avviata una campagna di terra contro i serbi in Kosovo; mentre gli innumerevoli errori di mira degli attaccanti hanno dimostrato che di chirurgico c\u2019era solo l\u2019idea, perch\u00e9 dall\u2019alto \u2013 e gli aerei alleati volavano molto in alto per evitare la contraerea \u2013 la mira non \u00e8 facile, anche se la guerra \u00e8 servita per sperimentare le prime armi veramente digitali della storia dei conflitti bellici.<\/p>\n<p class=\"ox-795a3504fa-MsoNormal\" style=\"margin: 0px 0px 20px;padding: 0px;border: 0px;font-size: 14px;font-family: 'Noto Sans', Geneva, Verdana, sans-serif;vertical-align: baseline;color: #1d1d1b\">Ancora il reportage del 1999: <i style=\"margin: 0px;padding: 0px;border: 0px;font-family: inherit;vertical-align: baseline\"><span style=\"margin: 0px;padding: 0px;border: 0px;font-family: inherit;vertical-align: baseline;font-weight: bold\">Passeggio nel centro della capitale sventrato dai missili Nato. Colpi di mannaia di un boia gigantesco e invisibile<\/span>: tondini di ferro sorreggono monconi di cemento. Le ambasciate occidentali saccheggiate sono ricoperte di scritte ingiuriose: nazismo ed escrementi. Pratiche burocratiche in cirillico svolazzano qua e l\u00e0. Un poliziotto imberbe mi coglie mentre fotografo: riesco a farla franca. Un passante mi racconta una barzelletta, ne circolano un\u2019infinit\u00e0: \u00abGli americani sono stupidi. Con un missile da un milione di dollari al massimo fanno una decina di morti. Se gettassero appena mille dollari nelle strade di Belgrado, la zuffa che ne nascerebbe provocherebbe molte pi\u00f9 vittime\u00bb. E intanto Beo-grad (\u201cbella\u201d citt\u00e0) diventa Bio-grad (\u201cera\u201d citt\u00e0). L\u2019umorismo stempera la frustrazione.<\/i><\/p>\n<figure class=\"post-image post-image-right\" style=\"margin: 0px 0px 20px 20px;padding: 0px;border: 0px;font-size: 14px;font-family: 'Noto Sans', Geneva, Verdana, sans-serif;vertical-align: baseline;float: right;max-width: 43.6137%;color: #1d1d1b\"><img decoding=\"async\" style=\"margin: 0px;padding: 0px;border: 0px;font-family: inherit;vertical-align: baseline;max-width: 100%;height: auto;width: 230px\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/AP_9910110296-230x300.jpg\" alt=\"Il presidente Milosevic.\" \/><figcaption style=\"margin: 0px;padding: 10px 0px 0px;border: 0px;font-size: 13px;vertical-align: baseline;font-style: italic;line-height: 1.2;color: #6d6d6d\">Il presidente Milosevic.<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"ox-795a3504fa-MsoNormal\" style=\"margin: 0px 0px 20px;padding: 0px;border: 0px;font-size: 14px;font-family: 'Noto Sans', Geneva, Verdana, sans-serif;vertical-align: baseline;color: #1d1d1b\">Risultati: se \u00e8 stato imposto a Milo\u0161evi\u0107 di rispettare il Trattato di Rambouillet, e quindi l\u2019indipendenza di fatto del Kosovo, poi dichiarata e riconosciuta internazionalmente solo dal 2008 in poi, non si \u00e8 evitato n\u00e9 la morte di civili, in particolare musulmani di etnia albanese in Kosovo, n\u00e9 il flusso del milione di migranti dal Kosovo verso Albania e Macedonia prima, e poi verso la Serbia. <span style=\"margin: 0px;padding: 0px;border: 0px;font-family: inherit;vertical-align: baseline;font-weight: bold\">La \u201cguerra umanitaria\u201d in realt\u00e0 \u00e8 risultata una \u201cguerra di ingerenza umanitaria\u201d, che ha portato alla consegna di Milo\u0161evi\u0107 il 28 giugno 2001 al Tribunale internazionale per l\u2019ex-Jugoslavia.<\/span> L\u2019inaffidabile diplomazia serbo-jugoslava ha certamente provocato l\u2019intervento della Nato, sul cui risultato per\u00f2 non c\u2019\u00e8 assolutamente unanimit\u00e0 di giudizio. C\u2019\u00e8 infatti chi reputa impossibile parlare di \u201cguerra di ingerenza umanitaria\u201d, perch\u00e9 la guerra \u00e8 sempre guerra e falcidia uomini e donne e provoca migrazioni e paure, mentre c\u2019\u00e8 anche chi sostiene che in questo modo si \u00e8 evitato il male peggiore di una guerra sul campo che avrebbe fatto danni ben maggiori, impedendo la reiterazione di quelle guerre etniche nei Balcani che negli anni Novanta avevano fatto 250 mila morti. In ogni caso l\u2019unanimit\u00e0 del giudizio \u00e8 raggiunta sull\u2019idea che la \u201cguerra del Kosovo\u201d abbia segnato una sconfitta della diplomazia internazionale.<\/p>\n<p class=\"ox-795a3504fa-MsoNormal\" style=\"margin: 0px 0px 20px;padding: 0px;border: 0px;font-size: 14px;font-family: 'Noto Sans', Geneva, Verdana, sans-serif;vertical-align: baseline;color: #1d1d1b\">Di nuovo una nota del racconto del 1999: <i style=\"margin: 0px;padding: 0px;border: 0px;font-family: inherit;vertical-align: baseline\">Tornando da Ni\u0161, l\u2019autostrada \u00e8 interrotta di nuovo. Usciamo a un tiro di schioppo dal Monastero di Ravanica, eretto dal principe Lazzaro, il pi\u00f9 popolare monarca della Serbia medievale, che trov\u00f2 la morte \u2013 guarda caso \u2013 nella terribile battaglia di Kosovo Polje, che apr\u00ec la strada ai musulmani. \u00c8 sepolto qui. La travagliatissima storia del monastero \u00e8 il riassunto dell\u2019esperienza dell\u2019intero popolo serbo. Nell\u2019oscuro e affrescato nartece, un monaco intona tetre preghiere contro Satana. Due monache, prostrate a terra, sottolineano le invocazioni con stridule voci d\u2019oltretomba. All\u2019uscita l\u2019uomo in nero, giovane ma austero, ci intrattiene: \u00abOrmai i veri serbi si contano sulle dita della mano: o ci convertiamo, o dovremo ancora patire. Sono tutti ormai nelle mani di Satana: in Kosovo rubano, uccidono, stuprano, non rispettano i comandamenti\u00bb. Cita l\u2019Apocalisse a piene mani: \u00abDobbiamo tornare alla purezza di Cristo, convertirci, ritrovare la fede. La gente ha sofferto, ma invece di tornare a Dio cerca di dimenticare\u00bb. Se ne va, rifiutando una foto. Avrei voluto mostrarvi quegli occhi profondi e terribili. Come quelli di un\u2019icona.<\/i><\/p>\n<p class=\"ox-795a3504fa-MsoNormal\" style=\"margin: 0px 0px 20px;padding: 0px;border: 0px;font-size: 14px;font-family: 'Noto Sans', Geneva, Verdana, sans-serif;vertical-align: baseline;color: #1d1d1b\">Nel corso del reportage <span style=\"margin: 0px;padding: 0px;border: 0px;font-family: inherit;vertical-align: baseline;font-weight: bold\">intervistai l\u2019allora arcivescovo di Belgrado, Franc Perko<\/span>. Gli chiesi: \u00abA quando la vera pace nei Balcani?\u00bb. Risposta: \u00abTra diecimila anni\u00bb. Ribattei: \u00abDiecimila, senza sconti?\u00bb. Chiosa del prelato: \u00abA meno che la provvidenza non intervenga. Questo lo spero e lo credo\u00bb. Forse qualche intervento c\u2019\u00e8 stato da allora. Ingerenze umanitarie?<\/p>\n<p class=\"ox-795a3504fa-MsoNormal\" style=\"margin: 0px 0px 20px;padding: 0px;border: 0px;font-size: 14px;font-family: 'Noto Sans', Geneva, Verdana, sans-serif;vertical-align: baseline;color: #1d1d1b\"><span style=\"font-size: 12px;font-weight: bold;text-transform: uppercase\">FONTE: <\/span><a style=\"margin: 0px;padding: 0px;border: 0px;font-size: 12px;vertical-align: baseline;color: inherit;font-weight: bold;text-transform: uppercase\" title=\"Citt\u00e0 Nuova\" href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/fonte\/citta-nuova\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">CITT\u00c0 NUOVA<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Michele Zanzucchi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234453","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234453","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234453"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234453\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234453"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234453"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234453"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}