{"id":234466,"date":"2019-11-26T00:00:00","date_gmt":"2019-11-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/crisi-molteplici-ed-esplosive-3\/"},"modified":"2019-11-26T00:00:00","modified_gmt":"2019-11-25T23:00:00","slug":"crisi-molteplici-ed-esplosive-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2019\/11\/26\/crisi-molteplici-ed-esplosive-3\/","title":{"rendered":"Crisi molteplici ed esplosive"},"content":{"rendered":"<div>&nbsp;<em><span class=\"post-meta-author\">DI&nbsp;<span>ALBERTO BARLOCCI<\/span><\/span><\/em><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div> <\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><em>25 NOVEMBRE 2019&nbsp;<\/em><br \/><em>FONTE:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/fonte\/citta-nuova\/\" title=\"Citt&agrave; Nuova\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">CITT&Agrave; NUOVA<\/a><\/em><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div class=\"post-summary\"><strong>Dal Cile, alla Bolivia, alla Colombia, passando da Messico, Per&ugrave; e Venezuela&hellip; Le piazze stanno assumendo spesso dimensioni esplosive. &Egrave; mai possibile una visione d&rsquo;insieme?<\/strong><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div class=\"post-summary\">Ma cosa succede in America Latina? Dopo la crisi scoppiata in&nbsp;<strong>Cile<\/strong>&nbsp;e la drammatica situazione che mantiene la<strong> Bolivia<\/strong> col cuore in gola, ora il conflitto sociale e politico fa la sua apparizione anche in&nbsp;<strong>Colombia<\/strong>. Ma non si pu&ograve; stare tanto tranquilli nemmeno in&nbsp;Ecuador, mentre il&nbsp;Venezuela&nbsp;continua a essere una grande pentola a pressione. Ed &egrave; meglio non perdere d&rsquo;occhio il&nbsp;<strong>Per&ugrave;.<\/strong> No, non &egrave; un nuovo Sessantotto, ma certo sono entrati ormai in crisi varie dimensioni della vita sociale.<\/div>\n<p><strong>&Egrave; possibile tracciare un quadro generale di questo concerto variegato di realt&agrave;?<\/strong>&nbsp;No, almeno non nel senso di schematizzare in modo omogeneo situazioni che non lo sono. Ma, forse &ndash; sottolineando questa congiunzione &ndash;, possiamo indicarne alcuni elementi.<\/p>\n<p><strong>La crisi della democrazia<\/strong>&nbsp;&egrave; uno di questi. Si avverte che sono in uso nel secolo XXI strumenti pensati nel secolo XX, magari con influenze ancora pi&ugrave; vecchie.&nbsp;<strong>Classi politiche spesso lontane dal quotidiano delle persone,&nbsp;&eacute;lite&nbsp;<\/strong>arroccate su posizioni di privilegio,&nbsp;cupole&nbsp;all&rsquo;interno delle quali magari si ripetono i cognomi, e spesso avvolte da una&nbsp;corruzione endemica. Una rappresentativit&agrave; che zoppica e che ormai mostra il suo limite se concepita solo come un voto ogni quattro o cinque anni ed erosa dall&rsquo;abitudine inveterata di cambiare discorso una volta ottenuto il potere.&nbsp;<strong>Una societ&agrave; che nel giro di poche ore &egrave; al corrente di tutto e che pu&ograve; convocare un milione di persone in piazza&nbsp;<\/strong>senza stampare un solo volantino, come &egrave; successo settimane fa a Santiago, e dirigenti politici che in pi&ugrave; di un mese non hanno trovato una risposta che possa calmare gli animi dei cileni.<\/p>\n<p>Appare poi chiaro che i progetti politici disposti a trasformarsi in egemonici entrano in crisi. In Venezuela, Nicaragua, in Bolivia e quattro anni fa in Argentina e in Brasile, si &egrave; commesso l&rsquo;errore di credere che non solo si era ottenuto il potere, ma che ci&ograve; sarebbe durato per sempre. Ma, per definizione, la parte (partito) del tutto non esiste e&nbsp;presto o tardi si preferisce l&rsquo;alternanza. In vari di questi Paesi (Venezuela, Bolivia) in modo pi&ugrave; o meno legale le minoranze dissidenti sono emerse cogliendo l&rsquo;occasione che ha offerto il logorio del potere o i suoi errori. In Cile la peculiarit&agrave; &egrave; stata un&rsquo;altra: la minoranza di destra ha voluto assicurarsi la sua egemonia economica con un sistema difficile da modificare, ma fortemente produttore di disuguaglianze. Oggi, la stessa destra, al potere, &egrave; in seria difficolt&agrave; anche nel semplice accettare che il proprio modello economico sia imperfetto.&nbsp;&Egrave; la vecchia questione del partito vincitore al quale viene affidato il governo di tutti.<\/p>\n<p><strong>Esiste poi&nbsp;una forte esigenza di &ldquo;sociale&rdquo;&nbsp;<\/strong>che ci metta a riparo dalle facili ideologizzazioni &ldquo;politiche&rdquo;. Salute, istruzione, promozione sociale, partecipazione della donna, pari opportunit&agrave; sono temi in agenda ma che hanno bisogno di deideologizzarsi e di&nbsp;<strong>entrare in dialogo pi&ugrave; che altro con la societ&agrave; civile e non solo con i partiti.<\/strong> Spesso, questa dimensione della realt&agrave; sociale viene saltata a pie pari e si passa direttamente ai partiti. In taluni casi, il ruolo della societ&agrave; civile &egrave; direttamente combattuto, basta vedere le stragi di suoi attivisti in Colombia, Messico e Brasile.<\/p>\n<p>Una questione di fondo &egrave; poi quella della&nbsp;<strong>giustizia sociale<\/strong>. In un documento del 2007 della Cepal (la Commissione economica dell&rsquo;Onu per la regione) si segnalava che il maggior deficit dell&rsquo;America Latina &egrave; la coesione sociale. Non &egrave; la regione pi&ugrave; povera quanto la pi&ugrave; disuguale.&nbsp;<strong>La disuguaglianza erode la coesione, atomizza e col tempo provoca vere carestie di beni comuni. Le ricette applicate non hanno funzionato, perch&eacute; non sostenibili.<\/strong> Non ha funzionato la redistribuzione statalista, spesso finita in sussidi improduttivi, che in concomitanza della favorevole congiuntura economica ha migliorato il reddito, ma ha zavorrato pesantemente l&rsquo;economia. Inoltre, tale impostazione a favore dell&rsquo;uguaglianza spesso ha mortificato la dimensione delle libert&agrave; (vedi Cuba, Venezuela, Nicaragua). Ma&nbsp;nemmeno appare sostenibile il neoliberismo che produce ricchezza ma la concentra in poche mani. L&rsquo;economia cresce, ma solo a beneficio di pochi. Inoltre, comprime il principio di uguaglianza reale a beneficio delle libert&agrave; individuali. In Colombia e Cile questo schema ha ormai stancato la popolazione. In nessuno dei casi si coglie l&rsquo;importanza dell&rsquo;imprenditoria privata spinta da un autentico senso di responsabilit&agrave; sociale, capace di attivare circoli virtuosi tra Stato, mercato e societ&agrave; civile.<\/p>\n<p>La sfida &egrave; dunque enorme.<strong>&nbsp;Il rischio della polarizzazione &egrave; quello di convincersi che l&rsquo;avversario politico rappresenti il male assoluto e che la verit&agrave; sia tutta da un solo lato, il proprio.<\/strong> Nel frattempo, per attivare un vero sviluppo &egrave; necessario combinare simultaneamente la crescita economica con la dimensione socio-relazionale, quella spirituale e&nbsp;la cura del creato. Il rischio di non sradicare le cause delle disuguaglianze &egrave; di trasformare le storture sociali in eventi naturali: fanno parte del panorama le montagne, il mare, i laghi&hellip; i poveri.<\/p>\n<aside class=\"type-attachment\">\n<p><span class=\"lab\">Scarica l&rsquo;articolo in<\/span>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=143926&amp;action=seed_download_download&amp;type=pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pdf<\/a><\/p>\n<\/aside>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div>&nbsp;<em><span class=\"post-meta-author\">DI&nbsp;<span>ALBERTO BARLOCCI<\/span><\/span><\/em><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234466","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234466"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234466\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}