{"id":234483,"date":"2020-02-11T00:00:00","date_gmt":"2020-02-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/la-sfida-del-patto-educativo-globale-2\/"},"modified":"2020-02-11T00:00:00","modified_gmt":"2020-02-10T23:00:00","slug":"la-sfida-del-patto-educativo-globale-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2020\/02\/11\/la-sfida-del-patto-educativo-globale-2\/","title":{"rendered":"La sfida del patto educativo globale"},"content":{"rendered":"<p>Di Silvio Minnetti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La proposta di papa Francesco tra i nuovi segnali del mondo giovanile e le contraddizioni della &nbsp;&ldquo;generazione X&rdquo; figlia degli anni del disimpegno e di fine della storia.<\/strong><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-233843\" src=\"https:\/\/marcoriccardi.it\/TEENS\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/PATTO_EDUCATIVO.jpg\" alt=\"PATTO EDUCATIVO\" width=\"720\" height=\"501\" \/><\/p>\n<p><strong>Ogni epoca ha incoraggiato, invidiato o condannato i giovani<\/strong>. Noi adulti infatti cerchiamo di catturarli nei nostri schemi e ripetiamo&nbsp;ritornelli, come ai tempi di Cicerone, che si lamentava della acconciatura dei ragazzi.<\/p>\n<p>Non dobbiamo pertanto definirli, ma incontrarli: a scuola, in famiglia, nelle piazze, dialogando con loro, con la consapevolezza&nbsp;che le buone idee non hanno et&agrave;.<strong>&nbsp;Dobbiamo cio&egrave;&nbsp;favorire la staffetta generazionale tra due secoli,&nbsp;tra noi e quelli che sono nati nel Ventunesimo secolo<\/strong>, senza dimenticare la pesante eredit&agrave; novecentesca che lasciamo: due guerre mondiali, campi di sterminio, gulag, foibe insieme ad un progresso tecnologico straordinario.<\/p>\n<p>Per questo una riflessione sui&nbsp;giovani oggi non pu&ograve; prescindere da una analisi sui loro padri. Si tratta infatti di una generazione, quella appunto dei padri, con una vita concepita tutta al presente, senza futuro e con poche nascite. Una delle generazioni tra le pi&ugrave; infeconde della storia dell&rsquo;umanit&agrave;.&nbsp;La generazione X &egrave; stata definita. Nati tra il 1960 ed il 1980, dopo i pi&ugrave; aggressivi baby boomers, nati intorno al 1950.<\/p>\n<p>I padri dei ragazzi di oggi sono figli della smobilitazione ideologica, seguita alla fine della &ldquo;guerra fredda&rdquo; (1989). Vengono descritti, con uno stereotipo, privi di identit&agrave; sociale marcata, apatici, cinici, poveri di valori. <strong>Una generazione tecnologica ma piccola, invisibile, sfiduciata, scettica, che non si &egrave; posto il problema della continuit&agrave; della vita<\/strong>.<\/p>\n<p>Avendo vissuto molto al presente, si ritrova con pochissimi figli. &Egrave; la generazione che a 20 anni ha visto la demolizione a picconate del &ldquo;muro di Berlino&rdquo; e che oggi compie 50 anni. Alla base del crollo delle nascite ci sono ragioni&nbsp;sociologiche, biologiche e politiche, come la mancanza di adeguati programmi di sostegno alle famiglie. Eppure nessuna riflessione sulle condizioni di vita di questi padri spiega la realt&agrave;.<\/p>\n<p>I loro genitori erano nati numerosi sotto le bombe.&nbsp;La generazione X&nbsp;&egrave; cos&igrave; definita perch&eacute; priva di una identit&agrave; sociale chiara, di ottimismo nel futuro e di valori tradizionali. &Egrave; per&ograve; tecnologicamente intraprendente. Ha dato una mano notevole all&rsquo;espansione di internet. Le ragioni del crollo demografico sono culturali e spirituali. Si tratta di giovani di allora che si sono affacciati alla vita adulta negli&nbsp;anni 80, un pasticcio di edonismo, individualismo e ottimismo patinato,&nbsp;giunti alla cosiddetta &ldquo;fine della storia&rdquo; (Fukuyama).<\/p>\n<p>Erano i giovani&nbsp;figli del nichilismo punk degli anni 70 e del nichilismo neo-liberista anni 80.&nbsp;Il futuro era scomparso dall&rsquo;orizzonte di questi padri dei giovani di oggi. Una generazione di prigionieri&nbsp;del presente, che ha bisogno di una conversione culturale e spirituale per tornare a costruire il futuro insieme ai propri figli.<\/p>\n<p><strong>Dream generation<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sono i giovani dei&nbsp;&ldquo;Friday for future&rdquo; e delle &ldquo;sardine&rdquo;<\/strong>. Cercano un mondo pi&ugrave; giusto, senza razzismo e odio.<strong> Vogliono salvare la Terra dal cambiamento climatico.&nbsp;Sognano un futuro migliore&nbsp;e tornano in piazza. Hanno riscoperto la&rdquo; politica&rdquo;.<\/strong> Usano parole come &ldquo;comunit&agrave;&rdquo; e &ldquo;bene comune&rdquo;. Sono impegnati ma fuori dai partiti. Nella stagione di &laquo;prima gli italiani&raquo;, sono spuntati ragazzi che inneggiano alla Costituzione, e premono per l&rsquo;Europa unita,&nbsp;contro le mafie.<\/p>\n<p>Vogliono essere un movimento politico costruttivo, per facilitare una reazione popolare e tornare alla &ldquo;politica attiva&rdquo;. A favore delle persone, dei valori democratici, per&nbsp;riempire un pericoloso &ldquo;vuoto politico&rdquo;&nbsp;che invoca l&rsquo;uomo forte. Scendono in piazza per manifestare contro le bufale e le campagne elettorali permanenti. Vogliono collegare tutte le energie possibili e farle sfociare in&nbsp;un&rsquo;unica lotta.<\/p>\n<p>Questo per loro significa tornare a fare politica. <strong>Hanno una visione nuova della lotta che manifestano con un amore per la Costituzione ed i diritti umani.<\/strong> Sono i figli dell&rsquo;Europa dell&rsquo;Erasmus ma si tengono lontani dai partiti. Chiedono democrazia e cultura. Cercano di ricostruire un legame intorno alle piazze, generando discussione. &Egrave; avvenuto un cambiamento radicale grazie ai social. Vogliono usare questi per tornate alle piazze fisiche e non virtuali. Vogliono lasciare un mondo migliore di quello che hanno trovato.&nbsp;Lontani dai partiti, sono per manifestazioni pacifiche. In questo modo danno l&rsquo;idea che le cose stiano cambiando perch&eacute; tanti uno fanno un oceano, come le &ldquo;sardine&rdquo;.<\/p>\n<p><strong>Povert&agrave; educativa e nuove prospettive dell&rsquo;educazione, oggi.<\/strong><\/p>\n<p>Grandi cambiamenti hanno caratterizzato la societ&agrave; negli ultimi 40 anni, sul piano economico, politico, relazionale, valoriale.&nbsp;La societ&agrave; oggi chiede al sistema educativo\/formativo di pensare nuovi paradigmi&nbsp;in grado di affrontare la post-modernit&agrave;.<\/p>\n<p>Scuola, societ&agrave;, Chiesa, comunit&agrave; sono invitate ad abbandonare i vecchi sistemi educativi, mai sopiti, basati su autorit&agrave; e forza e investire invece per favorire l&rsquo;amore per la cultura, per&nbsp;fare spazio a nuove capacit&agrave; relazionali, con al centro un nuovo modo di interpretare l&rsquo;uomo.<\/p>\n<p>Non un individuo ma un &ldquo;uomo mondo&rdquo;, non pi&ugrave; concentrato, come i genitori, sulla sua realizzazione e desideri, ma sulla comunit&agrave;. Essendo un essere sociale infatti l&rsquo;uomo si realizza solo nel rapporto con gli altri all&rsquo;interno del mondo unito.<\/p>\n<p>Questa &egrave;&nbsp;la risposta alla povert&agrave; educativa contemporanea: un grande Patto educativo globale, lanciato da papa Francesco il prossimo&nbsp; 14 maggio, per un nuovo umanesimo. Chiunque abbia a cuore l&rsquo;educazione delle giovani generazioni &egrave; invitato dal papa a sottoscrivere il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.educationglobalcompact.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Global Compact on education,&nbsp;<\/a>per generare un cambiamento di mentalit&agrave; a livello planetario attraverso l&rsquo;educazione.<\/p>\n<p>Verr&agrave; sottoscritto da organismi internazionali, istituzioni, mondo accademico, politico, economico e culturale. <strong>&laquo;Occorre approfondire la dimensione antropologica, comunicativa, culturale, economica, generazionale, interreligiosa, pedagogica e sociale di questo Patto globale&raquo;<\/strong>.<\/p>\n<aside class=\"type-attachment\">\n<p><span class=\"lab\">Scarica l&rsquo;articolo in<\/span>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=147273&amp;action=seed_download_download&amp;type=pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pdf<\/a><\/p>\n<\/aside>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Silvio Minnetti<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":234484,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234483","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234483","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234483"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234483\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234483"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234483"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234483"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}