{"id":234485,"date":"2020-02-11T00:00:00","date_gmt":"2020-02-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/unione-europea-e-regno-unito-una-lunga-storia-2\/"},"modified":"2020-02-11T00:00:00","modified_gmt":"2020-02-10T23:00:00","slug":"unione-europea-e-regno-unito-una-lunga-storia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2020\/02\/11\/unione-europea-e-regno-unito-una-lunga-storia-2\/","title":{"rendered":"Unione europea e Regno Unito, una lunga storia"},"content":{"rendered":"<p>DI&nbsp;<span>CARLO BLENGINI<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L&rsquo;influenza della cultura britannica durante i 47 anni di permanenza nell&rsquo;Ue. Il pragmatismo apprezzato da Jean Monnet. La speranza di una nuova cooperazione dopo la Brexit.<\/strong><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-233845\" src=\"https:\/\/marcoriccardi.it\/TEENS\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/BREXIT_NEW.jpg\" alt=\"BREXIT NEW\" width=\"720\" height=\"480\" \/><\/p>\n<p>L&rsquo;adesione del Regno Unito alle tre comunit&agrave; europee, fondate negli anni &rsquo;50 del secolo scorso da sei stati dell&rsquo;Europea continentale &ndash; e divenute in seguito l&rsquo;attuale Unione europea (Ue) &ndash;, era&nbsp;il sogno di Jean Monnet, l&rsquo;ideatore del processo di integrazione europea.<\/p>\n<p>Monnet aveva ben conosciuto i britannici, avendo lavorato con loro e per loro durante le due guerre mondiali,&nbsp;e ne apprezzava il pragmatismo, che riteneva un ingrediente essenziale della costruzione europea.<\/p>\n<p>&Egrave; nel 1973 che il Regno Unito &egrave; diventato membro dell&rsquo;unione sovranazionale di popoli e di Stati ideata da Monnet.&nbsp;Il concetto di &ldquo;unione sovranazionale&rdquo;, un&rsquo;entit&agrave; astratta, composta s&igrave; da Stati, ma che &egrave; da loro autonoma e a loro sovrapposta,&nbsp;era ed &egrave; estraneo alla cultura giuridica e politica britannica, per la quale contano, da un lato, lo Stato, con i suoi legittimi interessi e, dall&rsquo;altro, i rapporti tra Stati sovrani, sia all&rsquo;interno sia all&rsquo;esterno dell&rsquo;Ue.<\/p>\n<p>Dei tre termini dell&rsquo;equazione: &ldquo;unione&rdquo;, &ldquo;popoli&rdquo; e &ldquo;Stati&rdquo;, i britannici hanno messo l&rsquo;accento, durante&nbsp;i 47anni di permanenza in seno all&rsquo;Ue, sugli ultimi due elementi.<\/p>\n<p>Quanto ai&nbsp;&ldquo;popoli&rdquo;, &egrave; soprattutto grazie ai britannici, alla loro radicata tradizione parlamentare, che &egrave; emersa la&nbsp;coscienza del &ldquo;deficit democratico&rdquo;&nbsp;dell&rsquo;Ue e della necessit&agrave; di un maggiore coinvolgimento dei suoi cittadini nei processi decisionali. Problema che ha cominciato ad essere affrontato a partire dal trattato di Maastricht (1992), con la cittadinanza europea (che prevede, tra l&rsquo;altro, che i cittadini europei possano eleggere deputati europei nello Stato membro in cui risiedono), il progressivo rafforzamento del ruolo legislativo del Parlamento europeo, fino a diventare pieno titolo co-legislatore insieme al Consiglio dei ministri e, da ultimo,&nbsp;l&rsquo;introduzione del diritto d&rsquo;iniziativa dei cittadini europei con il trattato di Lisbona&nbsp;(2007).<\/p>\n<p>Riguardo all&rsquo;elemento &ldquo;Stati&rdquo;, il Regno Unito ha dato prova di una capacit&agrave; unica nel difendere i suoi interessi all&rsquo;interno delle istituzioni Ue: dal famoso&nbsp;<em>&ldquo;I<\/em>&nbsp;<em>want my money back!&rdquo;<\/em>&nbsp;(rivoglio i miei soldi) di Margareth Thatcher nel 1979, che ha dato origine allo &ldquo;sconto britannico&rdquo; nei contributi al bilancio comune, poi accordato anche ad altri Stati c.d. &ldquo;contributori netti&rdquo;, con buona pace della solidariet&agrave;.&nbsp;Agli&nbsp;<em>opt-out<\/em>&nbsp;(il diritto di non partecipare a una politica comune) ottenuti su moneta unica, spazio Schengen e diritti fondamentali. Fino alle concessioni negoziate con i 27 partner dal premier Cameron, nel 2006, e poi sottoposte al referendum che ha dato origine alla Brexit.<\/p>\n<p>Sul piano politico,&nbsp;nella tensione permanente che vive l&rsquo;Ue tra l&rsquo;&ldquo;economia sociale di mercato&rdquo;, in cui la giustizia sociale gioca un ruolo di primo piano,&nbsp;e il modello liberista, sensibile soprattutto al libero mercato, i britannici, molto attenti ad evitare che i regolamenti europei creino oneri e costi per le imprese. La loro apertura agli accordi di libero scambio con praticamente tutte le aree del mondo sviluppato ed ad allargamenti dell&rsquo;Ue anche a Paesi (vedi la Turchia) con storia e sensibilit&agrave; poco omogenee rispetto agli attuali membri, ma che permetterebbero un ampliamento del mercato interno benefico al commercio, hanno contributo in modo importante alla&nbsp;componente liberista dell&rsquo;Ue attuale.<\/p>\n<p>All&rsquo;interno delle istituzioni Ue, i britannici hanno raramente ricoperto ruoli di primo piano: Lord Plumb presidente del Parlamento europeo dall&rsquo;87 all&rsquo;89, Roy Jenkins presidente della Commissione dal &rsquo;77 all&rsquo;81.&nbsp;Molto influenti, tuttavia, sono stati gli alti funzionari britannici che il Cabinet office&nbsp;(ufficio del primo ministro) ha nel corso degli anni saputo collocare, con rara maestria, nei&nbsp;posti chiave&nbsp;delle istituzioni europee. Alcuni di loro sono stati dei vieri pionieri dell&rsquo;integrazione europea, avendo colto che il modo migliore di difendere gli interessi del proprio Stato di origine, in un mondo globalizzato, era di rendere pi&ugrave; coeso e forte l&rsquo;insieme continentale cui questo Stato appartiene, in modo che possa dialogare da pari con i giganti globali, pubblici e privati.<\/p>\n<p>Tra&nbsp;le migliaia di cittadini britannici che hanno animato, dall&rsquo;interno, le istituzioni Ue&nbsp;(oggi circa 1.000 lavorano per la sola Commissione) &egrave; bene ricordare&nbsp;Graham Meadows&nbsp;che, quando era direttore generale del dipartimento delle politiche regionali alla Commissione europea, ha lanciato un&rsquo;inchiesta per sapere se il personale della direzione generale considerava il top management (direttore generale e direttori) dei&nbsp;modelli etici. Il 70% ha risposto di s&igrave;. Mentre i direttori si fregavano le mani per la buona notizia, Meadows li ha convocati: &laquo;Ma come, quasi un terzo dei nostri colleghi non hanno idea di dove noi manager ci troviamo sul piano etico!&raquo;. E ha mandato tutti i manager a formarsi per arrivare al 100%, che era per lui l&rsquo;unico risultato accettabile.<\/p>\n<p>Lo stesso livello di integrit&agrave; Meadows lo ha applicato nel promuovere e rendere efficaci&nbsp;la politica di coesione regionale e la politica agricola comune dell&rsquo;Ue, due politiche che riteneva, a giusto titolo, essenziali per temperare gli effetti del mercato aperto, sia in seno all&rsquo;Ue (il &ldquo;mercato interno&rdquo;), sia sul piano internazionale, a favore delle fasce pi&ugrave; vulnerabili della popolazione.<\/p>\n<p>Alla fine, il pragmatismo britannico caro a Jean Monnet ha spinto il Regno Unito verso lidi pi&ugrave; consoni alla sua sensibilit&agrave;: difendere i propri interessi non rimanendo ancorati ad&nbsp;un insieme continentale, che non ha mai veramente fatto parte della propria storia&nbsp;(ancora oggi non &egrave; inusuale per un inglese dire &ldquo;andare in Europa&rdquo; quando si accinge ad attraversare la Manica, come se l&rsquo;Europa continentale fosse un&rsquo;entit&agrave; altra da s&eacute;), ma da soli, in mare aperto.<\/p>\n<p>Orientati, se mai, pi&ugrave; verso gli Stati Uniti, che erano, gi&agrave; secondo Winston Churchill, il &ldquo;secondo cerchio&rdquo;, dopo l&rsquo;impero, e prima dell&rsquo;Europa.<\/p>\n<p>Auguri, fratelli britannici. Possiate vincere la scommessa che avete fatto con la Brexit, essere prosperi e felici.&nbsp;Possiamo noi continuare a lavorare insieme, anche se non facciamo pi&ugrave; parte dello stesso progetto, da partner leali, nel nuovo quadro di cooperazione che definiremo insieme entro dicembre 2020.<\/p>\n<aside class=\"type-attachment\">\n<p><span class=\"lab\">Scarica l&rsquo;articolo in<\/span>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=146995&amp;action=seed_download_download&amp;type=pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pdf<\/a><\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/unione-europea-regno-unito-lunga-storia\/?ms=007&amp;se=020\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>CITTA&#8217; NUOVA&nbsp;<\/em><\/a><\/p>\n<\/aside>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI&nbsp;<span>CARLO BLENGINI<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":234486,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234485","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234485","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234485"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234485\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234485"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234485"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234485"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}