{"id":234490,"date":"2020-03-05T00:00:00","date_gmt":"2020-03-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/cile-un-paese-che-vuole-restare-in-piedi-2\/"},"modified":"2020-03-05T00:00:00","modified_gmt":"2020-03-04T23:00:00","slug":"cile-un-paese-che-vuole-restare-in-piedi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2020\/03\/05\/cile-un-paese-che-vuole-restare-in-piedi-2\/","title":{"rendered":"Cile: un Paese che vuole restare in piedi"},"content":{"rendered":"<p>Di Alberto Barlocci&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/cile-un-paese-vuole-restare-piedi\/?ms=003&amp;se=020\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Citt&agrave; nuova<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"post-summary\"><strong>Dieci anni fa, una bandiera scucita e infangata &egrave; stato il simbolo di una nazione che si riprendeva dalle distruzioni provocate dal terremoto. Oggi lo stesso simbolo rappresenta la possibilit&agrave; di cambiare l&rsquo;ordine sociale ed economico ingiusto in pace ed in democrazia<\/strong><\/div>\n<figure class=\"post-image post-image-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Bruno-Sandoval-720x0-c-default.jpg\" \/><figcaption>Bruno Sandoval e la bandiera cilena dopo il terremoto<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il&nbsp;27 febbraio 2010, un terremoto di 8,8 gradi Richter seguito da tsunami sconvolse la vita di&nbsp;17 milioni di cileni, le loro case, i loro beni, le speranze e i sogni di tanti. 548 persone morirono. Circa 24 ore dopo la catastrofe, un fotografo di Ap che si muoveva per Pelluhue, nel sud, scorse tra i resti delle case spazzate dalle onde del mare un uomo che rovistava nel fango e la desolazione. Era&nbsp;Bruno Sandoval, un artigiano che sbarcava il lunario estivo in quella localit&agrave; marina. Era nel luogo in cui teoricamente c&rsquo;era la casetta che occupava in quelle settimane, della quale per&ograve; non restava niente. A un certo punto la sua vista venne attratta dal puntino rosso di un tessuto, che prese a recuperare. Nelle sue mani apparve&nbsp;una bandiera cilena &laquo;sporca, scucita, ma ancora intera&nbsp;&ndash; racconter&agrave; in seguito &ndash;. La presi a scuotere ed inizia a riflettere. La tenni per un po&rsquo; nelle mani. Pensai che era un segno che il Cile era ancora in piedi con la bandiera in alto. Eravamo interi e potevamo andare avanti&raquo;, dir&agrave; Bruno.<\/p>\n<p>In quel momento, Bruno sent&igrave; un fischio. Era il fotografo che passava di li, davanti al quale spontaneamente alz&ograve; la bandiera.&nbsp;Quella foto fece il giro del mondo. Apparve sul&nbsp;<em>New York Times<\/em>, sul&nbsp;<em>The Boston globe<\/em>, nei media latinoamericani ed europei. Non solo, ma da allora questa bandiera si &egrave; trasformata in un simbolo: era presente quando vennero riscattati dalle viscere della terra i 33 minatori rimastivi prigionieri; era insieme alla nazionale di calcio ai mondiali in Sudafrica&hellip; Oggi la conserva una azienda immobiliare e fa mostra di s&eacute; nei loro uffici. Nonostante le incertezze e le paure,&nbsp;il Cile si rimise in piedi&nbsp;nonostante le 500 mila case danneggiate, gli ingenti danni alle infrastrutture per 30 miliardi di dollari, il 15% del Pil.<\/p>\n<p>Oggi l&rsquo;incertezza avvolge nuovamente il Cile. Non la produce una catastrofe naturale, ma il modo in cui l&rsquo;economia e la politica hanno gestito l&rsquo;ordine sociale ed economico sorto a partire dall&rsquo;ultima dittatura militare. Una solida impalcatura giuridico-costituzionale impedisce di modificare la sostanza di&nbsp;un sistema ingiusto e abusivo, con salari miseri da una parte e gruppi industriali con utili succosi dall&rsquo;altra. Un vero e proprio tsunami sociale. Per modificarlo occorrono maggioranze speciali che la destra non &egrave; disposta a concedere, perch&eacute; teme che l&rsquo;uguaglianza si trasformi in egualitarismo populista. &Egrave; la ragione per la quale si &egrave; ottenuto che&nbsp;ad aprile un plebiscito chieder&agrave; se i cileni vogliano o no una nuova costituzione, che non avr&agrave; pi&ugrave; il peccato originale di essere stata imposta da una dittatura e di essere la serratura inviolabile di tale sistema.<\/p>\n<p>Ma in queste ore l&rsquo;ansia non la genera l&rsquo;esito del plebiscito, quanto la ripresa che tutti annunciano delle proteste e con esse, &egrave; possibile,&nbsp;la violenza degli estremismi di sinistra e di destra&nbsp;che seguono la logica del &laquo;tanto peggio, tanto meglio&raquo;, nonostante che l&rsquo;immensa maggioranza protesti in modo pacifico. Se &egrave; vero che dal 18 ottobre in avanti il Paese ha presto coscienza di dover porre in marcia cambiamenti strutturali, la violenza si &egrave; portata via centinaia di milioni di dollari in edifici e strutture pubbliche distrutte e attivit&agrave; economiche saccheggiate e incendiate. &Egrave; chiaro che nelle piazze scendono anche settori sociali a tal punto fuori dal sistema che avvertono di non aver niente da perdere.&nbsp;Un mix di esclusione, risentimento sociale e delinquenza comune.<\/p>\n<p>Esiste una grande irritazione nei confronti del governo del presidente&nbsp;Sebasti&aacute;n Pi&ntilde;era, oggi con appena un 4% di approvazione, che non ha prodotto gli attesi cambiamenti di sostanza nell&rsquo;agenda sociale. Il Cile dimostra, ancora una volta, che&nbsp;senza un&rsquo;economia capace di ridistribuire equamente la ricchezza, nessuna democrazia &egrave; realmente tale. Ma che per cambiare queste situazioni occorre stringersi attorno ai valori di cui la democrazia &egrave; sintesi, primo fra tutti la&nbsp;non violenza. Come 10 anni fa, quando tutti si sentirono rappresentati da quella bandiera sporca e scucita. Sar&agrave; il modo per seguire in piedi.<\/p>\n<aside class=\"type-attachment\">\n<p><span class=\"lab\">Scarica l&rsquo;articolo in<\/span>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=148075&amp;action=seed_download_download&amp;type=pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pdf<\/a><\/p>\n<\/aside>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Alberto Barlocci&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/cile-un-paese-vuole-restare-piedi\/?ms=003&amp;se=020\">Citt&agrave; nuova<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234490","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234490","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234490"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234490\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234490"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234490"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234490"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}