{"id":234492,"date":"2020-03-17T00:00:00","date_gmt":"2020-03-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/piu-investimenti-per-la-salute-meno-spese-militari-2\/"},"modified":"2020-03-17T00:00:00","modified_gmt":"2020-03-16T23:00:00","slug":"piu-investimenti-per-la-salute-meno-spese-militari-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2020\/03\/17\/piu-investimenti-per-la-salute-meno-spese-militari-2\/","title":{"rendered":"Pi\u00f9 investimenti per la salute, meno spese militari"},"content":{"rendered":"<h1><a href=\"https:\/\/www.disarmo.org\/rete\/a\/47409.html?fbclid=IwAR2_lv3jBulOQBbLywk4lWI7TgFsHpARWfVurTUocuC1h2sQavDdCBBTKeA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Di: Rete della Pace &#8211; Rete Italiana per il Disarmo<\/a><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>L&#8217;Italia e il mondo intero stanno affrontando la gravissima emergenza sanitaria derivante dalla pandemia di coronavirus COVID-19, forse la pi\u00f9 grande crisi di salute pubblica (e non solo) del dopoguerra per i paesi ricchi ed industrializzati.&nbsp;Rete della Pace e Rete italiana per il Disarmo si uniscono alle voci di vicinanza e compartecipazione ai problemi che l&#8217;intero Paese sta vivendo, con un particolare pensiero ai familiari delle vittime e un forte sostegno nei confronti degli operatori della sanit\u00e0 e di chi mantiene operativi i servizi essenziali.<\/strong><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-233852\" src=\"https:\/\/marcoriccardi.it\/TEENS\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/NO-ALLA-GUERRA-1200x620.jpg\" alt=\"NO ALLA GUERRA 1200x620\" width=\"1200\" height=\"620\" \/><\/p>\n<p>La drammatica situazione causata dal COVID-19 deve farci&nbsp;riflettere e ripensare alle nostre priorit\u00e0, al concetto di difesa, al valore del lavoro e della salute pubblica, al ruolo dello Stato e dell&rsquo;economia al servizio del bene comune, con una visione europea ed internazionale, costruendo giustizia sociale, equit\u00e0, democrazia,&nbsp;pieno accesso ai diritti umani universali, quali condizioni imprescindibili per ottenere sicurezza, benessere e pace.<\/p>\n<p>Non possiamo per\u00f2 dimenticare che l&#8217;impatto di questa epidemia \u00e8 reso ancora pi\u00f9&nbsp;devastante dal continuo e recente indebolimento del Sistema Sanitario Nazionale&nbsp;a fronte di una ininterrotta&nbsp;crescita di fondi e impegno a favore delle spese militari e dell&#8217;industria degli armamenti.&nbsp;Non siamo cosi sprovveduti da pensare che tutti i problemi sanitari dell&#8217;Italia si possano risolvere con una riduzione della spesa militare (anche per il diverso ordine di grandezza: 5 a 1), ma \u00e8 del tutto evidente che&nbsp;una parte della soluzione potrebbe risiedere proprio nel trasferimento di risorse dal campo degli eserciti e delle armi a quello del sistema sanitario e delle cure mediche, tenendo conto che le tendenze degli ultimi anni dimostrano una strada diametralmente opposta. Mentre infatti (come dimostrano le analisi della&nbsp;Fondazione GIMBE &#8211; Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze) la&nbsp;spesa sanitaria ha subito una contrazione complessiva rispetto al PIL passando da oltre il 7% a circa il 6,5% previsto dal 2020&nbsp;in poi, la spesa militare ha sperimentato un&nbsp;balzo avanti negli ultimi 15 anni con una dato complessivo passato dall&#8217;1,25% rispetto al PIL del 2006 fino a circa l&#8217;1,40% raggiunto ormai stabilmente negli ultimi anni&nbsp;(a partire in particolare dal 2008 e con una punta massima dell&#8217;1,46% nel 2013).<\/p>\n<p>Le stime dell&#8217;Osservatorio Mil&euro;x&nbsp;degli ultimi due anni ci parlano di una spesa militare di circa 25 miliardi di euro nel 2019, (cio\u00e8 1,40% rispetto al PIL) e di oltre 26 miliardi di euro previsti per il 2020 (cio\u00e8 l&#8217;1,43% rispetto al PIL), quindi quasi ai massimi dell&rsquo;ultimo decennio.<br \/>All&#8217;interno di questi costi sono ricompresi sia quelli delle&nbsp;36 missioni militari all&#8217;estero (ormai stabilmente pari a 1,3 miliardi&nbsp;annui circa) sia quelli del cosiddetto &#8220;procurement militare&#8221;, cio\u00e8 di acquisti diretti di armamenti. Una cifra che&nbsp;negli ultimi bilanci dello Stato si \u00e8 sempre collocata tra i 5 e i 6 miliardi di euro annuali. Sono questi i fondi che servono a finanziare lo sviluppo e l&#8217;acquisto da parte dell&#8217;Italia di sistemi d&#8217;arma come i caccia F-35 (almeno 15 miliardi di solo acquisto), le fregate FREMM e tutte le unit\u00e0 previste dalla Legge Navale (6 miliardi di euro complessivi) tra cui la &#8220;portaerei&#8221; Trieste (che coster\u00e0 oltre 1 miliardo), elicotteri, missili. Senza dimenticare i 7 miliardi di euro &#8220;sbloccati&#8221; dalla Difesa e dal MISE, in particolare per mezzi blindati e la prevista &#8220;Legge Terrestre&#8221; da 5 miliardi (con Leonardo principale beneficiario).<\/p>\n<p>Contemporaneamente nel settore sanitario sono stati tagliati oltre 43.000 posti di lavoro e in dieci anni si \u00e8 avuto un definanziamento complessivo di 37 miliardi&nbsp;(dati sempre della&nbsp;Fondazione GIMBE) con numero di posti letto per 1.000 abitanti negli ospedali sceso al 3,2 nel 2017 (la media europea \u00e8 del 5). Le drammatiche notizie delle ultime settimane dimostrano come non&nbsp;siano le armi e gli strumenti militari a garantire davvero la nostra sicurezza, promossa e realizzata invece da tutte quelle iniziative che salvaguardano la salute, il lavoro, l&rsquo;ambiente&nbsp;(per il quale l&rsquo;Italia alloca solamente lo 0,7% del proprio bilancio spendendone poi effettivamente solo la met\u00e0).<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Infine va ricordato come l&#8217;Amministrazione statunitense sotto Trump stia spingendo affinch\u00e9 tutti gli alleati NATO raggiungano un livello di spesa militare pari al 2% rispetto al PIL. Una richiesta che, secondo recenti dichiarazioni e notizie di stampa, sarebbe stata accettata anche degli ultimi Governi italiani: ci\u00f2&nbsp;significherebbe un ulteriore esborso per spese militari di almeno 10 miliardi di euro per ogni anno. Riteniamo questa prospettiva inaccettabile, soprattutto quando \u00e8 evidente che dovrebbero essere potenziati i servizi fondamentali per la sicurezza ed il progresso del Paese, a partire dal Sistema Sanitario Nazionale, insieme all&rsquo;educazione, alla messa in sicurezza idro-geologica del territorio, alla processi di disinquinamento, agli investimenti per l&rsquo;occupazione.<\/p>\n<p>Il Governo, proprio in queste ore, ha messo in campo misure economiche straordinarie per rispondere all&#8217;emergenza sanitaria del coronavirus: &#8220;Cura Italia&#8221; costa 25 miliardi di denaro fresco, la stessa cifra del Bilancio della Difesa annuale, e certamente non baster\u00e0; quanto si potrebbe fare di pi\u00f9 risparmiandoci le spese militari anche in tempi ordinari?<\/p>\n<p>In definitiva \u00e8 essenziale ed urgente:<\/p>\n<p>&bull;&nbsp;rilanciare proposte e pratiche di vera difesa costituzionale dei valori fondanti la nostra Repubblica, come le iniziative a sostegno della&nbsp;Difesa Civile non armata e Nonviolenta. \u00c8 necessario un aumento delle spese per la sanit\u00e0, come \u00e8 pure necessario investire, senza gravare sulla spesa pubblica, a favore della difesa civile nonviolenta e per questo chiediamo che vi siano&nbsp;trasferimenti di fondi dalla spesa militare verso la Protezione Civile, il Servizio Civile universale, i Corpi civili di Pace, un Istituto di ricerca su Pace e disarmo. Proponiamo inoltre che i contribuenti, in sede di dichiarazione dei redditi, possano fare la scelta se preferiscono finanziare la difesa armata o la difesa civile riunita in un apposito Dipartimento che ne coordini le funzioni. Un&#8217;opzione fiscale del 6 per 1000 a beneficio della difesa civile potrebbe consentire ai cittadini di contribuire direttamente a questa forma nonviolenta di difesa costituzionale, finora trascurata dai Governi che hanno sempre privilegiato la difesa militare armata;<\/p>\n<p>&bull;&nbsp;ridurre le spese militari ed utilizzare tali fondi per rafforzare la sanit\u00e0, per l&rsquo;educazione, per sostenere il rilancio della ricerca e degli investimenti per una economia sostenibile in grado di coniugare equit\u00e0, salute, tutela del territorio ed occupazione;<\/p>\n<p>&bull;&nbsp;puntare alla&nbsp;riconversione produttiva (anche grazie alla diversa allocazione dei fondi pubblici) delle industrie a produzione bellica&nbsp;verso il settore civile che consentirebbe, inoltre, di&nbsp;utilizzare migliaia di tecnici altamente qualificati per migliorare la qualit\u00e0 della vita&nbsp;(verso l&#8217;economia verde e la lotta al cambiamento climatico), non per creare armi sempre pi\u00f9 sofisticate e mortali;<\/p>\n<p>Gi\u00e0 subito dopo la seconda guerra mondiale il&nbsp;nascente movimento pacifista chiedeva &#8220;Ospedali e scuole, non cannoni&#8221;, come ricordava Aldo Capitini alla prima Marcia italiana per la pace e la fratellanza tra i popoli. Dopo 60 anni ci accorgiamo che&nbsp;quel semplice slogan non era un sogno utopistico generico, ma una realistica necessit\u00e0 politica: oggi ci troviamo con ospedali insufficienti e scuole chiuse, mentre spendiamo troppo per le armi.<\/p>\n<p>Una conversione della difesa dal militare al civile \u00e8 quello di cui abbiamo tutti bisogno.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<h1><a href=\"https:\/\/www.disarmo.org\/rete\/a\/47409.html?fbclid=IwAR2_lv3jBulOQBbLywk4lWI7TgFsHpARWfVurTUocuC1h2sQavDdCBBTKeA\">Di: Rete della Pace &#8211; Rete Italiana per il Disarmo<\/a><\/h1>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":234493,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234492","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234492","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234492"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234492\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234492"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}