{"id":234497,"date":"2020-03-19T00:00:00","date_gmt":"2020-03-18T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/1-800-miliardi-di-dollari-per-spese-militari-mentre-avanza-il-coronavirus-2\/"},"modified":"2020-03-19T00:00:00","modified_gmt":"2020-03-18T23:00:00","slug":"1-800-miliardi-di-dollari-per-spese-militari-mentre-avanza-il-coronavirus-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2020\/03\/19\/1-800-miliardi-di-dollari-per-spese-militari-mentre-avanza-il-coronavirus-2\/","title":{"rendered":"1.800 miliardi di dollari per spese militari, mentre avanza il coronavirus"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"post-meta-author\">DI&nbsp;<span>MAURIZIO SIMONCELLI<\/span><\/span><\/p>\n<p>FONTE:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/fonte\/citta-nuova\/\" title=\"Citt&agrave; Nuova\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">CITT&Agrave; NUOVA<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"post-summary\">Come dimostra la pandemia in corso, &egrave; urgente una politica di collaborazione multilaterale. Investire le cifre colossali destinate alle armi per rispondere alle sfide del XXI secolo. Il contributo dell&#8217;autore del libro di Citt&agrave; Nuova&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/watch\/?v=1078275809200962\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Terra di conquista (ambiente e risorse tra conflitti e alleanze) 2020<\/a>.<\/div>\n<figure class=\"post-image post-image-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/AP19274309879661-720x0-c-default.jpg\" \/><figcaption>AP Photo\/Mark Schiefelbein<\/figcaption><\/figure>\n<p>I 1.800 miliardi di dollari in spese militari mondiali nel 2018, secondo l&rsquo;ultimo rapporto del&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.sipri.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Sipri&nbsp;di Stoccolma<\/a>&nbsp;( Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace) , non sembrano costituire alcuna barriera contro la pandemia in corso, che anzi sta colpendo con progressiva violenza anche i Paesi pi&ugrave; impegnati nel rafforzare i propri dispositivi militari,&nbsp;dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Francia alla Gran Bretagna.<\/p>\n<p>Anche&nbsp;l&rsquo;Italia, impegnata nella difesa con&nbsp;26 miliardi di euro nel 2020&nbsp;e nell&rsquo;acquisto di nuovi sistemi d&rsquo;armamento come i&nbsp;bombardieri nucleari F35, le&nbsp;fregate FREMM&nbsp;e l&rsquo;ennesima&nbsp;portaerei Trieste, nonch&eacute; in ben 36 missioni militari all&rsquo;estero, scopre di essere impreparata a sostenere l&rsquo;impatto del COVID-19.<\/p>\n<p>Se le cifre stanziate per la difesa sono certamente inferiori in Italia a quelle del settore sanitario, con un rapporto di uno a cinque,&nbsp;le riflessioni che questa crisi ci impone sono diverse.<\/p>\n<p>In primo luogo&nbsp;la globalizzazione, con i suoi effetti sia positivi sia negativi, &egrave; una realt&agrave; ineluttabile&nbsp;che, per&ograve;,&nbsp;va governata&nbsp;e gli strumenti sinora adottati si sono dimostrati per lo pi&ugrave; inadatti ed insufficienti, se non addirittura obsoleti.<\/p>\n<p>Le tendenze sovraniste\/nazionalistiche, che guardano al passato, si rivelano inefficaci e controproducenti e la politica di potenza, fatta propria da molti governi, non &egrave; in grado di rispondere alle sfide di&nbsp;un mondo divenuto un &ldquo;villaggio globale&rdquo;, per dirla con Marshall Mc Luhan che si riferiva al mondo delle comunicazioni di massa.<\/p>\n<p>La corsa agli armamenti, guidata dagli&nbsp;USA insieme ai suoi alleati&nbsp;(che complessivamente spendono nel settore della difesa quasi&nbsp;1.000 miliardi di dollari), inseguiti dalla&nbsp;Cina&nbsp;con un quarto della cifra e dalla&nbsp;Russia&nbsp;con appena un ventesimo, evidenzia una logica basata ancora sui rapporti di forza e non sulla prospettiva di una collaborazione multilaterale che deve rispondere alle sfide del XXI secolo.<\/p>\n<p>In secondo luogo&nbsp;i cambiamenti climatici investono l&rsquo;intero nostro pianeta&nbsp;in tempi e modi imprevisti e drammatici, in cui siamo tutti coinvolti, anche coloro che negano tali fenomeni.&nbsp;La siccit&agrave; e la desertificazione&nbsp;stanno colpendo zone sempre pi&ugrave; vaste del nostro pianeta, insieme allo scioglimento dei ghiacciai e all&rsquo;innalzamento del livello dei mari, provocando fenomeni migratori con i cosiddetti profughi ambientali, che si vanno a sommare a quelli causati dalle guerre e dalle persecuzioni arrivando complessivamente nel 2019 a ben&nbsp;70 milioni di persone. Uno dei segnali di tutto questa &egrave;&nbsp;Giacarta, capitale dell&rsquo;Indonesia, che sprofondando al ritmo di 25 centimetri l&rsquo;anno&nbsp;&egrave; gi&agrave; quasi per met&agrave; sotto il livello del mare, al punto che si &egrave; deciso di abbandonarla per ricostruirla in un luogo pi&ugrave; sicuro.<\/p>\n<p>In terzo luogo&nbsp;il liberismo economico oggi predominante, basato a volte sul libero mercato e altre volte su politiche protezioniste fondate sulla forza e su dazi commerciali (come il bando imposto al mondo da Washington contro l&rsquo;Iran), mostra tutti i suoi limiti sia nei confronti del reddito (concentrazione crescente della ricchezza nelle mani di pochi), sia nei suoi effetti sull&rsquo;economia mondiale che vede attuarsi&nbsp;una logica predatoria delle risorse&nbsp;da un lato e&nbsp;un modello di vita fondato sullo spreco, il tutto ai danni di una larga parte del mondo sottoposto ad un crescente impoverimento.<\/p>\n<p>Il liberismo economico, di fatto, &egrave; strettamente fondato su una concezione sovranista\/nazionalista dei rapporti tra gli stati e connesso alle politiche predatorie delle risorse ambientali, siano esse costituite da&nbsp;idrocarburi, uranio, cobalto o prodotti alimentari. Ne &egrave; un esempio noto a tutti la foresta amazzonica, devastata da una politica tesa a produrre profitti immediati connessi alla produzione, di carne, soia e legname.<\/p>\n<p>In quarto luogo tali logiche sovraniste\/nazionaliste, sempre pi&ugrave; emergenti in questi anni, hanno mostrato la loro forza, quando hanno ripetutamente nel tempo ostacolato la collaborazione internazionale: basta pensare alla&nbsp;Brexit,&nbsp;al sostegno offerto ad essa da Trump, all&rsquo;euroscetticismo di diversi Paesi membri dell&rsquo;UE, nonch&eacute; al continuo boicottaggio ed esautoramento dell&rsquo;ONU, attuato da molti Paesi in pi&ugrave; occasioni (dalla guerra contro la Libia di Gheddafi all&rsquo;assenza d&rsquo;iniziativa in Siria e nello Yemen).<\/p>\n<p>Di fronte alla pandemia, esse sono riemerse chiaramente negli esitanti atteggiamenti di diversi partner europei nei confronti dell&rsquo;Italia, bloccando addirittura le forniture di materiali sanitari e, di fatto, evidenziando tutti i limiti dell&rsquo;UE, incapace di soccorrere un membro in difficolt&agrave;, come ha evidenziato anche la recente, (il bando commerciale imposto da Washington contro l&rsquo;Iran) famigerata frase di&nbsp;Cristine Lagarde,&nbsp;presidente della Banca centrale europea (&laquo;Non siamo qui per chiudere gli spread, ci sono altri strumenti e altri attori per gestire quelle questioni&raquo;).<\/p>\n<p>Inaspettatamente gli aiuti all&rsquo;Italia giungono dalla Cina, che sta uscendo dalla crisi sanitaria e sta mostrando un approccio collaborativo che, invece, ci si sarebbe attesi dai partner europei e d&rsquo;oltre Atlantico. Addirittura il campione dell&rsquo;&rdquo;America first&rdquo;, l&rsquo;attuale inquilino della Casa Bianca ha cercato di ottenere, a suon di dollari, in esclusiva per gli Stati Uniti un possibile vaccino, provocando una risposta sdegnata da parte tedesca, che dichiara di lavorare per il mondo intero.<\/p>\n<p>Questa risposta, insieme all&rsquo;aiuto cinese e all&rsquo;impegno di tanti operatori della sanit&agrave; e del mondo del volontariato in Italia e all&rsquo;estero, ci fanno ricordare per&ograve; che&nbsp;un altro mondo &egrave; e deve essere possibile, per la sopravvivenza di tutta l&rsquo;umanit&agrave;&nbsp;e non solo di un&rsquo;&eacute;lite, fondato non sulla forza delle armi sempre pi&ugrave; letali, ma su un modello diverso di sviluppo globale.<\/p>\n<aside class=\"type-attachment\">\n<p><span class=\"lab\">Scarica l&rsquo;articolo in<\/span>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=148927&amp;action=seed_download_download&amp;type=pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pdf<\/a><\/p>\n<\/aside>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"post-meta-author\">DI&nbsp;<span>MAURIZIO SIMONCELLI<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234497","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234497","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234497"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234497\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234497"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234497"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234497"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}