{"id":234498,"date":"2020-03-20T00:00:00","date_gmt":"2020-03-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/ora-servono-eurobond-per-centinaia-di-miliardi-i-singoli-stati-non-bastano-2\/"},"modified":"2020-03-20T00:00:00","modified_gmt":"2020-03-19T23:00:00","slug":"ora-servono-eurobond-per-centinaia-di-miliardi-i-singoli-stati-non-bastano-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2020\/03\/20\/ora-servono-eurobond-per-centinaia-di-miliardi-i-singoli-stati-non-bastano-2\/","title":{"rendered":"Ora servono Eurobond per centinaia di miliardi. I singoli Stati non bastano"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Intervista di Fabio Martini a Romano Prodi&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em><strong>&ldquo;Si spendano subito le risorse stanziate: temo una grave crisi economica. L&rsquo;Italia deve riorganizzarsi e diventare attrattiva per le imprese che vogliono trasferirsi qui&rdquo;<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Intervista di Fabio Martini a Romano Prodi su&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/topnews\/primo-piano\/2020\/03\/16\/news\/coronavirus-prodi-servono-eurobond-per-centinaia-di-miliardi-i-paesi-non-bastano-1.38597506\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>La Stampa<\/strong><\/a>&nbsp;del 15 marzo 2020<\/em><\/p>\n<p>&Egrave; mezzogiorno, &egrave; domenica e a quest&rsquo; ora, puntualmente ogni settimana, Romano Prodi esce dalla parrocchia di San Giovanni a Bologna al termine della messa. Stavolta no, stavolta risponde dal suo telefono di casa in via Gerusalemme: &laquo;Siamo dentro una emergenza che ti priva delle cose che ti sono pi&ugrave; care&raquo;. Ma oltre ad essere un cattolico osservante, Prodi &egrave; anche un padano che non si stanca di studiare e di pensare al futuro e in queste ore, racconta, &laquo;penso e ripenso a come potere uscire da questa grave emergenza. E credo che l&rsquo;Europa e l&rsquo;Italia siano chiamate a decisioni all&rsquo;altezza di una crisi senza precedenti. Alla tragedia delle vite umane si unisce il dramma economico&raquo;.<\/p>\n<p><em>L&rsquo;Unione europea in questi giorni si &egrave; manifestata con le parole delle due donne pi&ugrave; influenti, parole assai diverse tra loro, ma in fin dei conti un&rsquo;Europa che conferma di essere pensata soltanto per &laquo;quando c&rsquo;&egrave; il bel tempo&raquo;, come ha detto Lucrezia Reichlin?<\/em><\/p>\n<p>&laquo;Il bel tempo mi sembra piuttosto lontano. Venendo all&rsquo;oggi: della Lagarde, presidente della Bce, si era detto che non ha esperienza tecnica, ma che &egrave; una raffinata politica.&nbsp;Speriamo che abbia imparato&nbsp;un po&rsquo; di tecnica! Quanto alla Commissione europea, prima di pronunciarsi, ha aspettato che l&rsquo;emergenza coronavirus diventasse tragica. Certamente la presidente Von der Leyen ha fatto dichiarazioni positive, ma lo erano pure quelle sul Piano verde. Poi, per la verit&agrave;, non ha potuto mettere le necessarie risorse nel Bilancio.<br \/>Tutto &egrave; sempre nelle mani del Consiglio. Decidono gli Stati, ma ora la gravit&agrave; della situazione impone di cambiare&raquo;.<\/p>\n<p><em>E quale potrebbe essere il segnale di una svolta vera, percepibile, epocale?<\/em><\/p>\n<p>&laquo;&Egrave; arrivato il momento di mettere in atto un salto di solidariet&agrave;, di lanciare una strategia europea per impedire una crisi irreversibile che toccher&agrave; anche gli altri Paesi europei. La misura da prendere &egrave;&nbsp;l&rsquo;emissione di Eurobonds, come strumento per raggiungere obiettivi comuni. Gli Eurobonds, da una parte sarebbero il segno della solidariet&agrave;, ma consentirebbero anche l&rsquo;avvio della politica economica e della fiscalit&agrave; a livello europeo che ancora non esistono&raquo;.<\/p>\n<p><em>Lei pensa ad una cura d&rsquo;urto, incomparabile con quelle sinora immaginate?<\/em><\/p>\n<p>&laquo;Per un momento eccezionale servono risorse finanziarie eccezionali:&nbsp;un piano nell&rsquo;ordine delle centinaia di miliardi, anche se non possiamo quantificarlo ora perch&eacute; non sappiamo quanto precisamente durer&agrave; questa crisi e quale profondit&agrave; avr&agrave;&raquo;.<\/p>\n<p><em>Come lei ben sa i tedeschi si sono sempre opposti: perch&eacute; stavolta dovrebbero cambiare idea?<\/em><\/p>\n<p>&laquo;Perch&eacute; stavolta nessuno potr&agrave; dare colpe all&rsquo;Italia o ad un singolo Paese. Temo che tra qualche giorno comprenderemo che la crisi determinata dal virus&nbsp;non &egrave; soltanto un problema italiano. Noi abbiamo pi&ugrave; debito di altri, ma&nbsp;questa crisi tocca tutti. Anche i tedeschi difronte ai fatti nuovi cambiano idea: chi due giorni fa avrebbe immaginato che la Germania chiudesse le frontiere con l&rsquo;Austria e la Francia?&raquo;.<\/p>\n<p><em>In questi giorni ogni Paese europeo ha pensato a se stesso mentre a Bruxelles chi doveva pensare a tutti, ha finito per balbettare: sar&agrave; il coronavirus ad accelerare la nascita di una Europa politica?<\/em><\/p>\n<p>&laquo;Se non ora, quando? L&rsquo;Europa politica non potr&agrave; mai decollare da una teoria, ma dai fatti! Se non capiamo che oggi l&rsquo;Eurobond &egrave; legittimato politicamente, oltrech&eacute; tecnicamente, quando lo capiremo? &Egrave; arrivato finalmente il momento di dotarsi di&nbsp;uno strumento di intervento straordinario&nbsp;che vale per tutti: il titolo pubblico del debito pubblico europeo&raquo;.<\/p>\n<p><em>Possibile che davanti ad emergenze epocali non si riesca a prendere atto che eccezionalmente si devono assumere decisioni comuni?<\/em><\/p>\n<p>&laquo;Certo, &egrave; bene che in tempi ordinari la politica sanitaria resti una competenza nazionale, ma &egrave; evidente che davanti ad un&rsquo;emergenza, se tu produci mascherine e io respiratori, la cosa pi&ugrave; logica &egrave; scambiarseli.<br \/>Agire in comune &egrave; infinitamente pi&ugrave; efficace che agire separatamente&raquo;.<\/p>\n<p><em>Il governo ha tamponato l&rsquo;emergenza con misure attese e condivise dalle parti sociali, ma le prime stime su quello che ci attende, sia a livello di debito-deficit che di ricadute sociali, fanno paura: come se ne esce?<\/em><\/p>\n<p>&laquo;Le risorse messe a disposizione dal governo mi auguro che siano spese subito, perch&eacute; l&rsquo;economia purtroppo rischia di crollare a &ldquo;vite&rdquo;, si rischiano fallimenti per le imprese e tragedie per le famiglie. E in ogni caso non sapendo che durata avr&agrave; la crisi, non mi sento di quantificare la caduta del Pil n&eacute; la misura del deficit pubblico. Ma ho un chiodo fisso: l&rsquo;Italia appronti, da subito un piano per il rilancio del Paese in modo da tornare a renderci competitivi quando l&rsquo;emergenza sar&agrave; finita&raquo;.<\/p>\n<p><em>Facile a dirsi. La storia nazionale &egrave; piena di libri dei sogni, di progetti faraonici<\/em><\/p>\n<p>&laquo;Ci sono alcuni grandi eventi che impongono cambiamenti ma offrono anche opportunit&agrave;. La globalizzazione non &egrave; finita ma si sta manifestando in forme diverse dalle previsioni.<br \/>Molte nostre imprese che nel passato sono emigrate, in parte&nbsp;si preparano a rientrare. In Cina, ad esempio, resteranno soprattutto le imprese interessate al mercato interno, ma altre si allontaneranno, perch&eacute; i costi stanno crescendo anche l&igrave;. Nel 1982 scrissi un articolo che era titolato: &ldquo;Italia-Cina 1 a 40&Prime;, perch&eacute; da noi il costo per ora lavorata aveva quel rapporto l&igrave;. Oggi siamo scesi a 1-2,5 e tra non molto si andr&agrave; verso il rapporto di 1 a 1&rdquo;.<\/p>\n<p><em>Non resta che attendere quelle imprese?<\/em><\/p>\n<p>&laquo;Noi abbiamo, purtroppo, un costo del lavoro drammaticamente inferiore a quello di Francia e Germania. Tuttavia le imprese straniere, pur avendo convenienza a venire da noi, preferiscono andare altrove a causa dei nostri difetti politici e burocratici. Si deve riorganizzare il sistema-Paese. Il governo riunisca subito un ristretto gruppo di specialisti che prepari&nbsp;un pacchetto di regole e di incentivi&nbsp;per i nostri imprenditori e per quelli stranieri&raquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><strong><em>Intervista di Fabio Martini a Romano Prodi&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234498","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234498","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234498"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234498\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234498"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234498"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234498"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}