{"id":234502,"date":"2020-03-31T00:00:00","date_gmt":"2020-03-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/prima-e-ingiusta-globalizzazione-finita-coronavirus-europa-e-mondo-al-bivio-vitale-2\/"},"modified":"2020-03-31T00:00:00","modified_gmt":"2020-03-30T22:00:00","slug":"prima-e-ingiusta-globalizzazione-finita-coronavirus-europa-e-mondo-al-bivio-vitale-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2020\/03\/31\/prima-e-ingiusta-globalizzazione-finita-coronavirus-europa-e-mondo-al-bivio-vitale-2\/","title":{"rendered":"Prima e ingiusta globalizzazione finita. Coronavirus, Europa e mondo al bivio vitale"},"content":{"rendered":"<div class=\"col-sm-12 col-md-12 col-lg-12\">\n<p>Di&nbsp;Mauro Magatti<\/p>\n<p>&nbsp;Per&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/opinioni\/pagine\/europa-e-mondo-al-bivio-vitale-coronavirus?fbclid=IwAR1ou16TQKtOxfk63UUmlpYRFTE5qZIpZjTZcH7uY3p4tmkyRJYMIIaxrsg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Avvenire.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Covid-19 sembra avere le idee chiare. La sua &ldquo;strategia&rdquo; per dividere e mettere in ginocchio il mondo intero si muove su due piani: da un lato, esso colpisce le&nbsp;<i>fragilit&agrave;<\/i>&nbsp;&ndash; personali (anziani, pluripatologici, fumatori&#8230;) e istituzionali (i morti si moltiplicano laddove ci sono inadeguatezze organizzative e alti livelli di inquinamento) &ndash; dall&rsquo;altro manda in tilt le&nbsp;<i>interconnessioni<\/i>&nbsp;su cui si fonda il nostro mondo: le catene degli scambi e delle interazioni tra le persone, le imprese, le istituzioni.<\/p>\n<p><b>La domanda a cui siamo chiamati a rispondere &egrave; dunque questa: come reagiamo di fronte a questa doppia sfida che sembra davvero avere tratti &ldquo;diabolici&rsquo; (divisivi)? Nelle settimane scorse i politici pi&ugrave; sbruffoni (Trump e Johnson, oggi lui stesso contagiato) avevano annunciato che il virus non faceva paura,<\/b>&nbsp;lasciando quasi intendere che in fondo esso avrebbe &ldquo;alleggerito&rdquo; societ&agrave; che &ldquo;soffrono&rdquo; del peso dovuto all&rsquo;invecchiamento della popolazione. Secondo l&rsquo;idea cinica che la potenza nazionale e gli interessi economici debbano venire prima della vita e della piet&agrave; umane.<\/p>\n<p>Quando necessario, il debole va abbandonato per far vivere il forte. Abbiamo poi visto com&rsquo;&egrave; andata: sotto la pressione della pubblica opinione, i due leader anglosassoni hanno dovuto fare marcia indietro e ora si trovano a rincorrere un problema che &egrave; scoppiato loro in mano, anche per il ritardo con cui lo hanno affrontato. Adesso, nella stessa logica, vediamo spuntare l&rsquo;idea che i &ldquo;forti&rdquo; &ndash; o i presunti tali &ndash; in Europa (Olanda, Finlandia, Austria e in qualche misura la stessa Germania, a cui certo va riconosciuto il merito di avere i conti in ordine) sono tentati di fare da soli. Un po&rsquo; come nella favola della cicala e della formica, questi Paesi ritengono di potercela fare usando il cosiddetto Fondo Salva Stati (Mes) pensato in un&rsquo;epoca completamente diversa.<\/p>\n<p><b>E per questo si oppongono all&rsquo;introduzione di quegli strumenti straordinari di politica economica che il buon senso dice necessari per gestire una situazione come quella che stiamo vivendo.<\/b>&nbsp;Come ha autorevolmente affermato Mario Draghi sul Financial Times. La tentazione di questi Paesi &egrave; credere che il loro destino possa essere disgiunto da quello dei loro vicini (Italia, Spagna, Francia, cio&egrave; mezza Europa). Ma si tratta di un grandissimo abbaglio: il mondo che si va configurando vede crescere il peso delle grandi aree geopolitiche &ndash; Stati Uniti, Cina, India, Russia. In un gioco in cui nessun Paese europeo ha la stazza per potercela fare da solo. Per gli Stati nazionali del Vecchio Continente l&rsquo;unica via di salvezza &egrave; riscrivere un&rsquo;alleanza che li unisca. Un&rsquo;alleanza che impegni tutti &ndash; i forti e i deboli &ndash; e che sia basata sul riconoscimento che c&rsquo;&egrave; un bene in comune per raggiungere il quale si pu&ograve; aprire davvero la strada per la nascita della nuova Europa.<\/p>\n<p>La Cina, che dichiara di aver superato la crisi del virus, ieri ha chiuso i voli internazionali. Una decisione che ci dice la direzione verso cui il mondo &egrave; destinato a muoversi: come dopo l&rsquo;11 settembre abbiamo introdotto i controlli negli aeroporti, cos&igrave; dopo il Covid&ndash;19 la forma stessa delle interconnessioni internazionali dovr&agrave; essere rivista. La globalizzazione nella forma che abbiamo conosciuto alla fine del XX secolo &egrave; superata. Gi&agrave; traballante dopo il 2008, essa non sopravvivr&agrave; alla pandemia.<\/p>\n<p>Quello che ci aspetta &egrave; invece il rafforzamento di aree politico-economico-culturali relativamente integrate e chiuse, la cui prosperit&agrave; dipender&agrave; prima di tutto dai mercati interni. E dal modello di sviluppo che sapranno mettere in campo per evitare la depressione che rischia di innescarsi. Dove il tema sar&agrave; duplice: all&rsquo;interno come combattere le fortissime spinte a radicalizzare le disuguaglianze (sociali, generazionali, territoriali) con un nuovo modello di solidariet&agrave; che possa scongiurare il collasso dei sistemi politici; all&rsquo;esterno, come definire i termini di una nuova interdipendenza tra le diverse aree del mondo, allontanando cos&igrave; i fantasmi della guerra e muovendosi verso forme pi&ugrave; evolute di cooperazione per il governo delle grandi sfide comuni (ambiente, migrazioni, salute, etc).<\/p>\n<p>L&rsquo;Europa &egrave; oggi di fronte a questo bivio. O prende con coraggio la strada di una maggiore integrazione, aprendo cos&igrave; il proprio futuro (attraverso, ma ben oltre, i Reconstruction Bond) oppure &egrave; destinata a disgregarsi in preda agli egoismi interni. Nell&rsquo;illusione, sempre risorgente nella storia, che i forti possono salvarsi a danno dei deboli. Ci convinca papa Francesco: &laquo;&Egrave; tempo di reimpostare la rotta&raquo;. Ci scuota il richiamo formulato, con saggezza e urgenza, dal presidente Mattarella: ogni ritardo nel riavviare autentica coesione e fattiva solidariet&agrave; potr&agrave; esserci fatale. E ci sia di monito l&rsquo;antico proverbio africano: &laquo;Da soli si va pi&ugrave; veloci. Insieme si va pi&ugrave; lontano&raquo;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"col-sm-12 col-md-12 col-lg-12\">\n<p>Di&nbsp;Mauro Magatti<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234502","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234502","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234502"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234502\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234502"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234502"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234502"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}