{"id":234792,"date":"2014-02-21T00:00:00","date_gmt":"2014-02-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/democrazia-intelligente\/"},"modified":"2014-02-21T00:00:00","modified_gmt":"2014-02-20T23:00:00","slug":"democrazia-intelligente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2014\/02\/21\/democrazia-intelligente\/","title":{"rendered":"Democrazia intelligente"},"content":{"rendered":"<p>La partecipazione \u00e8 il denominatore comune dei contributi di <strong>Ropelato, Fazzi, Bruno, Ferrara, Lo Presti, Baggio<\/strong>, alla ricerca di una democrazia &#8220;tuttora in corso di invenzione&#8221;, che sappia integrare nell&#8217;azione politica i caratteri di una convivenza autenticamente umana.<\/p>\n<p>Un primo estratto dall&#8217;introduzione &#8220;Democrazia intelligente&#8221; di Daniela Ropelato, redatta sotto la singolare forma di intervista.<\/p>\n<\/p>\n<p>Democrazia intelligente<br \/>Qualche tempo fa ho partecipato ad una serata di dialogo: l\u2019invito mi \u00e8 arrivato da un gruppo di giovani di una citt\u00e0 dell\u2019Italia centrale. Il tema che mi era stato affidato era: \u201cdemocrazia e partecipazione\u201d, binomio che costituisce uno dei miei principali interessi di ricerca e intorno al quale si organizzano anche i capitoli di questo volume.<br \/>&nbsp;<br \/>Da qualche settimana quei giovani si ritrovavano periodicamente per un\u2019esperienza di formazione politica e, avvicinandosi l\u2019ennesima scadenza elettorale, volevano darsi il tempo di capire meglio il contesto in cui si collocava la nuova chiamata al voto e, soprattutto, il clima di scetticismo e disincanto che li aveva facilmente agganciati. Non mancava una buona dose di provocazione, nel tono delle loro domande.<br \/>&nbsp;<br \/>Per prima cosa, qualcuno ha chiesto di dare una definizione iniziale di democrazia. Ho preferito che a prendere la parola fossero anzitutto loro, uno dopo l\u2019altro; io stessa aggiungevo qualche domanda. Peccato non aver previsto la possibilit\u00e0 di registrare i loro interventi; stare ad ascoltarli mi interessava davvero. Un tratto comune era il loro rifiuto di consegnare il cervello all\u2019ammasso. Anche se esibivano in pi\u00f9 momenti un tono fluttuante di superiore distacco, a volte un po\u2019 cinico, in realt\u00e0 quelle che mi trovavo di fronte erano persone interessate e mediamente informate, consapevoli della complessit\u00e0 che ci circonda, disposte a mettersi in gioco, a prendere posizione, gi\u00e0 addentratesi loro stesse in un impegnativo percorso di ricerca. Eppure, e qui viene il punto, quando si \u00e8 tentato di mettere in relazione diretta partecipazione e democrazia, sono emerse osservazioni singolari.<br \/>&nbsp;<br \/>Era evidente che l\u2019idea della partecipazione, tra quei giovani, non aveva consistenza; aveva poco a che fare con la forma attuale di democrazia, appariva piuttosto un ostacolo, un inconveniente&#8230; Qualcuno, che aveva gi\u00e0 superato corsi di filosofia e storia, ricordava Atene e i greci e forse per questo la chiudeva nel mondo delle utopie politiche, o tra i nobili principi dell\u2019ideologia. Pi\u00f9 semplicemente, la maggior parte di loro riconosceva di non sapere bene cosa cercassimo di descrivere.<br \/>&nbsp;<br \/>Sono tornata a casa con impressioni molto simili anche in seguito, dopo aver partecipato ad altre serate che avevano il medesimo formato, organizzate in altre citt\u00e0 della penisola. Per questo, quando con l\u2019editore si \u00e8 deciso di procedere a pubblicare un libro su democrazia e partecipazione, quei giovani erano ben presenti. Al punto che proprio alcuni di loro mi hanno aiutato a scrivere l\u2019introduzione, accompagnandomi con le loro domande.<br \/>&nbsp;<br \/>Domande che mi hanno permesso di recuperare pi\u00f9 facilmente i punti nodali di questa ricerca, di descrivere la sua origine e il momento che oggi occupiamo sul tracciato di questo progetto: verificare come rimettere insieme partecipazione e democrazia, e per questa via aggiungere qualit\u00e0 al convivere nelle nostre citt\u00e0, nei nostri Paesi.<br \/>Ancora una volta ne ho tratto la conferma che conoscere non \u00e8 mai un\u2019operazione individuale e che non \u00e8 soddisfacente nemmeno l\u2019immagine di una relazione unidirezionale. L\u2019elaborazione del pensiero ha la sua casa in uno spazio plurale, costruito attorno alla ricerca di valori condivisi. Ogni volta che ci mettiamo insieme, sinceramente interessati al contributo che ciascuno pu\u00f2 dare, \u00e8 difficile dire chi spinga pi\u00f9 avanti tale processo: chi parla o chi si ferma ad ascoltare. E chi a volte dubita e si meraviglia, di fronte a chi afferma, pu\u00f2 avere un ruolo generativo altrettanto importante.<br \/>&nbsp;<br \/>Certo la forma dell\u2019intervista non \u00e8 usuale per introdurre un lavoro di questo tipo, ma ho ugualmente la speranza che ne verr\u00e0 qualcosa di proficuo per il lettore che avr\u00e0 la pazienza di seguirci in questo tentativo.<\/p>\n<p>L\u2019idea della partecipazione dei cittadini al governo della polis ha una lunga storia; era gi\u00e0 un cardine della democrazia ateniese ai tempi di Pericle. La prima domanda non pu\u00f2 essere che questa: oggi, a che punto siamo? In quale direzione ci stiamo muovendo?<br \/>&nbsp;<br \/>Misurare il percorso che abbiamo dietro le spalle \u00e8 un\u2019impresa difficile, anche perch\u00e9 il nostro punto di osservazione \u00e8 evidentemente limitato. Dovremmo anzitutto essere in grado di rispondere ad alcune domande: sulla base di quali criteri valutare le trasformazioni che hanno modificato l\u2019idea di democrazia? \u00c8 possibile immaginare un punto di arrivo? E se decidessimo di parlare del momento attuale come di una fase di crisi, qual \u00e8 il termine di confronto? Per questo, non \u00e8 raro che gli studiosi adottino un concetto pi\u00f9 immediato e, quando \u00e8 necessario inquadrare il momento attuale, propongano di parlare di transizione, di passaggio ad altro.<br \/>&nbsp;<br \/>Forse Churchill aveva ragione quando azzard\u00f2 a parlare di democrazia come della peggiore soluzione che gli uomini avessero trovato ai problemi del convivere. Una soluzione che tuttavia ci teniamo stretta perch\u00e9 \u2013 continuava il leader britannico \u2013 tutte le altre che sono state sperimentate fino ad oggi sono peggiori. Al punto che il vasto processo di democratizzazione che ha prodotto l\u2019estensione della forma democratica a tutte le latitudini del pianeta, \u00e8 stato definito il fenomeno politico pi\u00f9 importante del ventesimo secolo.<br \/>Cos\u00ec, il fatto che si continui a ragionare di democrazia dopo venticinque secoli da quando se ne coni\u00f2 il termine, non \u00e8 senza significato. Difficile giustificare che una semplice esercitazione accademica possa impegnare il dibattito politico e culturale cos\u00ec a lungo. La straordinaria resistenza del suo fascino conferma quello che \u00e8 certamente uno dei suoi caratteri essenziali: la possibilit\u00e0 di correggere se stessa, di modificare il suo statuto e adattarlo all\u2019evolvere dei luoghi e dei tempi, in modo coerente alla cultura dei popoli, ai loro principi e ai loro valori.<br \/>&nbsp;<br \/>Di conseguenza, una volta deciso che esistono fondate ragioni per occuparci di democrazia anche oggi, tra i suoi vari capitoli non c\u2019\u00e8 dubbio che quello sulla partecipazione sia cruciale. Quasi un denominatore comune incomprimibile che definisce tutti e quattro i cardini di una definizione minima di democrazia: il suffragio universale della popolazione adulta, maschile e femminile; elezioni libere, competitive, ricorrenti, corrette; un sistema plurale di partiti politici; diverse e alternative fonti di informazione. La crescita della partecipazione dei cittadini in termini di quantit\u00e0 e di qualit\u00e0 pu\u00f2 essere considerata l\u2019elemento centrale di ognuno di questi aspetti.<br \/>&nbsp;<br \/>Proprio per questo carattere di generalit\u00e0, si potrebbe pensare che la partecipazione non ci condurr\u00e0 a nuove sensazionali conoscenze&#8230; Non \u00e8 pi\u00f9 urgente dedicare impegno e risorse a temi politici apparentemente pi\u00f9 decisivi di questo?<br \/>&nbsp;<br \/>Una certa svalutazione delle pratiche partecipative \u00e8 abbastanza diffusa: meglio studiare determinanti del sistema politico che hanno un peso maggiore \u2013 cos\u00ec sentiamo dire -, la riforma dei sistemi elettorali, dello stato sociale, il governo della finanza internazionale, il controllo del poteri criminali, la creazione di un sistema di governance globale\u2026 Partecipare rappresenterebbe nient\u2019altro che un\u2019opzione esterna, un orientamento all\u2019azione ricco di qualit\u00e0 umane, ma destinato a operare in un contesto volontaristico e solo in via accessoria la costruzione democratica richiederebbe una corretta declinazione della regola partecipativa.<br \/>&nbsp;<br \/>Al contrario, ragionare di partecipazione non \u00e8 un\u2019esercitazione soft che sfiora solo marginalmente i nodi dell\u2019attualit\u00e0 politica. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria dimensione strutturale della democrazia, in grado di concorrere a definire il suo assetto, la sua stessa configurazione. E se attorno alla partecipazione ruotano concezioni e prospettive della convivenza essenzialmente differenti, la teoria democratica non pu\u00f2 limitarsi ad un giudizio di indifferenza. Emarginazione ed esclusione sociale costituiscono tuttora una drammatica cifra della nostra epoca, che modifica le relazioni e i processi pubblici, la loro determinazione e il loro sviluppo; per questo \u00e8 ancora tempo di trattare a fondo di partecipazione, di approfondirne il significato, di diffonderne la pratica.<\/p>\n<h3>&nbsp;<\/h3>\n<h3><em><strong>Indice:<\/strong> <\/em><\/h3>\n<h3><strong><span style=\"font-size: 11pt;font-style: normal\">Introduzione <\/span><\/strong><\/h3>\n<p><strong><span style=\"font-size: 11pt;color: black\">1. Daniela Ropelato<\/span><\/strong><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 11pt;color: black\">Scenari della partecipazione. Interrogativi e prospettive<\/span><\/em><\/p>\n<ol style=\"margin-top: 0cm\" start=\"1\">\n<li style=\"color: black\"><span style=\"font-size: 11pt\">Una nuova domanda<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black\"><span style=\"font-size: 11pt\">Partecipazione e democrazia locale<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black\"><span style=\"font-size: 11pt\">Gli interrogativi della partecipazione<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black\"><span style=\"font-size: 11pt\">Partecipazione e deliberazione<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black\"><span style=\"font-size: 11pt\">Partecipazione e fraternit\u00e0 universale<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black\"><span style=\"font-size: 11pt\">Dalle regole alle relazioni: dalle \u201cbuone pratiche\u201d al sistema<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 11pt;color: black\">2. Luca Fazzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-size: 11pt;color: black\">Qualit\u00e0 della democrazia e qualit\u00e0 della partecipazione<\/span><\/em><\/p>\n<ol style=\"margin-top: 0cm\" start=\"1\">\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt\">Democrazia e partecipazione<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;color: windowtext\">La partecipazione come via di uscita dalla crisi della democrazia elettiva<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;color: windowtext\">La partecipazione tra mito e realt\u00e0: alcune domande aperte<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;color: windowtext\">I risultati delle pratiche partecipative<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;color: windowtext\">Il rapporto tra democrazia elettiva e democrazia partecipativa<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;color: windowtext\">Qualit\u00e0 della partecipazione e qualit\u00e0 della societ\u00e0 civile<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;color: windowtext\">Conclusioni<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 11pt;color: black\">3. Fernanda Bruno<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-size: 11pt;color: black\">La sussidiariet\u00e0 nel processo di integrazione europea: una risposta al deficit democratico<\/span><\/em><\/p>\n<ol style=\"margin-top: 0cm\" start=\"1\">\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt\">Introduzione<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;color: windowtext\">Breve <em>excursus<\/em> su Istituzioni europee e autonomie regionali e locali<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;color: windowtext\">Sussidiariet\u00e0 e prossimit\u00e0<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt\">Conclusioni<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><span style=\"font-size: 11pt;color: black\">4. Pasquale Ferrara<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-size: 11pt;color: black\">La partecipazione nel mondo globale<\/span><\/em><\/p>\n<ol style=\"margin-top: 0cm\" start=\"1\">\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt\">La continuit\u00e0 dello spazio politico<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;color: windowtext\">L\u2019analogia domestica e la regola di trasformazione<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;color: windowtext\">Tra <em>polis<\/em> e <em>cosmopolis<\/em><\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;color: windowtext\">Identit\u00e0 e appartenenze<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><span style=\"font-size: 11pt;color: black\">5. Alberto Lo Presti<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-size: 11pt;color: black\">La libert\u00e0 e la possibilit\u00e0: le promesse della partecipazione<\/span><\/em><\/p>\n<ol style=\"margin-top: 0cm\" start=\"1\">\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt\">Modernit\u00e0 e partecipazione<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;color: windowtext\">Partecipazione e rappresentanza<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;color: windowtext\">Il valore della partecipazione<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><span style=\"font-size: 11pt;color: black\">6. Antonio M. Baggio<\/span><\/strong><\/p>\n<h3><span style=\"font-size: 11pt\">L\u2019intelligenza fraterna. Democrazia e partecipazione nell\u2019et\u00e0 dei frammenti<\/span><\/h3>\n<ol style=\"margin-top: 0cm\" start=\"1\">\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt\">Partecipazione e deliberazione: approccio definitorio. Partecipazione \u201cforte\u201d e \u201cdebole\u201d<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt\">Partecipazione come deliberazione intersoggettiva<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt\">L\u2019etica del discorso e il \u201csalto antropologico\u201d<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt\">Dialogicit\u00e0 e deliberazione: un\u2019unica crisi<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt\">Violenza e parola<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt\">Verso un nuovo paradigma relazionale<\/span><\/li>\n<li style=\"color: black;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;color: windowtext\">Conclusione<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;font-variant: small-caps;color: black\">Elenco degli autori<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;font-variant: small-caps;color: black\">Indice dei nomi<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt;font-variant: small-caps;color: black\">Indice generale<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La partecipazione \u00e8 il denominatore comune dei contributi di Ropelato, Fazzi, Bruno, Ferrara, Lo Presti, Baggio, alla ricerca di una democrazia &#8220;tuttora in corso di invenzione&#8221;, che sappia integrare nell&#8217;azione politica i caratteri di una convivenza autenticamente umana. 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