{"id":234837,"date":"2014-11-26T00:00:00","date_gmt":"2014-11-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/gli-usa-a-cinquant-anni-dal-civil-rights-act\/"},"modified":"2014-11-26T00:00:00","modified_gmt":"2014-11-25T23:00:00","slug":"gli-usa-a-cinquant-anni-dal-civil-rights-act","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2014\/11\/26\/gli-usa-a-cinquant-anni-dal-civil-rights-act\/","title":{"rendered":"Gli USA a cinquant\u2019anni dal Civil Rights Act"},"content":{"rendered":"<p>Verso la libert\u00e0<br \/>Gli USA a cinquant\u2019anni dal Civil Rights Act<\/p>\n<p>Sono passati cinquant\u2019anni dall\u2019approvazione negli Stati Uniti del Civil Rights Act, che ha segnato la fine legale di discriminazione e segregazione razziale, sebbene il pregiudizio nei<br \/>confronti delle persone di colore abbia continuato a segnare la storia di una delle maggiori potenze mondiali. Negli ultimi anni, tuttavia, sembra davvero che la societ\u00e0 americana stia<br \/>andando oltre la dicotomia bianchi\/neri. Riusciranno gli USA a fare tesoro della loro storia e a mettere in atto una politica migratoria giusta ed equa, superando le loro paure e creando<br \/>una societ\u00e0 pi\u00f9 inclusiva e partecipativa?<\/p>\n<p>Non molti Paesi in epoca moderna sono stati pi\u00f9 impegnati degli Stati Uniti nell\u2019intrecciare l\u2019elemento razziale nel tessuto sociale. Il perpetuarsi di una schiavit\u00f9 a base razziale in una nazione fondata su nozioni radicali di libert\u00e0 individuale aliment\u00f2 un dualismo riguardo ai concetti di \u201cbianco\u201d e \u201cnero\u201d che, seppur semplicistica, dur\u00f2 a lungo sia nel diritto, sia nella cultura americani. Sebbene un\u2019atroce guerra civile abbia posto fine all\u2019istituzione legalmente riconosciuta della schiavit\u00f9 (1861-1865), ci\u00f2 non bast\u00f2 a impedire che le persone di \u201cprovata\u201d origine africana fossero, allora come oggi, politicamente e socialmente emarginate. La nostra ossessione per le razze \u00e8 stata all\u2019origine di alcuni tra i pi\u00f9 riprovevoli eventi della nostra storia, ma ha anche dato adito ad alcuni dei nostri pi\u00f9 grandi trionfi.<\/p>\n<p>Tra questi eventi da celebrare, ce ne fu uno il cui cinquantesimo anniversario \u00e8 ricorso quest\u2019estate: l\u2019approvazione del Civil Rights Act da parte del Parlamento degli Stati Uniti nel 1964. Pur pensato in una prospettiva pi\u00f9 ampia della sola discriminazione razziale, esso \u00e8 considerato come un grande trionfo del movimento per i diritti civili e dello sforzo di porre fine alla discriminazione nei confronti dei neri negli Stati Uniti e contribu\u00ec a completare la trasformazione degli Stati Uniti da nazione provinciale di ristrette vedute a potenza globale.<\/p>\n<p>Affrontando la discriminazione<br \/>Cinquant\u2019anni sono un lungo periodo nella vita di una persona(nel mio caso sono una vita intera), ed \u00e8 perci\u00f2 sempre pi\u00f9 difficile per la gente di oggi immaginare come fossero gli Stati Uniti prima del 1964. Per chi se ne ricorda, i cambiamenti scatenati dal Civil Rights Act furono straordinari e parte di un periodo di stridente cambiamento culturale e legale.<\/p>\n<p>Prima del 1964, la discriminazione e la segregazione razziali erano abituali e parte integrante nella vita della maggior parte degli americani. Nonostante la Corte Suprema degli Stati Uniti avesse bandito la segregazione razziale dalle scuole pubbliche nel 1954, all\u2019inizio degli anni \u201960 e per molti anni a venire sia nel Nord sia nel Sud del Paese si continu\u00f2 a opporre una diffusa resistenza a questa regola. La segregazione era ancora la norma, implicita ed esplicita, in quasi tutto il resto della vita quotidiana.<\/p>\n<p>A met\u00e0 degli anni \u201950 mio nonno e i suoi fratelli emigrarono dalle province rurali verso le citt\u00e0 del petrolio nella Louisiana del Sud, rispondendo alla crescente domanda di manovalanza di basso e medio livello. Nel giorno di paga erano soliti avviarsi verso la raffineria per riscuotere il salario. Qualche volta venivano pagati subito. Altre volte passavano tutto il giorno a guardare mentre tutti i bianchi della fabbrica venivano chiamati nell\u2019ufficio per essere pagati; questo spesso comportava che loro non ricevessero i soldi se non alla fine della giornata. Tali comportamenti facevano parte degli affronti quotidiani nei riguardi di chi era nero negli Stati Uniti e non erano nemmeno considerati degni di nota da parte di molti che ne erano vittime, nonostante il disagio e l\u2019umiliazione che causavano, e non sono dissimili da certi affronti spesso subiti oggi dagli immigrati irregolari. L\u2019emarginazione e la debolezza rendono facili prede di occasionali atti di crudelt\u00e0, piccola e grande.<br \/>Gi\u00e0 dai primi anni \u201960 era chiaro che l\u2019opinione degli americani circa la questione della razza stava mutando, ma il vero cambiamento era ancora lontano a venire. Nel 1961 il padre di mia moglie divenne uno dei primi ingegneri neri impiegati dai Bell Labs. Fin dal primo giorno fu tormentato senza tregua: dalla spazzatura rovesciata sulla sua sedia, ai pupazzi che venivano regolarmente impiccati alla lampada sulla sua scrivania. Nel frattempo, lui e la moglie non riuscivano a trovare una casa decente dove andare a vivere, finch\u00e9 mia suocera non prese direttamente in mano la situazione. Cercando casa da sola, con la sua pelle olivastra e i lunghi capelli castani, si presentava bene come inquilina per appartamenti nella cittadina benestante di Summit (New Jersey), dove infine si stabilirono e dove mia moglie visse durante l\u2019infanzia. Tuttavia, acquistare casa l\u00ec si rivel\u00f2 molto difficile (mia suocera non aveva i mezzi per farlo da sola) e cos\u00ec finirono per stabilirsi in una citt\u00e0 limitrofa pi\u00f9 multietnica ma sempre pi\u00f9 segregata e decadente. Come a tanti altri professionisti neri del loro tempo, se volevano vivere in una comunit\u00e0 che in qualche modo li accettasse, si vedevano negata l\u2019opportunit\u00e0 di accumulare ricchezza investendo in una casa di loro propriet\u00e0, poich\u00e9 queste spesso si svalutavano nel tempo con l\u2019aumentare della segregazione nei quartieri dove risiedevano.<\/p>\n<p>Il Civil Rights Act dette il via a una cascata di leggi stilate con l\u2019intento di promuovere l\u2019uguaglianza tra le razze e tra i sessi, una politica equa della casa e dei salari, ma considerando gli eventi degli ultimi cinquant\u2019anni \u00e8 particolarmente evidente il fatto che ci volle molto tempo affinch\u00e9 si consolidasse un vero cambiamento, e che esso fu spesso dovuto a fattori esterni, quali il cambiamento economico, l\u2019immigrazione e il semplice passare del tempo. Altrettanto impressionante \u00e8 ci\u00f2 che si staglia all\u2019orizzonte. Potrebbe essere prematuro chiamare gli Stati Uniti una nazione post-razziale, ma \u00e8 chiaro che il processo che porter\u00e0 a quel tipo di societ\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 ben avviato.<\/p>\n<p>Una storia eccezionale<br \/>Nonostante l\u2019onnipresenza della razza come elemento strutturante della nostra storia, gli americani sono molto a disagio quando si tratta di accettarla e farla propria come parte integrante di una identit\u00e0 condivisa. Molti spesso si affannano per fingere di non vedere il fattore razziale nella vita quotidiana (quante volte si descrive qualcuno nei minimi particolari, prima di arrivare a dire che \u00e8 nero!), si accettano senza alcun problema gli effetti corrosivi del razzismo tuttora presenti nelle istituzioni e nella struttura sociale. Altri tendono a insistere sul fatto che il razzismo americano fu semplicemente una sfortunata aberrazione della gloriosa storia degli inizi della nazione. Molti sostengono che la razza non conta pi\u00f9 e si oppongono anche agli sforzi pi\u00f9 modesti di riparare al passato razzista dell\u2019America. Ed \u00e8 un peccato, poich\u00e9 ci sono state anche delle vittorie sui nostri demoni della razza che vale la pena festeggiare, e quei momenti della nostra storia segnano dei successi peculiari dell\u2019esperimento americano.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti non furono i soli a creare e mantenere una classe inferiore, ma non molti altri Paesi sono altrettanto veloci nell\u2019assegnare a s\u00e9 stessi uno status di eccezionalit\u00e0 che suggerisca il contrario. Non molto tempo fa, durante il discorso inaugurale all\u2019Accademia militare di West Point, il presidente Obama dichiar\u00f2 di credere\u00abcon tutte le fibre del suo essere\u00bb nell\u2019eccezionalit\u00e0 americana e che gli Stati Uniti rimangano l\u2019unica nazione \u00abindispensabile\u00bb. Il Civil Rights Act fu sicuramente un momento di eccezionale presa di coscienza ed \u00e8 quasi impossibile immaginare che al giorno d\u2019oggi si possa varare un insieme di leggi cos\u00ec rivoluzionario. Ma gli Stati Uniti dimostrarono anche un forte attaccamento all\u2019istituzione della schiavit\u00f9, molto tempo dopo che la maggior parte delle altre societ\u00e0 vi aveva posto fine, e ci volle una guerra civile di brutalit\u00e0 scioccante per abolirla. Dopo la guerra, abbiamo mantenuto per un altro secolo un sistema altamente efficace di segregazione razziale con mezzi legali e non. Tutto ci\u00f2 rende gli Stati Uniti eccezionali (e forse non cos\u00ec indispensabili), ma non nel modo che che noi di solito vogliamo far intendere.<br \/>Nell\u2019ultima decina d\u2019anni tuttavia si \u00e8 diffusa sempre di pi\u00f9 in molti americani la sensazione che qualcosa di fondamentale sia cambiato nell\u2019intendere la questione razziale. Abbiamo un Presidente afroamericano con una madre bianca e un padre keniota. La categoria razziale con la crescita pi\u00f9 rapida nel censimento statunitense \u00e8 attualmente quella della \u201crazza mista\u201d e improvvisamente la polarit\u00e0 neri\/bianchi, che era una parte cos\u00ec integrante della coscienza americana, comincia a suonare sorpassata e anacronistica. Nelle aree urbane di Boston, dove abito, la popolazione nera sta crescendo rapidamente grazie all\u2019immigrazione dall\u2019Africa, dai Caraibi e dall\u2019America Latina. Molti di questi immigrati rifiutano la dicotomia americana bianco\/nero e non vogliono avere nulla a che fare con il termine \u201cafroamericano\u201d. Nella mia stessa famiglia, la maggior parte dei cugini primi dei miei figli appartiene a famiglie multirazziali, e prevedo che la cosa continuer\u00e0 quando osservo i miei figli uscire con i loro rispettivi fidanzati e fidanzate, preparandosi a scegliere i loro compagni di vita.<\/p>\n<p>La prossima battaglia<br \/>Bench\u00e9 sia importante onorare il passato mentre si festeggia il cinquantesimo del Civil Rights Act, \u00e8 essenziale prendere in considerazione il futuro. Come verranno interpretati la razza e la discriminazione<br \/>razziale in un\u2019America sempre pi\u00f9 multiculturale? I discendenti degli schiavi negli Stati Uniti figurano ancora in modo sproporzionato nelle statistiche negative relative a indigenza, istruzione, famiglie monoparentali, creazione di ricchezza e speranza di vita. La discriminazione e il razzismo si fanno ancora regolarmente vedere. Il Presidente \u00e8 stato vittima di uno sforzo clamoroso da parte del Partito repubblicano di rendergli quasi impossibile governare e si sentono ripetutamente dichiarazioni da parte di parlamentari repubblicani tali da non lasciare dubbi sul fatto che essi preferirebbero il blocco dell\u2019azione di governo piuttosto che lavorare con Barack Obama. Abbiamo dovuto assistere all\u2019umiliazione scioccante di un Presidente fischiato da un membro del Parlamento durante l\u2019annuale discorso sullo stato dell\u2019Unione.<br \/>S\u00ec, penso che una bella fetta del problema sia la razza, ma quanto a lungo costoro \u2013 in gran parte uomini bianchi arrabbiati eletti in collegi blindati \u2013 potranno continuare a ignorare la realt\u00e0 multirazziale dell\u2019America e la sfida a lungo termine che essa presenta alla politica nella nostra democrazia?<br \/>Parlando come persona che ha visto l\u2019orizzonte delle possibilit\u00e0 della propria vita allargarsi grazie al Civil Rights Act, sono profondamente grato agli uomini e alle donne del movimento dei diritti civili e del governo che ebbero il coraggio e l\u2019ispirazione di renderlo realt\u00e0. Ma guardando al futuro, dar\u00f2 il benvenuto a un\u2019America che non sia pi\u00f9 divisa tra bianchi e neri. Mi danno speranza i giovani che incontro e che vengono da posti come Ghana, Nigeria, Repubblica Dominicana, Haiti e Brasile, che hanno spinto gli americani verso una consapevolezza pi\u00f9 ricca e globale di che cosa significhi essere nero. Benedico l\u2019immigrazione dall\u2019America Latina, dall\u2019Asia e altrove, che \u00e8 stata un fattore chiave nel rendere le nostre citt\u00e0 pi\u00f9 cosmopolite, vivaci e aperte.<\/p>\n<p>Sotto molti aspetti, il modo in cui trattiamo gli immigrati si sta rivelando come un nuovo problema di diritti civili, e solleva preoccupazioni circa esclusione, inclusione e partecipazione in una societ\u00e0 democratica, le stesse che caratterizzarono anche il movimento dei diritti civili alla met\u00e0 del XX secolo. Questi problemi dovrebbero avere un peso particolare per i cattolici, poich\u00e9 i nostri insegnamenti in campo sociale si schierano in maniera molto forte a favore dell\u2019inclusione sociale dei poveri e degli stranieri. Mentre il Parlamento divora risorse in termini di tempo e denaro per realizzare ben poco che sia duraturo in relazione all\u2019immigrazione, la sua indifferenza e inerzia dovrebbero sottolineare l\u2019opportunit\u00e0 per noi di agire in modi che facciano onore al retaggio del Civil Rights Act.<\/p>\n<p>L\u2019immigrazione non rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti pi\u00f9 di quanto non lo fosse il permettere ai neri di accedere ai posti di lavoro in posizione di parit\u00e0 o di comprare casa dove volessero. Trattare le persone con dignit\u00e0 a prescindere dal colore della pelle, dal sesso, dall\u2019orientamento sessuale o dal Paese di origine richiede di liberarsi di pregiudizi di vecchia data e impone un cambiamento. Accogliere le possibilit\u00e0 e le opportunit\u00e0 che si presenteranno con un sistema pi\u00f9 umano di immigrazione in questo Paese ci consentir\u00e0 di riconoscere la realt\u00e0 di un cambiamento che \u00e8 gi\u00e0 in atto e che offre ai nostri figli e nipoti la speranza che l\u2019America multiculturale che sta emergendo intorno a loro sar\u00e0 un luogo pieno di aspettative, opportunit\u00e0 e vigore, invece che una roccaforte di rabbia e paura.<br \/>Nel 1964 serpeggiava molta paura e il superamento di secoli di discriminazione razziale in questo Paese \u00e8 ancora in fase di completamento, ma come societ\u00e0 ci esprimiamo al meglio quando ci apriamo alle possibilit\u00e0 di molti e quando riusciamo a guardare oltre noi stessi per vedere Dio nel volto dell\u2019altro.<br \/>Festeggiare il Civil Rights Act ci permette di ricordare un periodo molto difficile nella nostra storia comune e ci ricorda quanto abbiamo progredito. Ci ricorda anche la saggezza e la dignit\u00e0 di chi ci ha preceduto e ha creduto che questa nazione potesse essere migliore. Lo sviluppo di una politica migratoria giusta e umana sarebbe un ulteriore passo verso tale meta e un modo degno di onorare il retaggio del Civil Rights Act in una nazione che sta velocemente superando la contrapposizione tra bianchi e neri.<\/p>\n<p>Vincent D. Rougeau <br \/>Preside della Law School del Boston College di Newton Centre,<br \/>Massachussetts (USA)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.aggiornamentisociali.it\/easyne2\/LYT.aspx?Code=AGSO&amp;IDLYT=769&amp;ST=SQL&amp;SQL=ID_Documento=11206\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.aggiornamentisociali.it\/easyne2\/LYT.aspx?Code=AGSO&amp;IDLYT=769&amp;ST=SQL&amp;SQL=ID_Documento=11206<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verso la libert\u00e0Gli USA a cinquant\u2019anni dal Civil Rights Act Sono passati cinquant\u2019anni dall\u2019approvazione negli Stati Uniti del Civil Rights Act, che ha segnato la fine legale di discriminazione e segregazione razziale, sebbene il pregiudizio neiconfronti delle persone di colore abbia continuato a segnare la storia di una delle maggiori potenze mondiali. 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