{"id":234916,"date":"2015-09-29T00:00:00","date_gmt":"2015-09-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/un-appello-serio\/"},"modified":"2015-09-29T00:00:00","modified_gmt":"2015-09-28T22:00:00","slug":"un-appello-serio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2015\/09\/29\/un-appello-serio\/","title":{"rendered":"UN APPELLO SERIO"},"content":{"rendered":"<h3>La giustizia \u00e8 requisito indispensabile per realizzare l\u2019ideale della fraternit\u00e0universale.<\/h3>\n<p>[&#8230;]A tal fine bisogna assicurare il dominio incontrastato del diritto e l\u2019infaticabile ricorso al negoziato, ai buoni uffici e all\u2019arbitrato, come proposto dalla Carta delle Nazioni Unite, vera norma giuridica fondamentale. L\u2019esperienza dei 70 anni di esistenza delle Nazioni Unite, in generale, e in particolare l\u2019esperienza dei primi 15 anni del terzo millennio, mostrano tanto l\u2019efficacia della piena applicazione delle norme internazionali come l\u2019inefficacia del loro mancato adempimento. Se si rispetta e si applica la Carta delle Nazioni Unite con trasparenza e sincerit\u00e0, senza secondi fini, come un punto di riferimento obbligatorio di giustizia e non come uno strumento per mascherare intenzioni ambigue, si ottengono risultati di pace. Quando, al contrario, si confonde la norma con un semplice strumento da utilizzare quando risulta favorevole e da eludere quando non lo \u00e8, si apre un vero vaso di Pandora di forze incontrollabili, che danneggiano gravemente le popolazioni inermi, l\u2019ambiente culturale, e anche l\u2019ambiente biologico.<\/p>\n<p>Il Preambolo e il primo articolo della Carta delle Nazioni Unite indicano le fondamenta della costruzione giuridica internazionale: la pace, la soluzione pacifica delle controversie e lo sviluppo delle relazioni amichevoli tra le nazioni. Contrasta fortemente con queste affermazioni, e le nega nella pratica, la tendenza sempre presente alla proliferazione delle armi, specialmente quelle di distruzione di massa come possono essere quelle nucleari. Un\u2019etica e un diritto basati sulla minaccia della distruzione reciproca \u2013 e potenzialmente di tutta l\u2019umanit\u00e0 \u2013 sono contraddittori e costituiscono una frode verso tutta la costruzione delle Nazioni Unite, che diventerebbero \u201cNazioni unite dalla paura e dalla sfiducia\u201d. Occorre impegnarsi per un mondo senza armi nucleari, applicando pienamente il Trattato di non proliferazione, nella lettera e nello spirito, verso una totale proibizione di questi strumenti.<\/p>\n<p>Il recente accordo sulla questione nucleare in una regione sensibile dell\u2019Asia e del Medio Oriente, \u00e8 una prova delle possibilit\u00e0 della buona volont\u00e0 politica e del diritto, coltivati con sincerit\u00e0, pazienza e costanza. Formulo i miei voti perch\u00e9 questo accordo sia duraturo ed efficace e dia i frutti sperati con la collaborazione di tutte le parti coinvolte.<\/p>\n<p>In tal senso, non mancano gravi prove delle conseguenze negative di interventi politici e militari non coordinati tra i membri della comunit\u00e0 internazionale. Per questo, seppure desiderando di non avere la necessit\u00e0 di farlo, non posso non reiterare i miei ripetuti appelli in relazione alla dolorosa situazione di tutto il Medio Oriente, del Nord Africa e di altri Paesi africani, dove i cristiani, insieme ad altri gruppi culturali o etnici e anche con quella parte dei membri della religione maggioritaria che non vuole lasciarsi coinvolgere dall\u2019odio e dalla pazzia, sono stati obbligati ad essere testimoni della distruzione dei loro luoghi di culto, del loro patrimonio culturale e religioso, delle loro case ed averi e sono stati posti nell\u2019alternativa di fuggire o di pagare l\u2019adesione al bene e alla pace con la loro stessa vita o con la schiavit\u00f9.<\/p>\n<p>Queste realt\u00e0 devono costituire un serio appello ad un esame di coscienza di coloro che hanno la responsabilit\u00e0 della conduzione degli affari internazionali. Non solo nei casi di persecuzione religiosa o culturale, ma in ogni situazione di conflitto, come in Ucraina, in Siria, in Iraq, in Libia, nel Sud-Sudan e nella regione dei Grandi Laghi, prima degli interessi di parte, pur se legittimi, ci sono volti concreti. Nelle guerre e nei conflitti ci sono persone, nostri fratelli e sorelle, uomini e donne, giovani e anziani, bambini e bambine che piangono, soffrono e muoiono. Esseri umani che diventano materiale di scarto mentre non si fa altro che enumerare problemi, strategie e discussioni.<\/p>\n<p>DAL <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2015\/september\/documents\/papa-francesco_20150925_onu-visita.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">DISCORSO DI PAPA FRANCESCO<\/a> ALL&#8217;ASSEMBLEA GENERALE DELL&#8217;ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE: New York, 25 settembre 2015<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2015\/september\/documents\/papa-francesco_20150925_onu-visita.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La giustizia \u00e8 requisito indispensabile per realizzare l\u2019ideale della fraternit\u00e0universale. 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