{"id":234992,"date":"2016-05-09T00:00:00","date_gmt":"2016-05-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/la-sfida-di-aggiornare-l-idea-di-europa\/"},"modified":"2016-05-09T00:00:00","modified_gmt":"2016-05-08T22:00:00","slug":"la-sfida-di-aggiornare-l-idea-di-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2016\/05\/09\/la-sfida-di-aggiornare-l-idea-di-europa\/","title":{"rendered":"LA SFIDA DI \u201cAGGIORNARE\u201d L\u2019IDEA DI EUROPA"},"content":{"rendered":"<p><em>Illustri Ospiti,<\/em><\/p>\n<p>vi porgo il mio cordiale benvenuto e vi ringrazio per la vostra presenza. Sono grato in particolare ai Signori Marcel Philipp, J\u00fcrgen Linden, Martin Schulz, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk per le loro cortesi parole. Desidero ribadire la mia intenzione di offrire il prestigioso Premio, di cui vengo onorato, per l\u2019Europa: non compiamo infatti un gesto celebrativo; cogliamo piuttosto l\u2019occasione per auspicare insieme uno slancio nuovo e coraggioso per questo amato Continente.<\/p>\n<p>La creativit\u00e0, l\u2019ingegno, la capacit\u00e0 di rialzarsi e di uscire dai propri limiti appartengono all\u2019anima dell\u2019Europa. Nel secolo scorso, essa ha testimoniato all\u2019umanit\u00e0 che un nuovo inizio era possibile: dopo anni di tragici scontri, culminati nella guerra pi\u00f9 terribile che si ricordi, \u00e8 sorta, con la grazia di Dio, una novit\u00e0 senza precedenti nella storia. Le ceneri delle macerie non poterono estinguere la speranza e la ricerca dell\u2019altro, che arsero nel cuore dei Padri fondatori del progetto europeo. Essi gettarono le fondamenta di un baluardo di pace, di un edificio costruito da Stati che non si sono uniti per imposizione, ma per la libera scelta del bene comune, rinunciando per sempre a fronteggiarsi. L\u2019Europa, dopo tante divisioni, ritrov\u00f2 finalmente s\u00e9 stessa e inizi\u00f2 a edificare la sua casa.<\/p>\n<p>Questa \u00abfamiglia di popoli\u00bb<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html#_ftn1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[1]<\/a> lodevolmente diventata nel frattempo pi\u00f9 ampia, in tempi recenti sembra sentire meno proprie le mura della casa comune, talvolta innalzate scostandosi dall\u2019illuminato progetto architettato dai Padri. Quell\u2019atmosfera di novit\u00e0, quell\u2019ardente desiderio di costruire l\u2019unit\u00e0 paiono sempre pi\u00f9 spenti; noi figli di quel sogno siamo tentati di cedere ai nostri egoismi, guardando al proprio utile e pensando di costruire recinti particolari. Tuttavia, sono convinto che la rassegnazione e la stanchezza non appartengono all\u2019anima dell\u2019Europa e che anche \u00able difficolt\u00e0 possono diventare promotrici potenti di unit\u00e0\u00bb<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html#_ftn1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[2]<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2014\/november\/documents\/papa-francesco_20141125_strasburgo-parlamento-europeo.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Nel Parlamento europeo<\/a> mi sono permesso di parlare di Europa nonna. Dicevo agli Eurodeputati che da diverse parti cresceva l\u2019impressione generale di un\u2019Europa stanca e invecchiata, non fertile e vitale, dove i grandi ideali che hanno ispirato l\u2019Europa sembrano aver perso forza attrattiva; un\u2019Europa decaduta che sembra abbia perso la sua capacit\u00e0 generatrice e creatrice. Un\u2019Europa tentata di voler assicurare e dominare spazi pi\u00f9 che generare processi di inclusione e trasformazione; un\u2019Europa che si va \u201ctrincerando\u201d invece di privilegiare azioni che promuovano nuovi dinamismi nella societ\u00e0; dinamismi capaci di coinvolgere e mettere in movimento tutti gli attori sociali (gruppi e persone) nella ricerca di nuove soluzioni ai problemi attuali, che portino frutto in importanti avvenimenti storici; un\u2019Europa che lungi dal proteggere spazi si renda madre generatrice di processi (cfr Esort. ap.&nbsp;<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2014\/november\/documents\/papa-francesco_20141125_strasburgo-parlamento-europeo.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Evangelii gaudium<\/em>, 223<\/a><\/p>\n<p>Che cosa ti \u00e8 successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell\u2019uomo, della democrazia e della libert\u00e0? Che cosa ti \u00e8 successo, Europa terra di poeti, filosofi, artisti, musicisti, letterati? Che cosa ti \u00e8 successo, Europa madre di popoli e nazioni, madre di grandi uomini e donne che hanno saputo difendere e dare la vita per la dignit\u00e0 dei loro fratelli?<\/p>\n<p>Lo scrittore Elie Wiesel, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti, diceva che oggi \u00e8 capitale realizzare una \u201ctrasfusione di memoria\u201d. E\u2019 necessario \u201cfare memoria\u201d, prendere un po\u2019 di distanza dal presente per ascoltare la voce dei nostri antenati. La memoria non solo ci permetter\u00e0 di non commettere gli stessi errori del passato (cfr Esort. ap. <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Altre_sfide_ecclesiali\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> <em>Evangelii gaudium<\/em>, 108<\/a>), ma ci dar\u00e0 accesso a quelle acquisizioni che hanno aiutato i nostri popoli ad attraversare positivamente gli incroci storici che andavano incontrando. La trasfusione della memoria ci libera da quella tendenza attuale spesso pi\u00f9 attraente di fabbricare in fretta sulle sabbie mobili dei risultati immediati che potrebbero produrre \u00abuna rendita politica facile, rapida ed effimera, ma che non costruiscono la pienezza umana\u00bb (<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Il_tempo_\u00e8_superiore_allo_spazio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>ibid.<\/em>, 224<\/a>).<\/p>\n<p>A tal fine ci far\u00e0 bene evocare i Padri fondatori dell\u2019Europa. Essi seppero cercare strade alternative, innovative in un contesto segnato dalle ferite della guerra. Essi ebbero l\u2019audacia non solo di sognare l\u2019idea di Europa, ma osarono trasformare radicalmente i modelli che provocavano soltanto violenza e distruzione. Osarono cercare soluzioni multilaterali ai problemi che poco a poco diventavano comuni.<\/p>\n<p>Robert Schuman, in quello che molti riconoscono come l\u2019atto di nascita della prima comunit\u00e0 europea, disse: \u00abL\u2019Europa non si far\u00e0 in un colpo solo, n\u00e9 attraverso una costruzione d\u2019insieme; essa si far\u00e0 attraverso realizzazioni concrete, creanti anzitutto una solidariet\u00e0 di fatto\u00bb<a>[3]<\/a>. Proprio ora, in questo nostro mondo dilaniato e ferito, occorre ritornare a quella <em>solidariet\u00e0 di fatto<\/em>, alla stessa <em>generosit\u00e0 concreta <\/em>che segu\u00ec il secondo conflitto mondiale, perch\u00e9 \u2013 proseguiva Schuman \u2013 \u00abla pace mondiale non potr\u00e0 essere salvaguardata senza sforzi creatori che siano all\u2019altezza dei pericoli che la minacciano\u00bb<a name=\"_ftnref4\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html#_ftn4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[4]<\/a>. I progetti dei Padri fondatori, araldi della pace e profeti dell\u2019avvenire, non sono superati: ispirano, oggi pi\u00f9 che mai, a costruire ponti e abbattere muri. Sembrano esprimere un accorato invito a non accontentarsi di ritocchi cosmetici o di compromessi tortuosi per correggere qualche trattato, ma a porre coraggiosamente basi nuove, fortemente radicate;&nbsp; come affermava Alcide De Gasperi, \u00abtutti egualmente animati dalla preoccupazione del bene comune delle nostre patrie europee, della nostra Patria Europa\u00bb, ricominciare, senza paura un \u00ablavoro costruttivo che esige tutti i nostri sforzi di paziente e lunga cooperazione\u00bb<a name=\"_ftnref5\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html#_ftn5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>Questa trasfusione della memoria ci permette di ispirarci al passato per affrontare con coraggio il complesso quadro multipolare dei nostri giorni, accettando con determinazione la sfida di \u201caggiornare\u201d l\u2019idea di Europa. Un\u2019Europa capace di dare alla luce un nuovo umanesimo basato su tre capacit\u00e0: la capacit\u00e0 di integrare, la capacit\u00e0 di dialogare e la capacit\u00e0 di generare.<\/p>\n<p><em>Capacit\u00e0 di integrare<\/em><\/p>\n<p>Erich Przywara, nella sua magnifica opera <em>L\u2019idea di Europa<\/em>, ci sfida a pensare la citt\u00e0 come un luogo di convivenza tra varie istanze e livelli. Egli conosceva quella tendenza riduzionistica che abita in ogni tentativo di pensare e sognare il tessuto sociale. La bellezza radicata in molte delle nostre citt\u00e0 si deve al fatto che sono riuscite a conservare nel tempo le differenze di epoche, di nazioni, di stili, di visioni. Basta guardare l\u2019inestimabile patrimonio culturale di Roma per confermare ancora una volta che la ricchezza e il valore di un popolo si radica proprio nel saper articolare tutti questi livelli in una sana convivenza. I riduzionismi e tutti gli intenti uniformanti, lungi dal generare valore, condannano i nostri popoli a una crudele povert\u00e0: quella dell\u2019esclusione. E lungi dall\u2019apportare grandezza, ricchezza e bellezza, l\u2019esclusione provoca vilt\u00e0, ristrettezza e brutalit\u00e0. Lungi dal dare nobilt\u00e0 allo spirito, gli apporta meschinit\u00e0.<\/p>\n<p>Le radici dei nostri popoli, le radici dell\u2019Europa si andarono consolidando nel corso della sua storia imparando a integrare in sintesi sempre nuove le culture pi\u00f9 diverse e senza apparente legame tra loro. L\u2019identit\u00e0 europea \u00e8, ed \u00e8 sempre stata, un\u2019identit\u00e0 dinamica e multiculturale.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 politica sa di avere tra le mani questo lavoro fondamentale e non rinviabile. Sappiamo che \u00abil tutto \u00e8 pi\u00f9 delle parti, e anche della loro semplice somma\u00bb, per cui si dovr\u00e0 sempre lavorare per \u00aballargare lo sguardo per riconoscere un bene pi\u00f9 grande che porter\u00e0 benefici a tutti noi\u00bb (Esort. ap. <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Il_tutto_\u00e8_superiore_alla_parte\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> <em> Evangelii gaudium<\/em>, 235<\/a>). Siamo invitati a promuovere un\u2019integrazione che trova nella solidariet\u00e0 il modo in cui fare le cose, il modo in cui costruire la storia. Una solidariet\u00e0 che non pu\u00f2 mai essere confusa con l\u2019elemosina, ma come generazione di opportunit\u00e0 perch\u00e9 tutti gli abitanti delle nostre citt\u00e0 \u2013 e di tante altre citt\u00e0 \u2013 possano sviluppare la loro vita con dignit\u00e0. Il tempo ci sta insegnando che non basta il solo inserimento geografico delle persone, ma la sfida \u00e8 una forte integrazione culturale.<\/p>\n<p>In questo modo la comunit\u00e0 dei popoli europei potr\u00e0 vincere la tentazione di ripiegarsi su paradigmi unilaterali e di avventurarsi in \u201ccolonizzazioni ideologiche\u201d; riscoprir\u00e0 piuttosto l\u2019ampiezza dell\u2019anima europea, nata dall\u2019incontro di civilt\u00e0 e popoli, pi\u00f9 vasta degli attuali confini dell\u2019Unione e chiamata a diventare modello di nuove sintesi e di dialogo. Il volto dell\u2019Europa non si distingue infatti nel contrapporsi ad altri, ma nel portare impressi i tratti di varie culture e la bellezza di vincere le chiusure. Senza questa capacit\u00e0 di integrazione le parole pronunciate da Konrad Adenauer nel passato risuoneranno oggi come profezia di futuro: \u00abIl futuro dell\u2019Occidente non \u00e8 tanto minacciato dalla tensione politica, quanto dal pericolo della massificazione, della uniformit\u00e0 del pensiero e del sentimento; in breve, da tutto il sistema di vita, dalla fuga dalla responsabilit\u00e0, con l\u2019unica preoccupazione per il proprio io\u00bb<a name=\"_ftnref6\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html#_ftn6\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p><em>Capacit\u00e0 di dialogo<\/em><\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 una parola che dobbiamo ripetere fino a stancarci \u00e8 questa: dialogo. Siamo invitati a promuovere una cultura del dialogo cercando con ogni mezzo di aprire istanze affinch\u00e9 questo sia possibile e ci permetta di ricostruire il tessuto sociale. La cultura del dialogo implica un autentico apprendistato, un\u2019ascesi che ci aiuti a riconoscere l\u2019altro come un interlocutore valido; che ci permetta di guardare lo straniero, il migrante, l\u2019appartenente a un\u2019altra cultura come un soggetto da ascoltare, considerato e apprezzato. E\u2019 urgente per noi oggi coinvolgere tutti gli attori sociali nel promuovere \u00abuna cultura che privilegi il dialogo come forma di incontro\u00bb, portando avanti \u00abla ricerca di consenso e di accordi, senza per\u00f2 separarla dalla preoccupazione per una societ\u00e0 giusta, capace di memoria e senza esclusioni\u00bb (Esort. ap. <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#IV._Il_dialogo_sociale_come_contributo&nbsp;per_la_pace\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> <em>Evangelii gaudium<\/em>, 239<\/a>). La pace sar\u00e0 duratura nella misura in cui armiamo i nostri figli con le armi del dialogo, insegniamo loro la buona battaglia dell\u2019incontro e della negoziazione. In tal modo potremo lasciare loro in eredit\u00e0 una cultura che sappia delineare strategie non di morte ma di vita, non di esclusione ma di integrazione.<\/p>\n<p>Questa cultura del dialogo, che dovrebbe essere inserita in tutti i curriculi scolastici come asse trasversale delle discipline, aiuter\u00e0 ad inculcare nelle giovani generazioni un modo di risolvere i conflitti diverso da quello a cui li stiamo abituando. Oggi ci urge poter realizzare \u201ccoalizioni\u201d non pi\u00f9 solamente militari o economiche ma culturali, educative, filosofiche, religiose. Coalizioni che mettano in evidenza che, dietro molti conflitti, \u00e8 spesso in gioco il potere di gruppi economici. Coalizioni capaci di difendere il popolo dall\u2019essere utilizzato per fini impropri. Armiamo la nostra gente con la cultura del dialogo e dell\u2019incontro.<\/p>\n<p><em>Capacit\u00e0 di generare<\/em><\/p>\n<p>Il dialogo e tutto ci\u00f2 che esso comporta ci ricorda che nessuno pu\u00f2 limitarsi ad essere spettatore n\u00e9 mero osservatore. Tutti, dal pi\u00f9 piccolo al pi\u00f9 grande, sono parte attiva nella costruzione di una societ\u00e0 integrata e riconciliata. Questa cultura \u00e8 possibile se tutti partecipiamo alla sua elaborazione e costruzione. La situazione attuale non ammette meri osservatori di lotte altrui. Al contrario, \u00e8 un forte appello alla responsabilit\u00e0 personale e sociale.<\/p>\n<p>In questo senso i nostri giovani hanno un ruolo preponderante. Essi non sono il futuro dei nostri popoli, sono il presente; sono quelli che gi\u00e0 oggi con i loro sogni, con la loro vita stanno forgiando lo spirito europeo. Non possiamo pensare il domani senza offrire loro una reale partecipazione come agenti di cambiamento e di trasformazione. Non possiamo immaginare l\u2019Europa senza renderli partecipi e protagonisti di questo sogno.<\/p>\n<p>Ultimamente ho riflettuto su questo aspetto e mi sono chiesto: come possiamo fare partecipi i nostri giovani di questa costruzione quando li priviamo di lavoro; di lavori degni che permettano loro di svilupparsi per mezzo delle loro mani, della loro intelligenza e delle loro energie? Come pretendiamo di riconoscere ad essi il valore di protagonisti, quando gli indici di disoccupazione e sottoccupazione di milioni di giovani europei sono in aumento? Come evitare di perdere i nostri giovani, che finiscono per andarsene altrove in cerca di ideali e senso di appartenenza perch\u00e9 qui, nella loro terra, non sappiamo offrire loro opportunit\u00e0 e valori?<\/p>\n<p>\u00abLa giusta distribuzione dei frutti della terra e del lavoro umano non \u00e8 mera filantropia. E\u2019 un dovere morale\u00bb.<a>[7]<\/a> Se vogliamo pensare le nostre societ\u00e0 in un modo diverso, abbiamo bisogno di creare posti di lavoro dignitoso e ben remunerato, specialmente per i nostri giovani.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 richiede la ricerca di nuovi modelli economici pi\u00f9 inclusivi ed equi, non orientati al servizio di pochi, ma al beneficio della gente e della societ\u00e0. E questo ci chiede il passaggio da un\u2019economia liquida a un\u2019economia sociale. Penso ad esempio all\u2019economia sociale di mercato, incoraggiata anche dai miei Predecessori (cfr Giovanni Paolo II, <em>Discorso all\u2019Ambasciatore della R.F. di Germania<\/em>, 8 novembre 1990). Passare da un\u2019economia che punta al reddito e al profitto in base alla speculazione e al prestito a interesse ad un\u2019economia sociale che investa sulle persone creando posti di lavoro e qualificazione.<\/p>\n<p>Dobbiamo passare da un\u2019economia liquida, che tende a favorire la corruzione come mezzo per ottenere profitti, a un\u2019economia sociale che garantisce l\u2019accesso alla terra, al tetto per mezzo del lavoro come ambito in cui le persone e le comunit\u00e0 possano mettere in gioco&nbsp;\u00abmolte dimensioni della vita: la creativit\u00e0, la proiezione nel futuro, lo sviluppo delle capacit\u00e0, l\u2019esercizio dei valori, la comunicazione con gli altri, un atteggiamento di adorazione. Perci\u00f2 la realt\u00e0 sociale del mondo di oggi, al di l\u00e0 degli interessi limitati delle imprese e di una discutibile razionalit\u00e0 economica, esige che \u201csi continui a perseguire quale <em>priorit\u00e0 l\u2019obiettivo dell\u2019accesso al lavoro<\/em> [\u2026] per tutti\u201d<a name=\"_ftnref8\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html#_ftn8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[8]<\/a>\u00bb (Enc. <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#127.\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> <em>Laudato si\u2019<\/em>, 127<\/a>).<\/p>\n<p>Se vogliamo mirare a un futuro che sia dignitoso, se vogliamo un futuro di pace per le nostre societ\u00e0, potremo raggiungerlo solamente puntando sulla vera inclusione: \u00abquella che d\u00e0 il lavoro dignitoso, libero, creativo, partecipativo e solidale\u00bb.<a name=\"_ftnref9\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html#_ftn9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[9]<\/a>Questo passaggio (da un\u2019economia liquida a un\u2019economia sociale) non solo dar\u00e0 nuove prospettive e opportunit\u00e0 concrete di integrazione e inclusione, ma ci aprir\u00e0 nuovamente la capacit\u00e0 di sognare quell\u2019umanesimo, di cui l\u2019Europa \u00e8 stata <em>culla<\/em> e <em>sorgente<\/em>.<\/p>\n<p>Alla rinascita di un\u2019Europa affaticata, ma ancora ricca di energie e di potenzialit\u00e0, pu\u00f2 e deve contribuire la Chiesa. Il suo compito coincide con la sua missione: l\u2019annuncio del Vangelo, che oggi pi\u00f9 che mai si traduce soprattutto nell\u2019andare incontro alle ferite dell\u2019uomo, portando la presenza forte e semplice di Ges\u00f9, la sua misericordia consolante e incoraggiante. Dio desidera abitare tra gli uomini, ma pu\u00f2 farlo solo attraverso uomini e donne che, come i grandi evangelizzatori del continente, siano toccati da Lui e vivano il Vangelo, senza cercare altro. Solo una Chiesa ricca di testimoni potr\u00e0 ridare l\u2019acqua pura del Vangelo alle radici dell\u2019Europa. In questo, il cammino dei cristiani verso la piena unit\u00e0 \u00e8 un grande segno dei tempi, ma anche l\u2019esigenza urgente di rispondere all\u2019appello del Signore \u00abperch\u00e9 tutti siano una sola cosa\u00bb (<em>Gv<\/em> 17,21).<\/p>\n<p>Con la mente e con il cuore, con speranza e senza vane nostalgie, come un figlio che ritrova nella madre Europa le sue radici di vita e di fede, sogno un <em> nuovo umanesimo europeo, <\/em>\u00abun costante cammino di umanizzazione\u00bb, cui servono \u00abmemoria, coraggio, sana e umana utopia\u00bb<a>[10]<\/a>. Sogno un\u2019Europa giovane, capace di essere ancora madre: una madre che abbia vita, perch\u00e9 rispetta la vita e offre speranze di vita. Sogno un\u2019Europa che si prende cura del bambino, che soccorre come un fratello il povero e chi arriva in cerca di accoglienza perch\u00e9 non ha pi\u00f9 nulla e chiede riparo. Sogno un\u2019Europa che ascolta e valorizza le persone malate e anziane, perch\u00e9 non siano ridotte a improduttivi oggetti di scarto. Sogno un\u2019Europa, in cui essere migrante non \u00e8 delitto, bens\u00ec un invito ad un maggior impegno con la dignit\u00e0 di tutto l\u2019essere umano. Sogno un\u2019Europa dove i giovani respirano l\u2019aria pulita dell\u2019onest\u00e0, amano la bellezza della cultura e di una vita semplice, non inquinata dagli infiniti bisogni del consumismo; dove sposarsi e avere figli sono una responsabilit\u00e0 e una gioia grande, non un problema dato dalla mancanza di un lavoro sufficientemente stabile. Sogno un\u2019Europa delle famiglie, con politiche veramente effettive, incentrate sui volti pi\u00f9 che sui numeri, sulle nascite dei figli pi\u00f9 che sull\u2019aumento dei beni. Sogno un\u2019Europa che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti. Sogno un\u2019Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani \u00e8 stato la sua ultima utopia. Grazie.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">(Papa Francesco, 6 maggio 2016, Conferimento del Premio Carlo Magno, Citt\u00e0 del Vaticano, Sala Regia)<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">vatican.va<\/a><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<p><em><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html#_ftnref1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[1]<\/a>, <\/em>Strasburgo, 25 novembre 2014.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html#_ftnref2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[2]<\/a><em> Ibid.<\/em><\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html#_ftnref3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[3]<\/a> <em>Dichiarazione del 9 Maggio 1950<\/em>,Salon de l\u2019Horloge, Quai d\u2019Orsay, Parigi.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html#_ftnref4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[4]<\/a><em> Ibid.<\/em><\/p>\n<p><a>[5]<\/a><em> Discorso alla Conferenza Parlamentare Europea, <\/em>Parigi, 21 aprile 1954.<\/p>\n<p><a>[6]<\/a><em> Discorso all&#8217;Assemblea degli artigiani tedeschi, <\/em>D\u00fcsseldorf, 27 aprile 1952.<\/p>\n<p><a>[7]<\/a><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2015\/july\/documents\/papa-francesco_20150709_bolivia-movimenti-popolari.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em> Discurso a los movimientos populares en Bolivia<\/em><\/a>, Santa Cruz de la Sierra, 9 luglio 2015.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn8\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html#_ftnref8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[8]<\/a> Benedetto XVI, Lett. Enc. <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em> Caritas in veritate<\/em><\/a> (29 giugno 2009), 32: <em>AAS<\/em> 101 (2009), 666.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn9\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html#_ftnref9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[9]<\/a><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2015\/july\/documents\/papa-francesco_20150709_bolivia-movimenti-popolari.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em> Discurso a los movimientos populares en Bolivia<\/em><\/a>, Santa Cruz de la Sierra, 9 luglio 2015.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn10\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html#_ftnref10\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[10]<\/a> <em> <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2014\/november\/documents\/papa-francesco_20141125_strasburgo-consiglio-europa.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Discorso al Consiglio d&#8217;Europa<\/a>, <\/em>Strasburgo, 25 novembre 2014.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/may\/documents\/papa-francesco_20160506_premio-carlo-magno.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Illustri Ospiti, vi porgo il mio cordiale benvenuto e vi ringrazio per la vostra presenza. Sono grato in particolare ai Signori Marcel Philipp, J\u00fcrgen Linden, Martin Schulz, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk per le loro cortesi parole. 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