{"id":235033,"date":"2017-04-07T00:00:00","date_gmt":"2017-04-06T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/scegliere-di-disarmarsi\/"},"modified":"2017-04-07T00:00:00","modified_gmt":"2017-04-06T22:00:00","slug":"scegliere-di-disarmarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2017\/04\/07\/scegliere-di-disarmarsi\/","title":{"rendered":"SCEGLIERE DI DISARMARSI"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"margin: 0px;line-height: normal;font-family: 'Trebuchet MS'\"><span style=\"font-size: 14px\"><span style=\"background-color: #ffffff\">Una buona notizia: i terroristi baschi segnalano e riconsegnano le loro armi. Anche se non tutti sono convinti della sincerit\u00e0 dell\u2019operazione, la scelta pubblica di disarmarsi ha valore e indica che in quella direzione si vuole andare. Riflessioni sui passi necessari per arrivare <\/span>alle soglie della risoluzione del conflitto e di una vera riconciliazione.<\/span><\/h3>\n<div style=\"margin: 0px;line-height: normal;font-family: 'Trebuchet MS'\"><span style=\"font-size: 14px\"><img decoding=\"async\" style=\"margin-top: 9px;margin-right: 15px;margin-bottom: 9px;float: left\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Ondarroa-720x0-c-default.jpg\" \/><\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 0px;line-height: normal;font-family: 'Trebuchet MS'\"><span style=\"font-size: 14px\"><span style=\"font-size: 14px\"><\/span><\/span> <\/p>\n<p>\u00c8 stato annunciato per l\u20198 aprile, con un atto simbolico e allo stesso tempo effettivo: l\u2019organizzazione terrorista basca consegner\u00e0 i <em>zulos<\/em>, cio\u00e8 i nascondigli che accolgono il suo ridotto (si pensa cos\u00ec) arsenale alle autorit\u00e0 francesi. I principali promotori di questa riconsegna definitiva delle armi, tra i quali una Commissione internazionale di verifica (Civ), cercano di muoversi nella pi\u00f9 stretta discrezionalit\u00e0. E lo si capisce. Solo l\u2019annuncio, pubblicato il 17 marzo nelle pagine del quotidiano <em>Le Monde<\/em>, ha scatenato un ventaglio di reazioni che vanno dalla pi\u00f9 sincera approvazione allo scetticismo razionale e fino alla risentita condanna.<\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 14px\"><span style=\"font-size: 14px\"><\/span><\/span> <\/p>\n<p>La localizzazione dei diversi nascondigli sar\u00e0 comunicata in un documento, probabilmente alla polizia, allo scopo di procedere nel modo legale adeguato. Sar\u00e0 un atto discreto, senza pubblicit\u00e0, in un posto ancora da decidere, che avr\u00e0 poi il suo termine a Baiona, dove gli intermediari civili leggeranno un comunicato finale. Il Civ ha previsto di spiegare all\u2019opinione pubblica i particolari del processo dal 9 aprile in poi.<\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 14px\"><span style=\"font-size: 14px\"><\/span><\/span> <\/p>\n<p>L\u2019annuncio, di per s\u00e9 una buona notizia, ha per\u00f2 suscitato le pi\u00f9 diverse reazioni. Mentre il Basque Friendship Group, gruppo nel Parlamento europeo che sostiene il processo di pace nei Paesi baschi, ha manifestato la sua soddisfazione, chiedendo ai governi francese e spagnolo di non ostacolare tale processo, altri esponenti politici dichiarano invece una certa diffidenza. Cos\u00ec il presidente del governo regionale basco, \u00cd\u00f1igo Urkullu, vede in questa operazione un \u00abpiccolo passo, non sufficiente\u00bb verso un necessario disarmo totale. La critica nasconde una mal celata accusa all\u2019Eta di aver fatto le cose in modo unilaterale, senza prendere in considerazione i tanti sforzi della societ\u00e0 basca per risanare le ferite. Bisogna chiarire che, mentre l\u2019Eta rappresenta il nazionalismo indipendentista, Urkullu e il suo partito (Pnv) sono la voce di un nazionalismo non indipendentista.<\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 14px\"><span style=\"font-size: 14px\"><\/span><\/span> <\/p>\n<p>Tra le righe bisogna anche leggere una lunga rivendicazione della societ\u00e0 basca a proposito dei carcerati dell\u2019Eta, quasi 400. Basta fare una passeggiata a Bilbao o in un\u2019altra citt\u00e0 basca per vedere pendere dalle finestre i cartelloni <em>Etxera<\/em>, simbolo della richiesta di far \u00abtornare a casa\u00bb, cio\u00e8 alle prigioni del Paese basco, i condannati dell\u2019Eta. La politica di dispersione dei carcerati li tiene oggi distribuiti nelle carceri spagnole e francesi, mentre il Collettivo dei prigionieri baschi (Eppk) e le loro famiglie li vorrebbero pi\u00f9 vicini.<\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 14px\"><span style=\"font-size: 14px\"><\/span><\/span> <\/p>\n<p>Fa impressione, ad esempio, a Ondarroa, citt\u00e0 di 8.500 abitanti, vedere nelle strade alti pali che indicano i nomi dei vari carcerati del posto e i chilometri di distanza a cui si trovano (nella foto uno di questi cartelli segnaletici). In questa stessa direzione, il Tribunale europeo dei diritti umani ha gi\u00e0 emanato una sentenza contraria all\u2019allungamento delle permanenze in carcere per i terroristi dell\u2019Eta, pene che in certi casi sono a vita. Risolto questo problema, che forse \u00e8 la spina nel fianco politica pi\u00f9 pungente che esista tra il governo centrale e quello regionale, forse saremmo alle soglie della risoluzione del conflitto e di una vera riconciliazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.cittanuova.it\/leta-riconsegna-le-armi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.cittanuova.it<\/a><\/p>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una buona notizia: i terroristi baschi segnalano e riconsegnano le loro armi. Anche se non tutti sono convinti della sincerit\u00e0 dell\u2019operazione, la scelta pubblica di disarmarsi ha valore e indica che in quella direzione si vuole andare. 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