{"id":235056,"date":"2017-05-19T00:00:00","date_gmt":"2017-05-18T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/iglesias-il-popolo-in-marcia-per-di-sarmare-la-fabbrica\/"},"modified":"2017-05-19T00:00:00","modified_gmt":"2017-05-18T22:00:00","slug":"iglesias-il-popolo-in-marcia-per-di-sarmare-la-fabbrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2017\/05\/19\/iglesias-il-popolo-in-marcia-per-di-sarmare-la-fabbrica\/","title":{"rendered":"Iglesias, il popolo in marcia per di-sarmare la fabbrica"},"content":{"rendered":"<div class=\"row page_abstract\">\n<h3 class=\"col-sm-12 col-md-12 col-lg-12\">A Domusnovas, nel cuore della Sardegna, confronto aperto sul futuro del sito che produce materiale bellico: sullo sfondo l\u2019ipotesi della riconversione<\/h3>\n<p class=\"col-sm-12 col-md-12 col-lg-12\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"lazyImage\" style=\"margin-right: 12px;margin-bottom: 6px;float: left\" title=\"Nella foto il momento in cui vengono caricate su un cargo le bombe aeree del tipo &quot;Mk&quot;. Le spedizioni avvengono dall\u2019aeroporto di Cagliari Elmas\" src=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/2017\/PublishingImages\/b966d57e5acf480bbfe01aaa36bd0ed1\/10926_1064_55439987.jpg?width=1024\" alt=\"Nella foto il momento in cui vengono caricate su un cargo le bombe aeree del tipo &quot;Mk&quot;. Le spedizioni avvengono dall\u2019aeroporto di Cagliari Elmas\" width=\"600\" height=\"400\" data-original=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/2017\/PublishingImages\/b966d57e5acf480bbfe01aaa36bd0ed1\/10926_1064_55439987.jpg?width=1024\" data-src-max=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/2017\/PublishingImages\/b966d57e5acf480bbfe01aaa36bd0ed1\/10926_1064_55439987.jpg\" \/><em>Nella foto il momento in cui vengono caricate su un cargo le bombe aeree del tipo &#8220;Mk&#8221;. Le spedizioni avvengono dall\u2019aeroporto di Cagliari Elmas<\/em><\/p>\n<\/p><\/div>\n<div class=\"col-sm-12 col-md-12 col-lg-12 page_body_content\">\n<p>Ai tempi della Valsella Meccanotecnica i manager rassicuravano gli operai bresciani: \u00abLe mine servono a difendere il territorio dal nemico\u00bb. Era l\u2019epoca della Guerra Fredda, quella versione reggeva. Anni dopo scoprirono che non era cos\u00ec. Ma a Domusnovas \u00e8 diverso. Perch\u00e9 i lavoratori della &#8216;Rwm Italia&#8217; sanno che le Mk-82 e le Mk-84 sono in gran parte acquistate dalla coalizione saudita che da due anni sta martellando lo Yemen. Il pranzo e la cena della propria famiglia, dunque, dipende in gran parte da quella guerra. I duecento dipendenti della sede italiana della multinazionale tedesca Rwm, sanno cos\u2019\u00e8 il ricatto della fame: uno stipendio sicuro per assemblare armi da guerra, oppure disoccupati cronici.<\/p>\n<p>\u00abGli operai non vanno criminalizzati \u2013 ha detto nei giorni scorsi don Renato Sacco, coordinatore di Pax Christi \u2013, essi stessi e le loro famiglie sono vittime di questa economia di guerra\u00bb. Perci\u00f2 diverse associazioni chiedono un piano di riconversione. E lo fanno con una serie di incontri pubblici a partire da oggi a Iglesias e con una petizione online che in pochi giorni ha raccolto 4 mila firme. \u00abSenza una vera riconversione economica rischiamo solo di fare del facile moralismo \u2013 si legge nel testo indirizzato al Capo dello Stato &#8211; che scarica il peso della responsabilit\u00e0 politica sulle spalle dei lavoratori della fabbrica del Sulcis Iglesiente, in Sardegna, dove quelle bombe vengono allestite da una societ\u00e0 di propriet\u00e0 tedesca \u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019appello riporta i dati dell\u2019istituto di ricerche internazionali &#8216;Archivio Disarmo&#8217; che sottolinea come \u00abl\u2019ultima relazione governativa sulle esportazioni di materiali di armamento nel 2016 conferma la continua ascesa dell\u2019export italiano sui mercati mondiali e in particolare su quelli nordafricani e mediorientali (59%), aree di crisi e di conflitti a noi vicine\u00bb. Carlo Cefaloni, di &#8216;Citt\u00e0 Nuova&#8217;, spiega che \u00abdi solito, oltre lo scandalo passeggero, resta la percezione prevalente di non poter far nulla oltre l\u2019indignazione. Invece la realt\u00e0 del Movimento dei Focolari in terra sarda &#8211; ricorda &#8211; ha posto l\u2019esigenza di dare una svolta ad un copione gi\u00e0 scritto per rimettere al centro un destino diverso e migliore per l\u2019economia del Sulcis, l\u2019area che pi\u00f9 di tutte sta subendo in Italia le conseguenze della crisi economica che lascia in mezzo alla strada migliaia di lavoratori con le loro famiglie\u00bb.<\/p>\n<p>La relazione al parlamento sull\u2019export di armi da guerra non \u00e8 un compendio di trasparenza. Nel 2015 la Rwm aveva esportato 1.050 ordigni del tipo \u00aba caduta libera\u00bb. Nel 2016 la produzione \u00e8 salita fino a quasi 22.000, con un balzo del 1.466%. I destinatari non vengono rivelati ma n\u00e9 la multinazionale tedesca n\u00e9 i vertici della coalizione saudita hanno mai smentito l\u2019esistenza di un contratto di fornitura. Le Nazioni Unite a svariate organizzazioni umanitarie hanno fotografato residui delle bombe &#8216;italo-tedesche&#8217; in varie citt\u00e0 bombardate dello Yemen. Dell\u2019ultimo ordine noto si conosce l\u2019importo: 411 milioni di euro per i modelli Mk 82, Mk83 e Mk84 (circa 18.000 euro per ordigno).<\/p>\n<p>Un dettaglio sovrapponibile a un documento degli azionisti della Rwm (che grazie a questi ordinativi \u00e8 diventata la terza azienda italiana per export di armi) nel quale si informa che nel 2016 \u00e8 stato siglato un contratto del valore proprio di 411 milioni con un unico cliente appartenente alla regione &#8216;Mena&#8217;, che sta per Medio Oriente-Nord Africa. \u00abAscoltando quanto papa Francesco ha detto il 4 febbraio 2017 agli esponenti dell\u2019Economia di Comunione bisogna agire sulle strutture inique che producono vittime e carnefici \u00bb, insiste la petizione che sta per essere inviata a Sergio Mattarella. \u00abRestare silenziosi o indifferenti vuol dire lasciare interi territori da soli davanti al ricatto tra il poco lavoro assicurato dalle armi e il concorso al macello industriale della guerra\u00bb. Le Nazioni Unite hanno documentato ripetute violazioni dei diritti umani nel conflitto yemenita, che ha fatto registrare almeno 5 mila morti e 8 mila feriti tra la popolazione civile. L\u2019economia di guerra, per\u00f2, non segna il passo. Ieri sera si \u00e8 appreso che Washington sta lavorando per spingere nuovi contratti militari da decine di miliardi di dollari con l\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p>Negli anni \u201990 quando gli operai della Valsella scoprirono che i loro ordigni non erano destinati alla &#8216;patria&#8217; ma avevano infestato i campi di battaglia del mondo, la consapevolezza cominci\u00f2 a scavare un fossato tra i lavoratori e la propriet\u00e0. Chi se ne andava poteva per\u00f2 bussare alle fabbriche lombarde e trovare un\u2019alternativa. A Domusnovas ancora no.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">di Nello Scavo<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/attualita\/pagine\/iglesias-il-popolo-in-marcia-per-disarmare-la-fabbrica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Avvenire.it<\/a><\/p>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Domusnovas, nel cuore della Sardegna, confronto aperto sul futuro del sito che produce materiale bellico: sullo sfondo l\u2019ipotesi della riconversione Nella foto il momento in cui vengono caricate su un cargo le bombe aeree del tipo &#8220;Mk&#8221;. 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