{"id":235095,"date":"2017-10-04T00:00:00","date_gmt":"2017-10-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/autonomia-ma-nell-unita\/"},"modified":"2017-10-04T00:00:00","modified_gmt":"2017-10-03T22:00:00","slug":"autonomia-ma-nell-unita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2017\/10\/04\/autonomia-ma-nell-unita\/","title":{"rendered":"AUTONOMIA MA NELL&#8217; UNITA\u2019"},"content":{"rendered":"<p>di Letizia De Torre*<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"images\/PastedGraphic-8.jpg\" alt=\"PastedGraphic 8\" width=\"350\" height=\"208\" style=\"margin-left: 12px;margin-bottom: 6px;float: right\" \/><\/p>\n<p>Sto seguendo con una personale partecipazione la situazione catalana non solo perch&eacute; ci riguarda<\/p>\n<p>tutti come europei, non solo perch&eacute; rompere il dialogo e arrivare alla violenza &egrave; una sonora sconfitta politica da tutte le parti, ma perch&eacute; sono figlia anch&rsquo;io di una Autonomia e sento battere dentro istanze e aspirazioni che mi fanno comprendere i sentimenti dei Catalani e di tutte le minoranze del mondo.<\/p>\n<p>E il mondo &egrave; fatto di minoranze che in questo tempo paiono prendere un forza centrifuga e frammentare il mondo: i Balcani, ferita ancora aperta, il Medio Oriente tutto, fino al referendum del Kurdistan irakeno di questi giorni, il Cameroon anglofono di queste ore, la Brexit, fino alla scossone politico catalano &hellip; Credo che vi siamo arrivati per colpevole insufficienza politica, non conoscenza e non competenza nei confronti dei popoli e delle minoranze.<\/p>\n<p>Non desidero qui analizzare i fatti della Spagna che hanno portato a questa situazione estrema, n&eacute; commentare alcuna posizione, n&eacute; tanto meno prendervi parte, n&eacute; parlare degli errori che sono sotto gli occhi di tutti (anche se ciascuno vedr&agrave; di pi&ugrave; quello dell&rsquo;altra parte). Anzi, vorrei sostenere che, a mio avviso, n&eacute; le migliori analisi politiche, n&eacute; la ripresa del dialogo, saranno sufficienti. Occorre di pi&ugrave;. Occorre una nuova visione che conduca con urgenza ad un progetto innovativo, globalmente e all&rsquo;interno degli stati, un progetto di unit&agrave; nella distinzione dei popoli e dei territori. Cerco di e<img decoding=\"async\" src=\"images\/PastedGraphic-3.6.jpg\" alt=\"PastedGraphic 3.6\" width=\"400\" height=\"222\" style=\"margin-right: 12px;margin-top: 6px;margin-bottom: 6px;float: left\" \/>sprimerlo meglio, partendo da una personale esperienza politica.<\/p>\n<p>Era il 1995. Sul tavolo del Presidente della Repubblica italiana arriv&ograve; un dossier a proposito del progetto di una Euro-regione tra le provincie di Trento, Bolzano\/Bozen (entrambe in territorio italiano) e Innsbruck (in territorio austriaco): eccessi indipendentisti, interessi economici locali e addirittura gruppi militari (i folcloristici Schutzen tirolesi!), addestramenti e depositi di armi. Timori di una Roma centralista. Ma per noi, in quelle terre determinate a sviluppare la propria Autonomia, era tutt&rsquo;altro. Era il progetto appassionante di una regione europea in cui riconciliare politicamente le popolazioni italiana, tedesca e ladina, dopo le due guerre mondiali. Ci sentivamo europei e volevamo contribuire ad un&rsquo;Europa pi&ugrave; forte e pi&ugrave; sentita, pi&ugrave; &lsquo;regionale&rsquo; che &lsquo;nazionale&#8217;. Io ne ero convinta, anche per essere figlia di un profugo e credevo che occorresse andare oltre i confini, dentro un&rsquo;Europa dei popoli.<\/p>\n<p>L&rsquo;allora Presidente Scalfaro, senza perdere tempo, venne a Trento e fece uno storico intervento, aperto, ma molto fermo: &rdquo;Attenti a non contrabbandare altro al posto dell&#8217; autonomia. <img decoding=\"async\" src=\"images\/PastedGraphic-5.6.jpg\" alt=\"PastedGraphic 5.6\" width=\"350\" height=\"233\" style=\"margin-top: 6px;margin-bottom: 6px;margin-left: 12px;float: right\" \/>Si possono avere idee, desideri e prospettive diverse. Ma la carta costituzionale resta garanzia su tutto.&rdquo;<\/p>\n<p>Nello stesso tempo, per&ograve;, si espresse con molto rispetto, affermando tra il resto che &ldquo;lo Stato l&#8217;autonomia non la dona, la riconosce&rdquo;. Seppe dare valore alle nostre ispirazioni autonomistiche ed europeiste, ma ci chiese di rallentare, per poterlo fare &ldquo;in unit&agrave; con Roma e con Vienna&rdquo;. Colp&igrave; nel segno. Sentii di aderire con convinzione, proprio perch&eacute; facevo politica per l&rsquo;unit&agrave; e non per la contrapposizione. Presi carta e penna e scrissi di getto alcune righe al Presidente. Diedi quel foglio a qualcuno della scorta. Due giorni dopo ricevetti una telefonata del Presidente Scalfaro, in cui nacque una intesa ideale e politica.<\/p>\n<p>Quella chiarezza di Scalfaro diede un respiro pi&ugrave; sicuro e pi&ugrave; alto alla collaborazione tra Trento, Bolzano e Innsbruck, che da allora ha continuato a consolidarsi, anche con una pi&ugrave; intensa collaborazione in comuni politiche pubbliche regionali.<\/p>\n<p>L&rsquo;Euro-regione per&ograve; &egrave; rimasta sulla carta e non perch&eacute; non vi avessimo continuato a lavorare, ma perch&eacute; nel frattempo gli Stati nazionali avevano rivendicato il proprio peso <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"images\/PastedGraphic-6.6.jpg\" alt=\"PastedGraphic 6.6\" width=\"400\" height=\"223\" style=\"margin-top: 6px;margin-right: 12px;margin-bottom: 6px;float: left\" \/>dentro l&rsquo;Unione europea, via via addossando all&rsquo;Unione carenze di politica interna, cessando di parlare di uno sviluppo politico dell&rsquo;Europa e facendo percepire ai cittadini le regole della convivenza comune europea come un peso, anzich&eacute; un&rsquo;opportunit&agrave;. E ci&ograve; accadde parallelamente anche a livello mondiale, dove le grandi organizzazioni tra i popoli hanno via via perduto efficacia e il sovranismo crescente ha esasperato richieste di indipendenza.<\/p>\n<p>Ogni giorno che passa rende pi&ugrave; urgente riprendere in mano il filo perduto.<\/p>\n<p>L&rsquo;allora Presidente della Repubblica italiana, parlando ad una sala che &lsquo;bolliva&rsquo; di autonomia, ebbe coraggio di non umiliare, di non frenare, ma anzi di affermare: &ldquo;L&#8217;autonomia &egrave; il respiro dell&rsquo;unit&agrave;&rdquo;, &ldquo;Occorre grande chiarezza, rispetto delle norme, grande equilibrio di tutti&#8221;. Saper rinunciare &ldquo;a un pezzo di s&eacute; e a un marchio personale, per far prevalere l&#8217;armonia comune.&rdquo;<\/p>\n<p>Oggi queste parole mi paiono avere un peso politico universale e rilevante, in un mondo profondamente cambiato, globalizzato, connesso&hellip; un mondo che non sappiamo ancora capire e per cui non siamo ancora preparati a lavorare politicamente. Tra le tante sfide, una &egrave; vitale per la <img decoding=\"async\" src=\"images\/PastedGraphic-4.6.jpg\" alt=\"PastedGraphic 4.6\" style=\"margin-top: 6px;margin-bottom: 6px;margin-left: 12px;float: right\" \/>pace: la contrapposizione unit&agrave; nazionale\/autonomia, globalismo\/identit&agrave;, comunit&agrave; politiche ampie\/localismi. Forse la chiave per tale sfida &egrave; dentro una comprensione nuova di cosa significhi unit&agrave; di una comunit&agrave; politica.<\/p>\n<p>Affermare, infatti, come fece Scalfaro, che &ldquo;l&#8217; autonomia &egrave; il respiro dell&rsquo;unit&agrave;&rdquo;, significa dire che l&rsquo;unit&agrave; non &egrave; uniformit&agrave;, non &egrave; annullamento delle differenze, non &egrave; dominio da parte del pi&ugrave; forte. L&rsquo;unit&agrave; di una comunit&agrave; politica ampia, al contrario, &egrave; relazione tra identit&agrave; politiche distinte, che si riconoscono e si rispettano. Ed &egrave; una dimensione dinamica, in cui le entit&agrave; politiche debbono essere in grado di unirsi per progetti comuni e, contemporaneamente, di distinguersi per progetti locali. Non si tratta di scegliere tra lo stato e le regioni, o tra universalismo e identit&agrave; nazionali. L&rsquo;essere parte di una realt&agrave; pi&ugrave; vasta non contrasta con l&rsquo;esigenza di far crescere la storia del proprio popolo. Non contrasta, appunto, perch&eacute; non &egrave; uniformit&agrave;, ma relazione.<\/p>\n<p>E&rsquo; una chiave da usare in fretta, con &ldquo;chiarezza&#8221;, &ldquo;rispetto&rdquo;, &ldquo;equilibrio di tutti&rdquo; e, per richiamare ancora Scalfaro, con la rinuncia &ldquo;a un pezzo di s&eacute; e a un marchio personale, per far prevalere l&#8217; armonia comune.&rdquo; Chi pu&ograve; fare il primo passo? Tutti, ciascuno prima dell&rsquo;altro, se si potesse dire.<\/p>\n<p>Uno dei passi di maggior rilievo &egrave;, a mio avviso, richiesto agli &ldquo;stati nazionali&rdquo;, perch&eacute; sono stati concepiti per un secolo che si &egrave; chiuso e, stretti come sono tra globalismo e localismo, hanno necessit&agrave; di ristrutturare il proprio ruolo per non accendere tensioni, ma piuttosto facilitare l&rsquo;unit&agrave;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"images\/PastedGraphic-2.6.jpg\" alt=\"PastedGraphic 2.6\" width=\"350\" height=\"222\" style=\"margin-top: 6px;margin-right: 12px;margin-bottom: 6px;float: left\" \/>Un altro passo importante &egrave; richiesto a ciascun territorio, al di l&agrave; della misura di autonomia di cui oggi goda. Quando ci si reca nei parlamenti, o nei luoghi di concertazione nazionali o sovranazionali, non si possono difendere solo gli interessi di casa propria. I territori degli altri vanno amati come il proprio, perch&eacute; in quel momento &lsquo;costituiamo insieme&rsquo; quella comunit&agrave; politica pi&ugrave; ampia. Essa diventa una nostra casa pi&ugrave; grande e richiede rispetto reciproco, solidariet&agrave; e giusta ripartizione delle ricchezze, a cui tutti dobbiamo pensare.<\/p>\n<p>Tornando alla Spagna e alla Catalogna, mi piacerebbe che alla fine potessimo essere grati a questo incidente di percorso che &#8211; se ci svegliamo &#8211; ci pu&ograve; consentire di ritornare al vero progetto europeo poggiato sulle genti, sulle citt&agrave;, sulla ricchezza delle lingue, dei territori, delle minoranze, sulla riconciliazione di una storia sofferta da tutte le parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Un tempo indicavamo tutto questo con &ldquo;Europa dei popoli&rdquo;. Ma non importa come la vorranno chiamare le nuove generazioni europee di oggi, perch&eacute; il mondo ha camminato molto negli ultimi due decenni; ed anche al progetto europeo va fatto fare un salto di qualit&agrave; e va meglio inserito nelle dinamiche internazionali attuali. Questo &lsquo;salto&rsquo; &egrave; proprio dei giovani: loro sono in grado di reagire positivamente e di ritrovare il filo di una vera unit&agrave; dei popoli europei. Spetta a noi, che abbiamo saputo sognare l&rsquo;unit&agrave; europea, passare il testimone, offrire loro l&rsquo;esperienza, la valutazione dei successi e degli insuccessi. E camminare al loro fianco fino all&rsquo;ultimo nostro giorno, perch&eacute; l&rsquo;Europa &#8211; e cos&igrave; pure l&rsquo;unit&agrave; tra i popoli nel mondo &#8211; sono un grande ideale, per cui vale la pena di spendere la vita intera.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">*Presidente Centro Internazionale MPPU<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Letizia De Torre* Sto seguendo con una personale partecipazione la situazione catalana non solo perch&eacute; ci riguarda tutti come europei, non solo perch&eacute; rompere il dialogo e arrivare alla violenza &egrave; una sonora sconfitta politica da tutte le parti, ma perch&eacute; sono figlia anch&rsquo;io di una Autonomia e sento battere dentro istanze e aspirazioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[106],"tags":[],"class_list":["post-235095","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-banner-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235095","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=235095"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235095\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=235095"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=235095"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=235095"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}