{"id":235149,"date":"2018-02-09T00:00:00","date_gmt":"2018-02-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/le-mamme-no-pfas-arrivano-al-ministero\/"},"modified":"2018-02-09T00:00:00","modified_gmt":"2018-02-08T23:00:00","slug":"le-mamme-no-pfas-arrivano-al-ministero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2018\/02\/09\/le-mamme-no-pfas-arrivano-al-ministero\/","title":{"rendered":"Le Mamme no Pfas arrivano al Ministero"},"content":{"rendered":"<div><span class=\"post-meta-author\"> Di <span> Chiara Andreola <\/span><\/span><\/div>\n<div>8 febbraio 2018 <span class=\"post-meta-author\"><span><\/span> <\/span> <br \/> Fonte: <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/fonte\/citta-nuova\/\" title=\"Citt&agrave; Nuova\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Citt&agrave; Nuova<\/a><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div class=\"post-summary\"><strong>Una delegazione del comitato di cittadini ha incontrato gli enti statali e regionali per un confronto sul futuro dell&rsquo;area contaminata. Sbloccati gli 80 milioni di euro di finanziamento per le infrastrutture di approvvigionamento di acqua pulita, e prevista la nomina di un commissario<\/strong><\/div>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"images\/home\/Mamme-No-Pfas-720x0-c-default.jpg\" alt=\"Mamme No Pfas 720x0 c default\" width=\"680\" height=\"383\" style=\"margin-top: 6px;margin-right: 12px;margin-bottom: 6px;float: left\" \/><\/p>\n<p>Si &egrave; tenuto il 6 febbraio a Roma l&rsquo;incontro da tempo atteso tra Ministero dell&rsquo;Ambiente, Regione Veneto, Veneto Acque e una delegazione della Mamme no Pfas. Il comitato aveva sollecitato questo tavolo di confronto per <strong>sbloccare la situazione di stallo<\/strong> in cui la popolazione di buona parte del vicentino, del veronese e del padovano sta vivendo: come gi&agrave; avevamo riferito su cittanuova.it, i vari soggetti istituzionali coinvolti non erano infatti ancora giunti ad avviare un progetto condiviso per una soluzione di lunga durata, che permetta alla popolazione l&rsquo;accesso ad acqua non contaminata.<\/p>\n<p>Nodo del contendere sono soprattutto <strong>le fonti di finanziamento<\/strong>, dato che le infrastrutture necessarie a tale scopo richiedono somme ingenti: in particolare gli 80 milioni di euro di fonti pubblici, finora rimasti bloccati in quanto i progetti di fattibilit&agrave; tecnica ed economica non erano completi.<\/p>\n<p>Il primo risultato di questo incontro &egrave; stato appunto lo sblocco del finanziamento, dato che tali progetti sono ora stati giudicati soddisfacenti; inoltre &egrave; stata prospettata la dichiarazione dello stato d&rsquo;emergenza entro il 4 marzo, con conseguente nomina di un <strong>commissario straordinario,<\/strong> al fine di individuare gli interventi pi&ugrave; urgenti da realizzare e portarli a termine in tempi pi&ugrave; brevi rispetto a quelli ordinari.<\/p>\n<p>Altro risultato ottenuto &egrave; stato l&rsquo;impegno da parte del Ministero a <strong>rivedere a breve i limiti di concentrazione degli Pfas nelle acque sotterranee<\/strong> attualmente vigenti, considerati inadeguati dai genitori no Pfas; inoltre il comitato ha chiesto la revisione della destinazione d&rsquo;uso di alcuni dei fondi stanziati, chiarimenti sui criteri di rilascio dell&rsquo;Autorizzazione integrata ambientale alla Miteni, e un ulteriore incontro congiunto. La Regione Veneto ha inoltre emanato un bando per finanziare con 300 mila euro progetti di ricerca innovativi sugli effetti degli Pfas nella specie umana.<\/p>\n<p>Un importante passo avanti verso una soluzione stabile al problema, per quanto la strada sia ancora lunga e non sia possibile dare al momento tempi certi in merito alla realizzazione delle infrastrutture progettate: &laquo;Il risultato pi&ugrave; importante &egrave; stato senz&rsquo;altro quello di far dialogare tutte le parti &ndash; afferma <strong>Anna Maria Panarotto<\/strong>, una della Mamme no Pfas &ndash; che finora si erano spesso rimpallate le responsabilit&agrave;. Siamo riconoscenti a tutte le persone che si sono impegnate per il bene di tutti i cittadini, confidando che questa collaborazione possa continuare in un clima di dialogo ed ascolto costruttivo&raquo;.<\/p>\n<p>Alcuni consiglieri regionali d&rsquo;opposizione, tuttavia, denunciano ancora alcune criticit&agrave;: in particolare il fatto che quello che doveva essere un cofinanziamento regionale, in aggiunta agli 80 milioni di fondi pubblici, verr&agrave; recuperato attraverso un rincaro in bolletta, notizia data anche da <em>Il Giornale<\/em> di Vicenza. &laquo;Un mese fa chiedevo che, nel bilancio regionale, venissero previsti dai 4 agli 8 milioni di euro di cofinanziamento per raggiungere l&rsquo;obiettivo della sostituzione delle fonti &ndash; afferma la consigliera <strong>Cristina Guarda<\/strong>, originaria proprio dei territori contaminati &ndash;. Mi hanno risposto che 1 milione e mezzo di euro era pi&ugrave; che sufficiente e che in futuro si sarebbe visto come fare: ora capisco il perch&eacute; e non lo condivido affatto. &Egrave; da 5 anni che paghiamo di tasca nostra i sistemi di filtraggio. Grazie alle mamme e ai pap&agrave; No Pfas per aver lavorato per ottenere chiarezza&raquo;. Il Movimento 5 Stelle, intanto, ha indetto una manifestazione davanti alla Miteni di Trissino &ndash; l&rsquo;azienda ritenuta responsabile dell&rsquo;inquinamento da Pfas &ndash; per sabato 10 febbraio alle 11, per chiedere l&rsquo;immediata bonifica del terreno inquinato.<\/p>\n<div class=\"post-meta\">&nbsp;<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Chiara Andreola 8 febbraio 2018 Fonte: Citt&agrave; Nuova &nbsp; Una delegazione del comitato di cittadini ha incontrato gli enti statali e regionali per un confronto sul futuro dell&rsquo;area contaminata. 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