{"id":235236,"date":"2018-09-25T00:00:00","date_gmt":"2018-09-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/la-politica-come-vocazione-rassegna-stampa\/"},"modified":"2018-09-25T00:00:00","modified_gmt":"2018-09-24T22:00:00","slug":"la-politica-come-vocazione-rassegna-stampa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2018\/09\/25\/la-politica-come-vocazione-rassegna-stampa\/","title":{"rendered":"Utopia che si fa storia: Chiara Lubich e la politica come vocazione"},"content":{"rendered":"<div class=\"article-header\">\n<div class=\"text\">\n<div class=\"container\">\n<div class=\"title\">\n<h3>di Maria Voce<\/h3>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<div class=\"col-1 footer\">\n<div class=\"bar-title footer\">\n<div class=\"left-content\">\n<p class=\"italic\">19 settembre 2018<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div class=\"right-content\">&nbsp;<\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<div id=\"html-content\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il 17 settembre di settant&rsquo;anni fa, mentre l&rsquo;Italia e l&rsquo;Europa iniziano faticosamente a rialzarsi dalle macerie della guerra mondiale, avviene a Montecitorio il primo incontro tra Chiara Lubich e il parlamentare Igino Giordani. Un evento che segner&agrave; nel profondo la vita del movimento dei Focolari, di cui Giordani verr&agrave; considerato co-fondatore, aprendone le porte a un pi&ugrave; fattivo impegno civile e politico di uomini e donne che credono nell&rsquo;unit&agrave; della famiglia umana. Per ricordare tale incontro e, soprattutto, per attualizzare e rilanciarne il messaggio di fronte alle sfide dell&rsquo;attualit&agrave;, nel pomeriggio di marted&igrave; 18, presso i locali della Camera dei deputati, si &egrave; tenuto un convegno dal titolo &laquo;Il carisma di Chiara Lubich e la politica come &ldquo;vocazione&rdquo;&raquo;, a cui ha partecipato la presidente dei Focolari. Pubblichiamo stralci del suo intervento.<\/em><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.osservatoreromano.va\/vaticanresources\/images\/90bd0b0ae1f3766085b2700fb7f2bc33.jpg\" alt=\"Chiara Lubich, Igino Giordani  e le prime focolarine\" width=\"319\" height=\"212\" style=\"float: right;margin: 0px 0px 10px 10px\" title=\"Chiara Lubich, Igino Giordani  e le prime focolarine\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo &egrave; l&rsquo;ideale che Chiara porta con s&eacute; quando si incontra la prima volta con Igino Giordani in questo stesso Parlamento. A lui racconta semplicemente l&rsquo;avventura divina iniziata pochi anni prima a Trento, che vede gi&agrave; il sorgere di una nuova comunit&agrave; cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fin dagli inizi le prime focolarine e i primi focolarini si nutrono della luce di questo ideale. Cos&igrave; anche Pasquale Foresi. Cos&igrave; Igino Giordani, che Chiara &mdash; pur giovanissima rispetto a lui &mdash; alimenta spiritualmente giorno dopo giorno anche attraverso una fitta corrispondenza. Gli scriveva una volta: &laquo;Ti mando &rsquo;sti fogli per queste parole che formano il Tutto della mia vita e vorrei formassero il Tutto della tua &ldquo;subito&rdquo;. Tu sarai il santo che Iddio ti vuole e impregnerai il mondo intero dello spirito d&rsquo;Unit&agrave;, quanto pi&ugrave; perderai l&rsquo;Unit&agrave; per aver solo Ges&ugrave; abbandonato: per essere Ges&ugrave; abbandonato&raquo;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&Egrave; stato detto dell&rsquo;incontro del 17 settembre 1948 qui a Montecitorio. In realt&agrave; quella non era la prima volta che Chiara si recava a Roma. C&rsquo;era gi&agrave; stata nel 1947 e all&rsquo;inizio del 1948 per incontrare la comunit&agrave; nascente del movimento. Intanto, per&ograve;, nel maggio 1949 si apre alla Garbatella il primo focolare a Roma che diventa polo di attrazione per persone di diverse condizioni sociali e anche per personalit&agrave; del mondo civile ed ecclesiale. Ci&ograve; che attrae &egrave; il comune desiderio di contribuire alla realizzazione di quell&rsquo;unit&agrave; della famiglia umana che Ges&ugrave; ha voluto portare &mdash; per tutti &mdash; venendo sulla terra, e quindi di contribuire alla fratellanza universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La via privilegiata e insostituibile indicata da Chiara per accelerare questo cammino continua a essere anche oggi un dialogo sostanziato di quell&rsquo;amore che spinge a capire l&rsquo;altro fin nel profondo. E per &ldquo;altro&rdquo; si intende il fratello che ci passa accanto in ogni attimo presente della vita, ma anche l&rsquo;altro &ldquo;popolo&rdquo;, l&rsquo;altra &ldquo;nazione&rdquo;, sino a penetrare nel suo modo di pensare e di agire, senza cadere nel sincretismo o nel proselitismo. &Egrave; un amore che esige di non fermarsi ai limiti posti dalla diversit&agrave; di cultura, di religione, di visione del cristianesimo, di modo di intendere la politica, l&rsquo;economia, eccetera, ma implica piuttosto la disponibilit&agrave; anche a perdere qualcosa di noi, perdita che poi ci fa sempre ritrovare una ricchezza pi&ugrave; grande. Questo stile di vita suscita l&rsquo;accoglienza reciproca e apre vie nuove; genera &laquo;una rete d&rsquo;amore&raquo;; ci spinge a &laquo;costruire una cultura nuova che &egrave; la cultura dei diritti umani, la cultura della legalit&agrave;, la cultura dell&rsquo;amore, la cultura della vita&raquo;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riferendosi alla strage dell&rsquo;11 settembre 2001 a New York, Chiara scrive al movimento di tutto il mondo: &laquo;Molti di noi hanno avvertito l&rsquo;esigenza di riflettere a fondo sulle cause, ma soprattutto di impegnarsi per un&rsquo;alternativa vera, responsabile, decisa, al terrore e alla guerra. &Egrave; stato, per me, un po&rsquo; come rivivere l&rsquo;esperienza della distruzione e la sensazione dell&rsquo;umana impotenza nella citt&agrave; italiana di Trento, bombardata durante la seconda guerra mondiale. Ma &egrave; proprio sotto le bombe che io e le mie prime compagne abbiamo scoperto nel Vangelo la luce dell&rsquo;amore reciproco, che ci ha rese pronte a dare la vita l&rsquo;una per l&rsquo;altra. &Egrave; tra le macerie di quella distruzione, nella convinzione che &ldquo;tutto vince l&rsquo;Amore&rdquo;, che &egrave; nato il desiderio forte di rendere partecipi di questo amore tutti i prossimi, senza distinzione di persone, gruppi, popoli, e senza considerazione di condizioni sociali, cultura, convinzioni religiose. Analogamente in molti ci chiediamo oggi, a New York come a Bogot&aacute;, a Roma come a Nairobi, a Londra come a Baghdad, se sia possibile vivere in un mondo di popoli liberi, uguali, uniti, non solo rispettosi dell&rsquo;identit&agrave; dell&rsquo;altro, ma anche solleciti alle rispettive necessit&agrave;. La risposta &egrave; una sola: non solo &egrave; possibile, ma &egrave; l&rsquo;essenza del progetto politico dell&rsquo;umanit&agrave;. &Egrave; l&rsquo;unit&agrave; dei popoli, nel rispetto delle mille identit&agrave;, il fine stesso della politica, che la violenza terroristica, la guerra, l&rsquo;ingiusta ripartizione delle risorse nel mondo e le disuguaglianze sociali e culturali sembrano oggi mettere in discussione. Da pi&ugrave; punti della terra, oggi, sale il grido di abbandono di milioni di rifugiati, di milioni di affamati, di milioni di sfruttati, di milioni di disoccupati che sono esclusi e come &ldquo;recisi&rdquo; dal corpo politico. &Egrave; questa separazione, e non solo gli stenti e le difficolt&agrave; economiche, che li rende ancora pi&ugrave; poveri, che aumenta, se possibile, la loro disperazione. La politica non avr&agrave; raggiunto il suo scopo, non avr&agrave; mantenuto fede alla sua vocazione fino a quando non avr&agrave; ricostituito questa unit&agrave; e guarito queste ferite aperte nel corpo politico dell&rsquo;umanit&agrave;&raquo;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando Chiara lascia questa terra, il movimento dei Focolari ha raggiunto centottantadue paesi di tutti i continenti affascinando e coinvolgendo uomini e donne, famiglie, giovani, ragazzi, bambini, sacerdoti, religiosi e religiose di varie congregazioni, vescovi e cardinali. Come &egrave; noto, anche cristiani delle pi&ugrave; varie Chiese, membri di altre religioni, uomini di convinzioni diverse, politici ed economisti hanno trovato in lei non solo un&rsquo;autorevole interlocutrice, ma un cuore aperto, una &ldquo;luce&rdquo; che ha indicato la strada da percorrere per essere insieme &laquo;costruttori di un&rsquo;umanit&agrave; nuova&raquo;, che gi&agrave; dimostra a fatti come la fraternit&agrave; universale non &egrave; un semplice sogno, ma una utopia che si fa storia e che si realizza anche attraverso di noi. Igino Giordani ha creduto in questa utopia fin da quel primo incontro con Chiara il 17 settembre 1948, settant&rsquo;anni fa. Questa via, questa cultura nuova l&rsquo;ha profondamente capita, l&rsquo;ha accolta, e di essa &mdash; in profonda unit&agrave; con Chiara &mdash; si &egrave; fatto lui stesso promotore a tutti i livelli.<\/p>\n<p>____________________________________________<\/p>\n<p>pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.osservatoreromano.va\/it\/news\/utopia-che-si-fa-storia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">L&#8217;OSSERVATORE ROMANO<\/a> del 19 settembre 2018<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"images\/news\/Avvenire_del_19-09-2018.png\" alt=\"Avvenire del 19 09 2018\" width=\"872\" height=\"702\" \/><\/p>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria Voce 19 settembre 2018 &nbsp; Il 17 settembre di settant&rsquo;anni fa, mentre l&rsquo;Italia e l&rsquo;Europa iniziano faticosamente a rialzarsi dalle macerie della guerra mondiale, avviene a Montecitorio il primo incontro tra Chiara Lubich e il parlamentare Igino Giordani. 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