{"id":235348,"date":"2020-04-01T00:00:00","date_gmt":"2020-03-31T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/l-europa-ha-bisogno-di-alzare-lo-sguardo\/"},"modified":"2020-04-01T00:00:00","modified_gmt":"2020-03-31T22:00:00","slug":"l-europa-ha-bisogno-di-alzare-lo-sguardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2020\/04\/01\/l-europa-ha-bisogno-di-alzare-lo-sguardo\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa ha bisogno di alzare lo sguardo"},"content":{"rendered":"<p><em>Di David Sassoli<\/em><\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/osservatoreromano.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L&#8217;osservatore Romano<\/a>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"images\/bandiere-europa.jpg\" alt=\"bandiere europa\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non &egrave; mai troppo chiaro quando finisce un&rsquo;epoca e ne inizia un&rsquo;altra. Per sistemare la vita degli uomini e delle societ&agrave; abbiamo sempre utilizzato artifizi utili a misurare il tempo.<br \/>Fasi storiche e cicli economici, regni e dinastie, guerre e rivoluzioni ci hanno consentito di capire e governare le cose nuove e comprendere il valore delle influenze che si producono e riproducono costantemente. Tempi lenti, spesso, in un mondo molto grande e dalle grandi distanze. <br \/>Un mondo che non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;. Per conoscerlo oggi, pi&ugrave; che percorrerlo serve penetrarlo. Ho trovato questo spirito nel libro di padre Francesco Occhetta e della comunit&agrave; di persone che con lui cercano di capire le trasformazioni in cui siamo immersi. <br \/>Parlare di politica &egrave; farsi tante domande, cercare di cogliere lo spirito del tempo, immaginare risposte nuove, avere dimestichezza con la complessit&agrave; dei meccanismi. Quando da ragazzo chiesi al professor Giorgio La Pira cosa intendesse per &ldquo;escatologia del profondo&rdquo;, lui mi rispose che la storia &egrave; come un oceano in cui tutti sono in grado di cogliere le correnti quando affiorano, ma in profondit&agrave; altre si preparano, si gonfiano, e scoprirne la forza prima che si manifestino &egrave; opera della politica. Della grande politica. Le contraddizioni che pone la globalizzazione ci raccontano di distanze che si accorciano e ferite che invece di rimarginarsi diventano pi&ugrave; profonde. Che rendono pi&ugrave; vicini gli uomini, ma in cui i prodotti della scienza si propongono come elementi di unificazione in grado di imporre nuovi modelli e valori. I segni dei tempi ci dicono anche di societ&agrave; pervase da forti ondate di disgusto, colpite da immense delusioni, da istituzioni traballanti che fanno fatica a essere riconosciute utili a garantire le nostre libert&agrave;. Sono sentimenti che ci attraversano, dentro e fuori lo spazio europeo, e che nascono dal disagio, dall&rsquo;esclusione, dalle ingiustizie, ma che sono anche facilmente manipolabili da coloro che oggi vogliono difendere i propri interessi. In troppi, ad esempio, hanno paura che l&rsquo;Europa possa essere un competitor esigente perch&eacute; ancorato a regole, valori e umanit&agrave;. Le &ldquo;politiche del popolo&rdquo;, prima che le politiche per il popolo, chiedono condivisione. I temi sviluppati in questo volume, cos&igrave; come le esperienze raccontate, sono il punto di partenza per sviluppare una riflessione sulla necessit&agrave; di mettere insieme dinamiche locali e internazionali. Il confronto con l&rsquo;altro, la conoscenza e il rispetto delle diversit&agrave; sono elementi necessari per governare le trasformazioni. L&rsquo;Europa , dopo anni di crisi e stordimento, ha bisogno di alzare lo sguardo. La lotta ai cambiamenti climatici ci offre opportunit&agrave; straordinarie: difendere il pianeta promuovendo un nuovo modello di sviluppo. Ma come diventare leader nella lotta ai cambiamenti climatici senza diminuire la nostra capacit&agrave; economica e gli standard di vita? Come irrobustire il nostro modello sociale? Il modello di sviluppo su cui ancora ci basiamo non ce la fa pi&ugrave; e, se non imboccheremo la strada giusta, l&rsquo;impalcatura non sar&agrave; in grado di sorreggere quello che abbiamo. Se non saremo capaci, poi, di legare ancora una volta crescita e diritti, sviluppo e solidariet&agrave; non saremmo nemmeno in grado di avere un punto di vista europeo sul mondo. La sfida lanciata da Papa Francesco non solo va presa sul serio, ma permetter&agrave; di misurare il valore delle nuove classi dirigenti. Il lavoro di formazione &egrave; essenziale per la complessit&agrave; delle prove a cui saremo sollecitati. Per avere sguardi nuovi la parola deve andare ai giovani che affollano le nostre citt&agrave; e chiedono rispetto per le persone e per il pianeta. Utile allora tornare a Giorgio La Pira, quando scriveva che &laquo;le generazioni nuove sono come le rondini: sentono il tempo, sentono la stagione: quando viene la primavera essi si muovono ordinatamente, sospinti da un invincibile istinto vitale &mdash; che indica loro la rotta e i porti &mdash; verso la terra ove la primavera &egrave; in fiore&raquo;. E qui c&rsquo;&egrave; l&rsquo;intuizione di questo libro: connettere le persone alle esperienze, condividere le competenze e sostenere i giovani ad assumersi resp onsabilit&agrave;.<\/p>\n<p>* Presidente del Parlamento europeo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di David Sassoli Fonte: L&#8217;osservatore Romano&nbsp; &nbsp; Non &egrave; mai troppo chiaro quando finisce un&rsquo;epoca e ne inizia un&rsquo;altra. 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