{"id":237971,"date":"2020-08-07T00:42:35","date_gmt":"2020-08-06T22:42:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mppu.org\/?p=237971"},"modified":"2020-08-07T00:42:35","modified_gmt":"2020-08-06T22:42:35","slug":"una-nuova-missione-leuropa-sapra-dire-siamo-tutti-libanesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2020\/08\/07\/una-nuova-missione-leuropa-sapra-dire-siamo-tutti-libanesi\/","title":{"rendered":"Una nuova missione. L&#8217;Europa sapr\u00e0 dire: \u00abSiamo tutti libanesi\u00bb?"},"content":{"rendered":"<p>Di Michele Zanzucchi<br \/>\nFonte: <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/opinioni\/pagine\/l-europa-sapr-dire-siamo-tutti-libanesi-una-nuova-missione-per-i-caschi-b\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Avvenire<\/a><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-237972\" src=\"https:\/\/www.mppu.org\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Beirut.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>La gravissima situazione che gi\u00e0 da qualche mese stava sconvolgendo la vita dei cittadini libanesi ha, al solito per queste terre martoriate, trovato la sua esemplificazione nella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/mondo\/pagine\/libano-giorno-dopo-distruzione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gravissima esplosione che marted\u00ec ha provocato un centinaio di morti e 4 mila feriti nella capitale Beirut.<\/a>\u00a0Da tempo ci si aspettava il collasso di una societ\u00e0 al bordo della disperazione, ma pochi si immaginavano che prendesse la forma terribile del fungo di fumo che si \u00e8 levata dal porto della capitale.<b>\u00a0Da un paio d\u2019anni Akram Nehme predica la &#8216;teoria del collasso&#8217;: il Libano periodicamente avrebbe cio\u00e8 bisogno di collassare per ripartire<\/b>. Nehme \u00e8 un caro amico e un\u00a0<i>social worker.<\/i>\u00a0Che cosa significa? Che da qualche tempo si \u00e8 messo a fare pacchi di viveri per le famiglie di &#8216;nuovi poveri&#8217; della vecchia classe media provocati dalla crisi economica (il cambio \u00e8 passato in pochi mesi da 1.500 a 10mila lire libanesi per dollaro). Ma lui stesso non immaginava che gli impiegati della sua attivit\u00e0 e sua moglie sarebbero stati colpiti direttamente da tale &#8216;collasso&#8217;, rimanendo feriti nell\u2019esplosione. E cos\u00ec centinaia e migliaia di libanesi, impotenti dinanzi alla gravissima situazione politica libanese, evocano ormai il &#8216;collasso&#8217; per ripartire.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 arrivato. Le voci ufficiali gi\u00e0 cercano di offrire in pasto all\u2019opinione pubblica una versione plausibile dell\u2019esplosione di marted\u00ec, attribuendola a una catena di concause concentrate attorno a un deposito di nitrato di ammonio, materiale solitamente usato sia per produrre esplosivi che fertilizzanti. Ma nessuno ci crede a Beirut. E forse ci vorranno decenni per appurare le vere cause dell\u2019esplosione, che arriva in un momento cruciale per la societ\u00e0 libanese. Il degrado della vita politica ha infatti avuto uno sbocco nello scoppio della\u00a0<i>thaoura,<\/i>\u00a0la rivoluzione di piazza che dal 17 ottobre 2019 ha portato nelle strade mezzo Paese contro la corruzione e il malgoverno, per una convivenza civile, per una libert\u00e0 non di facciata. La politica ha reagito cambiando governo, ma il nuovo esecutivo guidato dallo sconosciuto Diab appare immobilizzato dai veti incrociati provocati da un sistema di &#8216;democrazia confessionale&#8217; che \u00e8 stata ridotta a una semplice spartizione della torta. Si \u00e8 poi aggiunta la crisi sanitaria del coronavirus, che sta crescendo proprio in queste settimane. E sullo sfondo c\u2019\u00e8 il conflitto mai risolto tra una serie di potenze legate a Israele e una serie contrapposta di attori legati invece all\u2019Iran.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 dire che sia una lotta tra sciiti e sunniti, anche se taluni elementi sembrerebbero avvalorare tale tesi. Ebbene, questa tensione internazionale, che da anni ha provocato nella regione (Iraq, Siria, Libia, Yemen e naturalmente Libano) un gran pezzo della Terza guerra mondiale a pezzi &#8211; nel senso che tutti gli attori internazionali di rilievo (salvo forse l\u2019India) sono presenti nella regione se non altro per fare affari col petrolio e il gas, e magari pure con le armi -, \u00e8 salita a tal punto che ci si attendeva un climax, una qualche esplosione. Ma nessuno o quasi immaginava che sarebbe avvenuto al porto di Beirut in un modo cos\u00ec devastante. Nessuno parla ancora esplicitamente di terrorismo, ma l\u2019idea \u00e8 presentissima in tutte le personalit\u00e0 politiche che aprono bocca (anche se per ora solo Donald Trump ha parlato di attentato) ed \u00e8 dato per scontato che i fatti di Beirut in un modo o nell\u2019altro sono in ogni caso ricollegabili alle tensioni della regione. Chi avrebbe fatto cosa in concreto? Nulla \u00e8 chiaro nella nebbiosa palude di azioni di servizi segreti e di interventi tramite i marchingegni della guerra elettronica e digitale, di manovre politiche e di loschi traffici di societ\u00e0 fantasma che avvengono ogni giorno nella Terra dei cedri. Forse serviranno decenni per svelare l\u2019arcano, come ci saranno voluti 15 anni per capire cosa era successo<b>\u00a0nell\u2019attentato all\u2019allora premier Rafik Hariri, ucciso nel 2005, e la cui sentenza dovrebbe essere emessa \u2013 guarda caso \u2013 proprio in questi giorni all\u2019Aja<\/b>.<\/p>\n<p><b><a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/chiesa\/pagine\/messaggio-presidenza-cei-libano-esplosioni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">I libanesi sono un popolo meraviglioso, dotato di qualit\u00e0 fuori dal comune: resilienza, sussidiariet\u00e0, creativit\u00e0<\/a><\/b>. Se fosse lasciato libero dalle potenze straniere che ne condizionano la vita politica, economica e sociale, in due o tre anni il popolo tornerebbe ad essere il custode della &#8216;Svizzera del Medio Oriente&#8217;, come si diceva una volta, prima della guerra civile. I libanesi sono in effetti divisi ma anche uniti in 18 comunit\u00e0 confessionali riconosciute, che hanno la peculiarit\u00e0 di non riuscire mai a diventare maggioranza. Sono cos\u00ec &#8216;condannate&#8217; alla convivenza. Ma che queste 18 entit\u00e0 possano andare d\u2019accordo, dipende dalla libert\u00e0 di pensare e agire che viene o non viene lasciata loro. Cosa pu\u00f2 fare la comunit\u00e0 internazionale? Proprio il Libano \u00e8 ancora il teatro di una delle iniziative pi\u00f9 encomiabili messe in atto dall\u2019Onu, l\u2019Unifil, che dal 2006 garantisce la sicurezza della frontiera israelo-libanese, facendo da cuscinetto tra i militanti di Hezbollah e i soldati della Stella di Davide.<\/p>\n<p>Ebbene, perch\u00e9 non allargare le competenze di una tale forza ed estendere la protezione all\u2019intero Paese, garantendo nel contempo internazionalmente un\u2019Assemblea costituente che possa rivedere la prima legge del Paese e gli accordi di Taef, per trasformare la democrazia confessionale alla libanese in un sistema pi\u00f9 consono alla vita civile e sociale di oggi? L\u2019occasione c\u2019\u00e8, la tensione \u00e8 tale che gli stessi attori principali in campo, a partire proprio da Israele e Iran, avrebbero interesse a favorire una nuova, positiva composizione della complessit\u00e0 libanese. L\u2019Europa potrebbe, se lo volesse, essere il vero motore di quest\u2019iniziativa. Ma ne ha la volont\u00e0 politica? Ha la forza di dire: siamo tutti libanesi?<br \/>\n<b>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Michele Zanzucchi Fonte: Avvenire La gravissima situazione che gi\u00e0 da qualche mese stava sconvolgendo la vita dei cittadini libanesi ha, al solito per queste terre martoriate, trovato la sua esemplificazione nella\u00a0gravissima esplosione che marted\u00ec ha provocato un centinaio di morti e 4 mila feriti nella capitale Beirut.\u00a0Da tempo ci si aspettava il collasso di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":237972,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-237971","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/237971","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=237971"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/237971\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=237971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=237971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=237971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}