{"id":237984,"date":"2020-08-12T16:37:16","date_gmt":"2020-08-12T14:37:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mppu.org\/?p=237984"},"modified":"2020-08-12T16:37:16","modified_gmt":"2020-08-12T14:37:16","slug":"libano-urgente-rifare-il-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2020\/08\/12\/libano-urgente-rifare-il-paese\/","title":{"rendered":"Libano: urgente rifare il Paese"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"post-meta-author\">DI\u00a0MICHELE ZANZUCCHI<\/span><br \/>\nFONTE:\u00a0<a title=\"Citt\u00e0 Nuova\" href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/fonte\/citta-nuova\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">CITT\u00c0 NUOVA<\/a><\/p>\n<div class=\"post-summary\">Il governo d\u00e0 le dimissioni, ma permane un\u2019incertezza grave sul futuro. Il problema Hezbollah al centro della questione. Un popolo che gi\u00e0 \u00e8 all\u2019opera per ripartire. Un Paese che merita l\u2019aiuto internazionale<\/div>\n<figure class=\"post-image post-image-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/AP20222635187496-720x0-c-default.jpg\" alt=\"\" \/><figcaption>Libano: una manifestazione dopo l&#8217;esplosione (AP Photo\/Felipe Dana)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Libano: Hassane Diab (sunnita), il primo ministro uscente, ha gettato la spugna<\/strong>. Ha finito per cedere alla piazza, ed ha consegnato al presidente Aoun le sue dimissioni dopo aver perso vari pezzi del suo governo, mentre anche in parlamento si moltiplicano le dimissioni.\u00a0<strong>Una classe politica attaccata sin dal 18 ottobre, con l\u2019inizio della rivoluzione, forse \u00e8 vicina al collasso finale tanto richiesto da una popolazione allo stremo.<\/strong><\/p>\n<p>Non parlano di dimissioni gli altri due elementi-chiave della \u201cdemocrazia confessionale\u201d alla libanese, cio\u00e8\u00a0<strong>il presidente Michel Aoun (cristiano) e il presidente del parlamento Nabih Berri (sciita). Ancorati alle loro poltrone, avranno difficolt\u00e0 a dimettersi.<\/strong>\u00a0Certo, la loro giustificazione \u00e8 semplice: in questo momento non si pu\u00f2 lasciare il Paese in balia di s\u00e9 stesso, serve una qualche autorit\u00e0. Ed \u00e8 anche vero che, senza tali figure centrali, il sistema di potere libanese non pu\u00f2 funzionare.<\/p>\n<p><strong>Quel che conta<\/strong>, allora, come anche sottolineato da Macron, che pare l\u2019uomo politico pi\u00f9 deciso ad aiutare il Libano, anche per interessi particolari va detto,\u00a0<strong>\u00e8 avviare un processo virtuoso, formando quel governo di \u201ctecnici\u201d o \u201ctecnocrati\u201d che la folla chiede da tanti mesi, ma indirizzandosi concretamente nel contempo verso nuove elezioni e un radicale cambiamento della situazione politica libanese<\/strong>. Anzi, gli osservatori pi\u00f9 attenti chiedono una Assemblea costituente, che possa rimettere mano alla complessa piattaforma politica uscita dalla Costituzione del 1943 e dagli accordi di Taef, siglati nel 1989 al termine della guerra cosiddetta civile.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ad una settimana dalla apocalittica esplosione nel porto di Beirut, il premier se ne va, sospinto alla porta da giorni di violenze tra manifestanti e polizia, accompagnate da una serie di dimissioni illustri.\u00a0<strong>\u00c8 quindi una vittoria da attribuire al movimento di protesta, anche se non \u00e8 sufficiente a soddisfare le richieste dei manifestanti che vogliono porre fine alla classe politica nel suo insieme.<\/strong>\u00a0Ma chi gestir\u00e0 ora un Paese allo sbando? Chi assicurer\u00e0 i servizi essenziali? Chi spender\u00e0 gli aiuti promessi dalla Conferenza dei donatori organizzata da Macron e dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.un.org\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Onu<\/a>? Chi dar\u00e0 un po\u2019 di sicurezza a un Paese sfiancato?<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 internazionale \u00e8 impaziente di vedere il Libano avviare un reale processo di riforme economiche e politiche, consueta condizione per aiutare il Paese a risollevarsi.\u00a0<strong>Ma il problema ineludibile, a ben guardare, ormai \u00e8 uno e uno solo: la presenza di Hezbollah nel governo, e quindi l\u2019influenza iraniana nel Paese.<\/strong>\u00a0Il \u201c<a href=\"https:\/\/www.washingtoninstitute.org\/policy-analysis\/view\/the-caesar-act-comes-into-force-part-2-pressuring-hezbollah-in-lebanon\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Caesar Act<\/a>\u201d di Trump, cio\u00e8 la legge che ha messo con le spalle al muro chi collabora con l\u2019Iran, ha avuto un suo effetto, cos\u00ec come le manovre sul tasso di cambio, certamente guidate da mani straniere. E tutte le vicende siriane non sono da meno: ogni sommovimento \u00e8 avvertito in Libano come una stilettata.<\/p>\n<p>Non si discute sulla bont\u00e0 o meno delle scelte anti-iraniane di una vasta coalizione che parte da Israele e passa per Stati Uniti, Arabia Saudita e tanti altri Paesi. Ma di fatto il Libano soffre oltre misura di tale conflitto internazionale, e deve sopravvivere in una coabitazione dettata dai numeri:\u00a0<strong>Hezbollah controlla un terzo del Paese, ha la sua milizia, ha la sua struttura economica, una sorta di Paese nel Paese<\/strong>. La semplice esclusione di Hezbollah dal governo non sembra essere la soluzione di tutti i mali, anche perch\u00e9 la corruzione alligna soprattutto negli altri campi, quello sunnita e quello cristiano. Notoriamente gli Hezbollah hanno meno interessi personali nella politica, anche se approfittano del sistema di corruzione per finanziare i loro interessi e quelli del loro protettore iraniano.<\/p>\n<p>Soluzione, quindi, che non pu\u00f2 essere solo interna.\u00a0<strong>La comunit\u00e0 internazionale pu\u00f2 invece spingere per la creazione di un governo composto da esperti dei diversi campi, pur mantenendo un premier sunnita come previsto dalle carte e dagli accordi, e avviare un processo di riforma costituzionale<\/strong>. Potrebbe farlo, se lo volesse. La tragedia del porto di Beirut ha creato una voragine di 34 metri, ma ha anche sgombrato il campo da remore politicanti: bisogna agire se si vuole salvare un Libano che \u00e8 una ricchezza unica per la regione.\u00a0<strong>Il popolo sta gi\u00e0 lavorando per uscire dall\u2019ennesima crisi. Il popolo, non lo Stato, ha spazzato dalle strade i vetri rotti.<\/strong>\u00a0Il popolo sta cercando di ritornare a galla e imporre un governo pi\u00f9 efficace. La comunit\u00e0 internazionale pu\u00f2 aiutare questo popolo straordinario. Per ridare ai libanesi uno Stato e soprattutto un\u2019amministrazione pubblica degni del loro nome.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI\u00a0MICHELE ZANZUCCHI FONTE:\u00a0CITT\u00c0 NUOVA Il governo d\u00e0 le dimissioni, ma permane un\u2019incertezza grave sul futuro. Il problema Hezbollah al centro della questione. Un popolo che gi\u00e0 \u00e8 all\u2019opera per ripartire. 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