{"id":238068,"date":"2020-09-18T13:27:52","date_gmt":"2020-09-18T11:27:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mppu.org\/?p=238068"},"modified":"2020-09-18T13:27:52","modified_gmt":"2020-09-18T11:27:52","slug":"il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2020\/09\/18\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia\/","title":{"rendered":"IL POTERE E LA CURA. LA POLITICA AI TEMPI DELLA PANDEMIA"},"content":{"rendered":"<p>Scritto da Pasquale Ferrara<br \/>\nFonte: <a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Istituto Universitario Sophia<\/a><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-238069\" src=\"https:\/\/www.mppu.org\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Pasquale-Ferrara_nuova.jpg\" alt=\"\" width=\"351\" height=\"247\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una premessa<\/strong><\/p>\n<p>Lo scopo di questo intervento non \u00e8 certo quello di analizzare tutti gli aspetti politici, interni in internazionali, della crisi della pandemia. Bisognerebbe avere tutti l\u2019umilt\u00e0 di ammettere che la crisi della pandemia ci costringe ad apprendere cammin facendo, e che non ci sono ricette semplici o scorciatoie. Perci\u00f2 non far\u00f2 un\u2019analisi degli eventi in senso stretto, ma suggerir\u00f2 alcune piste di riflessione se volete pi\u00f9 fondative, senza perdere di vista ovviamente la drammatica condizione presente, e anche cercare di guardare, se possibile, oltre l\u2019emergenza del Covid-19.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pandemia e biopolitica<\/strong><\/p>\n<p>Entrando nel merito del nostro discorso, possiamo constatare che la pandemia produce un effetto diretto ed incisivo sulla politica, che in qualche modo viene esposta nella sua struttura di base. \u00a0La politica (con le dovute eccezioni di strumentalizzazione e tornaconto partitico), non tratta pi\u00f9 questioni periferiche, procedurali o tattiche ma questioni centrali e strategiche.<\/p>\n<p>In questa crisi appare evidente che la politica, in definitiva, \u00e8 sempre bio-politica, perch\u00e9 pu\u00f2 fare la differenza tra la vita e la morte, tra la salute e la malattia. Come sapete la biopolitica \u00e8 un tema che \u00e8 stato introdotto nella filosofia politica contemporanea da Foucault, Agamben, Esposito. La biopolitica si pu\u00f2 riferire in senso ampio a\u00a0<em>bios<\/em>, cio\u00e8 alla vita nelle sue ampie estensioni, oppure, in modo molto pi\u00f9 circoscritto, a\u00a0<em>zo\u00e9<\/em>, ovvero alla vita nella sua accezione puramente biologica di sopravvivenza. A questo riguardo, personalmente mi ha molto colpito che uno dei provvedimenti adottati dal governo italiano per affrontare la crisi si chiami \u201ccura-Italia\u201d. Questo \u00e8 molto interessante, perch\u00e9 il rapporto tra il potere e la cura \u00e8 una struttura politica fondamentale, bench\u00e9 ambivalente. C\u2019\u00e8 da una parte la pericolosa versione \u201csalvifica\u201d della politica come suggerisce Hobbes: il Leviatano assicura anzitutto la nostra incolumit\u00e0 fisica. Dall\u2019altra, c\u2019\u00e8 la questione di un insieme complesso di fenomeni interrelati quando si parla di salute, come medicina, politiche sanitarie, cura, malattia \u201cche hanno a che fare con il benessere (o la sofferenza) bio-psico-fisica dell\u2019essere umano\u201d e che in quanto tali \u201cnon possono essere intesi n\u00e9 a livello concettuale n\u00e9 a livello pratico come separati dall\u2019insieme pi\u00f9 ampio delle dinamiche sociopolitiche e dei rapporti di forza e di potere in cui sono immersi.\u201d<sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[2]<\/a><\/sup><\/p>\n<p>Nella pandemia, a brevissimo termine, \u00e8 l\u2019idea della sopravvivenza umana a prevalere. In questo senso si pu\u00f2 interpretare la richiesta del distanziamento sociale per evitare il diffondersi del contagio. \u00a0Esattamente dieci anni fa scrissi un libro intitolato\u00a0<em>Lo stato preventivo<\/em>. \u201cQuali che siano le caratterizzazioni che la dimensione politica assumer\u00e0 nei prossimi decenni \u2013 scrivevo nel 2010 \u2013\u00a0 \u00e8 probabile che i suoi caratteri salienti, di matrice nettamente securitaria, rimangano quelli dell\u2019<em>immunizzazione<\/em>\u00a0e dell\u2019<em>incolumit\u00e0<\/em>.\u201d<sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[3]<\/a><\/sup><\/p>\n<p>Ma verr\u00e0 un tempo in cui la politica si dovr\u00e0 preoccupare di ritrovare la dimensione del\u00a0<em>bios<\/em>, di una vita, per cos\u00ec dire, qualificata, che \u00e8 essenzialmente fatta di relazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pandemia e parresia<\/strong><\/p>\n<p>Dopo una scorpacciata di forzature lessicali, come la famosa \u201cdisintermediazione\u201d e la critica della rappresentanza, i fraintendimenti sull\u2019idea di democrazia diretta, assistiamo oggi, nella situazione di crisi, ad una forte richiesta di azione politica chiara e determinata fatta alle istituzioni\u00a0<em>rappresentative<\/em>, a tutti i livelli di governo. Ci sono, ovviamente, criticit\u00e0 specifiche ad ogni contesto, come ad esempio la questione delle autonomie regionali e dei poteri federali.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, si pone il problema di come le democrazie possano affrontare shock asimmetrici e imprevedibili (come una pandemia) senza snaturarsi e senza diventare, come si dice in politologia, delle\u00a0<em>democrature<\/em>, cio\u00e8 sistemi politici meno rispettosi dei diritti dei cittadini e delle regole. Si parla ad esempio di quella che potremmo definire \u201cderiva esecutiva\u201d, con governi che operano per decreto anche nell\u2019impossibilit\u00e0 di convocare fisicamente i Parlamenti per ragioni precauzionali. Bisogna fare attenzione a non confondere lo\u00a0<em>stato di emergenza<\/em>, che serve a governare in modo pi\u00f9 decisionista in periodi di crisi acuta, ma senza stravolgere il sistema costituzionale, con lo\u00a0<em>stato di eccezione<\/em>\u00a0(di cui parlava Carl Schmitt), che invece sospende l\u2019ordine costituzionale. C\u2019\u00e8 dunque una differenza di fondo tra una\u00a0<em>democrazia securitaria<\/em>\u00a0e la\u00a0<em>sicurezza democratica<\/em>.<\/p>\n<p>Qui il punto fondamentale, a mio avviso, non riguarda la\u00a0<em>quantit\u00e0<\/em>\u00a0di potere nelle mani dei governi, ma la sua\u00a0<em>qualit\u00e0<\/em>. In altre parole, non \u00e8 necessariamente vero che solo i sistemi autoritari sono davvero in grado di gestire le crisi, perch\u00e9 anche le democrazie possono farlo se per\u00f2 esercitano un potere che sia pronto non solo a rispondere delle sue decisioni (<em>accountability<\/em>), ma anche a spiegarle (argomentazione). Qui mi viene in mente la famosa distinzione introdotta nella teoria della democrazia discorsiva da Jurgen Habermas tra agire teleologico o strategico e agire comunicativo.<sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[4]<\/a><\/sup>\u00a0Mentre nel primo caso l\u2019interazione (mettiamo tra governo e cittadini) \u00e8 razionale e strumentale (non necessariamente nel senso negativo di strumentalizzazione), perch\u00e9 orientata al successo (diciamo pure al consenso), nel secondo caso, quello dell\u2019agire comunicativo, l\u2019azione \u00e8 orientata all\u2019intesa, che si fonda su convincimenti comuni. E\u2019 una concezione della democrazia come pazienza, se vogliamo, fondata su argomentazioni e persuasione. Un\u2019interazione orientata all\u2019intesa \u00e8 anche quella che implica l\u2019ascolto, specie di chi sa farsi convincere e cambiare idea, se necessario. Un aspetto importante di questo esercizio in senso lato deliberativo \u00e8 quella che i greci chiamavano\u00a0<em>parresia<\/em>. Qui la intendiamo non solo come il coraggio dei governati di dire la verit\u00e0 dinanzi ai potenti, ma anche il coraggio dei governanti di dire la verit\u00e0 ai cittadini (e non si tratta, banalmente, di \u201ctrasparenza\u201d). Michel Foucault ha scritto un bel libro su questo tema della\u00a0<em>parresia<\/em>, e afferma che la parresia \u201c\u00e8 legata al coraggio difronte al pericolo: essa richiede propriamente il coraggio di dire la verit\u00e0 a dispetto di un qualche pericolo. E nella sua forma estrema, dire la verit\u00e0 diventa un gioco di vita e di morte\u201d<sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[5]<\/a><\/sup>\u00a0(p.7). Ancora una questione bio-politica.<\/p>\n<p>Qui entra il gioco la questione del rapporto tra politica e scienza, in particolare la scienza medica. In questi ultimi anni abbiamo assistito soprattutto in occidente, ma non solo, ad una campagna forsennata e dissennata di svalutazione della conoscenza. Studiosi, ricercatori, scienziati, gli intellettuali in genere, sono stati vittime di un \u201crelativismo epistemico\u201d nel senso che le loro tesi sono state spesso ridotte a mere opinioni tra le altre. Questo \u00e8 il lato oscuro dell\u2019accesso istantaneo, universale e senza intermediazioni alla rete globale. La sostanziale anarchia della rete Internet \u00e8 per molti versi un fatto liberatorio, ma ha finito per opporsi non solo all\u2019autoritarismo (e siamo d\u2019accordo) ma anche troppo spesso all\u2019autorit\u00e0 come competenza prima ancora che come ruolo sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Previsione e lungimiranza<\/strong><\/p>\n<p>In una situazione critica e drammatica, occorre mantenere una fondamentale onest\u00e0 intellettuale e una correttezza metodologica ed analitica. Dobbiamo evitare di avvalorare narrazioni politiche ex-post della nuova pandemia del COVID-19.<\/p>\n<p>Da una parte, i sovranisti ci vedono la prova che la globalizzazione \u00e8 perniciosa e che bisogna tornare al controllo delle frontiere e ridurre l\u2019esposizione internazionale. In realt\u00e0 si potrebbe contro-argomentare che proprio questo tipo di minacce transnazionali alla sicurezza nazionale dimostrano che la sovranit\u00e0 nazionale non \u00e8 sufficiente e forse inadeguata ad affrontare le sfide globali, e che solo la condivisione politica (che \u00e8 cosa ben diversa dalla cooperazione internazionale) pu\u00f2 permetterci di superare queste enormi criticit\u00e0. La pandemia dimostra che gli eventi si presentano sempre pi\u00f9 in termini di flussi, ma la politica si organizza ancora in termini di \u201cstock\u201d, di quantit\u00e0 finite di territori e di risorse. Pensiamo al discorso delle mascherine che non sono abbastanza in un Paese e che invece abbondano in un altro.<\/p>\n<p>Sul versante opposto, i fautori di un approccio olistico e planetario alla politica ed all\u2019economia (come in particolare i teorici dell\u2019Antropocene, cio\u00e8 del mutamento degli equilibri del pianeta dovuti all\u2019impronta profonda dell\u2019attivit\u00e0 umana \u2013\u00a0<em>human imprinting<\/em>\u00a0\u2013 attraverso la produzione e in definitiva attraverso il modello capitalistico) tendono ad interpretare la pandemia come prova che l\u2019alterazione della natura produce conseguenze nefaste dovute agli squilibri che si producono, ad esempio, nella catena alimentare o nella riduzione dell\u2019habitat per le specie animali selvatiche che sono costrette ad invadere, per sopravvivere, gli spazi antropizzati. Si potrebbe contro-argomentare che le grandi epidemie come la peste nera ci sono sempre state e precedono di gran lunga l\u2019era industriale e quindi si tratta di una correlazione e non di una causazione.<\/p>\n<p>Un po\u2019 per scherzo e un po\u2019 seriamente io definisco i sovranisti come i \u201cdoganieri\u201d del mondo (con tutto il rispetto per la nobile professione dei doganieri): sono coloro che credono che le barriere, le frontiere, i muri siano la soluzione per isolarci dalle minacce o anche semplicemente per tenerci lontani dai problemi degli altri.<\/p>\n<p>Per contro, quanti giustamente difendono la devastazione ambientale, si possono definire come gli \u201cortolani\u201d o i \u201cgiardinieri\u201d del mondo, sia detto senza ironia.<\/p>\n<p>Tutti e due i gruppi tendono a tirare il virus per la giacchetta.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che le interpretazioni postume rischiano di essere ideologiche. Invece di essere dei \u201c<em>prometei<\/em>\u201d, cio\u00e8 coloro che \u201cpensano prima\u201d secondo l\u2019etimologia greca, cio\u00e8 uomini e donne in grado di vedere lontano, di immaginare le gravi conseguenze delle nostre azioni nella societ\u00e0 e nella natura, rischiamo piuttosto di apparire come degli \u201c<em>epimetei<\/em>\u201d, cio\u00e8 come coloro che si accorgono dei danni e degli eventi solo dopo che si sono prodotti e manifestati. Credo che occorra evitare di piegare i fatti, come il grande \u201cevento\u201d mondiale della pandemia, per arruolarlo a difesa o a giustificazione di una tesi o di una interpretazione.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, stiamo tutti apprendendo severe lezioni. E\u2019 mancata non solo e non tanto la capacit\u00e0 previsionale (immaginare gli effetti devastanti di una pandemia non solo per la popolazione ma anche per l\u2019economia, la societ\u00e0, la cultura), ma l\u2019intelligenza di comprendere come le politiche sociali, ben congegnate, siano in realt\u00e0 un investimento e non una spesa, un\u2019opportunit\u00e0 e non uno sperpero, e riguardano non solo il welfare, ma direttamente la sicurezza nazionale.<\/p>\n<p>Un centro studi dell\u2019Unione Europea (\u201cEuropean Strategy and Policy Analysis System\u201d) nel suo ultimo rapporto 2030 (\u201cChallenges and Choices for Europe\u201d<sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[6]<\/a><\/sup>) distingue tra due parole, in inglese:\u00a0<em>prediction<\/em>\u00a0e\u00a0<em>foresight<\/em>, cio\u00e8 tra previsione e lungimiranza.<\/p>\n<p>La migliore risposta alle crisi deve essere data prima che esse sorgano, nella normalit\u00e0 delle scelte di politica economia e nei bilanci pubblici. Io dico spesso che secondo me i bilanci statali, le leggi finanziarie e simili non sono affatto documenti contabili, ma sono documenti etici, che mostrano la direzione di marcia di una societ\u00e0 e le sue scelte fondamentali.<\/p>\n<p><strong>Dall\u2019universalit\u00e0 di mercato all\u2019universalit\u00e0 di senso<\/strong><\/p>\n<p>Sul piano della politica globale, sembra che la pandemia non faccia venir meno il gioco della strategia. Ad esempio, ha avuto buon gioco Donald Trump nel definire il nuovo coronavirus \u201cil virus cinese\u201c.\u00a0 Ora, e evidente che il virus non ha nazionalit\u00e0 e che si tratta di una retorica tesa a colpevolizzare la sola Cina.<\/p>\n<p>Per contro, da parte cinese, dopo una gestione della crisi compiuta con provvedimenti draconiani, si punta a trasformare l\u2019iniziale colpo di immagine per Pechino in una nuova opportunit\u00e0 politica, in una occasione di esercizio del \u201csoft power\u201d, quasi a voler dimostrare che il modello cinese \u00e8 in grado di rispondere a questo tipo di sfide atipiche e catastrofiche meglio dei pi\u00f9 avanzati paesi del mondo euro-atlantico.<\/p>\n<p>Mi pare tuttavia che nessuno dei due paesi si renda pienamente conto che l\u2019assetto delle relazioni internazionali al termine della pandemia sar\u00e0 probabilmente assai diverso da quello che ha finora dominato la scena.<\/p>\n<p>Alcuni analisti disinvolti, operando una crasi tra geopolitica e pandemia,\u00a0 hanno introdotto il concetto di \u201ccompetizione pandemica\u201d per rappresentare l\u2019idea dello sfruttamento politico del morbo, asserendo che tale \u201cpartita\u201d sar\u00e0 \u201cvinta\u201d da chi chiude pi\u00f9 tardi e riapre prima, fermando \u00a0il meno possibile la macchina produttiva, non da chi subisce meno morti. In primo luogo, a me sembra anzitutto che l\u2019aggettivo \u00ab geo-pandemico \u00bb sia in s\u00e9 un ossimoro. La pandemia per definizione OMS \u00e8 globale, \u00e8 priva di senso anche pratico una competizione tra territori e popoli pi\u00f9 o meno infetti. Inoltre, abbiamo visto come \u00e8 finita la \u00ab competizione \u00bb in UK e Svezia, due Paesi che hanno dovuto fare un precipitoso dietro-front rispetto a politiche di contenimento del contagio in apparenza pi\u00f9 liberali. Non vorrei che dalla geopolitica applicata alla pandemia si passasse senza colpo ferire alla necropolitica. La politica o ha al centro la sicurezza umana oppure non serve, o meglio serve solo alle oligarchie che giocano a risiko con la vita della gente indifesa.<\/p>\n<p>Inoltre la comprensibile preoccupazione dei governi di disporre a sufficienza di dispositivi protettivi ed apparecchiature medicali avanzate, e soprattutto, in prospettiva, di dosi di vaccino adeguati rischia di aprire una nuova linea di faglia in un mondo che \u00e8 gi\u00e0 attraversato da fratture cos\u00ec profonde da indurre a ritenere che si sia entrati in una fase di de-globalizzazione, in un mondo post-globale. Una mentalit\u00e0 da gioco \u201ca somma zero\u201d si sta affermando sotto l\u2019impulso di leader nazionalisti, che approfittano della crisi pandemica per enfatizzare gli interessi nazionali a scapito della cooperazione internazionale, paradossalmente ancora pi\u00f9 necessaria per rispondere a questo \u201cshock simmetrico\u201d che colpisce tutti i paesi sia pure in forme e tempi diversi.\u00a0<sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[7]<\/a><\/sup>\u00a0Alla pandemia dovrebbe corrispondere un panumanesimo come risposta davvero efficace piuttosto che l\u2019illusione pseudo-autarchica.<\/p>\n<p>Le lezioni da trarre sarebbero molteplici e strategiche.<\/p>\n<p>In primo luogo, si dimostra che nessun paese per quanto militarmente ed economicamente super-potente riesce veramente ad evitare questo tipo di situazioni drammatiche che colpiscono direttamente la popolazione, come \u201carmi letali\u201d totalmente fuori del controllo di ogni regime politico. Emblematico \u00e8 il caso della portaerei statunitense Theodore Roosevelt, una delle pi\u00f9 impressionanti macchine da guerra americane, il cui equipaggio, dopo una sosta dell\u2019unit\u00e0 navale in Vietnam, a cominciato ad ammalarsi di coronavirus nell\u2019ultima settimana di marzo 2020, per circa 100 casi registrati. E\u2019 stato decretato l\u2019isolamento per i contagiati, ma sulla portaerei, lunga 333 metri, quasi 5000 persone sono costrette a vivere in stretto contatto per l\u2019esiguit\u00e0 degli spazi. Il comandante della portaerei, Brett Crozier, ha richiesto lo sbarco di gran parte dell\u2019equipaggio, osservando, in particolare, che non ci si trovava in una situazione di guerra, e che la priorit\u00e0 avrebbe dovuto essere quella di salvare le vite dei giovani marinai. Crozier \u00e8 stato rimosso dall\u2019incarico, perch\u00e9 in questa circostanza avrebbe dimostrato, secondo i suoi superiori, scarsa professionalit\u00e0. Alla fine \u00e8 stato consentito lo sbarco di soli 2700 marinai, mentre il resto dell\u2019equipaggio \u00e8 restato a bordo per garantire \u00a0l\u2019operativit\u00e0 della portaerei, in base al principio astratto che non si abbandona una nave da guerra, anche in tempo di pace, specie se questa \u00e8 impegnata in una dimostrazione di forza nei confronti della Cina con i suoi 90 velivoli da combattimento.\u00a0<sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftn8\" name=\"_ftnref8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[8]<\/a><\/sup>\u00a0Una portaerei pu\u00f2 combattere e vincere una battaglia navale e aerea, ma non pu\u00f2 nulla contro un micro-organismo come il Covid-19, capace di mettere in difficolt\u00e0 la potentissima Marina americana.<\/p>\n<p>Sarebbe poi l\u2019occasione per rendersi conto che un approccio alla politica estera fondato prevalentemente sulla potenza e talvolta sulla prepotenza non solo non \u00e8 in grado di rispondere ai vari \u201ccigni neri\u201c che fanno di tanto in tanto la loro irruzione sulla scena mondiale, ma addirittura complica la possibilit\u00e0 di fronteggiare tali criticit\u00e0, non fosse altro per la semplice ragione che quegli investimenti o sperperi fatti nell\u2019illusione securitaria finiscono per sottrarre risorse preziose alle politiche di prevenzione. Il 23 marzo 2020 il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha dovuto lanciare un disperato appello per un immediato per il cessate il fuoco globale in tutti gli angoli del mondo, chiedendo di fermare i conflitti armati e concentrarsi, tutti, sulla vera battaglia delle nostre vite\u201d. C\u2019\u00e8 poi un tema importante, che riguarda i Paesi pi\u00f9 vulnerabili:\u00a0 \u201cNon dimentichiamo \u2013 dice Guterres \u2013 che nei Paesi in guerra i sistemi sanitari hanno collassato e il personale sanitario, gi\u00e0 ridotto, \u00e8 stato spesso preso di mira. Rifugiati e sfollati a causa di conflitti sono doppiamente vulnerabili. La furia del virus illustra la follia della guerra.\u201d<\/p>\n<p>Sul piano pi\u00f9 generale, la pandemia conferma le tesi di Ulrich Beck<sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftn9\" name=\"_ftnref9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[9]<\/a><\/sup>, che parlava della esplosivit\u00e0 politica dei rischi globali, che mettono a nudo l\u2019inadeguatezza delle istituzioni internazionali. Una prima esplosione o implosione potrebbe purtroppo riguardare l\u2019Unione Europea, ma potrebbe anche costituire occasione di riscatto. La crisi ha fatto cadere alcuni tab\u00f9, come il famoso Patto di Stabilit\u00e0. La Banca Centrale Europea ha dopo troppe esitazioni ha deciso di immettere 750 miliardi di Euro nel sistema acquistando titoli del debito pubblico degli stati. Ma deve cambiare l\u2019impostazione di fondo: l\u2019Unione come semplice insieme di stati-nazione \u00e8 forse superata dalla storia e dagli eventi.<\/p>\n<p>Ormai da almeno due decenni si parla costantemente di governance globale, con risultati estremamente deludenti, se si pensa ad esempio al caos climatico o al controllo dello strapotere della finanza. La\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0\u00e8 una chimera, se non \u00e8 capace di mettere in moto meccanismi seri di risposta coordinata a livello mondiale al rischio generalizzato creato dalle pandemie. E\u2019 il mancato governo politico della globalizzazione, pi\u00f9 che quest\u2019ultima in quanto fatto oggettivo (e non ideologia), che crea l\u2019incapacit\u00e0 di risposte mondiali alle crisi transnazionali. Comprendiamo che i meccanismi tecnici del multilateralismo non sono adatti alle catastrofi. Le relazioni internazionali devono subire una mutazione genetica, non bastano le mitigazioni e gli adattamenti come si dice per le politiche climatiche. Prendendo atto che quando si parla di famiglia umana universale non si tratta di un gergo per anime belle, ma di una sfida esistenziale per l\u2019umanit\u00e0. Il cambio di paradigma \u00e8 quello che mette in soffitta l\u2019idea di egemonia, con tutti i suoi orpelli legati al predominio economico e militare, e rende centrale l\u2019idea della politica come \u201ccura\u201d, come \u201cprendersi cura\u201d del mondo, pi\u00f9 che dominarlo. La pandemia rende evidente l\u2019estrema vulnerabilit\u00e0 e fragilit\u00e0 di tutti i sistemi, indipendentemente dalla quota di potere che essi detengono sulla scena mondiale. Essa sortisce l\u2019effetto di unificare diversi concetti di sicurezza. La sicurezza pu\u00f2 essere declinata infatti in almeno tre significati, resi in inglese da\u00a0<em>security<\/em>\u00a0(le sicurezze della vita, nel senso ad esempio di sicurezza sociale),\u00a0<em>certainty<\/em>\u00a0(certezza) e\u00a0<em>safety<\/em>\u00a0(sicurezza personale, incolumit\u00e0).<\/p>\n<p>Prendo a prestito le parole di Elena Pulcini in un libro di qualche anno fa:\u00a0 \u201cSe (\u2026)il concetto di responsabilit\u00e0 rimanda soprattutto alla pre-occupazione per l\u2019altro, il concetto di cura (\u2026) coniuga in s\u00e9, nelle sue stesse radici etimologiche, il significato di preoccupazione e di sollecitudine; consentendoci di aprire un altro versante della nozione di responsabilit\u00e0 che pone l\u2019accento, appunto, sull\u2019impegno attivo, concreto ed esperienziale del prendersi cura. Il che vuol dire sottrarre l\u2019etica della responsabilit\u00e0 al rischio di restare confinata in un ideale astratto e puramente di principio.\u201d<sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftn10\" name=\"_ftnref10\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[10]<\/a><\/sup>\u00a0E la cura del mondo implica anzitutto, specie in una situazione di pandemia, conservazione della vita e garanzia della sopravvivenza: ma soprattutto impone di trasformare quella che \u00e8 solo una \u201cuniversalit\u00e0 di mercato\u201d in una \u201cuniversalit\u00e0 di senso.\u201d\u00a0<sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftn11\" name=\"_ftnref11\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[11]<\/a><\/sup><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pasquale Ferrara<\/p>\n<p>\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014-<\/p>\n<p><sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[1]<\/a><\/sup>\u00a0Intervento al webinar sull\u2019emergenza del Covid-19 organizzato dal \u201cPolo Lionello Bonfanti\u201d e dall\u2019Associazione Salve, 24.03.2020<\/p>\n<p><sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[2]<\/a><\/sup>\u00a0AA.VV.,\u00a0<em>La cura e il potere. Salute globale, saperi antropologici, azioni di cooperazione sanitaria transnazionale<\/em>, Ed.it, Firenze-Catania 2010)<\/p>\n<p><sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[3]<\/a><\/sup>\u00a0Pasquale Ferrara,\u00a0<em>Lo stato preventivo. Democrazia securitaria e sicurezza democratica<\/em>, Rubbettino, Soveria Mannella 2010, p.220<\/p>\n<p><sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[4]<\/a><\/sup>\u00a0Cfr. Jurgen Habermas,\u00a0<em>Teoria dell\u2019agire comunicativo<\/em>, Il Mulino, Bologna 1997<\/p>\n<p><sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[5]<\/a><\/sup>\u00a0Michel Foucault,\u00a0<em>Discorso e verit\u00e0 nella Grecia antica<\/em>, Donzelli, Roma 1996, p.7.<\/p>\n<p><sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[6]<\/a><\/sup>\u00a0Cfr. European Strategy and Policy Analysis System (ESPAS),\u00a0<em>Global Trends to 2030.<\/em>\u00a0<em>Challenges and choices for Europe<\/em>, Bruxelles 2019\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/assets\/epsc\/pages\/espas\/ESPAS_Report2019.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/ec.europa.eu\/assets\/epsc\/pages\/espas\/ESPAS_Report2019.pdf<\/a>\u00a0(ultimo accesso 23.3.2020)<\/p>\n<p><sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[7]<\/a><\/sup>\u00a0Cfr. Peter S. Goodman, Katie Thomas, Sui-Lee Wee and Jeffrey Gettleman,\u00a0<em>A New Front for Nationalism: The Global Battle Against a Virus<\/em>, \u201cThe New York Times\u201d, 10.4.2020<\/p>\n<p><sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftnref8\" name=\"_ftn8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[8]<\/a><\/sup>\u00a0Cf. Gianluca Di Feo,\u00a0<em>Coronavirus, Usa: rimosso il comandante della portaerei che voleva salvare i suoi uomini<\/em>, \u201cLa Repubblica\u201d, 3.4.2020<\/p>\n<p><sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftnref9\" name=\"_ftn9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[9]<\/a><\/sup>\u00a0Ulrich Beck,\u00a0<em>La societ\u00e0 del rischio. Verso una seconda modernit\u00e0<\/em>, Carocci, Roma 2000<\/p>\n<p><sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftnref10\" name=\"_ftn10\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[10]<\/a><\/sup>\u00a0Elena Pulcini,\u00a0<em>La cura del mondo. Paura e responsabilit\u00e0 nell\u2019et\u00e0 globale,<\/em>\u00a0Bollati Boringhieri, Torino 2009, p.22<\/p>\n<p><sup><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/it\/news\/il-potere-e-la-cura-la-politica-ai-tempi-della-pandemia-di-pasquale-ferrara\/#_ftnref11\" name=\"_ftn11\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[11]<\/a><\/sup>\u00a0Ibidem, p.23<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scritto da Pasquale Ferrara Fonte: Istituto Universitario Sophia &nbsp; Una premessa Lo scopo di questo intervento non \u00e8 certo quello di analizzare tutti gli aspetti politici, interni in internazionali, della crisi della pandemia. 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