{"id":238125,"date":"2020-10-06T15:37:17","date_gmt":"2020-10-06T13:37:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mppu.org\/?p=238125"},"modified":"2020-10-06T15:37:17","modified_gmt":"2020-10-06T13:37:17","slug":"fatti-per-vivere-in-relazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2020\/10\/06\/fatti-per-vivere-in-relazione\/","title":{"rendered":"Fatti per vivere in relazione"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"post-meta-author\">DI\u00a0CRISTINA BUONAUGURIO<\/span><br \/>\nFONTE:\u00a0<a title=\"Citt\u00e0 Nuova\" href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/made-to-live-relationship\/?ms=003&amp;se=025\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">CITT\u00c0 NUOVA<\/a><\/p>\n<p>L\u2019emergenza sanitaria, che ha visto molti di noi costretti tra le mura domestiche per lungo tempo, \u00e8 andata a minare uno degli aspetti fondanti della vita: la relazionalit\u00e0. Come evidenzia la psicologia,\u00a0<strong>le relazioni sociali sono fondamentali per la nostra salute mentale<\/strong>\u00a0e sono anche\u00a0<strong>all\u2019origine dell\u2019identit\u00e0<\/strong>\u00a0che in ciascuno di noi viene prendendo forma grazie alle esperienze che viviamo. Inoltre, come dimostrato dalle neuroscienze, esse rivestono un ruolo persino nella formazione del cervello, come spiegato da Daniel Siegel (<em>La mente relazionale<\/em>\u00a0\u2013 Raffaello Cortina, 2001). Si capisce, quindi, come\u00a0<strong>essere a lungo esclusi dalla vita sociale abbia influito negativamente sul nostro benessere e sulla qualit\u00e0 della nostra vita<\/strong>.<\/p>\n<p>La storia della psicologia clinica \u00e8 caratterizzata dal progressivo risalto dato al ruolo delle relazioni interpersonali per la formazione del singolo individuo e dagli studi sugli effetti nocivi che relazioni disfunzionali possono avere: non c\u2019\u00e8 orientamento che oggi non riconosca\u00a0<strong>quanto gli altri influenzino il nostro modo di stare nel mondo<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019approccio delle neuroscienze si spinge ad affermare che solamente nelle relazioni il cervello pu\u00f2 dare il meglio di s\u00e9 (e noi con lui!). Secondo S.W. Porges (<em>La teoria polivagale\u00a0<\/em>\u2013 Giovanni Fioriti Editore, 2016) quando un essere umano non \u00e8 connesso con altri esseri umani non sta bene. In base ai suoi studi, l\u2019uomo ha bisogno di vivere in contesti sociali \u201c<strong>sicuri<\/strong>\u201d, altrimenti non ha modo di accedere alle proprie funzioni cerebrali superiori.<\/p>\n<p><strong>Quando l\u2019organismo percepisce che il contesto sociale \u00e8 insicuro, infatti, fa fatica a relazionarsi con i propri simili<\/strong>\u00a0e il cervello non riesce ad attivare le connessioni tra funzioni arcaiche ed evolute. Se invece ci si sente riconosciuti e accettati per ci\u00f2 che si \u00e8, allora si riesce ad utilizzare al meglio le proprie risorse.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 vuol dire che\u00a0<strong>se riuscissimo a costruire relazioni in cui le persone diventano reciprocamente fonte di sicurezza sarebbe possibile lavorare al bene comune, ma anche esprimere tutta la nostra creativit\u00e0<\/strong>, mentre quando ci releghiamo nell\u2019indifferenza e nel sospetto, ci rimettiamo in termini di salute e qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un rischio che si profila ora che potremmo aver paura di chiunque incontriamo, perch\u00e9 potrebbe essere portatore di infezione. Ma in realt\u00e0 questa diffidenza \u00e8 qualcosa che gi\u00e0 da tempo viviamo, sollecitati dalla\u00a0<strong>cultura individualistica<\/strong>\u00a0a non pensare ad altri che a noi stessi e a non fidarci realmente di nessuno.<\/p>\n<p>Cosa occorre allora per vivere una relazionalit\u00e0 sana, in cui all\u2019egoismo si sostituisca la scelta consapevole di vivere nella reciprocit\u00e0?<\/p>\n<p>Credo che una risposta possa venire da altri studi neurologici, che hanno preso il via dalla scoperta dei\u00a0<em>neuroni specchio<\/em>\u00a0avvenuta negli anni \u201990 ad opera di un gruppo di studiosi dell\u2019Universit\u00e0 di Parma. Secondo questi studi, quanto accade nei rapporti intersoggettivi deriva dalla capacit\u00e0 innata di creare uno spazio \u00abnoi-centrico\u00bb, ossia quello\u00a0<strong>spazio condiviso<\/strong>\u00a0in cui prende forma lo stare con l\u2019altro.<\/p>\n<p>I neuroni specchio ci permettono di\u00a0<strong>comprendere le intenzioni<\/strong>\u00a0<strong>e le emozioni,<\/strong>\u00a0che stanno alla base delle azioni della persona che stiamo osservando. Secondo Vittorio Gallese avviene una\u00a0<em>simulazione incarnata<\/em>: il nostro cervello\u00a0<strong>rivive (simulandolo) ci\u00f2 che l\u2019altro sta facendo o provando<\/strong>\u00a0e in tal modo riesce a comprenderlo. \u00c8 come se fossimo noi a fare una determinata azione o a sperimentare una certa emozione.<\/p>\n<p>In tal modo i neuroni specchio ci permettono di\u00a0<em>sintonizzarci<\/em>\u00a0con chi ci sta attorno.\u00a0<strong>Questa capacit\u00e0 \u00e8 un aspetto fondamentale per il benessere dell\u2019uomo<\/strong>, che per costituzione \u00e8 aperto agli altri e che, in un certo senso, ha bisogno di essere a loro collegato grazie ai molteplici \u00abspazi noi-centrici\u00bb cui pu\u00f2 dare vita.<\/p>\n<p>L\u2019esistenza di questi\u00a0<strong>spazi \u00abnoi-centrici\u00bb<\/strong>\u00a0\u00e8 ci\u00f2 che, a livello neurale, crea il senso della comunit\u00e0 e rende possibile la reciprocit\u00e0, perch\u00e9\u00a0<strong>fa sentire le persone intimamente legate le une alle altre<\/strong>. Quando la simulazione incarnata mi \u201cfa provare sulla mia pelle\u201d ci\u00f2 che un altro sta vivendo, infatti, diventa pi\u00f9 semplice sentire che quella persona \u00abmi appartiene\u00bb (Giovanni Paolo II \u2013\u00a0<em>Novo Millennio Ineunte<\/em>), che \u00e8 un altro me.<\/p>\n<p>Attraverso questo meccanismo, che la psicologia definisce\u00a0<em>empatia<\/em>, \u00e8 pi\u00f9 facile \u201cprendermi cura dell\u2019altro\u201d, immaginandone bisogni e desideri, amandolo cos\u00ec come vorrei essere amato a mia volta. Allo stesso tempo questo modo di funzionare del cervello rende pi\u00f9 semplice vivere la reciprocit\u00e0, perch\u00e9 quando chi ho davanti compie azioni le cui intenzioni intuisco come benevole, pi\u00f9 facilmente posso scegliere di ricambiare i suoi gesti (per quanto ogni volta che decidiamo di aprirci all\u2019altro ci assumiamo\u00a0<strong>il rischio di non essere ricambiati e di sperimentare una delusione<\/strong>).<\/p>\n<p>Stando a quello che dicono le neuroscienze \u2013 che confermano non solo ci\u00f2 che dice la psicologia, ma anche quanto teorizzato dalla filosofia ed espresso da molte religioni nella cosiddetta Regola d\u2019oro \u2013,\u00a0<strong>noi siamo fatti per vivere in relazioni di reciprocit\u00e0 (le pi\u00f9 \u201csicure\u201d)<\/strong>.<\/p>\n<p>Chiaramente non \u00e8 immediato dar vita in ogni contesto a relazioni di questo tipo: spesso i rapporti sono improntati a\u00a0<strong>diffidenza<\/strong>, egoismo o addirittura violenza.<\/p>\n<p>Questo dipende\u00a0<strong>dal clima relazionale (e culturale) in cui cresciamo o ci veniamo a trovare<\/strong>, il quale orienta la formazione dei nostri circuiti neuronali e di conseguenza le nostre scelte. Comunque, per quanto i neuroni specchio possano aiutarci ad entrare empaticamente nel vissuto altrui,\u00a0<strong>sta poi a ciascuno di noi\u00a0<em>scegliere<\/em>\u00a0<\/strong>in che direzione orientare questo \u201cpotere\u201d di comprensione che pu\u00f2 essere usato tanto per aiutare chi ho accanto, quanto per approfittare della sua fragilit\u00e0!<\/p>\n<p>Come orientare allora tale scelta? Promuovendo una cultura della reciprocit\u00e0 e una\u00a0<strong>educazione al bene comune<\/strong>, capaci di far riscoprire la bellezza di relazioni di sincera attenzione all\u2019altro e far sgorgare dal cuore e dalla mente il desiderio di vivere nella reciproca benevolenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI\u00a0CRISTINA BUONAUGURIO FONTE:\u00a0CITT\u00c0 NUOVA L\u2019emergenza sanitaria, che ha visto molti di noi costretti tra le mura domestiche per lungo tempo, \u00e8 andata a minare uno degli aspetti fondanti della vita: la relazionalit\u00e0. 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