{"id":238138,"date":"2020-10-08T12:31:28","date_gmt":"2020-10-08T10:31:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mppu.org\/?p=238138"},"modified":"2020-10-08T12:31:28","modified_gmt":"2020-10-08T10:31:28","slug":"sulcis-iglesiente-3600-firme-contro-le-armi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2020\/10\/08\/sulcis-iglesiente-3600-firme-contro-le-armi\/","title":{"rendered":"Sulcis Iglesiente: 3600 firme contro le armi"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"post-meta-author\">DI\u00a0ANNA MARIA MAGRELLI<\/span><br \/>\nFONTE:\u00a0<a title=\"Citt\u00e0 Nuova\" href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/sulcis-iglesiente-no-alle-armi-3600-firme\/?ms=003&amp;se=025\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CITT\u00c0 NUOVA<\/a><\/p>\n<blockquote><p><strong>La petizione per la riconversione del settore delle armi (<a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/giuseppe-conte-riconvertire-la-rwm-per-fermare-lo-scempio-e-generare-futuro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">firma qui<\/a>), le \u201cindustrie del peccato\u201d, l\u2019azione del comitato locale, il ricatto occupazionale, l\u2019inerzia delle istituzioni.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Il nostro giornale segue da vicino la vicenda dello stabilimento che nei comuni sardi di\u00a0<strong>Domusnovas Iglesias produce bombe per aereo dal 2001<\/strong>\u00a0per conto del gruppo tedesco Rheinmetall. Sosteniamo il Comitato, nato nel maggio del 2017, che fa parte della cordata di singoli e associazioni, diffusa non solo in Italia, che da tempo propone la\u00a0<strong>riconversione a fini civili della fabbrica del Sulcis<\/strong>\u00a0(e non solo: vedi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/armi-diritto-caso-serio-delle-bombe-italiane\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/un-patto-italo-tedesco-nel-segno-concreto-della-pace\/?ms=003&amp;se=020\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/italia-caccia-bombardieri-f35\/?ms=003&amp;se=009\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>)<\/p>\n<p>Questa rete attraverso\u00a0<strong>l\u2019azione del comitato locale<\/strong>\u00a0che si \u00e8 significativamente chiamato \u201cComitato Riconversione RWM per la pace ed il lavoro sostenibile\u201d ha ripetutamente avvisato enti locali e governo del fondato pericolo che l\u2019impresa si potesse trovare da un momento all\u2019altro a mandare a casa operai e tecnici, ma le logiche del calcolo e della\u00a0<strong>distorsione della visione strategica nelle politiche di sviluppo<\/strong>\u00a0ed occupazionali hanno impedito di aggiungere risultati alle tante promesse di soluzioni alternative ricevute.<\/p>\n<p>L\u2019azienda nel luglio scorso ha \u201cimprovvisamente\u201d\u00a0<strong>sospeso il contratto per 200 lavoratori precari<\/strong>\u00a0e ha avviato la cassa integrazione in deroga per circa 100 dipendenti a tempo indeterminato.<\/p>\n<p>Come affermano i portavoce del Comitato,\u00a0<strong>Cinzia Guaita<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Arnaldo Scarpa<\/strong>: \u00abAbbiamo bisogno di lavoro, ma di lavoro degno e carico di senso, non di un lavoro di cui doversi vergognare\u00bb.<\/p>\n<p>Per questo da agosto \u00e8 stata lanciata una\u00a0<strong>raccolta di firme<\/strong>\u00a0per la riconversione della Rwm chiedendo al Presidente del Consiglio\u00a0<strong>Conte<\/strong>\u00a0e al governo nazionale, impegnati nella ripartenza post crisi pandemica, di intervenire nell\u2019ottica di una\u00a0<strong>politica industriale del risanamento<\/strong>\u00a0capace di orientare le imprese verso i settori che possono garantire produttivit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 ambientale a lungo termine.<\/p>\n<p>Continuano Cinzia e Arnaldo: \u00ab\u00c8 triste dirlo, ma a nulla \u00e8 valsa finora, sul piano occupazionale, la fervente attivit\u00e0 del comitato che da anni lavora sulla possibilit\u00e0 di convertire l\u2019economia di guerra, che corrisponde alla produzione di bombe, in attivit\u00e0 pacifiche, durature e buone per l\u2019ambiente, perci\u00f2 il gruppo di associazioni locali e nazionali, a cui aderisce anche il movimento dei focolari, ha indetto una\u00a0<strong>petizione<\/strong>\u00a0al governo Conte perch\u00e9 sostenga l\u2019occupazione, promuovendo la riconversione\u00bb.<\/p>\n<p>Alla petizione hanno finora aderito oltre 3600 persone cittadini, politici professori. Ascoltiamo alcune di loro esporre le ragioni di un impegno in prima persona, che vuole essere anche una\u00a0<strong>polifonia di voci<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Non tutti i lavori sono uguali, non tutte le industrie sono uguali<\/strong>, non tutte le attivit\u00e0 che producono ricchezza producono anche valore, perch\u00e9 sappiamo che esistono industrie, che non a caso vengono definite \u201csin industries\u201d, \u201c<strong>industrie del peccato<\/strong>\u201d che, mentre producono ricchezza per gli azionisti, contemporaneamente distruggono valore e creano grandi costi sociali per il resto della societ\u00e0, sono le grandi imprese che operano nei settori del tabacco, dell\u2019azzardo, degli alcolici e maggiormente in quello delle armi\u00bb, dichiara\u00a0<strong>Vittorio Pelligra<\/strong>, professore di Politica Economia all\u2019Universit\u00e0 di Cagliari e curatore della rubrica domenicale de\u00a0<em>Il Sole 24 Ore<\/em>\u00a0\u201cMind the Economy\u201d.<\/p>\n<p>Pelligra aderendo alla petizione invita \u00aba\u00a0<strong>sfuggire alla logica ricattatoria del posto di lavoro<\/strong>\u00a0qualunque esso sia.\u00a0<strong>Ci sono gi\u00e0 troppi lavori senza senso<\/strong>\u00a0e molti socialmente dannosi. Questi non vanno tutelati, vanno trasformati.\u00a0<strong>Occorre tutelare il lavoratore<\/strong>, non il posto di lavoro, tanto pi\u00f9 se questo viene trattato come un oggetto di scambio in un processo di acquisizione di consenso politico, in un territorio con una disoccupazione altissima\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tantissime le associazioni sarde e nazionali, impegnate contro la guerra<\/strong>, evidenziano la necessit\u00e0 di conservare i posti di lavoro per produrre beni di utilit\u00e0 sociale e non armi, come\u00a0<strong>Carlo Bellisai<\/strong>\u00a0rappresentante sardo del Movimento non violento che sostiene: \u00abIl diritto al lavoro ed il diritto alla pace possono (e devono) convivere se le produzioni vengono orientate verso beni necessari alla vita, beni primari come l\u2019alimentazione e le cure per la salute, ma anche beni culturali e artistici, utili alla crescita morale ed esistenziale delle persone ed al miglioramento delle relazioni umane. Quando il lavoro serve alla costruzione di prodotti orientati alla distruzione e al genocidio, non \u00e8 un lavoro degno di questo nome\u00bb.<\/p>\n<p>Riprende e sottolinea questa visione\u00a0<strong>Teresa Piras<\/strong>\u00a0presidente e fondatrice del sodalizio di cui parla: \u00abCi sembra intelligente e saggio non scegliere la via della distruzione, producendo strumenti di morte, che generano disperazione, sofferenza e alimentano focolai di odio e di violenza tra i popoli, Da pi\u00f9 di 20 anni, insieme ad un gruppo di donne e uomini di buona volont\u00e0, noi del Centro Sperimentazione Autosviluppo, ci impegniamo in prima persona a valorizzare la nostra creativit\u00e0 e quella delle generazioni che ci hanno preceduto. Ispirandoci ai\u00a0<strong>principi dell\u2019economia non violenta<\/strong>, abbiamo scritto la carta dell\u2019autosviluppo eco-solidale per avviare un percorso di cambiamento personale, culturale, sociale ed economico del territorio\u00bb.<\/p>\n<p>La petizione popolare, come evidenzia\u00a0<strong>Graziano Bullegas<\/strong>, presidente di Italia Nostra Sardegna, \u00abrappresenta di fatto un richiamo al Governo perch\u00e9 rinnovi l\u2019embargo della vendita di armi all\u2019Arabia Saudita, dando piena applicazione alla Costituzione Italiana (art. 11), alle sue leggi (L. 185\/90), al Trattato sul commercio delle armi dell\u2019ONU del 2.4.2013 e a numerose risoluzioni del Parlamento Europeo, tra le altre quella del 4.10.2018 sulla situazione nello Yemen. \u00c8 inoltre\u00a0<strong>un richiamo agli Enti Locali competenti<\/strong>: Regione, Provincia, e Prefettura perch\u00e9 anche le multinazionali che producono ordigni di morte rispettino le leggi, le direttive europee e le norme in vigore, incluse quelle sulla partecipazione dei cittadini alle scelte che interessano la comunit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Al riguardo, emblematica la vicenda dell\u2019iter di approvazione dell\u2019<strong>ampliamento dello stabilimento Rwm<\/strong>\u00a0nel quale \u00e8 stato sistematicamente\u00a0<strong>negato il diritto delle comunit\u00e0 locali al coinvolgimento<\/strong>\u00a0in quanto parte in causa nelle scelte che le colpiscono.<\/p>\n<p><strong>Associazioni e cittadini sono stati regolarmente esclusi da ogni processo partecipativo<\/strong>\u00a0e impedito loro l\u2019accesso agli atti, secretando buona parte dei documenti e rendendo, di fatto, meno trasparente il rilascio delle autorizzazioni. Tutto questo come afferma ancora Bullegas: \u00ab<strong>in contrasto con le direttive e le convenzioni europee, con la normativa italiana e quella della Regione Sardegna<\/strong>\u00a0e con la stessa giurisprudenza, ribadiscono i promotori di un ricorso al TAR contro lo stesso ampliamento, che darebbe vita in Sardegna ad un polo bellico di rilievo internazionale\u00bb.<\/p>\n<p>Tra i nodi cruciali e quindi tra le ragioni pi\u00f9 importanti delle sottoscrizioni della petizione riguarda c\u2019\u00e8 la rivendicazione e\u00a0<strong>la difesa della dignit\u00e0 della popolazione del Sulcis Iglesiente<\/strong>: \u00ab\u00c8 necessario che ad essa venga resa piena dignit\u00e0 di cittadinanza, affinch\u00e9 possa scegliere liberamente il proprio futuro e non debba pi\u00f9 sottostare a nessun tipo di ricatto\u00bb, conclude Bullegas.<\/p>\n<p>Infine,\u00a0<strong>Mario Bruno<\/strong>, gi\u00e0 sindaco di Alghero, ora presidente internazionale del Movimento politico per l\u2019unit\u00e0, sostiene che \u00ab<strong>la Sardegna ha bisogno di un progetto di sviluppo<\/strong>\u00a0che valorizzi la sua innata capacit\u00e0 di accogliere, la sua cultura, il suo saper fare, la bont\u00e0 della sua terra, senza costruire armi di morte, proprio perch\u00e9 terra di pace e di armonia fin nel suo profondo. Certo la situazione \u00e8 difficile, ci vuole il coraggio di un cambiamento che offra alternative a chi \u00e8 costretto a produrre armi dannose e inutili per avere in cambio un posto di lavoro. Ma\u00a0<strong>il lavoro \u00e8 dignit\u00e0, \u00e8 vita per la propria famiglia e per la comunit\u00e0<\/strong>, mai pu\u00f2 essere barattato con strumenti che costruiscono morte\u00bb.<\/p>\n<p>La petizione \u00e8 accessibile sulla piattaforma Change.org a questo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/giuseppe-conte-riconvertire-la-rwm-per-fermare-lo-scempio-e-generare-futuro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">indirizzo.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI\u00a0ANNA MARIA MAGRELLI FONTE:\u00a0CITT\u00c0 NUOVA La petizione per la riconversione del settore delle armi (firma qui), le \u201cindustrie del peccato\u201d, l\u2019azione del comitato locale, il ricatto occupazionale, l\u2019inerzia delle istituzioni. 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