{"id":238870,"date":"2021-01-27T15:38:39","date_gmt":"2021-01-27T14:38:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mppu.org\/?p=238870"},"modified":"2021-01-27T15:38:39","modified_gmt":"2021-01-27T14:38:39","slug":"citta-aperte-creative-sostenibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2021\/01\/27\/citta-aperte-creative-sostenibili\/","title":{"rendered":"Citt\u00e0 aperte, creative, sostenibili"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<div>\n<div id=\"m_554226019516395109article\" role=\"article\">\n<div>\n<h2>Una riflessione sul senso dell&#8217;abitare secondo un modello pi\u00f9 prossimo e pi\u00f9 umano, anche nel rispetto delle norme entrate in vigore contro il Covid-19. In ogni citt\u00e0 fedele alla sua vocazione si diffonderanno pluralit\u00e0 e integrazione<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<div>\n<div id=\"m_554226019516395109article\" role=\"article\">\n<div>\n<div>\n<div id=\"m_554226019516395109article\" role=\"article\">\n<div>\n<p>Di Silvio Minnetti<br \/>\nPer <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/citta-aperte-creative-sostenibili\/?ms=003&amp;se=001\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Citt\u00e0 Nuova<\/strong><\/a><\/p>\n<p>\u00abAmatela questa citt\u00e0, come parte integrante, per cos\u00ec dire, della vostra personalit\u00e0. Voi siete piantati in essa: in essa saranno piantate le generazioni future che avranno da voi futuro\u2026 Ogni citt\u00e0 racchiude in s\u00e9 una vocazione e un mistero\u2026 Custoditene le piazze, i giardini e strade, le scuole\u2026 meritate le sublimi grandezze di civilt\u00e0 cristiana di cui \u00e8\u00a0 ricca\u2026\u00bb (Giorgio La Pira).<br \/>\n<strong>Il mondo cambier\u00e0 a partire dalle nuove citt\u00e0.<\/strong>\u00a0La biodiversit\u00e0 urbana sar\u00e0 la caratteristica in ecosistemi aperti e plurali. Sperimenteremo nuove forme di vita e modi di abitare. Saremo esposti alla variet\u00e0, alla differenza, alla pluralit\u00e0 degli stili di vita in una societ\u00e0 multiculturale delle metropoli.\u00a0<strong>Nei piccoli centri sar\u00e0 pi\u00f9 forte la resistenza al cambiamento. In generale saremo liberi di scegliere gusti, amicizie, luoghi, interessi.<\/strong>\u00a0Le scuole saranno i laboratori di integrazione tra diversit\u00e0 etniche, sociali, familiari. Le citt\u00e0 ci plasmano, ci liberano, ci consentono di essere noi stessi senza essere giudicati. L\u2019anonimato favorisce nuovi modi di essere.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div id=\"m_554226019516395109article\" role=\"article\">\n<div>\n<p><strong>La diversit\u00e0 pu\u00f2 causare per\u00f2 disagi e conflitti specialmente di notte<\/strong>. Ad Amsterdam hanno dovuto nominare un sindaco di notte per far coesistere le esigenze dei cittadini tra riposo, rumore, traffico e pulizia. Non sar\u00e0 facile conciliare stili di vita, comportamenti, abitudini, spazi diversi. Siamo nella biodiversit\u00e0 delle grandi citt\u00e0 in uno scenario di precariet\u00e0.<br \/>\nOgni cosa in natura nasce dalla biodiversit\u00e0. Anche\u00a0<strong>le citt\u00e0 contemporanee si trasformano ogni giorno nel gioco di variet\u00e0, differenze sociali, creativit\u00e0 umana.<\/strong>\u00a0Sono il luogo della sintesi imperfetta tra opposti: alto, basso, singolare e molteplice, poco o troppo, mescolato e distinto.\u00a0<strong>Questa l\u2019analisi di Elena Granata in\u00a0<em>Biodivercity<\/em>, Giunti, 2019.<\/strong>\u00a0Esperienze di partecipazione dal basso, inclusione e integrazione in conflitto con visioni identitarie avverse all\u2019immigrato. Citt\u00e0 imputate di crisi climatiche che devono trasformarsi in chiave\u00a0<em>green<\/em>. Citt\u00e0 come laboratori di innovazioni, esperimenti, follie creative.\u00a0<strong>Come preservare con il buon senso la biodiversit\u00e0 dei preziosi contesti locali?<\/strong><br \/>\nDalla presunzione razionalistica dei primi piani urbanistici, che odiavano il disordine, siamo oggi arrivati alla\u00a0<em>smart city<\/em>, al\u00a0 sogno digitale della connettivit\u00e0 totale, delle reti veloci e simultanee. La citt\u00e0 sar\u00e0 simile a un computer in grado di elaborare ogni domanda e risposta. Prevale per\u00f2 ancora la ragione sui sentimenti, l\u2019ossessione ordinatoria sulla vita con la sua creativit\u00e0. Si rischia cos\u00ec di sacrificare lo slancio progettuale, l\u2019anima, la vocazione di una citt\u00e0, come riconosciuto da Chiara Lubich e Giorgio La Pira, a freddi regolamenti edilizi.<\/p>\n<p><strong>Ogni citt\u00e0 ha il suo carattere, tono e codice genetico come organismi viventi.<\/strong>\u00a0Occorre uno spirito poetico\u00a0 per cogliere l\u2019anima di una citt\u00e0. Non possiamo trascurare allora gli aspetti umani, affettivi, emotivi delle\u00a0<em>polis<\/em>\u00a0vive. Servono nuovi professionisti: \u201cil politico-pedagogista, l\u2019imprenditore-artista, l\u2019informatico-ambientalista, il paesaggista-avvocato, l\u2019architetto-giardiniere, il designer-falegname, il neurobiologo-urbanista, l\u2019artista-filosofo\u201d. Professionisti ibridi, capaci di conciliare bisogni con immaginazione, creativit\u00e0 quotidiana con la salute del corpo sociale che vive la citt\u00e0. Dobbiamo imparare a vedere l\u2019architettura in unit\u00e0 con gli altri saperi facendo convivere in armonia le differenze. Allora vedremo termovalorizzatori con piste da sci sul tetto come a Copenaghen, parco Spaggiari a Parma, una nuova Taranto dopo bonifica ex-Ilva.<\/p>\n<p>Si tratta di coniugare lavoro e gioco, razionalit\u00e0\u00a0 e delirio, prosaico e poetico nella Bellezza.\u00a0<strong>Dopo la pandemia dovremo vivere in spazi larghi con stili di vita ecocompatibili nelle citt\u00e0 a 15 minuti a piedi per tutti i servizi<\/strong>, come a Parigi o nei piccoli boghi e in medie citt\u00e0 con una \u201cdiscordia concors\u201d o \u201cdiversit\u00e0\u00a0 creatrici\u201d e \u201ccontraddizioni generative\u201d, come afferma Elena Granata. Cos\u00ec\u00a0 la ferrovia abbandonata pu\u00f2 diventare un parco, le funivie possono sorvolare le citt\u00e0, le piazze possono allagarsi come a Rotterdam, si possono avere foreste sul lungomare, boschi verticali, orti urbani, il gioco e lo spazio tra le case, manifatture a chilometro zero. Insomma,\u00a0<strong>possiamo realizzare la biodiversit\u00e0 urbana, momenti di ordinaria felicit\u00e0, progetti rivoluzionari con il genio contemporaneo<\/strong>\u00a0attraverso il pensiero plurale come azione collettiva. \u00c8 il tempo dei rigeneratori urbani, del muoversi come diritto civile, di citt\u00e0 che imparano dalla natura, di utilizzare i beni comuni come risorsa, del prendersi cura di spazi e persone, di trasgressioni virtuose ricostruendo n\u00e9 dov\u2019era n\u00e9 com\u2019era.<\/p>\n<p><strong>Il paesaggio \u00e8 l\u2019eros della terra e noi lo assorbiamo in circoli virtuosi ed efficaci.<\/strong>\u00a0Dobbiamo pensare le connessioni per citt\u00e0 veramente intelligenti. La connettivit\u00e0 nel piacere di vivere in citt\u00e0 \u201cbelle\u201d e sane \u00e8 il nostro destino. Da qui parte la lotta ai cambiamenti climatici e alla decarbonizzazione. Il recupero delle strutture industriali abbandonate sar\u00e0 fondamentale.<br \/>\nCome abbiamo visto,\u00a0<strong>sta affermandosi il principio territoriale.<\/strong>\u00a0Divenuto marginale nei modelli socioeconomici del passato, \u00e8 tornato di grande utilit\u00e0 in questa crisi pandemica. \u00c8 entrato in crisi il capitalismo cognitivo con il suo ottimismo funzionale e tecnologico, con i suoi flussi globali a prescindere dai territori.\u00a0<strong>Stiamo tornando alle \u201ccomunit\u00e0 concrete\u201d di vita e lavoro<\/strong>,\u00a0<strong>proposte da Adriano Olivetti<\/strong>. Oggi infatti il Covid 19 ha messo a nudo, come mai in passato, le fragilit\u00e0 territoriali. Va rivisto per Alberto Magnaghi il rapporto tra abitanti e territorio in una nuova civilizzazione antropica. Occorre una nuova coscienza di luogo, come proposto da Giacomo Becattini, in vere e proprie comunit\u00e0 territoriali innovative. La nostra\u00a0<em>hybris<\/em>\u00a0di potenza tecno-scientifica ha messo a rischio il pianeta Terra con deforestazioni, allevamenti\u00a0 intensivi, intense comunicazioni satellitari. \u00c8 un ritorno al territorio che cambier\u00e0\u00a0 il modo di percepire\u00a0 il mondo. Ci alimenteremo di odori, sapori, voci, arcchitetture, canti, tecnologie appropriate al luogo.\u00a0<strong>\u00c8 la conversione ecologica e territorialista dell\u2019economia, \u201carte dell\u2019abitare\u201d<\/strong>\u00a0fin dalla sua nascita, con il territorio bene comune.<br \/>\n<strong>Ripartiamo dalle citt\u00e0, in conclusione, per arrivare al mondo unito con il metodo di Chiara Lubich<\/strong>: \u00abQuindi, prendete le misure della citt\u00e0. Insieme cercate i pi\u00f9 poveri, gli abbandonati, gli orfani, i carcerati, quelli che sono messi ai margini, e date, date sempre: una parola, un sorriso, il vostro tempo, i vostri beni\u2026 Non lasciate nessuno solo\u2026 Condividete ogni cosa con i vostri amici\u2026\u00bb.<\/p>\n<aside>Scarica l\u2019articolo in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=164606&amp;action=seed_download_download&amp;type=pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id%3D164606%26action%3Dseed_download_download%26type%3Dpdf&amp;source=gmail&amp;ust=1611845013157000&amp;usg=AFQjCNHvWFvZqCDP8k1XvzrKUc2Te8hM7g\">pdf<\/a><\/p>\n<\/aside>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div id=\"m_554226019516395109article\" role=\"article\">\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una riflessione sul senso dell&#8217;abitare secondo un modello pi\u00f9 prossimo e pi\u00f9 umano, anche nel rispetto delle norme entrate in vigore contro il Covid-19. 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