{"id":239772,"date":"2022-02-25T16:26:36","date_gmt":"2022-02-25T15:26:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mppu.org\/?p=239772"},"modified":"2025-12-10T23:10:55","modified_gmt":"2025-12-10T22:10:55","slug":"mamme-no-pfas-veneto-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2022\/02\/25\/mamme-no-pfas-veneto-italia\/","title":{"rendered":"\u201cMamme no PFAS\u201d, Veneto, Italia"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2017, quando l\u2019Azienda sanitaria pubblica ha disposto un monitoraggio nella cittadinanza, i valori rilevati sono stati come lame che hanno ferito profondamente ogni famiglia: di fronte ad un valore massimo tollerato di 8 ng\/ml, i risultati andavano da 90 a 300, perfino 1000 ng\/ml.<\/p>\n<p>Quattro mamme preoccupate ed arrabbiate si sono cercate per condividere il dolore. Alla rabbia ben presto \u00e8 subentrata la determinazione a fare qualcosa da mamme e cittadine. Sono una di loro e mi chiedevo come era potuto accadere sotto i nostri occhi un disastro simile. La prima esigenza era quella di capire cos\u2019era successo; abbiamo iniziato a studiare tutta la documentazione disponibile e abbiamo scoperto che era pubblica da tempo, quindi a disposizione delle istituzioni, che per\u00f2 fino ad allora non avevano ritenuto di allertare la popolazione. Gi\u00e0 dal 1966 l\u2019impresa produceva sostanze impermeabilizzanti destinate a innumerevoli prodotti di uso ordinario, e i residui di lavorazione, altamente tossici, bioaccumulabili e indistruttibili, si erano meritati il titolo di \u201cveleno perfetto\u201d: che non si vede ma penetra nei nostri tessuti, agendo come interferente endocrino e causando problemi alla tiroide, aumento del colesterolo e diminuzione della fertilit\u00e0 maschile e femminile.<\/p>\n<p>La falda ormai \u00e8 stata inquinata e lo rimarr\u00e0 per almeno 50 anni; l\u2019acqua scorre e quindi le acque dei fiumi e dei torrenti, inquinate, hanno irrigato anche le campagne e rifornito gli allevamenti di animali, cos\u00ec che i PFAS sono ormai entrati nella catena alimentare. C\u2019era da abbattersi, anche perch\u00e9 si intravedeva un percorso difficile, con evidenti interessi nascosti. Eppure Chiara Lubich mi aveva trasmesso un\u2019idea alta della politica e dell\u2019economia, a cui anche i cittadini, anche le famiglie, devono contribuire attivamente. Per questo, sostenuta da tanti che condividono questa visione, mi sono impegnata a fondo e continuo a farlo.<\/p>\n<p>Il nostro gruppo si chiama \u201cMamme no PFAS-genitori attivi\u201d e conta alcune migliaia di mamme e genitori in tutta la \u201czona rossa\u201d: 32 comuni del territorio in cui l\u2019allarme \u00e8 pi\u00f9 grave. Con la documentazione in mano, abbiamo iniziato ad incontrare i nostri rappresentanti nelle istituzioni, prima di tutto i sindaci, gli assessori regionali, il presidente della Regione Veneto e il Ministro dell\u2019ambiente. Incontri schietti: sapevamo cosa chiedere loro e non ci sentivamo inferiori, decise piuttosto a metterci a loro fianco, di fronte ad un problema cos\u00ec grave.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottobre 2017 la prima grande manifestazione pubblica nel paese pi\u00f9 colpito; hanno partecipato pi\u00f9 di 10 mila persone, 50 sindaci, oltre ai presidenti della Provincia di Vicenza e Verona. Abbiamo avuto il patrocinio di 120 comuni. A seguito di questa mobilitazione, la nostra richiesta di acqua pulita ha portato all\u2019installazione da parte dei gestori degli impianti di distribuzione di una serie di filtri, mentre la Regione Veneto ha posto limiti alla presenza di PFAS nelle acque.<\/p>\n<p>Ma era evidente che il dialogo tra le parti era estremamente difficile, soprattutto quando le persone erano di schieramenti diversi. Ad esempio, una grossa questione come quella della costruzione di nuovi acquedotti non andava avanti per il continuo rimbalzare della competenza tra regione e ministero; eppure ci dicevano di concordare sulle decisioni da prendere. Per superare l\u2019empasse, abbiamo promosso un incontro presso il Ministero anche con la nostra presenza, con lo stile delle mamme che si mettono intorno ad un tavolo con i figli. Ore di dialogo, per approfondire e mediare, finch\u00e8 si \u00e8 giunti all\u2019accordo e ogni ente ha assunto precisi impegni che sono stati finanziati.<\/p>\n<p>Fin dall\u2019inizio ci siamo occupate anche delle normative europee sulle acque destinate al consumo umano, un tema gi\u00e0 in discussione al Parlamento Europeo, dove un gruppo di noi ha potuto recarsi nel 2018 per una conferenza stampa e poter parlare con molti parlamentari di tutti i gruppi. Dopo Bruxelles, siamo state anche a Strasburgo in occasione della votazione di alcune mozioni importanti. Ricorderemo quel viaggio come una battuta di arresto: la mozione che \u00e8 stata approvata, infatti, innalzava i limiti di PFAS nell\u2019acqua&#8230; In quelle settimane ci siamo scoperte capaci anche di produrre un breve video, che via email abbiamo inviato ai ministri dell\u2019ambiente dell\u2019Unione Europea: una comunicazione semplice, in cui 30 famiglie rivolgevano un messaggio diretto e personale ad ogni ministro.<\/p>\n<p>Una luce in quei mesi difficili \u00e8 stata la lettera che abbiamo ricevuto da papa Francesco, in cui ci scriveva, tra l\u2019altro: \u201c\u2026proseguite con pazienza e perseveranza nel cercare le vie buone per la soluzione del problema\u201d. Pazienza e perseveranza: abbiamo riscoperto questi doni che ci vengono dall\u2019essere madri. L\u2019esperienza ci insegna che questa \u00e8 la nostra arma vincente: infatti, in questi anni siamo state ricevute da tutti, senza intermediari, trovando attenta considerazione.<\/p>\n<p>Oggi a livello regionale siamo impegnate per la bonifica del sito inquinato e inquinante. Siamo l\u2019unico gruppo della societ\u00e0 civile accreditato alla Conferenza dei servizi e al tavolo tecnico e ci sembra particolarmente importante, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019etica (la stessa etica della nostra vita quotidiana che cerca il bene prima di tutto) che deve guidare anche le scelte industriali e politiche. Non possiamo lasciarci soggiogare da ricatti terribili, come ad esempio quello tra salute e lavoro.<\/p>\n<p>Il processo per disastro ambientale contro l\u2019industria chimica Miteni \u00e8 iniziato due anni fa; nel maggio 2021 il giudice ha rinviato a giudizio 15 manager delle varie multinazionali che negli anni si sono succedute e nel prossimo mese di luglio inizier\u00e0 quello che \u00e8 stato definito il pi\u00f9 grande processo nazionale per inquinamento. Nel frattempo, abbiamo partecipato anche al tavolo tecnico (che abbiamo ottenuto anche con un sit-in!) con Ministero della Sanit\u00e0, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Istituto Superiore di Sanit\u00e0, Confindustria, Federchimica, WWF e\u2026 Mamme no PFAS. La richiesta di porre limiti vicini allo zero agli scarichi altamente inquinanti \u00e8 per noi un punto fondamentale, anche a livello nazionale, per cambiare visione, perch\u00e9 l\u2019inquinamento che abbiamo avuto nel Veneto si sta verificando in scala maggiore in altre regioni.<\/p>\n<p>Infine c\u2019\u00e8 la collaborazione con gli altri gruppi che abbiamo incontrato negli anni, impegnati come noi ad affrontare gravi situazioni di dissesto: per questo, dopo essere state a Taranto, \u00e8 nata la rete \u201cMamme da nord a sud\u201d che oggi riunisce 50 associazioni di ogni regione d\u2019Italia. Stare insieme \u00e8 fondamentale per condividere le ferite dei nostri territori, ma anche per avere pi\u00f9 forza e guardare al futuro, per cambiare le cose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2017, quando l\u2019Azienda sanitaria pubblica ha disposto un monitoraggio nella cittadinanza, i valori rilevati sono stati come lame che hanno ferito profondamente ogni famiglia: di fronte ad un valore massimo tollerato di 8 ng\/ml, i risultati andavano da 90 a 300, perfino 1000 ng\/ml. 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