{"id":239791,"date":"2022-02-26T11:05:56","date_gmt":"2022-02-26T10:05:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mppu.org\/?p=239791"},"modified":"2025-12-10T23:12:34","modified_gmt":"2025-12-10T22:12:34","slug":"corresponsabili-nel-prenderci-cura-gli-uni-degli-altri-colombia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2022\/02\/26\/corresponsabili-nel-prenderci-cura-gli-uni-degli-altri-colombia\/","title":{"rendered":"Corresponsabili nel prenderci cura gli uni degli altri &#8211; Colombia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Javier Baquero Maldonado, Bogot\u00e1, Colombia<\/strong><\/p>\n<p>Mi ha sempre appassionato l\u2019esercizio della politica, la possibilit\u00e0 di cercare insieme soluzioni ai problemi, anche a quelli pi\u00f9 complessi e carichi di conflitti. Ho 33 anni e in questi ultimi mesi sto vivendo un\u2019esperienza politica difficile da raccontare. Nel gennaio 2020 il Partito Verde ha cominciato a governare la capitale della Colombia e per la prima volta il suo sindaco \u00e8 una donna. Cooptato dal nuovo governo, ho iniziato a lavorare come consigliere strategico del settore habitat e dalla fine del 2020 sono stato nominato sottosegretario per la pianificazione e le politiche pubbliche. Ci siamo trovati immersi nel dramma della pandemia e governare Bogot\u00e0 \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 complesso: su una popolazione di 8 milioni di abitanti, 2,3 milioni vivono sotto la soglia di povert\u00e0 e 350 mila in condizioni di povert\u00e0 estrema. Da quando il Covid-19 ha imposto chiusure e isolamento, la situazione \u00e8 diventata esplosiva perch\u00e8 queste famiglie hanno esaurito rapidamente quel poco che avevano.<\/p>\n<p>Ci siamo trovati davanti al dilemma se mantenere le chiusure e salvaguardare la salute delle persone, o tutelare il lavoro e la possibilit\u00e0 di un reddito minimo, un tema oggetto di dibattito continuo finch\u00e8, con un accordo politico generale, il governo di Bogot\u00e0 ha scelto di dare priorit\u00e0 alla salute delle persone. Devo dire che, in particolare nei primi mesi, tutti i centri decisionali, tutti gli uffici hanno lavorato senza tregua, con orari impossibili, andando spesso al di l\u00e0 di ci\u00f2 che dipendeva strettamente da loro. Con il primo piano di emergenza, \u201c<em>Bogot\u00e0 Solidaria en Casa<\/em>\u201d, si sono decisi gli investimenti principali per ridurre gli impatti delle chiusure sulle famiglie. Una delle prime sfide \u00e8 stata quella di identificare i pi\u00f9 poveri nei quartieri, ad esempio quelli che non avevano nemmeno una certificazione di identit\u00e0 personale e di conseguenza rischiavano l\u2019invisibilit\u00e0. Perch\u00e9 le persone potessero restare in casa senza soffrire la fame, abbiamo fornito un reddito di base a pi\u00f9 di 550 mila famiglie vulnerabili, e poi distribuito 1 milione di cesti alimentari, 30 mila sostegni per il pagamento dell\u2019affitto, sconti nei servizi pubblici, forme di assistenza sanitaria universale, alloggi protetti per le donne vittime di violenza, sussidi per la cremazione dei cadaveri Covid-19\u2026 Uno sforzo che \u00e8 stato possibile per il lavoro coordinato di circa 5.000 persone del governo e di 30 enti pubblici.<\/p>\n<p>Ma la sostenibilit\u00e0 del nostro modello di governance non poteva dipendere solo dalla capacit\u00e0 dell\u2019ente pubblico. Giorno per giorno mi rendevo conto di quanto sia decisivo far crescere una vera cultura delle relazioni tra i diversi attori politici, mettere in rilievo la corresponsabilit\u00e0 che ci lega: decisori politici e funzionari pubblici che devono curare l\u2019attuazione dei provvedimenti, fino ai destinatari che ne sono i soggetti essenziali. Il ruolo del governo \u00e8 anche quello di generare fiducia, dialogo, rispetto per ciascuno degli attori, in modo che ognuno sia parte della soluzione. In questa, come in tante altre situazioni, era necessario puntare ad una governance collettiva, collaborativa e policentrica. E quando abbiamo chiesto ai cittadini di rimanere in casa, agli imprenditori di chiudere le aziende, la risposta \u00e8 stata impressionante: tanti hanno continuato a pagare lo stipendio ai collaboratori, a far arrivare donazioni per i programmi sociali, anche nelle universit\u00e0 la ricerca si \u00e8 orientata all\u2019emergenza, mentre le organizzazioni sociali e religiose si concentravano ancora di pi\u00f9 nel sostegno ai poveri.<\/p>\n<p>Personalmente, avvertivo che non potevo fermarmi davanti al senso di incapacit\u00e0 che spesso emergeva davanti a problemi che apparivano insuperabili; piuttosto, la strada da percorrere per cercare le soluzioni era proprio quella di avvicinarci a chi era pi\u00f9 in difficolt\u00e0, stare con loro per farci carico di quanto erano costretti a vivere ogni giorno. E\u2019 stata questa la spinta pi\u00f9 forte per continuare a cercare il bene comune, la cooperazione sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcuni mesi fa ho dovuto rappresentare l\u2019Amministrazione andando ad incontrare alcuni cittadini che avevano avviato un lungo sciopero, con ragioni importanti. Quando sono andato a parlare con loro, sono stato subito identificato come <em>il nemico<\/em>: era una ferita che mi colpiva personalmente. Ore, giorni di sofferenza.<\/p>\n<p>Un\u2019altra volta si era deciso di intervenire con la forza pubblica perch\u00e9 3000 persone poverissime premevano per costruire le loro case senza permesso su una collina a grave rischio geologico. La pressione era tremenda; i leader di queste comunit\u00e0 rifiutavano di spostarsi altrove, ma se fosse intervenuta la polizia con la forza, il confronto sarebbe stato molto violento e c\u2019erano bambini, anziani, ammalati nelle famiglie degli occupanti. Con la responsabile del mio settore siamo stati nominati mediatori e abbiamo passato 5 giorni seduti intorno ad un tavolo con queste persone, dalle 5 del mattino fino a mezzanotte. In diversi momenti la mia responsabile voleva abbandonare il dialogo perch\u00e8 sembrava impossibile proseguire, ma sono riuscito a sostenerla fino all\u2019ultimo e siamo giunti ad un accordo. L\u2019Amministrazione si \u00e8 impegnata a garantire procedure corrette e ad offrire assistenza a queste 3000 persone dopo il loro trasferimento. Non siamo riusciti a risolvere tutto, ma le comunit\u00e0 hanno accettato le condizioni che abbiamo indicato e si sono rese conto di ci\u00f2 che si era fatto per rispondere alle loro esigenze. Era qualcosa di pi\u00f9 di un dolore condiviso, perch\u00e9 queste stesse persone hanno contribuito ad affrontare diversamente la situazione.<\/p>\n<p>Altri fronti impegnativi sono i cantieri aperti per numerose opere in costruzione, oppure lo sforzo per aumentare l\u2019occupazione femminile in questo settore, gli investimenti e il credito facilitato per dare sostegno ai lavoratori pi\u00f9 giovani. Le aziende in grande difficolt\u00e0 sono numerose e c\u2019\u00e8 tanto da fare in poco tempo. Compito della politica \u00e8 affrontare queste situazioni integrando i diversi sguardi sulla realt\u00e0 e le diverse competenze, fare rete e arrivare possibilmente a soluzioni per tutti. Sono convinto che ognuno di noi ha una funzione importante da svolgere. Certo, non basta un atteggiamento individuale costruttivo per cambiare una realt\u00e0 cos\u00ec complessa, ma \u00e8 un punto di partenza essenziale per alimentare la condivisione, il dialogo, la ricerca dell\u2019unit\u00e0. Penso ad un\u2019operazione di cui, proprio in questo tempo, c\u2019\u00e8 un grande bisogno: \u201cdisinfettare\u201d la societ\u00e0. Si tratta di disinfettare le nostre comunit\u00e0 dall\u2019individualismo, riconoscendo che siamo corresponsabili nel prenderci cura gli uni degli altri. Tutti diventiamo politici quando mettiamo da parte noi stessi per abbracciare il dolore dell\u2019altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Javier Baquero Maldonado, Bogot\u00e1, Colombia Mi ha sempre appassionato l\u2019esercizio della politica, la possibilit\u00e0 di cercare insieme soluzioni ai problemi, anche a quelli pi\u00f9 complessi e carichi di conflitti. Ho 33 anni e in questi ultimi mesi sto vivendo un\u2019esperienza politica difficile da raccontare. 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