{"id":244073,"date":"2025-12-01T13:45:33","date_gmt":"2025-12-01T12:45:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mppu.org\/?p=244073"},"modified":"2025-12-09T18:24:44","modified_gmt":"2025-12-09T17:24:44","slug":"un-giuramento-di-erasmo-per-la-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2025\/12\/01\/un-giuramento-di-erasmo-per-la-democrazia\/","title":{"rendered":"Un Giuramento di Erasmo per la democrazia"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Una formula &#8211; come quella di Ippocrate per i medici &#8211; potrebbe impegnare i diplomatici a considerare la loro missione non solo come servizio al proprio Stato, ma come mandato verso l&#8217;intera umanit\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un aspetto non secondario nella tregua (non ancora \u201cpace\u201d) raggiunta a Gaza tra Israele e Palestina. E cio\u00e8 che sono state ancora una volta le armi della diplomazia, non la diplomazia delle armi (ammesso che sia tale) ad ottenere risultati concreti.&nbsp;D\u2019altra parte, \u00e8 grazie alla mediazione se la gran parte degli ostaggi detenuti da Hamas sono stati liberati nei mesi scorsi, se prigionieri palestinesi senza garanzie giudiziarie sono stati restituiti alle loro famiglie, se c\u2019\u00e8 stato, in pi\u00f9 occasioni, il cessate il fuoco a Gaza e gli aiuti, per un tempo troppo breve, avevano ricominciato a fluire nella striscia di Gaza. Su altro versante, \u00e8 stato grazie alla mediazione se prigionieri di guerra russi ed ucraini sono tornati a casa, se \u00e8 stato possibile stabilire corridoi protetti per l\u2019esportazione di cereali dall\u2019Ucraina, se la centrale nucleare di Zaporizhzhia \u00e8 stata finora preservata dal fuoco incrociato delle due parti.&nbsp;Per questo, la mediazione ha una sua sacralit\u00e0 laica. C\u2019\u00e8 perci\u00f2 qualcosa di internazionalmente sacrilego dal punto di vista diplomatico quando vengono colpiti \u2013 come avvenuto nelle scorse settimane a Doha \u2013 gli stessi mediatori. Un attacco all\u2019idea stessa di diplomazia.<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo sempre meno governato dalle regole e sempre pi\u00f9 influenzato dai rapporti di forza, la diplomazia tende ad essere vista come una risorsa debole, come un\u2019arma spuntata.&nbsp; Non \u00e8 raro imbattersi, perci\u00f2, in titoli ad effetto, come \u00abla fine della diplomazia\u00bb addirittura \u201cla morte della diplomazia\u201d.&nbsp;A me pare che pi\u00f9 che della fine della diplomazia si dovrebbe piuttosto parlare del tradimento della diplomazia. Oggi la diplomazia viene tradita in un duplice senso. Da chi governa, quando non la si prende sul serio, senza darle davvero credito come possibilit\u00e0 di soluzioni pacifiche delle controversie, sostenendo la tesi assai discutibile che la pace si raggiunge attraverso la forza. Dagli stessi diplomatici, quando rinunciano al ruolo, che loro compete, di \u201coltranzisti del dialogo\u201d, assecondando invece ideologie nazionalistiche o egemoniche.<\/p>\n\n\n\n<p>Il politologo Ronan Farrow, qualche anno fa, aveva parlato di \u201cguerra alla pace\u201d, nella forma di una progressiva marginalizzazione del metodo diplomatico del dialogo e dell\u2019ascolto a favore delle forza militare o della propaganda. Eppure, la diplomazia rimane uno strumento fondativo di un mondo pi\u00f9 civile e meno troglodita. Essa torna sempre, testardamente, sul suo punto focale, e cio\u00e8 evitare, risolvere o quanto meno contenere i conflitti, costruire se non ponti almeno, pi\u00f9 modestamente e realisticamente, delle passerelle, dei passaggi impervi e spesso difficoltosi, delle serpentine piuttosto che delle linee rette. Se \u00e8 vero che il fallimento della diplomazia porta alla guerra, \u00e8 anche vero che il fallimento della guerra porta alla diplomazia.<\/p>\n\n\n\n<p>La diplomazia, invece di affidarsi a logiche strumentali e falsamente realistiche, dovrebbe ripartire dalla pace come causa primaria, che viene ben prima di ogni idea di nazione. La cosiddetta \u201cRealpolitik\u201d non ha nulla di realistico e ancora meno \u00e8 una politica. Se ci fosse per la diplomazia l\u2019analogo del giuramento di Ippocrate per i medici, forse lo chiameremmo il \u201cGiuramento di Erasmo\u201d. Il Giuramento impegnerebbe i diplomatici a considerare la loro missione non solo come servizio al proprio Stato, ma come mandato verso l\u2019intera umanit\u00e0. \u00c8 un appello a riscoprire la diplomazia come coscienza del limite e campo delle relazioni disarmate. Prima di tutto non nuocere, diceva l\u2019antico giuramento di Ippocrate. In un mondo frammentato e polarizzato, dove sembra prevalere la volont\u00e0 di potenza rispetto alla ricerca dell\u2019intesa, l\u2019idea di un \u201cGiuramento di Erasmo per i diplomatici\u201d (qui proposto) non \u00e8 solo un\u2019aspirazione utopica, ma la riaffermazione della dimensione etico-politica per una diplomazia che voglia tornare alle sue radici profonde, quella della paziente costruzione della pace.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giuramento di Erasmo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Io, chiamato a svolgere la mia missione diplomatica tra le nazioni ed i popoli del mondo, giuro:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2022 di ricordare sempre che \u201cnulla \u00e8 pi\u00f9 empio, nulla pi\u00f9 sciagurato, nulla pi\u00f9 dannoso della guerra\u201d;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2022<\/em>&nbsp;<em>di levare la mia voce contro ogni guerra ingiusta, rammentando che \u201cnessuna vittoria militare \u00e8 tanto gloriosa da non costare pi\u00f9 di ci\u00f2 che promette: la pace giusta \u00e8 la sola vera vittoria\u201d;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2022 di ispirare il mio servizio ai principi fondativi della comunit\u00e0 internazionale, come il principio universale che ogni nazione deve ripudiare la guerra come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2022 di adoperarmi con mente sincera e cuore retto a spegnere i focolai di discordia, rammentando che \u201cse la pace sparisce, tutto precipita insieme con essa: le leggi, la giustizia, ogni cosa che \u00e8 buona\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2022 di non ispirare la mia azione all\u2019antagonismo n\u00e9 ad ambizioni egemoniche, ma di impegnarmi per la fraternit\u00e0 universale, riconoscendo in ogni popolo e in ogni persona la stessa dignit\u00e0 e gli stessi diritti, promuovendo la giustizia, la riduzione delle disuguaglianze e condizioni di vita pi\u00f9 eque per tutti;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2022 di non piegare mai la mia missione alla falsit\u00e0 n\u00e9 alla slealt\u00e0, poich\u00e9 \u201cla pace vera si fonda sulla giustizia e sulla verit\u00e0, non sull\u2019inganno o sulla violenza\u201d;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2022 di considerare la mia missione non solo come un leale servizio al mio Paese, ma come mandato verso l\u2019umanit\u00e0 intera e con le generazioni future, proteggendo la dignit\u00e0 umana, favorendo lo sviluppo equo e garantendo i diritti fondamentali dei pi\u00f9 deboli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2022 di custodire e difendere la Terra, nostra casa comune, riconoscendo che non vi possa essere pace tra i popoli senza pace con la natura, in un\u2019ottica planetaria che includa ogni essere vivente e l\u2019intero ecosistema.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cos\u00ec giuro, e invocher\u00f2 la pace non solo con le parole, ma con ogni atto del mio ufficio, fino a che durer\u00e0 la mia opera nel mondo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Le citazioni sono tratte dalle opere di Erasmo da Rotterdam:&nbsp;<\/em>Dulce bellum inexpertis<em>&nbsp;(1515);&nbsp;<\/em>Institutio principis Christiani<em>&nbsp;(1516);&nbsp;<\/em>Querela pacis<em>&nbsp;(1517)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una formula &#8211; come quella di Ippocrate per i medici &#8211; potrebbe impegnare i diplomatici a considerare la loro missione non solo come servizio al proprio Stato, ma come mandato verso l&#8217;intera umanit\u00e0 C\u2019\u00e8 un aspetto non secondario nella tregua (non ancora \u201cpace\u201d) raggiunta a Gaza tra Israele e Palestina. 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