{"id":244087,"date":"2025-12-01T13:54:15","date_gmt":"2025-12-01T12:54:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mppu.org\/?p=244087"},"modified":"2025-12-01T13:55:04","modified_gmt":"2025-12-01T12:55:04","slug":"le-domande-scomode-che-i-giornalisti-devono-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2025\/12\/01\/le-domande-scomode-che-i-giornalisti-devono-fare\/","title":{"rendered":"Le domande scomode che i giornalisti devono fare"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Destinare i soldi alla conversione ecologica invece che alle armi \u00e8 una scelta politica. L\u2019informazione ha la responsabilit\u00e0 cruciale di offrire elementi utili per un\u2019analisi critica della realt\u00e0. Un contributo dalla Conferenza Onu in Brasile sul riscaldamento climatico<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.mppu.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/CITTNUOVAPAMOM_20251117201722357_7d85bbec1188e2b55b02770b7e020b41-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-244088\" srcset=\"https:\/\/www.mppu.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/CITTNUOVAPAMOM_20251117201722357_7d85bbec1188e2b55b02770b7e020b41-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.mppu.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/CITTNUOVAPAMOM_20251117201722357_7d85bbec1188e2b55b02770b7e020b41-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.mppu.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/CITTNUOVAPAMOM_20251117201722357_7d85bbec1188e2b55b02770b7e020b41-scaled-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.mppu.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/CITTNUOVAPAMOM_20251117201722357_7d85bbec1188e2b55b02770b7e020b41-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.mppu.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/CITTNUOVAPAMOM_20251117201722357_7d85bbec1188e2b55b02770b7e020b41-scaled-1-2048x1366.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Manifestazione per fermare il risandamento climatico alla Cop30 in Brasile. EPA\/ANDRE BORGES<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217; allocazione delle risorse globali rappresenta il vero campo di battaglia su cui si decide il futuro del pianeta. Non \u00e8 una questione di possibilit\u00e0 tecnica, ma di volont\u00e0 politica.\u00a0<strong>La transizione ecologica, infatti, con le conoscenze tecnologiche di cui disponiamo oggi, \u00e8 pienamente realizzabile.<\/strong>\u00a0L\u2019unico, vero ostacolo che si frappone tra la crisi attuale e un futuro sostenibile \u00e8 la scelta politica di dove indirizzare gli investimenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il problema risiede in un sistematico dirottamento delle risorse.<\/strong>&nbsp;I fondi che, in base a impegni internazionali e a un principio di giustizia climatica, dovrebbero essere destinati a finanziare la transizione ecologica, vengono invece ciclicamente assorbiti dall\u2019industria bellica e dalla produzione di armamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Europa emerge come un esempio emblematico e doloroso di questa tendenza.<strong>&nbsp;Invece di porsi come leader climatico per colmare il vuoto lasciato dagli Stati Uniti di Donald Trump, il continente sta frenando le proprie ambizioni. La causa risiede nel \u00abcrescere di forze politiche<\/strong>, se non apertamente negazioniste, comunque ostili a una politica climatica decisa\u00bb. Queste forze hanno indebolito il piano di tagli del 90% delle emissioni entro il 2040, approvato solo con una serie di attenuazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La giustificazione addotta per questo ridimensionamento \u00e8 la presunta necessit\u00e0 di un maggiore impegno nella&nbsp;\u201cdifesa\u201d.&nbsp;<strong>Questa motivazione, tuttavia, non \u00e8 neutrale, ma si fonda su una precisa e strategica manipolazione del linguaggio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il linguaggio, infatti, non \u00e8 mai un mero strumento descrittivo: \u00e8 il veicolo attraverso cui si costruisce il consenso e si legittimano agende politiche.&nbsp;<strong>La scelta dei termini \u00e8 un atto strategico volto a rendere accettabile ci\u00f2 che altrimenti non lo sarebbe<\/strong>. La narrativa bellicista contemporanea si fonda su una deliberata sostituzione terminologica.<strong>&nbsp;Invece della guerra si usa il termine difesa e al posto del riarmo si parla di \u201cprotezione\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa operazione semantica sfrutta connotazioni psicologiche profonde: la&nbsp;<strong>guerra<\/strong>&nbsp;\u00e8 percepita come&nbsp;\u201cbrutta, sporca, crudele\u201d, qualcosa da temere e respingere. La&nbsp;<strong>difesa<\/strong>, al contrario, \u00e8 un concetto&nbsp;\u201cbuono\u201d, un&nbsp;\u201cdiritto\u201d&nbsp;legato alla protezione di ci\u00f2 che si ama.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il ruolo dei media \u00e8 cruciale per capire tale strategia narrativa<\/strong>. Ci sono domande che noi giornalisti dovremmo aiutare a fare, per fornire al pubblico gli strumenti di analisi critica. Le domande fondamentali sono:&nbsp;<strong>Difendersi da chi? Difendersi da cosa? Difendersi come?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Queste domande forzano a esplicitare le minacce reali e le strategie, spostando il dibattito dal piano emotivo della&nbsp;\u201cprotezione\u201d&nbsp;a quello razionale della politica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dietro questa narrazione agisce la \u201clobby delle armi\u201d<\/strong>, che non solo finanzia pesantemente campagne politiche, ma cerca di trovare&nbsp;varchi all\u2019interno della societ\u00e0 civile finanziando iniziative per promuovere la&nbsp;<strong>produzione di<\/strong>&nbsp;<strong>armamenti come una fonte di posti di lavoro,<\/strong>&nbsp;normalizzando ulteriormente l\u2019agenda del riarmo.&nbsp;<strong>Decostruire questa architettura linguistica diventa quindi una responsabilit\u00e0 primaria<\/strong>&nbsp;per chi opera nel campo della comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La guerra in Ucraina ha rappresentato un punto di svolta narrativo,<\/strong>&nbsp;un momento in cui i media, non volendo ipotizzare una scelta intenzionale, si sono lasciati trascinare sdoganando termini e assumendo posizioni senza valutarne appieno le conseguenze a lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p>Le conseguenze negative di questa deriva sono oggi evidenti:&nbsp;<strong>la guerra in Ucraina prosegue senza soluzioni concrete all\u2019orizzonte.<\/strong>&nbsp;Una drammatica strage di vite umane persiste quotidianamente. Si \u00e8 innescata una pericolosa corsa mondiale al riarmo.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a questo scenario,<strong>&nbsp;i comunicatori hanno una serie di compiti specifici e urgenti:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Prima di tutto&nbsp;<strong>smontare la narrativa,&nbsp;<\/strong>e cio\u00e8&nbsp;<strong>chiamare la guerra con il suo nome<\/strong>, rifiutando l\u2019eufemismo della&nbsp;\u201cdifesa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Porre, poi, domande scomode.<\/strong>&nbsp;Chiedere&nbsp;<strong>quale sia la minaccia reale che giustifica un tale riarmo<\/strong>&nbsp;e quali strategie alternative, non militari, esistano per affrontarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre infine<strong>&nbsp;recuperare il valore delle istituzioni multilaterali<\/strong>&nbsp;create dopo la Seconda Guerra Mondiale con lo scopo esplicito di prevenire i conflitti.&nbsp;<strong>Occorre contrapporre la complessit\u00e0 della diplomazia all\u2019idea riduttiva che l\u2019unica difesa possibile sia quella militare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il progressivo abbandono della via diplomatica si inserisce in un quadro di mutamenti profondi degli equilibri globali, dove nuovi attori stanno emergendo per colmare i vuoti lasciati dalle potenze tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il sistema multilaterale appare oggi indebolito, messo in crisi dal disinteresse degli Stati Uniti e dall\u2019ambiguit\u00e0 di un\u2019Europa concentrata su&nbsp;\u201caltre emergenze\u201d<\/strong>. Tuttavia non \u00e8 ancora sconfitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a un Nord del mondo distratto e ripiegato su se stesso,&nbsp;<strong>\u00e8 il Sud globale a prendere le redini della negoziazione climatica.<\/strong>&nbsp;Questo slancio&nbsp;ha un contesto preciso.&nbsp;<strong>La COP 30 \u00e8 tornata dopo diversi anni a svolgersi in un Paese democratico, il Brasile, in cui la presenza della societ\u00e0 civile \u00e8 fortissima<\/strong>. \u00c8 proprio questa&nbsp;la&nbsp;realt\u00e0 in grado di esercitare una forte pressione sui propri leader affinch\u00e9 trovino strategie comuni per affrontare la minaccia esistenziale del riscaldamento globale.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto,&nbsp;<strong>le conferenze sul clima (COP) rappresentano l\u2019ultimo pezzo del sistema multilaterale rimasto in piedi.<\/strong>&nbsp;Nonostante i loro evidenti difetti \u2014 processi \u201clenti, farraginosi, complicati\u201d \u2014 il loro valore \u00e8 tangibile.<strong>&nbsp;L\u2019esempio degli Accordi di Parigi del 2015 resta illuminante:<\/strong>&nbsp;senza di essi, la previsione di aumento della temperatura globale a fine secolo era di intorno ai 4\u00b0C.<strong>&nbsp;Grazie a quegli accordi, questa previsione l\u2019abbiamo&nbsp;<\/strong><strong>quasi<\/strong><strong>&nbsp;dimezzata.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo risultato, sebbene non ancora sufficiente, dimostra in modo inequivocabile che la politica dei piccoli passi riesce a dare qualche risultato.&nbsp;<strong>\u00c8 la prova che il dialogo e la cooperazione internazionale, per quanto imperfetti, sono strumenti efficaci.<\/strong>&nbsp;Questo pragmatismo politico ci conduce alla riflessione finale sul valore ultimo che l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 chiamata a proteggere.<\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 dei negoziati, delle alleanze e delle narrazioni, esiste un bene fondamentale che \u00e8 precondizione per qualsiasi progresso.&nbsp;<strong>La pace non \u00e8 un\u2019utopia astratta<\/strong>, ma quel bene preziosissimo che costituisce&nbsp;<strong>l\u2019unica vera difesa e garanzia di sopravvivenza per l\u2019umanit\u00e0<\/strong>. In un mondo che investe risorse infinite per armarsi contro minacce esterne,<strong>&nbsp;la vera minaccia esistenziale \u00e8 la perdita della pace stessa.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Destinare i soldi alla conversione ecologica invece che alle armi \u00e8 una scelta politica. L\u2019informazione ha la responsabilit\u00e0 cruciale di offrire elementi utili per un\u2019analisi critica della realt\u00e0. 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