Si afferma sempre di più, a partire dalle città, la necessitò di una società inclusiva, capace di redistribuire ricchezza, sapere, potere per realizzare insieme una conversione ecologica ed una seria uguaglianza di genere.
Di Silvio Minnetti
Fonte: CITTÀ NUOVA
Si è esaurita la grande spinta populista che ha portato alla vittoria di Trump, al governo giallo- verde del 2018 e alla Brexit. La pandemia ha messo in evidenza i limiti dei populisti al potere, la loro incapacità di mantenere le promesse elettorali. Ora, in una situazione molto critica anche a livello geopolitico internazionale, le democrazie liberali si trovano di fronte ad una alternativa: fare riforme strutturali per ridurre le gravi disuguaglianze, per dissolvere rabbia e risentimento e costruire una società più giusta ed inclusiva oppure assistere alla vittoria di forze illiberali, tramontate le illusioni del populismo.
Lo scontro è evidente in Francia nelle prossime legislative, dopo le Presidenziali, e soprattutto nella guerra tra autocrazie/dittature e democrazie liberali in Ucraina. La via è tracciata: uscire dalla logica del popolo contro élite, abbandonare sola protesta per essere cittadini protagonisti.
Possiamo salvare le nostre democrazie attraverso la cittadinanza consapevole dopo la stagione della rabbia e del risentimento. I problemi sollevati dal sovranismo, a seguito della crisi finanziaria del 2008, devono essere risolti con soluzioni eque ed efficaci basate su un nuovo patto sociale.
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